DCLXXXIIAnno diCristoDCLXXXII. IndizioneX.LeoneII papa 1.CostantinoPogonato imp. 15.Bertaridore 12.Cunibertore 5.Fu quest'anno l'ultimo della vita di papaAgatone, sapendosi ch'egli fu chiamato da Dio ne' primi giorni di gennaio. Le sue virtù e i benefizii prestati alla Chiesa di Dio meritarono ch'egli fosse messo nel ruolo de' santi. Per più mesi stette vacante la cattedra apostolica, e finalmenteLeone II, di nazion siciliano, personaggio di non minori doti ornato, fu consecrato papa, per quanto crede il Pagi, nel dì 17 di agosto. Il cardinal Baronio, il padre Papebrochio ed altri hanno stimato più tardi. Ma io mi soglio qui attenere all'esame, fatto il meglio che s'è potuto, della cronologia pontificia dal suddetto padre Pagi. Nota Anastasio bibliotecario[Anastas., in Leone II.]che egli fu consecrato da tre vescovi, cioè daAndrea ostiense,Giovanni portuenseePiacentino di Veletri, perchè vacava allora la Chiesa d'Albano. Queste parole di Anastasio diedero ansa al Sigonio[Sigon. de Regno Italiae.]di credere che in addietro l'uso fosse che il solo vescovo d'Ostia consecrasse il papa novello. Ma il padre Mabillone ed altri han dimostrato che anche i precedenti papi furono consecrati da tre vescovi. E sapendo noi che tre vescovi intervenivano alla consecrazione de' metropolitani, quanto più dee ciòcredersi del romano pontefice? Convien ora udire l'elogio lasciatoci da Anastasio di esso papa Leone. Era, dice egli, uomo eloquentissimo e sufficientemente istruito nelle divine Scritture; egualmente perito della latina che della greca lingua; ben addottrinato nel canto ecclesiastico e nella salmodia; sottile interprete dei sensi delle sacre lettere; che con grazia e pulizia di dire e con gran fervore esponeva al popolo la parola di Dio, esortava tutti all'amore e alla pratica delle buone opere; amatore de' poveri, al soccorso de' quali con sollecita cura continuamente attendeva. Abbiam già parlato di sopra diTeodoroarcivescovo di Ravenna (chiamato per erroreTeodosiodall'Ughelli), e come egli sotto papa Leone II compose le differenze insorte colla Sede apostolica per la vana pretensione dell'autocefalia, ossia della indipendenza dal romano pontefice. Ora il suddetto Anastasio nella vita d'esso papa Leone anch'egli osserva che a' tempi di lui, in vigore d'un ordine e decreto del clementissimo principe Costantino Augusto, fu restituita sotto l'ordinazione del romano pontefice la Chiesa di Ravenna, di modo che ogni nuovo arcivescovo in quella Chiesa eletto avesse da passare a Roma per essere ivi consecrato secondo l'antica consuetudine. Ma perchè vi doveva esser introdotta un'altra consuetudine che dispiaceva ai Ravennati, cioè che il loro novello arcivescovo pagava una somma di danaro in Roma per ottenere il pallio, dal santo pontefice Leone con un decreto, posto nell'archivio della Chiesa romana, restò abolito quest'uso, od abuso. Ordinò poscia il saggio papa che nella Chiesa di Ravenna non si potesse celebrare anniversario, nè messa da morto per l'arcivescovoMauro, siccome persona che pertinace nello scisma era passato all'altro mondo; e per tagliar la radice agli scandali in avvenire, volle che fosse restituito e lacerato l'iniquo diploma dell'autocefalia, che esso Mauro avea carpito all'imperador Costantino,detto Costante, nimico della santa Sede.
Fu quest'anno l'ultimo della vita di papaAgatone, sapendosi ch'egli fu chiamato da Dio ne' primi giorni di gennaio. Le sue virtù e i benefizii prestati alla Chiesa di Dio meritarono ch'egli fosse messo nel ruolo de' santi. Per più mesi stette vacante la cattedra apostolica, e finalmenteLeone II, di nazion siciliano, personaggio di non minori doti ornato, fu consecrato papa, per quanto crede il Pagi, nel dì 17 di agosto. Il cardinal Baronio, il padre Papebrochio ed altri hanno stimato più tardi. Ma io mi soglio qui attenere all'esame, fatto il meglio che s'è potuto, della cronologia pontificia dal suddetto padre Pagi. Nota Anastasio bibliotecario[Anastas., in Leone II.]che egli fu consecrato da tre vescovi, cioè daAndrea ostiense,Giovanni portuenseePiacentino di Veletri, perchè vacava allora la Chiesa d'Albano. Queste parole di Anastasio diedero ansa al Sigonio[Sigon. de Regno Italiae.]di credere che in addietro l'uso fosse che il solo vescovo d'Ostia consecrasse il papa novello. Ma il padre Mabillone ed altri han dimostrato che anche i precedenti papi furono consecrati da tre vescovi. E sapendo noi che tre vescovi intervenivano alla consecrazione de' metropolitani, quanto più dee ciòcredersi del romano pontefice? Convien ora udire l'elogio lasciatoci da Anastasio di esso papa Leone. Era, dice egli, uomo eloquentissimo e sufficientemente istruito nelle divine Scritture; egualmente perito della latina che della greca lingua; ben addottrinato nel canto ecclesiastico e nella salmodia; sottile interprete dei sensi delle sacre lettere; che con grazia e pulizia di dire e con gran fervore esponeva al popolo la parola di Dio, esortava tutti all'amore e alla pratica delle buone opere; amatore de' poveri, al soccorso de' quali con sollecita cura continuamente attendeva. Abbiam già parlato di sopra diTeodoroarcivescovo di Ravenna (chiamato per erroreTeodosiodall'Ughelli), e come egli sotto papa Leone II compose le differenze insorte colla Sede apostolica per la vana pretensione dell'autocefalia, ossia della indipendenza dal romano pontefice. Ora il suddetto Anastasio nella vita d'esso papa Leone anch'egli osserva che a' tempi di lui, in vigore d'un ordine e decreto del clementissimo principe Costantino Augusto, fu restituita sotto l'ordinazione del romano pontefice la Chiesa di Ravenna, di modo che ogni nuovo arcivescovo in quella Chiesa eletto avesse da passare a Roma per essere ivi consecrato secondo l'antica consuetudine. Ma perchè vi doveva esser introdotta un'altra consuetudine che dispiaceva ai Ravennati, cioè che il loro novello arcivescovo pagava una somma di danaro in Roma per ottenere il pallio, dal santo pontefice Leone con un decreto, posto nell'archivio della Chiesa romana, restò abolito quest'uso, od abuso. Ordinò poscia il saggio papa che nella Chiesa di Ravenna non si potesse celebrare anniversario, nè messa da morto per l'arcivescovoMauro, siccome persona che pertinace nello scisma era passato all'altro mondo; e per tagliar la radice agli scandali in avvenire, volle che fosse restituito e lacerato l'iniquo diploma dell'autocefalia, che esso Mauro avea carpito all'imperador Costantino,detto Costante, nimico della santa Sede.