DCCXLVIAnno diCristoDCCXLVI. Indiz.XIV.Zacheriapapa 5.CostantinoCopronimo imperadore 27 e 6.Rachisre 2.Nel dì primo di marzo di quest'anno il reRachis, correndo l'anno IIdel suo regno, pubblicò nove leggi, coll'aggiugnerle all'editto, cioè all'altre dei re longobardi. Nella quinta vien, sotto pena della vita, proibito a qualsivoglia persona l'inviare suoi messi aRoma,Ravenna,Spoleti,Benevento, inFrancia,Baviera,Alemagna,GreciaedAvaria, cioè nella Pannonia ossia Ungheria, allora abitata dagli Unni Avari. Ciò per gelosia di stato. Ma è ben degno di considerazione che qui vengano pareggiati ai popoli stranieri i ducati di Spoleti e Benevento, quasichè questi non fossero sottoposti al re longobardo. Forse allora correvano sospetti della fedeltà di que' duchi. Ed appunto noi sappiamo dai cataloghi da me stampati avanti alla Cronica di Farfa[Rer. Italic., part. II, tom. 2.], cheAnsprandoduca di Spoleti compiè in quest'anno, oppure nel precedente, la carriera de' suoi giorni, ed ebbe per successore in quel ducatoLupo, ossiaLupone, che il conte Campello non inverisimilmente crede appellatoWelfoin favella longobardica, significando in fatti questo nome tedesco ilLupoin italiano. Nelle giunte ad essa Cronica farfense si legge un diploma del medesimoLupoe diErmelinda(verisimilmente sua moglie)gloriosi e sommi duchi, in cui stabiliscono un monistero di sacre vergini vicino alle mura dellacittà nostra di Rieti, e il mettono sotto la protezione dell'insigne monistero di Farfa. Quella carta è scrittaSpoleti in palatio, anno ducatus nostri VI, mense aprili per Indictionem IV, cioè nell'anno 751. Nondimeno da altri documenti da me citati nelle Antichità italiane[Antiquit. Italic., Dissert. LXVII.]si raccoglie il principio del di lui governo e ducato nell'anno 745; anno nondimeno, che a grandi calamità fu sottoposto in Occidente ed Oriente per la terribil pestilenza, che, secondo l'attestato di Teofane[Theoph., in Chronogr.], ebbe principio in Sicilia e Calabria, e, diffondendosi poi per la Grecia, arrivò a flagellar anche Costantinopoli, con istrage incredibile de' popoli, e continuò qualche anno dipoi. Narra quello storico gli strani effetti di questo indomito malore, di cui non profittò punto il traviato imperador Costantino.
Nel dì primo di marzo di quest'anno il reRachis, correndo l'anno IIdel suo regno, pubblicò nove leggi, coll'aggiugnerle all'editto, cioè all'altre dei re longobardi. Nella quinta vien, sotto pena della vita, proibito a qualsivoglia persona l'inviare suoi messi aRoma,Ravenna,Spoleti,Benevento, inFrancia,Baviera,Alemagna,GreciaedAvaria, cioè nella Pannonia ossia Ungheria, allora abitata dagli Unni Avari. Ciò per gelosia di stato. Ma è ben degno di considerazione che qui vengano pareggiati ai popoli stranieri i ducati di Spoleti e Benevento, quasichè questi non fossero sottoposti al re longobardo. Forse allora correvano sospetti della fedeltà di que' duchi. Ed appunto noi sappiamo dai cataloghi da me stampati avanti alla Cronica di Farfa[Rer. Italic., part. II, tom. 2.], cheAnsprandoduca di Spoleti compiè in quest'anno, oppure nel precedente, la carriera de' suoi giorni, ed ebbe per successore in quel ducatoLupo, ossiaLupone, che il conte Campello non inverisimilmente crede appellatoWelfoin favella longobardica, significando in fatti questo nome tedesco ilLupoin italiano. Nelle giunte ad essa Cronica farfense si legge un diploma del medesimoLupoe diErmelinda(verisimilmente sua moglie)gloriosi e sommi duchi, in cui stabiliscono un monistero di sacre vergini vicino alle mura dellacittà nostra di Rieti, e il mettono sotto la protezione dell'insigne monistero di Farfa. Quella carta è scrittaSpoleti in palatio, anno ducatus nostri VI, mense aprili per Indictionem IV, cioè nell'anno 751. Nondimeno da altri documenti da me citati nelle Antichità italiane[Antiquit. Italic., Dissert. LXVII.]si raccoglie il principio del di lui governo e ducato nell'anno 745; anno nondimeno, che a grandi calamità fu sottoposto in Occidente ed Oriente per la terribil pestilenza, che, secondo l'attestato di Teofane[Theoph., in Chronogr.], ebbe principio in Sicilia e Calabria, e, diffondendosi poi per la Grecia, arrivò a flagellar anche Costantinopoli, con istrage incredibile de' popoli, e continuò qualche anno dipoi. Narra quello storico gli strani effetti di questo indomito malore, di cui non profittò punto il traviato imperador Costantino.