DCCXXXVIAnno diCristoDCCXXXVI. IndizioneIV.GregorioIII papa 6.LeoneIsauro imperad. 20.CostantinoCopronimo Augusto 17.Liutprandore 25.Ildebrandore 1.Accadde che sul principio di questo anno gravemente s'infermò il reLiutprandodi tal malore, che arrivò ai confini della vita, e comunemente si credè ch'egli fosse spedito[Idem, ibid., c. 57.]. Raunatasi per questo la dieta de' signori longobardi, di comun consentimento fu eletto e proclamato reIldebrando, ossiaIlprando, nipote del medesimo re Liutprando. Seguì tal funzione fuori della città di Pavia nella chiesa di s. Maria alle Pertiche. E perchè era in uso di conferire questa sublime dignità con presentare un'asta al nuovo re, accadde che un cuculo, uccello, venne a posarsi su quell'asta, mentre Ildebrando la teneva in mano. Dai saggi di quel tempo, che badavano forteagli augurii, fu preso questo maraviglioso accidente (se pure s'ha da credere vero) per un prognostico che di niun uso sarebbe il principato d'esso Ildebrando. Si riebbe il re Liutprando dalla sua pericolosa malattia, e venuto in cognizione di quanto avevano operato i Longobardi, se l'ebbe a male. Tuttavia come principe prudente lasciò correre il fatto, ed accettò per collega il nipote, e negli strumenti si cominciarono a contare gli anni ancora di lui. S'era creduto in addietro dal Sigonio e da altri che l'elezion d'Ildebrando fosse accaduta nell'anno 740, perchè Paolo Diacono spesse volte confonde l'ordine de' tempi; ma Francesco Maria Fiorentini con rapportar le note cronologiche[Fiorent., Memor. di Matilde, lib. 3.]di uno strumento dell'archivio archiepiscopale di Lucca, da me poscia dato alla luce[Antiq. Italic., Dissert. XXVIII, p. 769.], mise in chiaro che nelmarzodel corrente anno correva l'anno primodel medesimore Ildebrando. Sarebbe nondimeno restato a me non poco dubbio che negli ultimi mesi dell'anno 735 fosse conferito ad esso Ildebrando il titolo di re, dopo aver io osservato nel suddetto archivio lucchese altre memorie che sembrano insinuarlo. Veggasi la dissertazione de Servis[Ibid., Dissert. XIV.]nelle mie antichità italiane. Ed avrei ciò tenuto per indubitato, se non mi fossi incontrato in una pergamena, scritta nel dìprimo di febbraiodel presente anno, in cui si vede notato l'anno XXIVdel re Liutprando, senza che vi si parli del re Ildebrando. A questi tempi mi fo io lecito di riferire la restituzione fatta dal castello di Gallese daTrasmondoduca di Spoleti, narrata da Anastasio bibliotecario[Anastas., in Gregor. III.]. Era dianzi questa terra pertinenza del ducato romano, l'avevano occupato i Longobardi Spoletini, e per cagion d'essa passavano continue risse fra esso ducato romano e quello di Spoleti. Studiossi il buon papaGregorio IIIdi metter fine a queste contese, e una considerabil somma di danaro sborsato al duca Trasmondo quella fu che l'indusse a renderla ai Romani: con che cessò ogni nimistà e dissapor fra loro.
Accadde che sul principio di questo anno gravemente s'infermò il reLiutprandodi tal malore, che arrivò ai confini della vita, e comunemente si credè ch'egli fosse spedito[Idem, ibid., c. 57.]. Raunatasi per questo la dieta de' signori longobardi, di comun consentimento fu eletto e proclamato reIldebrando, ossiaIlprando, nipote del medesimo re Liutprando. Seguì tal funzione fuori della città di Pavia nella chiesa di s. Maria alle Pertiche. E perchè era in uso di conferire questa sublime dignità con presentare un'asta al nuovo re, accadde che un cuculo, uccello, venne a posarsi su quell'asta, mentre Ildebrando la teneva in mano. Dai saggi di quel tempo, che badavano forteagli augurii, fu preso questo maraviglioso accidente (se pure s'ha da credere vero) per un prognostico che di niun uso sarebbe il principato d'esso Ildebrando. Si riebbe il re Liutprando dalla sua pericolosa malattia, e venuto in cognizione di quanto avevano operato i Longobardi, se l'ebbe a male. Tuttavia come principe prudente lasciò correre il fatto, ed accettò per collega il nipote, e negli strumenti si cominciarono a contare gli anni ancora di lui. S'era creduto in addietro dal Sigonio e da altri che l'elezion d'Ildebrando fosse accaduta nell'anno 740, perchè Paolo Diacono spesse volte confonde l'ordine de' tempi; ma Francesco Maria Fiorentini con rapportar le note cronologiche[Fiorent., Memor. di Matilde, lib. 3.]di uno strumento dell'archivio archiepiscopale di Lucca, da me poscia dato alla luce[Antiq. Italic., Dissert. XXVIII, p. 769.], mise in chiaro che nelmarzodel corrente anno correva l'anno primodel medesimore Ildebrando. Sarebbe nondimeno restato a me non poco dubbio che negli ultimi mesi dell'anno 735 fosse conferito ad esso Ildebrando il titolo di re, dopo aver io osservato nel suddetto archivio lucchese altre memorie che sembrano insinuarlo. Veggasi la dissertazione de Servis[Ibid., Dissert. XIV.]nelle mie antichità italiane. Ed avrei ciò tenuto per indubitato, se non mi fossi incontrato in una pergamena, scritta nel dìprimo di febbraiodel presente anno, in cui si vede notato l'anno XXIVdel re Liutprando, senza che vi si parli del re Ildebrando. A questi tempi mi fo io lecito di riferire la restituzione fatta dal castello di Gallese daTrasmondoduca di Spoleti, narrata da Anastasio bibliotecario[Anastas., in Gregor. III.]. Era dianzi questa terra pertinenza del ducato romano, l'avevano occupato i Longobardi Spoletini, e per cagion d'essa passavano continue risse fra esso ducato romano e quello di Spoleti. Studiossi il buon papaGregorio IIIdi metter fine a queste contese, e una considerabil somma di danaro sborsato al duca Trasmondo quella fu che l'indusse a renderla ai Romani: con che cessò ogni nimistà e dissapor fra loro.