MCCXIAnno diCristoMCCXI. IndizioneXIV.Innocenzo IIIpapa 14.Ottone IVimperadore 3.Venuta la primavera, continuò l'imperadoreOttonele conquiste nel regno siciliano di qua dal Faro[Johann. de Ceccano, Chron. Fossaenovae.]. Sottomise a' suoi voleri tutta la Puglia, la Terra di Lavoro, e quasi interamente la Calabria, ed arrivò fino a Taranto. Abbiamo dall'Abbate Urspergense[Abbas Urspergens., in Chron.]che papaInnocenzo III, desideroso pur d'estinguere questo fiero incendio, avea, durante il verno, mandato innanzi e indietro a Capoa l'abbate di Morimondo, per indurre alla pace, o a qualche aggiustamento, Ottone, contentandosi piuttosto di patir del danno negli Stati, che di permettere la rovina delre Federigo. Ma indarno andarono i messi e le proposizioni d'accordo. Ubbriacato Ottone dalla ridente fortuna, tutto rigettò, perchè persuaso di poter oramai balzare dal trono il giovinettore[Godefridus Monachus, in Annal.]. Infatti i Saraceni di Sicilia segretamente gli fecero sapere che prenderebbono l'armi per lui. Abbiamo anche dagli Annali Pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]che in aiuto di esso Augusto furono armate in Pisa quaranta galee, le quali andarono fino a Procida, credendo di potere trovar quivi l'imperadore. In somma si disponeva Ottone IV a passare in Sicilia, e pareano in total decadenza gli affari del re Federigo II, quando ecco scoppiare una terribil mina, da Ottone non preveduta. Tanto seppe fare il non dormiglioso papa Innocenzo, col favore ancora diFilippo redi Francia, che indusse molti vescovi della Germania non solamente a pubblicar la scomunica contra di Ottone, e a dichiararlo decaduto, ma ancora a trattar di eleggere in suo luogo re de' Romani Federigo II. In questa lega concorseroSiffredo arcivescovodi Magonza, legato apostolico, l'arcivescovo di Treveri, il lantgravio della Turingia, il re di Boemia, il duca di Baviera, il duca di Zeringhen, ed altri vescovi e principi. Soffiò non poco in questo fuoco anche il suddetto re di Francia Filippo, che, per aver tolta la Normandia al re d'Inghilterra, non potea tollerar le prosperità di Ottone Augusto, parente strettissimo e collegato coll'Inglese. Gotifredo monaco scrive che questi principi si raunarono in Bamberga, e fu proposta l'elezion di Federigo; ma che, non accordandosi fra loro, restò sospeso il colpo. L'arcivescovo di Magonza bensì pubblicò dappertutto le censure contra di Ottone: dal che presero motivoArrigo contepalatino del Reno, fratello d'esso Ottone, e il duca del Brabante e i nobili della Lorena di dare un terribil guasto al territorio di Magonza. Nella Cronica di Fossanuova[Johann. de Ceccano, Chron. Fossaenovae.], e presso Alberico[Alberic. Monach., in Chron.], Sicardo[Sicard. in Chron., tom. 7 Rer. Ital. Abbas Urspergens., in Chron.]ed altri, si legge che seguì di fatto l'eleziondi Federigo in Germania. Sembra almen certo che intanto que' principii sollecitassero il pontefice a spignere in Germania il giovinetto Federigo. Quel che è certo, furono cagione questi disgustosi avvisi che Ottone tagliasse il corso alle sue vittorie in Puglia, e ai disegni di portar la guerra in Sicilia, e cominciasse a pensare alla propria casa, a cui era attaccato il fuoco. Congregati dunque i baroni di quelle contrade, raccomandò loro la costanza nella sua fedeltà, virtù per altro poco conosciuta da quegli instabili popoli; e, preso da loro congedo, venne nel mese di novembre in Lombardia per impedire a Federigo il passaggio in Germania. I Pisani[Caffari, Annal. Genuens., lib. 4, tom. 6 Rer. Ital.], ch'erano iti fino a Napoli in aiuto di lui colle lor quaranta galee, non sentendone più nuova, se ne tornarono, senza far altro, al loro paese. Venuto l'Augusto Ottone in Lombardia[Sicard., in Chron.], tenne in Lodi un parlamento, per esaminar qual conto egli potesse fare degli animi e de' soccorsi di questi popoli. Trovò che il pontefice avea già preoccupato più d'uno contra di lui.Estensis enim marchio jam cum Papiensibus et Cremonensibus, et Veronensibus consensit summi ponteficis foedus inire contradictionis; sono parole di Sicardo allora vescovo di Cremona. Infatti nè il marchese d'Este, nè i deputati di Pavia, Cremona e Verona vollero intervenire a quella dieta. Ma i Milanesi, siccome quelli che amavano forte la casa estense-guelfa dei duchi di Sassonia, e odiavano la ghibellina dei duchi di Suevia, da cui tanti mali aveano ricevuto, larghe promesse fecero all'Augusto Ottone, e gli altri non mancarono di dargli buone parole[Richardus de S. Germano.]. Avea il pontefice Innocenzo solennemente confermata nel giovedì santo la scomunica contra di lui. Poscia mise l'interdetto a Napoli e a Capoa, perchè aveano comunicato con lui. Scrisse controi Pisani, i Bolognesi ed altri che favorivano lo scomunicato Augusto. In questi tempi l'indefesso marchese d'EsteAzzo VIcoll'aiuto de' Cremonesi[Chron. Cremonens., tom. 7 Rer. Ital. Annales Estenses, tom. 15 Rer. Ital.]ricuperò Ferrara, e ne cacciò Ugo da Guarnasio, lasciato ivi per podestà da esso Ottone. Che anche Salinguerra mutasse aria in tal congiuntura, se non è certo, è almen credibile. Troviamo parimente presso papa Innocenzo menzione della presa di Ferrara, fatta dal marchese d'Este, in una lettera scritta in quest'annoVII idus junii[Innocent. III, lib. 14, Epist. 76.]. In Cremona la parte del popolo di città nuova, non potendo reggere alla forza di quei della città vecchia, restò abbattuta e spogliata de' suoi averi. Tanto ancora si industriò in questi tempi Eccelino da Onara, signor di Bassano, che ottenne dall'imperadore il governo della città di Vicenza[Maurisius, Histor., tom. 7 Rer. Ital.]: il che fu il primo gradino, che portò dipoi il crudele Eccelino da Romano suo figliuolo alla potenza che vedremo.
Venuta la primavera, continuò l'imperadoreOttonele conquiste nel regno siciliano di qua dal Faro[Johann. de Ceccano, Chron. Fossaenovae.]. Sottomise a' suoi voleri tutta la Puglia, la Terra di Lavoro, e quasi interamente la Calabria, ed arrivò fino a Taranto. Abbiamo dall'Abbate Urspergense[Abbas Urspergens., in Chron.]che papaInnocenzo III, desideroso pur d'estinguere questo fiero incendio, avea, durante il verno, mandato innanzi e indietro a Capoa l'abbate di Morimondo, per indurre alla pace, o a qualche aggiustamento, Ottone, contentandosi piuttosto di patir del danno negli Stati, che di permettere la rovina delre Federigo. Ma indarno andarono i messi e le proposizioni d'accordo. Ubbriacato Ottone dalla ridente fortuna, tutto rigettò, perchè persuaso di poter oramai balzare dal trono il giovinettore[Godefridus Monachus, in Annal.]. Infatti i Saraceni di Sicilia segretamente gli fecero sapere che prenderebbono l'armi per lui. Abbiamo anche dagli Annali Pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]che in aiuto di esso Augusto furono armate in Pisa quaranta galee, le quali andarono fino a Procida, credendo di potere trovar quivi l'imperadore. In somma si disponeva Ottone IV a passare in Sicilia, e pareano in total decadenza gli affari del re Federigo II, quando ecco scoppiare una terribil mina, da Ottone non preveduta. Tanto seppe fare il non dormiglioso papa Innocenzo, col favore ancora diFilippo redi Francia, che indusse molti vescovi della Germania non solamente a pubblicar la scomunica contra di Ottone, e a dichiararlo decaduto, ma ancora a trattar di eleggere in suo luogo re de' Romani Federigo II. In questa lega concorseroSiffredo arcivescovodi Magonza, legato apostolico, l'arcivescovo di Treveri, il lantgravio della Turingia, il re di Boemia, il duca di Baviera, il duca di Zeringhen, ed altri vescovi e principi. Soffiò non poco in questo fuoco anche il suddetto re di Francia Filippo, che, per aver tolta la Normandia al re d'Inghilterra, non potea tollerar le prosperità di Ottone Augusto, parente strettissimo e collegato coll'Inglese. Gotifredo monaco scrive che questi principi si raunarono in Bamberga, e fu proposta l'elezion di Federigo; ma che, non accordandosi fra loro, restò sospeso il colpo. L'arcivescovo di Magonza bensì pubblicò dappertutto le censure contra di Ottone: dal che presero motivoArrigo contepalatino del Reno, fratello d'esso Ottone, e il duca del Brabante e i nobili della Lorena di dare un terribil guasto al territorio di Magonza. Nella Cronica di Fossanuova[Johann. de Ceccano, Chron. Fossaenovae.], e presso Alberico[Alberic. Monach., in Chron.], Sicardo[Sicard. in Chron., tom. 7 Rer. Ital. Abbas Urspergens., in Chron.]ed altri, si legge che seguì di fatto l'eleziondi Federigo in Germania. Sembra almen certo che intanto que' principii sollecitassero il pontefice a spignere in Germania il giovinetto Federigo. Quel che è certo, furono cagione questi disgustosi avvisi che Ottone tagliasse il corso alle sue vittorie in Puglia, e ai disegni di portar la guerra in Sicilia, e cominciasse a pensare alla propria casa, a cui era attaccato il fuoco. Congregati dunque i baroni di quelle contrade, raccomandò loro la costanza nella sua fedeltà, virtù per altro poco conosciuta da quegli instabili popoli; e, preso da loro congedo, venne nel mese di novembre in Lombardia per impedire a Federigo il passaggio in Germania. I Pisani[Caffari, Annal. Genuens., lib. 4, tom. 6 Rer. Ital.], ch'erano iti fino a Napoli in aiuto di lui colle lor quaranta galee, non sentendone più nuova, se ne tornarono, senza far altro, al loro paese. Venuto l'Augusto Ottone in Lombardia[Sicard., in Chron.], tenne in Lodi un parlamento, per esaminar qual conto egli potesse fare degli animi e de' soccorsi di questi popoli. Trovò che il pontefice avea già preoccupato più d'uno contra di lui.Estensis enim marchio jam cum Papiensibus et Cremonensibus, et Veronensibus consensit summi ponteficis foedus inire contradictionis; sono parole di Sicardo allora vescovo di Cremona. Infatti nè il marchese d'Este, nè i deputati di Pavia, Cremona e Verona vollero intervenire a quella dieta. Ma i Milanesi, siccome quelli che amavano forte la casa estense-guelfa dei duchi di Sassonia, e odiavano la ghibellina dei duchi di Suevia, da cui tanti mali aveano ricevuto, larghe promesse fecero all'Augusto Ottone, e gli altri non mancarono di dargli buone parole[Richardus de S. Germano.]. Avea il pontefice Innocenzo solennemente confermata nel giovedì santo la scomunica contra di lui. Poscia mise l'interdetto a Napoli e a Capoa, perchè aveano comunicato con lui. Scrisse controi Pisani, i Bolognesi ed altri che favorivano lo scomunicato Augusto. In questi tempi l'indefesso marchese d'EsteAzzo VIcoll'aiuto de' Cremonesi[Chron. Cremonens., tom. 7 Rer. Ital. Annales Estenses, tom. 15 Rer. Ital.]ricuperò Ferrara, e ne cacciò Ugo da Guarnasio, lasciato ivi per podestà da esso Ottone. Che anche Salinguerra mutasse aria in tal congiuntura, se non è certo, è almen credibile. Troviamo parimente presso papa Innocenzo menzione della presa di Ferrara, fatta dal marchese d'Este, in una lettera scritta in quest'annoVII idus junii[Innocent. III, lib. 14, Epist. 76.]. In Cremona la parte del popolo di città nuova, non potendo reggere alla forza di quei della città vecchia, restò abbattuta e spogliata de' suoi averi. Tanto ancora si industriò in questi tempi Eccelino da Onara, signor di Bassano, che ottenne dall'imperadore il governo della città di Vicenza[Maurisius, Histor., tom. 7 Rer. Ital.]: il che fu il primo gradino, che portò dipoi il crudele Eccelino da Romano suo figliuolo alla potenza che vedremo.