DCCCLVII

DCCCLVIIAnno diCristoDCCCLVII. IndizioneV.Benedetto IIIpapa 3.Lodovico IIimp. 9, 8 e 3.Due strepitose brighe in questi tempi insorsero che diedero per gran tempo da faticare alla sede apostolica. Avea nell'anno antecedenteLottariore della Lottaringia, ossia della Lorena, fratello dell'imperadorLodovico, presa per moglieTeotberga, e dichiaratala regina. Ma egli anche prima teneva un segreto legame di affetto con Gualdrada sua concubina. Gli Annali bertiniani[Annales Franc. Bertiniani.]notano, che vivendo ancheLottario Augustosuo padre, egli menava una vita dissoluta negli adulterii. Poi soggiungono, che prevalendo le fiamme della sua impurità e l'attaccamento a Gualdrada, cominciò ben tosto, cioè nell'anno presente, a rigettar dal suo letto, e poi dalla corte la regina Teotberga; il che cagionò dei gravi sconcerti, de' quali parla a lungo la storia ecclesiastica. Peggiore di lungamano fu l'altro affare. Passava da gran tempo buona armonia e unità di dottrina fra la santa sede romana e i patriarchi d'Oriente[Nicetas, in Vit. S. Ignatii.], ed allora spezialmente sedeva nella cattedra di CostantinopoliIgnaziopersonaggio di santa vita. Perchè questo zelantissimo pastore non volle condiscendere ad alcune empie dimande dell'imperadorMichele, fu deposto; eFozio, uomo laico di gran sapere, ma di maggiore ambizione, e mirabile imbroglione di questi tempi, che avea soffiato segretamente in quel fuoco, seppe così bene adoperarsi, che venne ad occupare la sedia patriarcale tolta al vero pastore. Di qui ebbe principio lo scisma de' Greci, che cessò bene da lì a qualche tempo, ma non ne seccarono mai le radici, le quali risorsero poi più vigorose che mai nel secolo undecimo, e durano tuttavia con lagrimevol separazione dei Greci dalla Chiesa romana maestra di tutte l'altre. Non si può dire quante cure costasse, quanti affanni ai papi susseguenti una tal mutazione di cose nella real città e Chiesa di Costantinopoli. Ne accenneremo qualche altra notizia andando innanzi, con riserbarne il disteso racconto a chi vorrà consultar sopra ciò la storia ecclesiastica. Nell'anno presente ancora, secondo gli Annali di san Bertino, l'imperador Lodovicofece un abboccamento conLodovico re della Germaniasuo zio, e fra di loro fu conchiuso, o confermato un trattato di lega. Quest'anno riferisce il padre Mabillone[Mabillonius, in Annal. Benedictin. ad ann. 857.]un avvenimento preso dall'Italia sacra dell'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 2, in Episc. Ferrariens.], cioè la fabbrica del monistero di san Bartolomeo di Ferrara, e la presa e distruzion di Comacchio fatta dalle armi de' Veneziani, irritati perchèMarino contedi quella città avesse carcerato Badoario nipote diGiovannidoge di Venezia, nell'andare ch'egli faceva a Roma, e datagli ancheuna ferita, per cui si morì. Ma quel racconto è sporcato da non poche favole; e l'affare di Marino conte, siccome vedremo, accadde circa l'anno 881. Intanto i Normanni flagellavano a più non posso la Francia, con aver portata la desolazione fino alla stessa città di Parigi, e a quelle di Tours, Blois, Roano, Beauvais, ed altre. E che parte d'essi ancora giugnesse per mare a danneggiar l'Italia, si raccoglie dalla storia della traslazione di san Filiberto abbate, data alla luce da esso padre Mabillone[Mabillonius, Saecul. IV Benedictin., P. I.]. Le traslazioni appunto dei corpi de' santi in questi tempi seguitavano ad essere frequenti in Francia e in Germania, cercando tutti di mettere in salvo le reliquie de' loro santi, e di sottrarle alla rabbia de' Normanni, tutti allora gente pagana e nemica del nome cristiano.

Due strepitose brighe in questi tempi insorsero che diedero per gran tempo da faticare alla sede apostolica. Avea nell'anno antecedenteLottariore della Lottaringia, ossia della Lorena, fratello dell'imperadorLodovico, presa per moglieTeotberga, e dichiaratala regina. Ma egli anche prima teneva un segreto legame di affetto con Gualdrada sua concubina. Gli Annali bertiniani[Annales Franc. Bertiniani.]notano, che vivendo ancheLottario Augustosuo padre, egli menava una vita dissoluta negli adulterii. Poi soggiungono, che prevalendo le fiamme della sua impurità e l'attaccamento a Gualdrada, cominciò ben tosto, cioè nell'anno presente, a rigettar dal suo letto, e poi dalla corte la regina Teotberga; il che cagionò dei gravi sconcerti, de' quali parla a lungo la storia ecclesiastica. Peggiore di lungamano fu l'altro affare. Passava da gran tempo buona armonia e unità di dottrina fra la santa sede romana e i patriarchi d'Oriente[Nicetas, in Vit. S. Ignatii.], ed allora spezialmente sedeva nella cattedra di CostantinopoliIgnaziopersonaggio di santa vita. Perchè questo zelantissimo pastore non volle condiscendere ad alcune empie dimande dell'imperadorMichele, fu deposto; eFozio, uomo laico di gran sapere, ma di maggiore ambizione, e mirabile imbroglione di questi tempi, che avea soffiato segretamente in quel fuoco, seppe così bene adoperarsi, che venne ad occupare la sedia patriarcale tolta al vero pastore. Di qui ebbe principio lo scisma de' Greci, che cessò bene da lì a qualche tempo, ma non ne seccarono mai le radici, le quali risorsero poi più vigorose che mai nel secolo undecimo, e durano tuttavia con lagrimevol separazione dei Greci dalla Chiesa romana maestra di tutte l'altre. Non si può dire quante cure costasse, quanti affanni ai papi susseguenti una tal mutazione di cose nella real città e Chiesa di Costantinopoli. Ne accenneremo qualche altra notizia andando innanzi, con riserbarne il disteso racconto a chi vorrà consultar sopra ciò la storia ecclesiastica. Nell'anno presente ancora, secondo gli Annali di san Bertino, l'imperador Lodovicofece un abboccamento conLodovico re della Germaniasuo zio, e fra di loro fu conchiuso, o confermato un trattato di lega. Quest'anno riferisce il padre Mabillone[Mabillonius, in Annal. Benedictin. ad ann. 857.]un avvenimento preso dall'Italia sacra dell'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 2, in Episc. Ferrariens.], cioè la fabbrica del monistero di san Bartolomeo di Ferrara, e la presa e distruzion di Comacchio fatta dalle armi de' Veneziani, irritati perchèMarino contedi quella città avesse carcerato Badoario nipote diGiovannidoge di Venezia, nell'andare ch'egli faceva a Roma, e datagli ancheuna ferita, per cui si morì. Ma quel racconto è sporcato da non poche favole; e l'affare di Marino conte, siccome vedremo, accadde circa l'anno 881. Intanto i Normanni flagellavano a più non posso la Francia, con aver portata la desolazione fino alla stessa città di Parigi, e a quelle di Tours, Blois, Roano, Beauvais, ed altre. E che parte d'essi ancora giugnesse per mare a danneggiar l'Italia, si raccoglie dalla storia della traslazione di san Filiberto abbate, data alla luce da esso padre Mabillone[Mabillonius, Saecul. IV Benedictin., P. I.]. Le traslazioni appunto dei corpi de' santi in questi tempi seguitavano ad essere frequenti in Francia e in Germania, cercando tutti di mettere in salvo le reliquie de' loro santi, e di sottrarle alla rabbia de' Normanni, tutti allora gente pagana e nemica del nome cristiano.


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