DCCCCXCVAnno diCristoDCCCCXCV. Indiz.VIII.GiovanniXV papa 11.OttoneIII re di Germania e d'Italia 13.Fu nel presente anno sul principio di giugno tenuto per ordine del papa un concilio in Mosomo, oggidì Mouson vicino alla Mosa, a cui presedetteLeone abbatelegato pontificio, e fu deciso che la deposizione diArnolfo arcivescovodi Rems fosse invalida e nulla, e per conseguente contro i canoni entrato in quella chiesaGerbertomonaco, già abbate di Bobbio. Però spossessato di quell'insigne arcivescovato Gerberto, e come abbandonato daUgo Capetore di Francia, si ritirò alla corte del reOttone III, di cui aveva l'onore d'essere stato maestro. Ma Arnolfo, che era in prigione, finchè visse il re Ugo, non ne potè uscire. Abbiamo da Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 4.]e da Ermanno Contratto[Ermannus Contractus, in Chron.]che ad una dieta tenuta in Maddeburgo intervenne con gli altri principiArrigo IIduca di Baviera e di Carintia, e marchese di Verona, il qual poscia portatosi a Gandersheim, doveGerbergasua sorella era badessa, quivi cadde gravemente infermo. Però chiamato a sè il figliuoloArrigo, che fu poi imperadore e santo, gli ordinò di tornarsene in Baviera ad assicurarsi di quel ducato, raccomandandogli di non operare mai contro la fede ed ubbidienza dovuta al re suo signore: massima da lui trascurata negli anni addietro, del che era ben pentito, e pregandolo diricordarsi del padre, che più non rivedrebbe in questo mondo. Aggiugne l'Annalista Sassone[Annalista Saxo. apud Eccardum.]:Hic postquam poenitentia ductus regnum respuit, et Bawariae ducatu donatus est, ita in eo pro componenda pace ultra priores suos effloruit, ut ab illius terrae incolis Henricus pacificus et pater patriae appellaretur. Dopo la morte del padre il giovane Arrigo,Bawariorum electione et auxilio, bona patris et ducatum, rege donante, obtinuit. Abbiamo poi due rilevanti particolarità spettanti a quest'anno negli Annali di Ildeseim[Annales Hildesheim.], copiate dipoi dall'Annalista sassone, cioè, che Ottone III mandò per suoi ambasciatori a CostantinopoliGiovanni vescovodi Piacenza, eBernuardo vescovodi Virzburgo, per addimandare in moglie d'esso re una principessa del sangue imperiale de' Greci. Tornerà il ragionamento intorno a questo affare andando innanzi. Questo vescovo di Piacenza è quel medesimoGiovanniarchimandrita calabrese, di cui abbiam parlato di sopra, e che vedremo antipapa in breve. Il Campi nella Storia ecclesiastica di Piacenza il truova in quella città anche nell'aprile dell'anno presente. L'altra particolarità è chelegati apostolicae sedis cum unanimitate Romanorum atque Langobardorum regem Romam invitant. Certo è, che per la lontananza del re erano insorti dei troppo mali umori in Italia, cioè sedizioni di popoli, e soprattutto dai potenti venivano usurpati giornalmente i beni e diritti delle chiese. Abbiam veduto il popolo di Milano in rotta contra del loro arcivescovoLandolfo; obbligato papaGiovanni XVa fuggirsene di Roma per la prepotenza di Crescenzio e di quel senato. Forse questi due fatti occorsero circa questi medesimi tempi. E come avesse mano e balìa nel governo di Roma il suddetto Crescenzio, si può anche intendere da ciò che i vescovi di Francia nella lite già accennata diArnolfoeGerbertodiceano, o, per dir meglio,facea lor dire lo stesso Gerberto[Baron., in Annal. Eccles. ad annum 992.]:Regii, ac nostri legati Romam profecti, et epistolas pontifici porrexerunt, et ab eo indigne suscepti sunt. Sed, ut credimus, quia Crescentio nulla munuscula obtulerunt, per triduum a palatio seclusi, nullo responso accepto redierunt: quod peccatis nostris exigentibus provenire, non dubium est, ut romana Ecclesia, quae mater et caput ecclesiarum est, per tyrannidem debilitetur.Ecco lo stato in cui si trovava allora la Sedia apostolica, certo per colpa de' soli Romani. Da un diploma riferito dall'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 5 in Episc. Veron.]siamo assicurati che il reOttone IIIsi trovava in MagonzaIII idus novembris anno dominicae Incarnationis DCCCCXCV Indictione VIIII(la qual dovea camminare fino al fine dell'anno presente, secondo il moderno stile)anno tertii Ottonis regnantis XII. Parimente la Cronica del monistero di Volturno[Chron. Vulturnense, P. II, tom. 1 Rer. Ital.]ci somministra un placito, tenuto in quest'anno inValvanel ducato di Spoleti, oppure nella marca di Camerino. Erano presidenti ad essoAtto comes, et Oderisius comes, et Helmepertus episcopus missus domni Ugonis dux et marchio. Queste poche parole confermano quanto s'è accennato di sopra, cioè che per qualche accidente non era più duca di Spoleti e marchese di CamerinoTrasmondo, da noi veduto negli anni addietro al governo di que' paesi; e che a lui era succedutoUgo ducae marchese anche di Toscana.
Fu nel presente anno sul principio di giugno tenuto per ordine del papa un concilio in Mosomo, oggidì Mouson vicino alla Mosa, a cui presedetteLeone abbatelegato pontificio, e fu deciso che la deposizione diArnolfo arcivescovodi Rems fosse invalida e nulla, e per conseguente contro i canoni entrato in quella chiesaGerbertomonaco, già abbate di Bobbio. Però spossessato di quell'insigne arcivescovato Gerberto, e come abbandonato daUgo Capetore di Francia, si ritirò alla corte del reOttone III, di cui aveva l'onore d'essere stato maestro. Ma Arnolfo, che era in prigione, finchè visse il re Ugo, non ne potè uscire. Abbiamo da Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 4.]e da Ermanno Contratto[Ermannus Contractus, in Chron.]che ad una dieta tenuta in Maddeburgo intervenne con gli altri principiArrigo IIduca di Baviera e di Carintia, e marchese di Verona, il qual poscia portatosi a Gandersheim, doveGerbergasua sorella era badessa, quivi cadde gravemente infermo. Però chiamato a sè il figliuoloArrigo, che fu poi imperadore e santo, gli ordinò di tornarsene in Baviera ad assicurarsi di quel ducato, raccomandandogli di non operare mai contro la fede ed ubbidienza dovuta al re suo signore: massima da lui trascurata negli anni addietro, del che era ben pentito, e pregandolo diricordarsi del padre, che più non rivedrebbe in questo mondo. Aggiugne l'Annalista Sassone[Annalista Saxo. apud Eccardum.]:Hic postquam poenitentia ductus regnum respuit, et Bawariae ducatu donatus est, ita in eo pro componenda pace ultra priores suos effloruit, ut ab illius terrae incolis Henricus pacificus et pater patriae appellaretur. Dopo la morte del padre il giovane Arrigo,Bawariorum electione et auxilio, bona patris et ducatum, rege donante, obtinuit. Abbiamo poi due rilevanti particolarità spettanti a quest'anno negli Annali di Ildeseim[Annales Hildesheim.], copiate dipoi dall'Annalista sassone, cioè, che Ottone III mandò per suoi ambasciatori a CostantinopoliGiovanni vescovodi Piacenza, eBernuardo vescovodi Virzburgo, per addimandare in moglie d'esso re una principessa del sangue imperiale de' Greci. Tornerà il ragionamento intorno a questo affare andando innanzi. Questo vescovo di Piacenza è quel medesimoGiovanniarchimandrita calabrese, di cui abbiam parlato di sopra, e che vedremo antipapa in breve. Il Campi nella Storia ecclesiastica di Piacenza il truova in quella città anche nell'aprile dell'anno presente. L'altra particolarità è chelegati apostolicae sedis cum unanimitate Romanorum atque Langobardorum regem Romam invitant. Certo è, che per la lontananza del re erano insorti dei troppo mali umori in Italia, cioè sedizioni di popoli, e soprattutto dai potenti venivano usurpati giornalmente i beni e diritti delle chiese. Abbiam veduto il popolo di Milano in rotta contra del loro arcivescovoLandolfo; obbligato papaGiovanni XVa fuggirsene di Roma per la prepotenza di Crescenzio e di quel senato. Forse questi due fatti occorsero circa questi medesimi tempi. E come avesse mano e balìa nel governo di Roma il suddetto Crescenzio, si può anche intendere da ciò che i vescovi di Francia nella lite già accennata diArnolfoeGerbertodiceano, o, per dir meglio,facea lor dire lo stesso Gerberto[Baron., in Annal. Eccles. ad annum 992.]:Regii, ac nostri legati Romam profecti, et epistolas pontifici porrexerunt, et ab eo indigne suscepti sunt. Sed, ut credimus, quia Crescentio nulla munuscula obtulerunt, per triduum a palatio seclusi, nullo responso accepto redierunt: quod peccatis nostris exigentibus provenire, non dubium est, ut romana Ecclesia, quae mater et caput ecclesiarum est, per tyrannidem debilitetur.Ecco lo stato in cui si trovava allora la Sedia apostolica, certo per colpa de' soli Romani. Da un diploma riferito dall'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 5 in Episc. Veron.]siamo assicurati che il reOttone IIIsi trovava in MagonzaIII idus novembris anno dominicae Incarnationis DCCCCXCV Indictione VIIII(la qual dovea camminare fino al fine dell'anno presente, secondo il moderno stile)anno tertii Ottonis regnantis XII. Parimente la Cronica del monistero di Volturno[Chron. Vulturnense, P. II, tom. 1 Rer. Ital.]ci somministra un placito, tenuto in quest'anno inValvanel ducato di Spoleti, oppure nella marca di Camerino. Erano presidenti ad essoAtto comes, et Oderisius comes, et Helmepertus episcopus missus domni Ugonis dux et marchio. Queste poche parole confermano quanto s'è accennato di sopra, cioè che per qualche accidente non era più duca di Spoleti e marchese di CamerinoTrasmondo, da noi veduto negli anni addietro al governo di que' paesi; e che a lui era succedutoUgo ducae marchese anche di Toscana.