DCCLXII

DCCLXIIAnno diCristoDCCLXII. IndizioneXV.PaoloI papa 6.CostantinoCopronimo imperadore 45 e 22.LeoneIV imperadore 12.Desideriore 6.Adelgisore 4.Leggesi nel Codice Carolino una Bolla di papaPaolo, sotto nome di epistola duodecima, in cui concede al rePippinoil monistero di san Silvestro, posto nel monte Soratte, con tre altri monisteri da quello dipendenti, cioè di santo Stefano martire, di santo Andrea apostolo e di san Vittore,a praesenti quintadecima Indictione, per sostentamento de' pellegrini, de' poveri e de' monaci. PerchèCarlomannofratello di esso re Pippino avea qui professata la vita monastica, e, quel che è più, era stato fondatore di quel monistero, si può credere che il re desiderasse d'averlo in suo dominio, ossia sotto la sua protezione e cura, per benefizio ancora del medesimo sacro luogo. Forse ancora nell'anno presente (se pur non fu nell'antecedente) scrisse il medesimo pontefice al re Pippino la lettera trigesima quarta del Codice Carolino, con dargli ragguaglio di avere da buona parte ricevuto avviso, come i Greci, nemici della Chiesa di Dio e della vera fede, meditavano in buona forma di venire ostilmente contra di esso papa e contra di Ravenna, ed esser eglino in movimento per questa impresa. Perciò efficacementeil prega di spedire un inviato al re Desiderio, con raccomandargli di porgere un gagliardo soccorso, qualora venissero ad effetto cotali minacce, e di pregarlo che comandi ai popoli diBenevento, Spoleti e Toscana, confinanti al ducato romano, di accorrere, bisognando, in aiuto di lui. Certamente pare che que' duchi si fossero suggettati al dominio di Pippino, e che ciò si ricavi ancora dall'epistola quindicesima del Codice Carolino. Basta almeno questa notizia per convincere d'insussistenza la narrativa di Leone Ostiense, che stimò compreso nella donazion di Pippino i ducati di Benevento e Spoleti, siccome abbiam detto di sopra. Era in questi tempi impegnato il re Pippino in una scabrosa guerra contro diGuaifarioduca di Aquitania, la quale, cominciata nell'anno 760, durò sino all'anno 768, e terminò colla morte di quel duca. All'incontro, l'imperador Costantino seguitava a perseguitar le sacre immagini, e chiunque le difendeva e onorava, e specialmente i monaci, con giugnere a proibire che alcuno abbracciasse il santo loro istituto. Ci fa sapere Anastasio[Anastas. Bibliothec., in Vita Pauli Papae.]che lo zelante papaPaolospedì più messi con lettere esortatorie agl'imperadoriCostantinoe Leone, acciocchè rimettessero in onore esse sacre immagini, e desistessero dall'odio contra delle medesime e de' loro veneratori. Ma frustranei furono tutti questi passi. E qui ben s'intende, come fra il romano pontefice e la corte cesarea seguissero sì fatti negoziati, senza che apparisca dalle memorie antiche che i Greci Augusti facessero doglianza alcuna pel dominio di Roma, quando sia vero che ne fossero stati esclusi e privati, come vien supposto da molti. Consta che la facevano per l'esarcato; ma nulla mai si parla di Roma.

Leggesi nel Codice Carolino una Bolla di papaPaolo, sotto nome di epistola duodecima, in cui concede al rePippinoil monistero di san Silvestro, posto nel monte Soratte, con tre altri monisteri da quello dipendenti, cioè di santo Stefano martire, di santo Andrea apostolo e di san Vittore,a praesenti quintadecima Indictione, per sostentamento de' pellegrini, de' poveri e de' monaci. PerchèCarlomannofratello di esso re Pippino avea qui professata la vita monastica, e, quel che è più, era stato fondatore di quel monistero, si può credere che il re desiderasse d'averlo in suo dominio, ossia sotto la sua protezione e cura, per benefizio ancora del medesimo sacro luogo. Forse ancora nell'anno presente (se pur non fu nell'antecedente) scrisse il medesimo pontefice al re Pippino la lettera trigesima quarta del Codice Carolino, con dargli ragguaglio di avere da buona parte ricevuto avviso, come i Greci, nemici della Chiesa di Dio e della vera fede, meditavano in buona forma di venire ostilmente contra di esso papa e contra di Ravenna, ed esser eglino in movimento per questa impresa. Perciò efficacementeil prega di spedire un inviato al re Desiderio, con raccomandargli di porgere un gagliardo soccorso, qualora venissero ad effetto cotali minacce, e di pregarlo che comandi ai popoli diBenevento, Spoleti e Toscana, confinanti al ducato romano, di accorrere, bisognando, in aiuto di lui. Certamente pare che que' duchi si fossero suggettati al dominio di Pippino, e che ciò si ricavi ancora dall'epistola quindicesima del Codice Carolino. Basta almeno questa notizia per convincere d'insussistenza la narrativa di Leone Ostiense, che stimò compreso nella donazion di Pippino i ducati di Benevento e Spoleti, siccome abbiam detto di sopra. Era in questi tempi impegnato il re Pippino in una scabrosa guerra contro diGuaifarioduca di Aquitania, la quale, cominciata nell'anno 760, durò sino all'anno 768, e terminò colla morte di quel duca. All'incontro, l'imperador Costantino seguitava a perseguitar le sacre immagini, e chiunque le difendeva e onorava, e specialmente i monaci, con giugnere a proibire che alcuno abbracciasse il santo loro istituto. Ci fa sapere Anastasio[Anastas. Bibliothec., in Vita Pauli Papae.]che lo zelante papaPaolospedì più messi con lettere esortatorie agl'imperadoriCostantinoe Leone, acciocchè rimettessero in onore esse sacre immagini, e desistessero dall'odio contra delle medesime e de' loro veneratori. Ma frustranei furono tutti questi passi. E qui ben s'intende, come fra il romano pontefice e la corte cesarea seguissero sì fatti negoziati, senza che apparisca dalle memorie antiche che i Greci Augusti facessero doglianza alcuna pel dominio di Roma, quando sia vero che ne fossero stati esclusi e privati, come vien supposto da molti. Consta che la facevano per l'esarcato; ma nulla mai si parla di Roma.


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