DCCCCXCVIAnno diCristoDCCCCXCVI. Indiz.IX.GregorioV papa 1.OttoneIII re 14, imperad. 1.L'anno fu questo in cui, venuta la primavera,vernali tempore, il giovaneOttone IIIre calò in Italia, accompagnato dalla guardia di un decoroso esercito. Secondo il Cronografo sassone[Chronograph. Saxo, in Access. Histor. Leibnitii.],dominicam resurrectionem Papiae regali more celebravit. Passato a Ravenna, quivi fece una buona posata, e colà gli giunse l'avviso che era mancato di vitaGiovanni XV, cioè quel papa che il santo abbate di FleuryAbbone[Aimonius, in Vita S. Abbonis.]ito a Roma,turpis lucri cupidum, atque in omnibus suis actibus venalem reperit. Seco avea l'imperadore condottoBrunonesuo parente, in qualità di cappellano, giovane letterato, ma alquanto per la sua età focoso. Invogliossi Ottone di metterlo sul trono pontifizio, e intesosi coi Romani, lo spedì a Roma, accompagnato daWilligiso arcivescovodi Magonza, e daAdalboldo vescovodi Utrecht, dove innalzato a quella sublime dignità, assunse il nome diGregorio V. Il Sigonio[Sigonius, de regno Italiae, lib. 7.]scrive che Ottoneusurpato jure Brunonem Saxonem propinquum suum, XVI kalendas julii pontificem declaravit, ac Romam consecrandum misit. Altrettanto ha Girolamo Rossi[Rubeus, Hist. Ravenn., lib. 5.]; ed amendue riferiscono all'anno precedente l'esaltazione d'esso Gregorio; nè mancano scrittori che credono creato papa Brunone allorchè Ottone III fu giunto a Roma, e adoperò la sua autorità in favore di lui. Ma tanto al Sigonio, quanto al cardinal Baronio[Baron., in Annal. Ecclesiast.]mancarono molti lumi, che noi ora abbiamo, e però in molte circostanze si allontana dal vero il loro racconto. La verità si è, che solamente nel presente anno venneOttone IIIin Italia; ed in esso mancò di vitaGiovanni XVromano pontefice. Stando il re Ottone in Ravenna, raccomandò ai Romani il suddetto Brunone, ed essi concordemente convennero nell'elezione di lui, senza che il re usurpasse i loro diritti. Prese il nome diGregorio V. Non essendo egli per anche imperadore, ma solo re d'Italia, a nulla era tenuto per lui il clero e popolo romano, e solamente poteano intervenire riguardi di convenienza, che in fatti non mancarono intal congiuntura. Come succedesse l'affare, l'abbiamo da un autore contemporaneo, cioè dal monaco autore della Vita di santoAdalberto vescovodi Praga presso il padre Mabillone[Mabill., Saecul. Benedict. V, pag. 860.]:Rex autem Otto, scrive egli,Alpium nives multo milite transmeans, juxta sacram urbem Ravennam regalia castra metatus est. Ibi in ejus occursum veniunt epistolae cum nuntiis, quos mittunt romani proceres et senatorius ordo: primo illius adventum, velut toto tempore paternae mortis non visum, totis visceribus desiderare, ac debita fidelitate pollicitantur exspectare. Deinde in morte domni Apostolici tam tibi quam illis, non modicam invectam esse partem incommodorum annuntiant, et quam pro eo ponerent, regalem exquirunt sententiam.Pertanto mandò egli a RomaBrunone; e che questi fosse liberamente eletto ed approvato dal clero e popolo romano, l'abbiamo dagli Annali d'Ildeseim[Annales Hildesheim.]e dall'Annalista sassone[Annalista Saxo.], che scrivono a quest'anno:Johannes papa obiit. Unde imperator in Italia positus, rumore incitatus, praemissis quibusdam principibus, publico consensu et electione, fecit in apostolicam Sedem ordinari suum nepotem domnum Brunonem, Ottonis filium, qui marcham veronensem servabat, imposito nomine Gregorii.Di qui impariamo chi fosse il padre diGregorio Vpapa, cioèOttone ducadella Franconia, ed allora marchese ancora della marca di Verona, nato daLiutgardafigliuola diOttone il Grandeimperadore. Ne ho io prodotta la genealogia altrove[Antiq. Ital., Dissert. XLI. Antichità Estensi, P. I, cap. 8.]. Così il Cronografo sassone scrive[Chronograph. Saxo apud Leibnitium.]:Nepotem suum Brunonem virum valde praeclarum, non solum cleri, sed et omnium Romanorum unanimi voto civium pontificem electum subrogari pie consensit. Crede il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che sul principio di maggio seguissel'assunzione al trono pontifizio di Gregorio V.Allorchè Ottone nel calare in Italia fu a Verona, per attestato del Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.],Pietro Orseolo IIdoge di Venezia inviò a fargli riverenzaPietrosuo figliuolo, che ebbe l'onore d'essere tenuto alla cresima dal medesimo re: nella quale occasione mutò il suo nome in quello diOttone, e regalato dal re se ne tornò tutto contento al padre. E quando esso re fu giunto a Ravenna, il suddetto doge gli spedì degli ambasciatori, che riportarono da luiprivilegium de portu et mercato tenendo cum tribus locis, cum omni datio et theloneo. Non si può ben intendere in qual sito fosse questo porto e mercato. Immaginò il Sigonio che Ottone III, prima di portarsi a Ravenna, passasse ad assediar Milano, dove aggiustasse le differenze insorte fra Landolfo arcivescovo e il popolo di quella città. Ma appunto l'immaginò. Niuno degli antichi scrittori conobbe questo assedio di Milano, nè sotto Ottone II, nè a' tempi di Ottone III suo figliuolo: però non si può riposar sull'autorità di Landolfo seniore storico milanese, che è solo a narrarlo; e tanto più perchè, già avvertimmo che Arnolfo altro storico milanese, ma più accurato, nulla ne parla, e scrive posto in altra maniera fine alle controversie di Milano. Si può ben credere che in quest'anno, e non già nel seguente, come fu d'avviso Girolamo Rossi[Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 5.], riuscisse ad esso Ottone III dimorante in Ravenna d'indurre sanRomualdo, monaco ed anacoreta, di santità già conosciuta, ad accettare il governo dei monistero di Classe, come si legge nella vita d'esso santo scritta da san Pier Damiano[Petrus Damiani, in Vit. Romualdi., cap. 6.]. Dappoichè fu assunto al pontificatoGregorio V, il reOttone IIImosse da Ravenna alla volta di Roma, dove fu solennemente ricevuto. Ho io rapportato un bel placito, tenuto fuori della stessa Roma dal medesimo re collaassistenza di molti vescovi e principi con queste note[Antichità Estensi, P. I, cap. 20.]:Regnante domno Hottone piissimo rege anno regni pietatis ejus in Italia secundo, primo mense madii, Indictione secunda, foras porta sancti Laurentii, infra palatius domni nostri regis. Non ho finora saputo intendere, perchè si dicaanno secondodel regno, se non supponendo che seguisse la sua elezione e coronazione in re d'Italia nell'aprile dell'anno precedente. Ma se Ottone era in Roma, ossia sulla porta di Roma nel dì primo di maggio, si avvalora l'autorità di quegli scrittori che il fanno giunto colà prima che Brunone fosse posto sulla cattedra pontifizia. Ora in esso placito l'abbate di santa Flora d'Arezzo fece querela contraAdelbertus marchio, et Albertus germani, filii quondam Holberti, cioè figliuoli del marcheseOberto I contedel sacro romano palazzo, ed antenati della casa d'Este, per cagione di alcuni beni da loro occupati, e ne riportò il possesso,salva querela, cioè con lasciar vive ad essi marchesi le loro ragioni nel petitorio. Stando in vicinanza di Roma il re Ottone III, finalmente giunse ad ottenere la corona dell'imperio. Siccome abbiamo dalla vita di santo Adalberto[Anonym., in Vit. S. Adalberti Pragens.],magno gaudio omnium imperatorium attigit apicem. Laetantur cum primoribus minores civitatis, cum afflicto paupere exsultant agmina viduarum, quia novus imperator dat jura populis, dat jura novus papa.Queste parole, dice il padre Pagi[Pagius, in Critic. Baron.],manifeste ostendunt, Ottonem III sicuti et decessores, supremum dominium in urbe exercuisse; quod usque ad nostra tempora obscurum fuit. Il giorno in cui, secondo gli Annali d'Ildeseim, egliimperator et patricius coronatur, fu quello di Pentecoste, che in quell'anno cadde nel dì 31 di maggio. Ma, per attestato di Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 4.]e dell'Annalista sassone[Annalista Saxo.],Romam veniensin Ascensione Domini, quae tunc erat XII kalendas junii, anno aetatis suae XV, regni autem XIII, Indictione VIII(ha da essereVIIII)ab eodem unctionem percepit, et advocatus Ecclesiae sancti Petri efficitur. Altrettanto ha il Cronografo sassone, pubblicato dal Leibnizio[Chronographus Saxo editus a Leibnitio.]: il che quando sia vero, la coronazione seguì nel dì 21 di maggio. E questa appunto si dee dire le vera sentenza. Rapporta l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., t. 5 in Episc. Veronens.]un suo diploma, dato in RomaX kalendas juniidi quest'anno,Indictione IX, anno tertii Ottonis imperantis I. Ho io parimente pubblicato un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. VIII.], da lui dato in favore diOdelrico vescovodi Cremona,obtentu karissimae sororis nostrae Sophiaecon queste note:Datum VI kalendas junii anno dominicae Incarnationis DCCCCXCVI, Indictione VIIII, anno vero tercii Ottonis regnantis XIII, imperii autem ejus primo.Actum Romae: il che ci fa conoscere ch'egli era già imperadore nel dì 27 di maggio. E qui non voglio tacere che nel medesimo meseArdoino contedel palazzo tenne un placito[Ibidem, Dissert. VII.]nel distretto di Brescia, dove l'avvocato della chiesa di Cremona ottenne sentenza favorevole contra di Gualberto giudice. L'atto fu scrittoanno Incarnationis Domini nostri Jesu Christi DCCCC nonagesimo sexto, XI kalendas junias, Indictione nona: il che è da notare, perchè sempre più conferma quanto io ho detto di sopra; cioè, che quantunque Ottone III fosse eletto re di Italia, e governasse questo regno, pure non erano contati in Italia gli anni del suo regno, perchè egli non era per anche coronato colla corona che chiamiamo ferrea. Altra ragione non so io addurne che questa. Aggiungasi un altro diploma d'esso Augusto, datoVIII kalendas juniidell'anno presente coll'actum Romae, come si legge nel Bollario casinense; di modo che siam certi del dì della sua coronazione.Creato che fu imperadore Ottone III, cominciò, secondo il rito de' suoi predecessori, a far giustizia in Roma; e fra gli altri fu citato Crescenzio per le insolenze usate aGiovanni XVpapa.Habito, dice l'Annalista sassone[Annalista Saxo apud Eccardum.],cum Romanis placito, quemdam Crescentium, quia priorem papam injuriis saepe laceraverat, exsilio statuit deportari; sed ad preces novi Apostolici omnia illi remisit.Di qui ancora s'intende qual fosse l'autorità imperiale di Ottone III in Roma. Sbrigato da questi affari esso Augusto, si trasferì dipoi a Pavia. Ne ho la pruova in un suo diploma[Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.], confermatorio de' beni e privilegii del monistero delle monache di santa Maria di Teodata, oggidì della Posterla, datokalendis augusti, anno dominicae Incarnationis DCCCCXCVI Indictione IX, anno tertii Ottonis regnantis XIII, imperii primo. Actum Papiae.Benchè niuno degli antichi storici faccia menzione che Ottone III fosse coronato colla corona del regno d'Italia; pure si può ragionevolmente credere ch'egli o nel suo primo arrivo in Lombardia nella primavera di quest'anno, ovvero nell'essere tornato colà dopo la coronazione romana, ricevesse ancora l'altra del regno italico. Bonincontro Morigia da Monza[Bonincontrus Morig. in Chron.], che fioriva nel secolo decimoquarto, siccome osservai nel mio trattatode Corona Ferrea,[Anecdot. Latin., tom. 2.], scrive ch'egliprimo in Modoetia(cioè in Monza)postea in Mediolano italici regni coronam accepit. Anzi, se a lui crediamo, Ottone III fu quegli che costituì la nobil terra di Monzacaput Lombardiae et sedem regni illius: il che difficilmente si può credere, perchè quest'era una prerogativa di Pavia, e, se si vuol, anche di Milano. Sappiamo ben di certo, che ne' secoli susseguenti fu e tuttavia si truova custodita la corona delferronella basilica di san Giovanni Batista di Monza,e che quivi talvolta furono coronati i re d'Italia. Sull'autunno se ne tornò in Germania il novello Augusto, e per quanto ci assicura il Cronografo sassone,in agrippina colonia, summi imperatoris condigno honore, celebrat natalem diem. Può essere motivo di maraviglia il trovare tanta diversità di pareri intorno all'anno in cuiUgo Capetore di Francia, primo della sua schiatta, finì di vivere. L'Annalista sassone[Annalista Saxo.]fa succeduta la di lui morte nell'anno 994; Odoranno ed altri nell'anno 998. Certo è che s'ingannano. Il padre Mabillone e il padre Daniello il credono mancato di vita nell'anno presente 996. Ma il padre Pagi pretende che ciò accadesse nell'anno seguente 997. Tale fu ancora il sentimento di Romoaldo salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron., tom. 7 Rer. Ital.]. Lascerò io disputarli di questo, bastando ricordare ai lettori ch'ebbe per successoreRoberto, principe per la sua pietà e per altre virtù lodatissimo, ma poco da noi conosciuto per altre sue azioni Abbiamo poi una gran folla di scrittori che tengono istituiti in quest'anno da papa Gregorio V i sette elettori dell'imperio. Ma in questi ultimi tempi, ben ventilata una tal quistione, è ormai deciso non sussistere l'istituzione d'essi elettori: intorno a che non ispenderò io altra parola.Prima nondimeno di abbandonar quest'anno, si vuol rammentare uno strepitoso fatto, che si dice accaduto nel contado di Modena, e vien riferito all'anno presente dal Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]e da altri. Gotofredo da Viterbo[Gotifredus Viterbiens., in Panth.]circa l'anno 1190 fu il primo e il solo a spacciar questo racconto. Trovandosi l'imperadrice moglie di Ottone III (chiamataMariada alcuni) vicino a Modena nella casa del conte, ossia governatore di questa città, chiamata Amola, perdutamente s'invaghì d'esso conte, ed anche sfacciatamentegli palesò le sue fiamme. Egli, fedele a Dio e al suo principe, si mise a fuggire; e perchè l'imperadrice l'aveva afferrato pel mantello a fine di ritenerlo, glielo lasciò nelle mani. Rivelò il conte alla propria moglie quanto gli era accaduto, ben prevedendo la propria rovina. Infatti accusato dall'imperadrice all'Augusto consorte, quasichè egli avesse dato un assalto alla di lei onestà, il credulo Ottone gli fece senz'altro tagliare il capo. Comparve dipoi l'afflitta moglie del conte davanti all'imperadore; e rivelato il fatto, come era, dimandò giustizia, con esibirsi di provar l'innocenza del marito e la calunnia dell'imperadrice col giudizio, come allora diceano, del ferro rovente. Fu ammessa alla pruova, e senza danno alcuno maneggiò quel ferro, o pure passeggiò illesa sopra i vomeri infuocati; perlochè l'imperadrice fu condannata al fuoco. Ma che questa sia una popolar novella, bevuta buonamente da Gotofredo da Viterbo, abbastanza si comprende dal vedere che niuno de' più antichi scrittori ha lasciata menzione di un avvenimento di tanto rilievo, che avrebbe fatto un incredibil rumore dappertutto. E neppure alcun d'essi scrive che Ottone III, giovane di sedici anni, avesse per anche presa moglie; anzi s'è osservato ch'egli nel precedente anno inviò due vescovi a cercarne una in Grecia. Aggiungasi aver noi trovato all'anno 989Tedaldo, avolo della contessa Matilda,marchese e conte di Modena. Scorgeremo inoltre vivente lo stesso Tedaldo dopo la morte di Ottone III, nè è molto probabile che fosse stato tolto a lui il governo di questa città per darlo ad un altro. Quel solo che potrebbe addursi per sostener qui il racconto di Gotifredo, consiste in immaginare che gli antichi passassero sotto silenzio le nozze e la morte di questa imperadrice, come memoria infame. Oltre di che, Landolfo seniore, storico milanese, non lontano dai tempi di Ottone III lasciò scritto[Landulf. Senior, Hist. Mediol., t. 4 Rer. Ital.],aver egli spedito a CostantinopoliArnolfo IIarcivescovo di Milano a cercargli una moglie,defuncta conjuge, ex qua filium masculum minime genuerat: siccome io prima d'ora osservai nella prefazione alla storia d'esso Landolfo. Però ne creda ciò che vuole il saggio lettore.
L'anno fu questo in cui, venuta la primavera,vernali tempore, il giovaneOttone IIIre calò in Italia, accompagnato dalla guardia di un decoroso esercito. Secondo il Cronografo sassone[Chronograph. Saxo, in Access. Histor. Leibnitii.],dominicam resurrectionem Papiae regali more celebravit. Passato a Ravenna, quivi fece una buona posata, e colà gli giunse l'avviso che era mancato di vitaGiovanni XV, cioè quel papa che il santo abbate di FleuryAbbone[Aimonius, in Vita S. Abbonis.]ito a Roma,turpis lucri cupidum, atque in omnibus suis actibus venalem reperit. Seco avea l'imperadore condottoBrunonesuo parente, in qualità di cappellano, giovane letterato, ma alquanto per la sua età focoso. Invogliossi Ottone di metterlo sul trono pontifizio, e intesosi coi Romani, lo spedì a Roma, accompagnato daWilligiso arcivescovodi Magonza, e daAdalboldo vescovodi Utrecht, dove innalzato a quella sublime dignità, assunse il nome diGregorio V. Il Sigonio[Sigonius, de regno Italiae, lib. 7.]scrive che Ottoneusurpato jure Brunonem Saxonem propinquum suum, XVI kalendas julii pontificem declaravit, ac Romam consecrandum misit. Altrettanto ha Girolamo Rossi[Rubeus, Hist. Ravenn., lib. 5.]; ed amendue riferiscono all'anno precedente l'esaltazione d'esso Gregorio; nè mancano scrittori che credono creato papa Brunone allorchè Ottone III fu giunto a Roma, e adoperò la sua autorità in favore di lui. Ma tanto al Sigonio, quanto al cardinal Baronio[Baron., in Annal. Ecclesiast.]mancarono molti lumi, che noi ora abbiamo, e però in molte circostanze si allontana dal vero il loro racconto. La verità si è, che solamente nel presente anno venneOttone IIIin Italia; ed in esso mancò di vitaGiovanni XVromano pontefice. Stando il re Ottone in Ravenna, raccomandò ai Romani il suddetto Brunone, ed essi concordemente convennero nell'elezione di lui, senza che il re usurpasse i loro diritti. Prese il nome diGregorio V. Non essendo egli per anche imperadore, ma solo re d'Italia, a nulla era tenuto per lui il clero e popolo romano, e solamente poteano intervenire riguardi di convenienza, che in fatti non mancarono intal congiuntura. Come succedesse l'affare, l'abbiamo da un autore contemporaneo, cioè dal monaco autore della Vita di santoAdalberto vescovodi Praga presso il padre Mabillone[Mabill., Saecul. Benedict. V, pag. 860.]:Rex autem Otto, scrive egli,Alpium nives multo milite transmeans, juxta sacram urbem Ravennam regalia castra metatus est. Ibi in ejus occursum veniunt epistolae cum nuntiis, quos mittunt romani proceres et senatorius ordo: primo illius adventum, velut toto tempore paternae mortis non visum, totis visceribus desiderare, ac debita fidelitate pollicitantur exspectare. Deinde in morte domni Apostolici tam tibi quam illis, non modicam invectam esse partem incommodorum annuntiant, et quam pro eo ponerent, regalem exquirunt sententiam.Pertanto mandò egli a RomaBrunone; e che questi fosse liberamente eletto ed approvato dal clero e popolo romano, l'abbiamo dagli Annali d'Ildeseim[Annales Hildesheim.]e dall'Annalista sassone[Annalista Saxo.], che scrivono a quest'anno:Johannes papa obiit. Unde imperator in Italia positus, rumore incitatus, praemissis quibusdam principibus, publico consensu et electione, fecit in apostolicam Sedem ordinari suum nepotem domnum Brunonem, Ottonis filium, qui marcham veronensem servabat, imposito nomine Gregorii.Di qui impariamo chi fosse il padre diGregorio Vpapa, cioèOttone ducadella Franconia, ed allora marchese ancora della marca di Verona, nato daLiutgardafigliuola diOttone il Grandeimperadore. Ne ho io prodotta la genealogia altrove[Antiq. Ital., Dissert. XLI. Antichità Estensi, P. I, cap. 8.]. Così il Cronografo sassone scrive[Chronograph. Saxo apud Leibnitium.]:Nepotem suum Brunonem virum valde praeclarum, non solum cleri, sed et omnium Romanorum unanimi voto civium pontificem electum subrogari pie consensit. Crede il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che sul principio di maggio seguissel'assunzione al trono pontifizio di Gregorio V.
Allorchè Ottone nel calare in Italia fu a Verona, per attestato del Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.],Pietro Orseolo IIdoge di Venezia inviò a fargli riverenzaPietrosuo figliuolo, che ebbe l'onore d'essere tenuto alla cresima dal medesimo re: nella quale occasione mutò il suo nome in quello diOttone, e regalato dal re se ne tornò tutto contento al padre. E quando esso re fu giunto a Ravenna, il suddetto doge gli spedì degli ambasciatori, che riportarono da luiprivilegium de portu et mercato tenendo cum tribus locis, cum omni datio et theloneo. Non si può ben intendere in qual sito fosse questo porto e mercato. Immaginò il Sigonio che Ottone III, prima di portarsi a Ravenna, passasse ad assediar Milano, dove aggiustasse le differenze insorte fra Landolfo arcivescovo e il popolo di quella città. Ma appunto l'immaginò. Niuno degli antichi scrittori conobbe questo assedio di Milano, nè sotto Ottone II, nè a' tempi di Ottone III suo figliuolo: però non si può riposar sull'autorità di Landolfo seniore storico milanese, che è solo a narrarlo; e tanto più perchè, già avvertimmo che Arnolfo altro storico milanese, ma più accurato, nulla ne parla, e scrive posto in altra maniera fine alle controversie di Milano. Si può ben credere che in quest'anno, e non già nel seguente, come fu d'avviso Girolamo Rossi[Rubeus, Histor. Ravenn., lib. 5.], riuscisse ad esso Ottone III dimorante in Ravenna d'indurre sanRomualdo, monaco ed anacoreta, di santità già conosciuta, ad accettare il governo dei monistero di Classe, come si legge nella vita d'esso santo scritta da san Pier Damiano[Petrus Damiani, in Vit. Romualdi., cap. 6.]. Dappoichè fu assunto al pontificatoGregorio V, il reOttone IIImosse da Ravenna alla volta di Roma, dove fu solennemente ricevuto. Ho io rapportato un bel placito, tenuto fuori della stessa Roma dal medesimo re collaassistenza di molti vescovi e principi con queste note[Antichità Estensi, P. I, cap. 20.]:Regnante domno Hottone piissimo rege anno regni pietatis ejus in Italia secundo, primo mense madii, Indictione secunda, foras porta sancti Laurentii, infra palatius domni nostri regis. Non ho finora saputo intendere, perchè si dicaanno secondodel regno, se non supponendo che seguisse la sua elezione e coronazione in re d'Italia nell'aprile dell'anno precedente. Ma se Ottone era in Roma, ossia sulla porta di Roma nel dì primo di maggio, si avvalora l'autorità di quegli scrittori che il fanno giunto colà prima che Brunone fosse posto sulla cattedra pontifizia. Ora in esso placito l'abbate di santa Flora d'Arezzo fece querela contraAdelbertus marchio, et Albertus germani, filii quondam Holberti, cioè figliuoli del marcheseOberto I contedel sacro romano palazzo, ed antenati della casa d'Este, per cagione di alcuni beni da loro occupati, e ne riportò il possesso,salva querela, cioè con lasciar vive ad essi marchesi le loro ragioni nel petitorio. Stando in vicinanza di Roma il re Ottone III, finalmente giunse ad ottenere la corona dell'imperio. Siccome abbiamo dalla vita di santo Adalberto[Anonym., in Vit. S. Adalberti Pragens.],magno gaudio omnium imperatorium attigit apicem. Laetantur cum primoribus minores civitatis, cum afflicto paupere exsultant agmina viduarum, quia novus imperator dat jura populis, dat jura novus papa.Queste parole, dice il padre Pagi[Pagius, in Critic. Baron.],manifeste ostendunt, Ottonem III sicuti et decessores, supremum dominium in urbe exercuisse; quod usque ad nostra tempora obscurum fuit. Il giorno in cui, secondo gli Annali d'Ildeseim, egliimperator et patricius coronatur, fu quello di Pentecoste, che in quell'anno cadde nel dì 31 di maggio. Ma, per attestato di Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 4.]e dell'Annalista sassone[Annalista Saxo.],Romam veniensin Ascensione Domini, quae tunc erat XII kalendas junii, anno aetatis suae XV, regni autem XIII, Indictione VIII(ha da essereVIIII)ab eodem unctionem percepit, et advocatus Ecclesiae sancti Petri efficitur. Altrettanto ha il Cronografo sassone, pubblicato dal Leibnizio[Chronographus Saxo editus a Leibnitio.]: il che quando sia vero, la coronazione seguì nel dì 21 di maggio. E questa appunto si dee dire le vera sentenza. Rapporta l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., t. 5 in Episc. Veronens.]un suo diploma, dato in RomaX kalendas juniidi quest'anno,Indictione IX, anno tertii Ottonis imperantis I. Ho io parimente pubblicato un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. VIII.], da lui dato in favore diOdelrico vescovodi Cremona,obtentu karissimae sororis nostrae Sophiaecon queste note:Datum VI kalendas junii anno dominicae Incarnationis DCCCCXCVI, Indictione VIIII, anno vero tercii Ottonis regnantis XIII, imperii autem ejus primo.Actum Romae: il che ci fa conoscere ch'egli era già imperadore nel dì 27 di maggio. E qui non voglio tacere che nel medesimo meseArdoino contedel palazzo tenne un placito[Ibidem, Dissert. VII.]nel distretto di Brescia, dove l'avvocato della chiesa di Cremona ottenne sentenza favorevole contra di Gualberto giudice. L'atto fu scrittoanno Incarnationis Domini nostri Jesu Christi DCCCC nonagesimo sexto, XI kalendas junias, Indictione nona: il che è da notare, perchè sempre più conferma quanto io ho detto di sopra; cioè, che quantunque Ottone III fosse eletto re di Italia, e governasse questo regno, pure non erano contati in Italia gli anni del suo regno, perchè egli non era per anche coronato colla corona che chiamiamo ferrea. Altra ragione non so io addurne che questa. Aggiungasi un altro diploma d'esso Augusto, datoVIII kalendas juniidell'anno presente coll'actum Romae, come si legge nel Bollario casinense; di modo che siam certi del dì della sua coronazione.
Creato che fu imperadore Ottone III, cominciò, secondo il rito de' suoi predecessori, a far giustizia in Roma; e fra gli altri fu citato Crescenzio per le insolenze usate aGiovanni XVpapa.Habito, dice l'Annalista sassone[Annalista Saxo apud Eccardum.],cum Romanis placito, quemdam Crescentium, quia priorem papam injuriis saepe laceraverat, exsilio statuit deportari; sed ad preces novi Apostolici omnia illi remisit.Di qui ancora s'intende qual fosse l'autorità imperiale di Ottone III in Roma. Sbrigato da questi affari esso Augusto, si trasferì dipoi a Pavia. Ne ho la pruova in un suo diploma[Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.], confermatorio de' beni e privilegii del monistero delle monache di santa Maria di Teodata, oggidì della Posterla, datokalendis augusti, anno dominicae Incarnationis DCCCCXCVI Indictione IX, anno tertii Ottonis regnantis XIII, imperii primo. Actum Papiae.Benchè niuno degli antichi storici faccia menzione che Ottone III fosse coronato colla corona del regno d'Italia; pure si può ragionevolmente credere ch'egli o nel suo primo arrivo in Lombardia nella primavera di quest'anno, ovvero nell'essere tornato colà dopo la coronazione romana, ricevesse ancora l'altra del regno italico. Bonincontro Morigia da Monza[Bonincontrus Morig. in Chron.], che fioriva nel secolo decimoquarto, siccome osservai nel mio trattatode Corona Ferrea,[Anecdot. Latin., tom. 2.], scrive ch'egliprimo in Modoetia(cioè in Monza)postea in Mediolano italici regni coronam accepit. Anzi, se a lui crediamo, Ottone III fu quegli che costituì la nobil terra di Monzacaput Lombardiae et sedem regni illius: il che difficilmente si può credere, perchè quest'era una prerogativa di Pavia, e, se si vuol, anche di Milano. Sappiamo ben di certo, che ne' secoli susseguenti fu e tuttavia si truova custodita la corona delferronella basilica di san Giovanni Batista di Monza,e che quivi talvolta furono coronati i re d'Italia. Sull'autunno se ne tornò in Germania il novello Augusto, e per quanto ci assicura il Cronografo sassone,in agrippina colonia, summi imperatoris condigno honore, celebrat natalem diem. Può essere motivo di maraviglia il trovare tanta diversità di pareri intorno all'anno in cuiUgo Capetore di Francia, primo della sua schiatta, finì di vivere. L'Annalista sassone[Annalista Saxo.]fa succeduta la di lui morte nell'anno 994; Odoranno ed altri nell'anno 998. Certo è che s'ingannano. Il padre Mabillone e il padre Daniello il credono mancato di vita nell'anno presente 996. Ma il padre Pagi pretende che ciò accadesse nell'anno seguente 997. Tale fu ancora il sentimento di Romoaldo salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron., tom. 7 Rer. Ital.]. Lascerò io disputarli di questo, bastando ricordare ai lettori ch'ebbe per successoreRoberto, principe per la sua pietà e per altre virtù lodatissimo, ma poco da noi conosciuto per altre sue azioni Abbiamo poi una gran folla di scrittori che tengono istituiti in quest'anno da papa Gregorio V i sette elettori dell'imperio. Ma in questi ultimi tempi, ben ventilata una tal quistione, è ormai deciso non sussistere l'istituzione d'essi elettori: intorno a che non ispenderò io altra parola.
Prima nondimeno di abbandonar quest'anno, si vuol rammentare uno strepitoso fatto, che si dice accaduto nel contado di Modena, e vien riferito all'anno presente dal Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]e da altri. Gotofredo da Viterbo[Gotifredus Viterbiens., in Panth.]circa l'anno 1190 fu il primo e il solo a spacciar questo racconto. Trovandosi l'imperadrice moglie di Ottone III (chiamataMariada alcuni) vicino a Modena nella casa del conte, ossia governatore di questa città, chiamata Amola, perdutamente s'invaghì d'esso conte, ed anche sfacciatamentegli palesò le sue fiamme. Egli, fedele a Dio e al suo principe, si mise a fuggire; e perchè l'imperadrice l'aveva afferrato pel mantello a fine di ritenerlo, glielo lasciò nelle mani. Rivelò il conte alla propria moglie quanto gli era accaduto, ben prevedendo la propria rovina. Infatti accusato dall'imperadrice all'Augusto consorte, quasichè egli avesse dato un assalto alla di lei onestà, il credulo Ottone gli fece senz'altro tagliare il capo. Comparve dipoi l'afflitta moglie del conte davanti all'imperadore; e rivelato il fatto, come era, dimandò giustizia, con esibirsi di provar l'innocenza del marito e la calunnia dell'imperadrice col giudizio, come allora diceano, del ferro rovente. Fu ammessa alla pruova, e senza danno alcuno maneggiò quel ferro, o pure passeggiò illesa sopra i vomeri infuocati; perlochè l'imperadrice fu condannata al fuoco. Ma che questa sia una popolar novella, bevuta buonamente da Gotofredo da Viterbo, abbastanza si comprende dal vedere che niuno de' più antichi scrittori ha lasciata menzione di un avvenimento di tanto rilievo, che avrebbe fatto un incredibil rumore dappertutto. E neppure alcun d'essi scrive che Ottone III, giovane di sedici anni, avesse per anche presa moglie; anzi s'è osservato ch'egli nel precedente anno inviò due vescovi a cercarne una in Grecia. Aggiungasi aver noi trovato all'anno 989Tedaldo, avolo della contessa Matilda,marchese e conte di Modena. Scorgeremo inoltre vivente lo stesso Tedaldo dopo la morte di Ottone III, nè è molto probabile che fosse stato tolto a lui il governo di questa città per darlo ad un altro. Quel solo che potrebbe addursi per sostener qui il racconto di Gotifredo, consiste in immaginare che gli antichi passassero sotto silenzio le nozze e la morte di questa imperadrice, come memoria infame. Oltre di che, Landolfo seniore, storico milanese, non lontano dai tempi di Ottone III lasciò scritto[Landulf. Senior, Hist. Mediol., t. 4 Rer. Ital.],aver egli spedito a CostantinopoliArnolfo IIarcivescovo di Milano a cercargli una moglie,defuncta conjuge, ex qua filium masculum minime genuerat: siccome io prima d'ora osservai nella prefazione alla storia d'esso Landolfo. Però ne creda ciò che vuole il saggio lettore.