DCCXC

DCCXCAnno diCristoDCCXC. IndizioneXIII.Adriano Ipapa 19.Costantinoimper. 15 e 11.Carlo Magnore de' Franchi e Longobardi 17.Pippinore d'Italia 10.In quest'anno, secondo gli Annali dei Franchi, niuna spedizion militare fu intrapresa daCarlo Magno. Solamente sappiamo[Eginhardus, in Annal. Franc.]che mentr'egli dimorava in Vormazia, vennero a trovarlo gli ambasciatori degli Avari, ossia degli Unni, padroni allora della Pannonia, oggidì chiamata Ungheria. Sino ai confini del loro dominio si stendevano i dominii di Carlo Magno, siccome padrone della Baviera; e lite appunto era fra loro a cagion d'essi confini. Non si potè venire ad un accordo, e di qui ebbe principio una nuova guerra, che nell'anno seguente accenneremo principiata contra di quei Barbari. Avea poi fin qui l'imperadriceIrenetenute le redini del governo in Oriente, lasciando solamente il nome di padrone al figliuoloCostantinoAugusto. Ma essendo egli giunto all'età di venti anni, insorsero de' consiglieri[Theoph., in Chronogr.]che gli insinuarono non aver egli più bisogno di nutrice per governare i suoi popoli, ed essere tempo di levare il maneggio alla ambiziosa madre e aStauraciopatrizio, che era dispotico della corte. Abbracciò Costantino il consiglio; ma scoperta la congiura, Irene e Stauracio infierirono contra dei complici. Nulladimeno dichiaratesi le armate in favore del giovane imperadore, Irene Augusta fu costretta a cedere e a ritirarsi nel palazzo fabbricato da Eleuterio per quivi menar vita privata. Restò con ciò Costantino solo al governo degli stati, dopo essere stato tenuto assai basso in addietro, senza che isudditi osassero di presentarsi all'udienza di lui; ma anch'egli sfogò dipoi la sua collera e vendetta contra di Stauracio, e degli altri uffiziali e favoriti di sua madre.

In quest'anno, secondo gli Annali dei Franchi, niuna spedizion militare fu intrapresa daCarlo Magno. Solamente sappiamo[Eginhardus, in Annal. Franc.]che mentr'egli dimorava in Vormazia, vennero a trovarlo gli ambasciatori degli Avari, ossia degli Unni, padroni allora della Pannonia, oggidì chiamata Ungheria. Sino ai confini del loro dominio si stendevano i dominii di Carlo Magno, siccome padrone della Baviera; e lite appunto era fra loro a cagion d'essi confini. Non si potè venire ad un accordo, e di qui ebbe principio una nuova guerra, che nell'anno seguente accenneremo principiata contra di quei Barbari. Avea poi fin qui l'imperadriceIrenetenute le redini del governo in Oriente, lasciando solamente il nome di padrone al figliuoloCostantinoAugusto. Ma essendo egli giunto all'età di venti anni, insorsero de' consiglieri[Theoph., in Chronogr.]che gli insinuarono non aver egli più bisogno di nutrice per governare i suoi popoli, ed essere tempo di levare il maneggio alla ambiziosa madre e aStauraciopatrizio, che era dispotico della corte. Abbracciò Costantino il consiglio; ma scoperta la congiura, Irene e Stauracio infierirono contra dei complici. Nulladimeno dichiaratesi le armate in favore del giovane imperadore, Irene Augusta fu costretta a cedere e a ritirarsi nel palazzo fabbricato da Eleuterio per quivi menar vita privata. Restò con ciò Costantino solo al governo degli stati, dopo essere stato tenuto assai basso in addietro, senza che isudditi osassero di presentarsi all'udienza di lui; ma anch'egli sfogò dipoi la sua collera e vendetta contra di Stauracio, e degli altri uffiziali e favoriti di sua madre.


Back to IndexNext