DCCLXVII

DCCLXVIIAnno diCristoDCCLXVII. IndizioneV.Sede vacante.CostantinoCopronimo imperadore 48 e 27.LeoneIV imperadore 17.Desideriore 11.Adelgisore 9.L'ultimo anno fu questo della vita di papaPaolo I, che nel dì 28 di giugno passò a miglior vita, con portar seco il merito di molte illustri e pie azioni. Fu susseguita la morte sua da molti torbidi nella Chiesa romana. Perciocchè non per anche il buon papa avea spirato l'ultimo fiato, cheTotoneduca, cioè governatore di Nepi[Anastas., in Vit. Stephani III Papae.], insieme co' suoi fratelli Costantino, Passivo e Pasquale, fatta una raunata di assai gente d'essa città, e di Toscani e di rustici, ed entrato a mano armata per la porta di san Pancrazio in Roma, nella sua casa fece eleggere papa il suddetto suo fratelloCostantino, tuttochè laico, e coll'accompagnamento di que' suoi sgherri l'introdusse nel palazzo patriarcale del Laterano Sforzò dipoiGiorgiovescovo di Palestina suo malgrado a dargli la tonsura e i sacri ordini; dopo di che nella domenica susseguente, cioè nel dì quinto di luglio, si fece questo idolo consecrare papa da esso Giorgio, daEustrasiovescovo d'Albano e daCitonatovescovo di Porto. Non v'ha dubbio che l'assunzione di costui fu contro i sacri canoni, e per più motivi nulla e sacrilega: però non solo dipoi, ma anche allora da tutta la gente saggia e pia fu riguardato come falso pontefice. Premeva forte all'intruso Costantino di assicurarsi della grazia di Pippino re di Francia, nè fu pigro ad inviargli i suoi nunzii con lettere, nelle quali gli dava ad intendere d'essere statoper forza dalla concordia d'innumerabil popolo alzato alla cattedra di san Pietro, con fingere una grande umiltà e paura di tanto peso, e con pregarlo della sua amicizia e protezione. Ci ha conservato il Codice Carolino queste due lettere, e sono la nonagesima ottava e la nonagesima nona. Probabilmente il re Pippino, altronde informato come era passato l'affare, non cadde nella rete, nè volle riconoscere costui per vero papa. Succedette in quest'anno la morte di santoStefanojuniore, insigne monaco e martire d'Oriente, dopo avere sofferti varii tormenti e l'esilio dall'empio Costantino Copronimo, il quale seguitava in questi tempi a sfogare il suo odio e la crudeltà sua contro i difensori delle sacre immagini. Abbiamo nondimeno da una delle suddette lettere di Costantino falso papa, che era giunta a Roma una epistola sinodica del patriarca di Gerusalemme, con cui andavano d'accordo gli altri due patriarchi di Alessandria e d'Antiochia, ed assaissimi metropolitani orientali nel sostener l'onore d'esse immagini. Perchè questi si trovavano fuori del dominio, e per conseguente dell'unghie dell'Augusto Copronimo, però con libertà esponevano i lor sentimenti, che erano gli stessi della Chiesa cattolica.

L'ultimo anno fu questo della vita di papaPaolo I, che nel dì 28 di giugno passò a miglior vita, con portar seco il merito di molte illustri e pie azioni. Fu susseguita la morte sua da molti torbidi nella Chiesa romana. Perciocchè non per anche il buon papa avea spirato l'ultimo fiato, cheTotoneduca, cioè governatore di Nepi[Anastas., in Vit. Stephani III Papae.], insieme co' suoi fratelli Costantino, Passivo e Pasquale, fatta una raunata di assai gente d'essa città, e di Toscani e di rustici, ed entrato a mano armata per la porta di san Pancrazio in Roma, nella sua casa fece eleggere papa il suddetto suo fratelloCostantino, tuttochè laico, e coll'accompagnamento di que' suoi sgherri l'introdusse nel palazzo patriarcale del Laterano Sforzò dipoiGiorgiovescovo di Palestina suo malgrado a dargli la tonsura e i sacri ordini; dopo di che nella domenica susseguente, cioè nel dì quinto di luglio, si fece questo idolo consecrare papa da esso Giorgio, daEustrasiovescovo d'Albano e daCitonatovescovo di Porto. Non v'ha dubbio che l'assunzione di costui fu contro i sacri canoni, e per più motivi nulla e sacrilega: però non solo dipoi, ma anche allora da tutta la gente saggia e pia fu riguardato come falso pontefice. Premeva forte all'intruso Costantino di assicurarsi della grazia di Pippino re di Francia, nè fu pigro ad inviargli i suoi nunzii con lettere, nelle quali gli dava ad intendere d'essere statoper forza dalla concordia d'innumerabil popolo alzato alla cattedra di san Pietro, con fingere una grande umiltà e paura di tanto peso, e con pregarlo della sua amicizia e protezione. Ci ha conservato il Codice Carolino queste due lettere, e sono la nonagesima ottava e la nonagesima nona. Probabilmente il re Pippino, altronde informato come era passato l'affare, non cadde nella rete, nè volle riconoscere costui per vero papa. Succedette in quest'anno la morte di santoStefanojuniore, insigne monaco e martire d'Oriente, dopo avere sofferti varii tormenti e l'esilio dall'empio Costantino Copronimo, il quale seguitava in questi tempi a sfogare il suo odio e la crudeltà sua contro i difensori delle sacre immagini. Abbiamo nondimeno da una delle suddette lettere di Costantino falso papa, che era giunta a Roma una epistola sinodica del patriarca di Gerusalemme, con cui andavano d'accordo gli altri due patriarchi di Alessandria e d'Antiochia, ed assaissimi metropolitani orientali nel sostener l'onore d'esse immagini. Perchè questi si trovavano fuori del dominio, e per conseguente dell'unghie dell'Augusto Copronimo, però con libertà esponevano i lor sentimenti, che erano gli stessi della Chiesa cattolica.


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