DCCCLIVAnno diCristoDCCCLIV. IndizioneII.Leone IVpapa 8.Lottarioimper. 35, 32 e 15.Lodovico IIimperad. 6 e 5.Correvano già quarant'anni che la città di Centocelle, colle mura per terra, e dagli abitanti fuggiti, per timore de' Saraceni, abbandonata, era divenuta un deserto[Anastas. Bibliothec., in Vita Leon. IV.]. I suoi cittadini, a guisa di fiere, abitavano per gli boschi e monti, e neppur ivi si tenevano sicuri. Pensava tutto dì il vigilantissimopapa Leonealla maniera di sovvenir alle miserie e al bisogno di questi suoi sudditi. Ispirato da Dio, fece cercare un sito proprio per fondarviuna nuova città, dove fosse abbondanza di acque e comodo per mulini. Si ritrovò questo dodici miglia lungi dalla suddetta città di Centocelle, e però quivi con tutto vigore fu dato principio alla fabbrica delle mura, delle porte, chiese e case; e compiuto il lavoro, vi si portò il papa a visitarlo e benedirlo, con ordinar che tal città portasse da lì innanzi il nome diLeopoli. D'essa oggidì forse non resta vestigio. E perciocchè quegli abitanti col tempo dovettero tornare alla città vecchia di Centocelle, però giustamente si può conghietturare che il nome diCentocellesi mutasse nel moderno diCività Vecchia. Restò in quest'anno alquanto turbata la buona armonia fraLottario imperadoree ilre Lodovicosuo fratello[Annales Franc. Bertiniani.]. Una parte del popolo di Aquitania, disgustata delre Carlo Calvo, mandò ad esibirsi pronta a ricevere per suo reLodovicofigliuolo di essoLodovico re della Germania. Non lasciò l'ingorda ambizione cadere per terra cotal offerta. Andò esso giovane Lodovico, e fu accettato da quella fazione. Mise questa novità il cervello a partito del re Carlo; e però si strinse in lega particolare coll'imperador Lottario, al quale neppur piacea che il fratello Lodovico volesse accrescere la sua potenza collo spoglio degli altri fratelli. Passò il re Carlo in Aquitania collo esercito suo, ma non altro fece che mettere a fuoco parte del paese. Essendovi nondimeno ritornato con più forze[Annal. Franc. Fuldenses.], e scorgendo il giovane Lodovico che non mancavano nell'Aquitania varii popoli contrarii ai di lui disegni, abbandonò quell'impresa e tornossene a casa: e tanto più perchèPippinofigliuolo del giàre Pippino, scappato dal monistero, dove stava rinchiuso, fu ben accolto dalla maggior parte degli Aquitani. Per cagione di tali turbolenze seguì nell'anno presente un abboccamento fra i due fratelliLottario imperadoreeLodovico redi Germania.Sulle prime passarono fra loro delle parole calde; ma in fine si rappezzò la buona amicizia: del che prese molta gelosia e sospetto ilre Carlo Calvo. In quest'anno, secondo i conti di Camillo Pellegrino, terminò il corso di sua vitaRadelgarioprincipe di Benevento. Ma forse all'anno precedente si dee riferire la sua morte[Erchempertus, Hist., cap. 20.]. Ebbe per successoreAdelchiossiaAdelgisosuo fratello, uomo di costumi dolci e mansueti, e sì cortese, che non v'era persona che non lo amasse. Contuttociò, a cagion de' Saraceni e della division del ducato, ogni dì più andavano peggiorando gli affari in quelle contrade. Nè si dee tralasciare che in questi tempi, per quanto eruditamente osservò il padre Mabillone[Mabillonius, in Annal. Benedictin. lib. 34, cap. 72.], fioriva in RomaGiovanni Diaconodella santa Chiesa romana, autor della vita di san Gregorio Magno e d'altre opere, delle quali fa menzione la storia letteraria. Da un placito, che si legge nella Cronica del monistero di Volturno[Chron. Volturnens., P. II, tom. 1 Rer. Ital.], si raccoglie che in questi tempi era tuttavia duca di Spoleti Guido, di cui fu fatta menzione nell'anno antecedente. In quest'anno noi troviamo Lodovico II Augusto in Brescia nel dì 13 di giugno, dove con suo diploma confermò i beni della chiesa di Novara aDodonevescovo. In esso egli s'intitolaimperadore augusto, e figliuolo dell'invittissimo signore Lottario imperadore.
Correvano già quarant'anni che la città di Centocelle, colle mura per terra, e dagli abitanti fuggiti, per timore de' Saraceni, abbandonata, era divenuta un deserto[Anastas. Bibliothec., in Vita Leon. IV.]. I suoi cittadini, a guisa di fiere, abitavano per gli boschi e monti, e neppur ivi si tenevano sicuri. Pensava tutto dì il vigilantissimopapa Leonealla maniera di sovvenir alle miserie e al bisogno di questi suoi sudditi. Ispirato da Dio, fece cercare un sito proprio per fondarviuna nuova città, dove fosse abbondanza di acque e comodo per mulini. Si ritrovò questo dodici miglia lungi dalla suddetta città di Centocelle, e però quivi con tutto vigore fu dato principio alla fabbrica delle mura, delle porte, chiese e case; e compiuto il lavoro, vi si portò il papa a visitarlo e benedirlo, con ordinar che tal città portasse da lì innanzi il nome diLeopoli. D'essa oggidì forse non resta vestigio. E perciocchè quegli abitanti col tempo dovettero tornare alla città vecchia di Centocelle, però giustamente si può conghietturare che il nome diCentocellesi mutasse nel moderno diCività Vecchia. Restò in quest'anno alquanto turbata la buona armonia fraLottario imperadoree ilre Lodovicosuo fratello[Annales Franc. Bertiniani.]. Una parte del popolo di Aquitania, disgustata delre Carlo Calvo, mandò ad esibirsi pronta a ricevere per suo reLodovicofigliuolo di essoLodovico re della Germania. Non lasciò l'ingorda ambizione cadere per terra cotal offerta. Andò esso giovane Lodovico, e fu accettato da quella fazione. Mise questa novità il cervello a partito del re Carlo; e però si strinse in lega particolare coll'imperador Lottario, al quale neppur piacea che il fratello Lodovico volesse accrescere la sua potenza collo spoglio degli altri fratelli. Passò il re Carlo in Aquitania collo esercito suo, ma non altro fece che mettere a fuoco parte del paese. Essendovi nondimeno ritornato con più forze[Annal. Franc. Fuldenses.], e scorgendo il giovane Lodovico che non mancavano nell'Aquitania varii popoli contrarii ai di lui disegni, abbandonò quell'impresa e tornossene a casa: e tanto più perchèPippinofigliuolo del giàre Pippino, scappato dal monistero, dove stava rinchiuso, fu ben accolto dalla maggior parte degli Aquitani. Per cagione di tali turbolenze seguì nell'anno presente un abboccamento fra i due fratelliLottario imperadoreeLodovico redi Germania.Sulle prime passarono fra loro delle parole calde; ma in fine si rappezzò la buona amicizia: del che prese molta gelosia e sospetto ilre Carlo Calvo. In quest'anno, secondo i conti di Camillo Pellegrino, terminò il corso di sua vitaRadelgarioprincipe di Benevento. Ma forse all'anno precedente si dee riferire la sua morte[Erchempertus, Hist., cap. 20.]. Ebbe per successoreAdelchiossiaAdelgisosuo fratello, uomo di costumi dolci e mansueti, e sì cortese, che non v'era persona che non lo amasse. Contuttociò, a cagion de' Saraceni e della division del ducato, ogni dì più andavano peggiorando gli affari in quelle contrade. Nè si dee tralasciare che in questi tempi, per quanto eruditamente osservò il padre Mabillone[Mabillonius, in Annal. Benedictin. lib. 34, cap. 72.], fioriva in RomaGiovanni Diaconodella santa Chiesa romana, autor della vita di san Gregorio Magno e d'altre opere, delle quali fa menzione la storia letteraria. Da un placito, che si legge nella Cronica del monistero di Volturno[Chron. Volturnens., P. II, tom. 1 Rer. Ital.], si raccoglie che in questi tempi era tuttavia duca di Spoleti Guido, di cui fu fatta menzione nell'anno antecedente. In quest'anno noi troviamo Lodovico II Augusto in Brescia nel dì 13 di giugno, dove con suo diploma confermò i beni della chiesa di Novara aDodonevescovo. In esso egli s'intitolaimperadore augusto, e figliuolo dell'invittissimo signore Lottario imperadore.