DCCCLIIAnno diCristoDCCCLII. IndizioneXV.Leone IVpapa 6.Lottarioimperad. 33, 30 e 13.Lodovico IIimperad. 4 e 3.Tale e tanta fu l'assistenza e premura del sommopontefice Leoneper la fabbrica della già ideata ed incominciata città intorno alla basilica vaticana, che in questo anno essa si vide felicemente compiuta[Anast. Biblioth., in Vit. Leonis IV.]. Scelse egli il dì 28 di giugno, cioè la vigilia della festa de' santi apostoli Pietro e Paolo per benedirla: il che fu fatto con incredibil letizia di tutto il popolo romano, e coll'intervento di tutti i vescovi e sacerdoti, con una divota processione d'esso papa e clero, che a piè nudi e colla cenere sul capo fecero il giro delle mura, ed implorarono l'aiuto e la protezione di Dio sopra la nuova città. Ad essa fu posto il nome dicittà leonina; e il papa in tal occasione fecedei magnifici regali al clero, alla nobiltà romana e a varie altre persone. Nè qui si fermò l'insigne vigilanza di questo pontefice. Andava egli tutto dì pensando come si potesse rimettere in buono stato la disabitata città di Porto, per assicurarla dai tentativi de' Saraceni che erano in questi tempi il terrore del litorale mediterraneo de' Cristiani in Italia, siccome i Normanni erano per la Francia. Volle Dio che circa questi tempi capitassero a Roma, per chiedere a lui soccorso, alcune migliaia di Corsi fuggiti dal loro paese per paura de' suddetti Mori. Gli accolse con amore di padre il buon papa, ascoltò con tenerezza tutti i loro affanni, e ad essi in fine esibì il soggiorno nella suddetta città, e terre e prati e vigne per le loro famiglie, che erano della camera pontificia e dei monasteri e d'altre persone, purchè promettessero d'essere fedeli a lui e ai successori pontefici in avvenire. Promise quella gente non solamente la dovuta fedeltà, ma eziandio di vivere sempre e morire in quel luogo; e però il pontefice a titolo di limosina inbenefizio delle anime degl'imperadori Lottario e Lodovico, e della sua propria, assegnò loro quelle abitazioni, e ne spedì la bolla, con dichiarare che quel dono durerebbe finchè essi Corsi fossero fedeli ed ubbidienti ai papi e al popolo romano. Trovavansi parimente diroccate le mura e porte d'Orta e d'Ameria, cioè aperto il campo ai ladri ed assassini di danneggiar gli abitatori di quelle città. Accorse al bisogno loro la munificenza dell'ottimo pontefice; nè passò molto che di nuove mura e porte avendole cinte, le assicurò dai pericoli ne' tempi avvenire. In quest'anno ci assicurano gli Annali di san Bertino[Annales Franc. Bertiniani.]che l'imperadorLodovico II, il quale si trovava in Mantova nel dìVIII kal. martias, come risulta da un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. XXIX, p. 867.], si portò con una buona armata nel ducato di Benevento, ed assediò la città di Bari, tempofa occupata, come di sopra dicemmo, e signoreggiata dai Saraceni, da dove poi facevano spesso scorrerie a danneggiare i circonvicini paesi. Avevano già le sue macchine, dopo molto tempo e fatiche, aperta la breccia, ed egli era risoluto di passare all'assalto con tutta apparenza di potervi entrar colla forza: quando alcuni suoi poco saggi consiglieri il fecero desistere, col pretesto che molto tesoro era in quella raunato, e tutto si perderebbe, se la città restava presa per assalto, e che era meglio guadagnarla per capitolazione. Ma i Mori nella notte seguente seppero così ben profittare del tempo loro lasciato, che chiusero la breccia con una forte travata, dimodochè nel dì seguente si risero della bravura ossia della semplicità degli assedianti. E l'Augusto Lodovico non volendo maggiormente consumar la sua armata intorno a sì forte città, se ne tornò con poca gloria in Lombardia. Erchemperto[Erchempertus Hist., cap. 20.]anch'egli fa menzione di questo fatto, con dire che iSaraceni, chiamati da luiAgareni, edIsmaelitida altri, abitanti in Bari, non cessavano di fare scorrerie per tutta la Puglia e Calabria, e di mettere a poco a poco tutto il ducato di Benevento non men che quello di Salerno a sacco. Spronati da tante miserieBassacio abbatedi Monte Casino eJacopo abbatedi san Vincenzo di Volturno, andarono a trovare l'imperador Lodovico II, ed eccitata in lui la compassione, il trassero di nuovo all'assedio di Bari. Ma da' Capuani, che doveano concorrere a quell'impresa, egli si trovò burlato. Niun d'essi vi comparve. Solamente v'inviarono il loro vescovoLandolfoa fargli de' complimenti. Stomacato l'imperadore della lor doppiezza, e veggendo di perdere il tempo intorno a quella città, ricondusse l'esercito suo a casa,concesso principatu salernitano Ademario fortissimo et illustri viro, et Siconolfi filium exulem fecit. Di ciò parleremo all'anno seguente, in cui probabilmente questo fatto accadde. Dagli attidel concilio romano tenuto nell'anno seguente apparisce che papaLeones'era fermato per qualche giorno in Ravenna insieme coll'imperadorLodovicoper trattare di varii affari. Si può credere che ciò avvenisse nel suo ritorno dall'assedio di Bari.
Tale e tanta fu l'assistenza e premura del sommopontefice Leoneper la fabbrica della già ideata ed incominciata città intorno alla basilica vaticana, che in questo anno essa si vide felicemente compiuta[Anast. Biblioth., in Vit. Leonis IV.]. Scelse egli il dì 28 di giugno, cioè la vigilia della festa de' santi apostoli Pietro e Paolo per benedirla: il che fu fatto con incredibil letizia di tutto il popolo romano, e coll'intervento di tutti i vescovi e sacerdoti, con una divota processione d'esso papa e clero, che a piè nudi e colla cenere sul capo fecero il giro delle mura, ed implorarono l'aiuto e la protezione di Dio sopra la nuova città. Ad essa fu posto il nome dicittà leonina; e il papa in tal occasione fecedei magnifici regali al clero, alla nobiltà romana e a varie altre persone. Nè qui si fermò l'insigne vigilanza di questo pontefice. Andava egli tutto dì pensando come si potesse rimettere in buono stato la disabitata città di Porto, per assicurarla dai tentativi de' Saraceni che erano in questi tempi il terrore del litorale mediterraneo de' Cristiani in Italia, siccome i Normanni erano per la Francia. Volle Dio che circa questi tempi capitassero a Roma, per chiedere a lui soccorso, alcune migliaia di Corsi fuggiti dal loro paese per paura de' suddetti Mori. Gli accolse con amore di padre il buon papa, ascoltò con tenerezza tutti i loro affanni, e ad essi in fine esibì il soggiorno nella suddetta città, e terre e prati e vigne per le loro famiglie, che erano della camera pontificia e dei monasteri e d'altre persone, purchè promettessero d'essere fedeli a lui e ai successori pontefici in avvenire. Promise quella gente non solamente la dovuta fedeltà, ma eziandio di vivere sempre e morire in quel luogo; e però il pontefice a titolo di limosina inbenefizio delle anime degl'imperadori Lottario e Lodovico, e della sua propria, assegnò loro quelle abitazioni, e ne spedì la bolla, con dichiarare che quel dono durerebbe finchè essi Corsi fossero fedeli ed ubbidienti ai papi e al popolo romano. Trovavansi parimente diroccate le mura e porte d'Orta e d'Ameria, cioè aperto il campo ai ladri ed assassini di danneggiar gli abitatori di quelle città. Accorse al bisogno loro la munificenza dell'ottimo pontefice; nè passò molto che di nuove mura e porte avendole cinte, le assicurò dai pericoli ne' tempi avvenire. In quest'anno ci assicurano gli Annali di san Bertino[Annales Franc. Bertiniani.]che l'imperadorLodovico II, il quale si trovava in Mantova nel dìVIII kal. martias, come risulta da un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. XXIX, p. 867.], si portò con una buona armata nel ducato di Benevento, ed assediò la città di Bari, tempofa occupata, come di sopra dicemmo, e signoreggiata dai Saraceni, da dove poi facevano spesso scorrerie a danneggiare i circonvicini paesi. Avevano già le sue macchine, dopo molto tempo e fatiche, aperta la breccia, ed egli era risoluto di passare all'assalto con tutta apparenza di potervi entrar colla forza: quando alcuni suoi poco saggi consiglieri il fecero desistere, col pretesto che molto tesoro era in quella raunato, e tutto si perderebbe, se la città restava presa per assalto, e che era meglio guadagnarla per capitolazione. Ma i Mori nella notte seguente seppero così ben profittare del tempo loro lasciato, che chiusero la breccia con una forte travata, dimodochè nel dì seguente si risero della bravura ossia della semplicità degli assedianti. E l'Augusto Lodovico non volendo maggiormente consumar la sua armata intorno a sì forte città, se ne tornò con poca gloria in Lombardia. Erchemperto[Erchempertus Hist., cap. 20.]anch'egli fa menzione di questo fatto, con dire che iSaraceni, chiamati da luiAgareni, edIsmaelitida altri, abitanti in Bari, non cessavano di fare scorrerie per tutta la Puglia e Calabria, e di mettere a poco a poco tutto il ducato di Benevento non men che quello di Salerno a sacco. Spronati da tante miserieBassacio abbatedi Monte Casino eJacopo abbatedi san Vincenzo di Volturno, andarono a trovare l'imperador Lodovico II, ed eccitata in lui la compassione, il trassero di nuovo all'assedio di Bari. Ma da' Capuani, che doveano concorrere a quell'impresa, egli si trovò burlato. Niun d'essi vi comparve. Solamente v'inviarono il loro vescovoLandolfoa fargli de' complimenti. Stomacato l'imperadore della lor doppiezza, e veggendo di perdere il tempo intorno a quella città, ricondusse l'esercito suo a casa,concesso principatu salernitano Ademario fortissimo et illustri viro, et Siconolfi filium exulem fecit. Di ciò parleremo all'anno seguente, in cui probabilmente questo fatto accadde. Dagli attidel concilio romano tenuto nell'anno seguente apparisce che papaLeones'era fermato per qualche giorno in Ravenna insieme coll'imperadorLodovicoper trattare di varii affari. Si può credere che ciò avvenisse nel suo ritorno dall'assedio di Bari.