DCCXLVII

DCCXLVIIAnno diCristoDCCXLVII. Indiz.XV.Zacheriapapa 7.CostantinoCopronimo imperadore 28 e 7.Rachisre 4.Fu oggetto di ammirazione alla Francia e all'Italia in quest'anno la risoluzion presa daCarlomannofratello diPippino, di abbandonar le grandezze del secolo, e di abbracciar l'umile vita monastica. Gli era preceduto coll'esempioUnaldo, ossiaUnoldoduca d'Aquitania, che due anni prima, ceduto al figliuolo il ducato, e preso l'abito monastico, si diede a far penitenza de' suoi peccati[Mabill., in Annal. Benedictin.], ma con lasciar in fine una svantaggiosa memoria di sè presso molti, perchè da lì a venticinque anni, essendo morto il figliuoloWaifarioduca e il rePippino, se ne tornò al secolo e al governo dei suoi stati, e ripigliò moglie dopo sì lungo divorzio. Ora Carlomanno, reo anch'egli di molte crudeltà, a persuasione, per quanto si crede, del santo arcivescovoBonifazio, venne in Italia, e presentatosi a papaZacheria, fece di molti doni alla basilica di san Pietro, ed esposto il suo pensiero, ottenne da esso pontefice la sacra tonsura, ossia la veste monastica. Passato dipoi nel monte Soratte, dove si credea che fosse stato nascoso san Silvestro papa, quivi edificò un monistero, attendendo da lì innanzi ai santi esercizii del monachismo. Ma perchè frequenti erano le visite che a lui facevano i nobili franzesi, allorchè capitavano a Roma, veggendo egli di non poter quivi trovar la quiete desiderata, di là si trasferì al celebre monistero di Monte Casino, e sotto l'abbatePetronace, tuttavia vivente, colla profession religiosa obbligò il resto de' suoi giorni a quel sacro istituto. Leone Ostiense[Leo, Chron. Casinens., lib. 1, cap. 7.]ed altri raccontano varie pruove fatte della di lui umiltà e pazienza. Ma non è giàvietato il credere una favola il raccontarsi da Reginone, ch'egli, senza essere conosciuto, fu ricevuto fra que' monaci, e che strapazzato dal cuoco, fu poi da uno dei suoi famigliari scoperto. Circa questi tempi, se dice il vero la Cronichetta del monistero nonantolano, di cui parleremo all'anno 750, il ducato del Friuli era governato daAnselmo, che fu poi fondatore del suddetto monistero. Avendo egli rinunziato al mondo per servire unicamente a Dio, pare che a lui succedesse in quel ducatoPietrofiglio di Munichis, riconosciuto veramente per duca del Friuli da Paolo Diacono, ma senza assegnarne il tempo. A quest'anno appartiene un decreto di Rachis re d'Italia, che si legge nelle mie Antichità italiane[Antiquit. Italic., Dissert. X, p. 517.], ma colle note cronologiche alquanto difettose, in cui determina i confini d'alcuni poderi del monistero di Bobbio.

Fu oggetto di ammirazione alla Francia e all'Italia in quest'anno la risoluzion presa daCarlomannofratello diPippino, di abbandonar le grandezze del secolo, e di abbracciar l'umile vita monastica. Gli era preceduto coll'esempioUnaldo, ossiaUnoldoduca d'Aquitania, che due anni prima, ceduto al figliuolo il ducato, e preso l'abito monastico, si diede a far penitenza de' suoi peccati[Mabill., in Annal. Benedictin.], ma con lasciar in fine una svantaggiosa memoria di sè presso molti, perchè da lì a venticinque anni, essendo morto il figliuoloWaifarioduca e il rePippino, se ne tornò al secolo e al governo dei suoi stati, e ripigliò moglie dopo sì lungo divorzio. Ora Carlomanno, reo anch'egli di molte crudeltà, a persuasione, per quanto si crede, del santo arcivescovoBonifazio, venne in Italia, e presentatosi a papaZacheria, fece di molti doni alla basilica di san Pietro, ed esposto il suo pensiero, ottenne da esso pontefice la sacra tonsura, ossia la veste monastica. Passato dipoi nel monte Soratte, dove si credea che fosse stato nascoso san Silvestro papa, quivi edificò un monistero, attendendo da lì innanzi ai santi esercizii del monachismo. Ma perchè frequenti erano le visite che a lui facevano i nobili franzesi, allorchè capitavano a Roma, veggendo egli di non poter quivi trovar la quiete desiderata, di là si trasferì al celebre monistero di Monte Casino, e sotto l'abbatePetronace, tuttavia vivente, colla profession religiosa obbligò il resto de' suoi giorni a quel sacro istituto. Leone Ostiense[Leo, Chron. Casinens., lib. 1, cap. 7.]ed altri raccontano varie pruove fatte della di lui umiltà e pazienza. Ma non è giàvietato il credere una favola il raccontarsi da Reginone, ch'egli, senza essere conosciuto, fu ricevuto fra que' monaci, e che strapazzato dal cuoco, fu poi da uno dei suoi famigliari scoperto. Circa questi tempi, se dice il vero la Cronichetta del monistero nonantolano, di cui parleremo all'anno 750, il ducato del Friuli era governato daAnselmo, che fu poi fondatore del suddetto monistero. Avendo egli rinunziato al mondo per servire unicamente a Dio, pare che a lui succedesse in quel ducatoPietrofiglio di Munichis, riconosciuto veramente per duca del Friuli da Paolo Diacono, ma senza assegnarne il tempo. A quest'anno appartiene un decreto di Rachis re d'Italia, che si legge nelle mie Antichità italiane[Antiquit. Italic., Dissert. X, p. 517.], ma colle note cronologiche alquanto difettose, in cui determina i confini d'alcuni poderi del monistero di Bobbio.


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