DCCLXIAnno diCristoDCCLXI. IndizioneXIV.PaoloI papa 5.CostantinoCopronimo imperadore 42 e 21.LeoneIV imperadore 11.Desideriore 5.Adelgisore 3.Sembra che fossero già quetati tutti i litigii fra il ponteficePaolo IeDesideriore de' Longobardi, e dall'una e dall'altra parte seguita la restituzione dei patrimonii e d'altri diritti. Ma non si provava già la stessa quiete e pace dalla parte de' Greci, a' quali stava nel cuore la doglia del perduto esarcato, e la brama di ricuperarlo. Perciò probabilmente appartiene all'anno presente la letteraventottesima del Codice Carolino, con cui esso papa notifica al re Pippino, patrizio de' Romani, d'essergli stata inviata daSergioarcivescovo di Ravenna una lettera scritta da Leone ministro imperiale alla provincia di Ravenna, con esortar que' popoli a tornare sotto l'ubbidienza dell'imperador suo padrone. Però prega esso re dei Franchi di voler ordinare al re Desiderio, che, occorrendo il bisogno, porga aiuto alle città di Ravenna e della Pentapoli, per resistere ai tentativi dei Greci. Parimente nell'epistola trentesima, che pare scritta in questo medesimo anno dal suddetto papa, si legge aver Pippino raccomandato ad esso pontefice di camminar con buona concordia e pace col re Desiderio: il che promette lo stesso pontefice di fare, ogni qualvolta Desiderio continui nell'amore e nella buona fede promessa verso la Sede apostolica. Anzi soggiugne, essere già stabilito che segua un abboccamento fra di loro in Ravenna, per trattare d'affari utili alla Chiesa, e delle maniere di opporsi alle malizie de' Greci, più che mai ansanti di ricuperar quella contrada. Se seguisse poi di fatto questo abboccamento, noi nol sappiamo. Truovansi replicati questi sentimenti nell'epistola trentesimaterza del medesimo papa Paolo. Riferisce in quest'anno il cardinal Baronio una Bolla del soprammentovato papa Paolo, conceduta al monistero da lui fondato in onore di s. Stefano I papa e martire, e di san Silvestro papa, il cui corpo si dice trasferito colà: notizia che non s'accorda colla Bolla primordiale della badia nonantolana, di cui fu fatta menzione all'anno 755. Le note cronologiche son queste:Datum IV nonas junii, imperante domino Constantino Augusto, a Deo coronato magno imperatore, anno quadragesimoprimo, ex quo cum patre regnare coepit, et post consulatum ejus anno vicesimoprimo, indictione decimaquarta. Se crediamo al padre Pagi, si ha da scrivere anno quadragesimoprimo, et post consulatum ejus anno XX. Mapotrebbe anche darsi che l'errore fosse non già in quella Bolla, ma bensì nei conti del padre Pagi. E noi intanto miriamo continuarsi ne' pubblici documenti romani la menzione dell'imperadore: il che soleva essere indizio della continuata sovranità.
Sembra che fossero già quetati tutti i litigii fra il ponteficePaolo IeDesideriore de' Longobardi, e dall'una e dall'altra parte seguita la restituzione dei patrimonii e d'altri diritti. Ma non si provava già la stessa quiete e pace dalla parte de' Greci, a' quali stava nel cuore la doglia del perduto esarcato, e la brama di ricuperarlo. Perciò probabilmente appartiene all'anno presente la letteraventottesima del Codice Carolino, con cui esso papa notifica al re Pippino, patrizio de' Romani, d'essergli stata inviata daSergioarcivescovo di Ravenna una lettera scritta da Leone ministro imperiale alla provincia di Ravenna, con esortar que' popoli a tornare sotto l'ubbidienza dell'imperador suo padrone. Però prega esso re dei Franchi di voler ordinare al re Desiderio, che, occorrendo il bisogno, porga aiuto alle città di Ravenna e della Pentapoli, per resistere ai tentativi dei Greci. Parimente nell'epistola trentesima, che pare scritta in questo medesimo anno dal suddetto papa, si legge aver Pippino raccomandato ad esso pontefice di camminar con buona concordia e pace col re Desiderio: il che promette lo stesso pontefice di fare, ogni qualvolta Desiderio continui nell'amore e nella buona fede promessa verso la Sede apostolica. Anzi soggiugne, essere già stabilito che segua un abboccamento fra di loro in Ravenna, per trattare d'affari utili alla Chiesa, e delle maniere di opporsi alle malizie de' Greci, più che mai ansanti di ricuperar quella contrada. Se seguisse poi di fatto questo abboccamento, noi nol sappiamo. Truovansi replicati questi sentimenti nell'epistola trentesimaterza del medesimo papa Paolo. Riferisce in quest'anno il cardinal Baronio una Bolla del soprammentovato papa Paolo, conceduta al monistero da lui fondato in onore di s. Stefano I papa e martire, e di san Silvestro papa, il cui corpo si dice trasferito colà: notizia che non s'accorda colla Bolla primordiale della badia nonantolana, di cui fu fatta menzione all'anno 755. Le note cronologiche son queste:Datum IV nonas junii, imperante domino Constantino Augusto, a Deo coronato magno imperatore, anno quadragesimoprimo, ex quo cum patre regnare coepit, et post consulatum ejus anno vicesimoprimo, indictione decimaquarta. Se crediamo al padre Pagi, si ha da scrivere anno quadragesimoprimo, et post consulatum ejus anno XX. Mapotrebbe anche darsi che l'errore fosse non già in quella Bolla, ma bensì nei conti del padre Pagi. E noi intanto miriamo continuarsi ne' pubblici documenti romani la menzione dell'imperadore: il che soleva essere indizio della continuata sovranità.