MCLIAnno diCristoMCLI. IndizioneXIV.EugenioIII papa 7.CorradoIII re di Germania e d'Italia 14.Verisimilmente in quest'anno ilre Ruggieri, voglioso pur di supplir con un nuovo maritaggio alla mancanza di tanti figliuoli a lui rapiti dalla morte, per testimonianza di Romoaldo Salernitano,Beatricem filiam comitis de Reteste in uxorem accepit, de qua filiam habuit, quam Constantiam appellavit. La notizia è d'importanza per le cose che vedremo a suo tempo dopo assaissimi anni, ne' quali questa sua figlia Costanza cagione fu di grandi mutazioni nella Sicilia. Volendo inoltre assicurare il regno aGuglielmosuo figliuolo, in quest'anno[Peregrin., in Not. ad Anonym. Casinens.]il dichiarò suo collega e re nel mese di maggio,biennio antequam moreretur, dice Romoaldo[Romualdus Salern., in Chron.]; ed essendo morto Ruggieri sul fine di febbraio del 1154, parrebbe che ciò appartenesse all'anno seguente. Ma più sotto egli soggiugne, che Guglielmocum patre duobus annis et mensibus decem regnaverat. Aggiungono gli storici siciliani, che in questo medesimo anno il re suddetto diede per moglie al figliuolo GuglielmoMargheritafigliuola diGarzia redi Navarra[Carusi, P. II, lib. 2, Istor. di Sicilia.]; e vogliono che in questo anno se ne celebrassero solennemente le nozze in Palermo. Probabile è, che nell'anno presente seguisse[Otto Frisingens., de Gest. Frider. I, lib. 1, cap. 62.]la morte diArrigo, picciolo figliuolo delre Corrado; già eletto re di Germania; e, quantunque sopravvivesse un altro figliuolo d'esso re, appellatoFederigo, pure questo accidente aprì la strada aFederigo, figliuolo di suo fratello, per acquistar la corona del regnogermanico, siccome diremo fra poco. Cessò in questi tempi la guerra che ilduca Guelfoavea ricominciata in Germania contra del re Corrado[Abbas Urspergensis, in Chron.]per interposizione appunto del medesimo Federigo, nipote di Corrado e d'esso Guelfo, perchè gli fece assegnare alcune rendite del fisco regale colla villa di Merdingen, e con ciò l'indusse a vivere quieto. Così lasciò scritto l'Abate Urspergense, di cui sono ancora le seguenti parole:Reatina civitas post longam obsidionem a Rogerio rege Siciliae destructa est anno Domini MCLI. Quando non vi sia errore di stampa, la città di Rieti, non men che Ascoli, dovea essere allora compresa nella Puglia, signoreggiata da esso re Ruggieri. Scrive ancora Giovanni da Ceccano[Johann. de Ceccano, Chron. Fossae Novae.], chepapa Eugenionel dì 10 di maggio andò a Castro, e vi dedicò la chiesa di santa Croce, e nel dì 27 d'ottobre dedicò la chiesa del monistero di Casemaro, dopo di che tornò a Segna. Per quanto osservò il cardinal Baronio[Baron., in Annales Ecclesiast.], circa questi tempi vennero a Roma gli arcivescovi di Colonia e di Magonza, contra de' quali bolliva un gran processo, e vennero carichi di danaro, credendosi di comperar la grazia del papa e della sua corte, come nei tempi addietro succedea, e parea più facile allora pel bisogno del pontefice, tuttavia involto nella guerra coi Romani. Ma furono rimandati indietro con tutto il loro tesoro,nova res, dice san Bernardo in iscrivendo ad esso papa[San Bernard. de Consid., lib. 3, cap. 3.].Quando hactenus aurum Roma refudit? Et nunc Romanorum consilio id usurpatum non credimus. Durando tuttavia la guerra dei Piacentini coi Parmigiani[Annales Placentini, tom. 16 Rer. Ital.], dai primi fu preso e distrutto Fornovo. Con gran concorso di scolari si spiegavano in questi tempi in Bologna le leggi romane, risuscitate circa il principio di questo secolo. Cadde in pensieroaGraziano monacobenedettino, toscano di patria, perchè nato in Chiusi, abitante allora nel monistero di san Felice di Bologna[Ricobaldus, in Pomario.], di compilare ancora il gius canonico, per metterlo nelle scuole e nelle mani della gioventù studiosa. Intraprese dunque il suo decreto, componendolo di canoni, di concilii, lettere di papi (fra le quali non poche apocrife, perchè provenienti da Isidoro Mercatore) e passi di santi Padri. Prima di lui più d'una di simili raccolte era stata fatta; ma questa portò il vanto, e divenne poi celebre ed usata nelle scuole. Stabilirono in questo anno lega insieme i popoli di Modena e Parma, promettendo i Parmigiani di assistere agli altria loco Rheni usque ad burgum Florenzolae; et ab Alpibus usque ad flumen Padi[Antiquit. Italic., Dissert. LVI.]. Lasciarono ai Reggiani il luogo se voleano entrare in questa lega. Ebbe con ciò principio la stretta alleanza, continuata dipoi per anni moltissimi, fra le città di Modena e di Parma.
Verisimilmente in quest'anno ilre Ruggieri, voglioso pur di supplir con un nuovo maritaggio alla mancanza di tanti figliuoli a lui rapiti dalla morte, per testimonianza di Romoaldo Salernitano,Beatricem filiam comitis de Reteste in uxorem accepit, de qua filiam habuit, quam Constantiam appellavit. La notizia è d'importanza per le cose che vedremo a suo tempo dopo assaissimi anni, ne' quali questa sua figlia Costanza cagione fu di grandi mutazioni nella Sicilia. Volendo inoltre assicurare il regno aGuglielmosuo figliuolo, in quest'anno[Peregrin., in Not. ad Anonym. Casinens.]il dichiarò suo collega e re nel mese di maggio,biennio antequam moreretur, dice Romoaldo[Romualdus Salern., in Chron.]; ed essendo morto Ruggieri sul fine di febbraio del 1154, parrebbe che ciò appartenesse all'anno seguente. Ma più sotto egli soggiugne, che Guglielmocum patre duobus annis et mensibus decem regnaverat. Aggiungono gli storici siciliani, che in questo medesimo anno il re suddetto diede per moglie al figliuolo GuglielmoMargheritafigliuola diGarzia redi Navarra[Carusi, P. II, lib. 2, Istor. di Sicilia.]; e vogliono che in questo anno se ne celebrassero solennemente le nozze in Palermo. Probabile è, che nell'anno presente seguisse[Otto Frisingens., de Gest. Frider. I, lib. 1, cap. 62.]la morte diArrigo, picciolo figliuolo delre Corrado; già eletto re di Germania; e, quantunque sopravvivesse un altro figliuolo d'esso re, appellatoFederigo, pure questo accidente aprì la strada aFederigo, figliuolo di suo fratello, per acquistar la corona del regnogermanico, siccome diremo fra poco. Cessò in questi tempi la guerra che ilduca Guelfoavea ricominciata in Germania contra del re Corrado[Abbas Urspergensis, in Chron.]per interposizione appunto del medesimo Federigo, nipote di Corrado e d'esso Guelfo, perchè gli fece assegnare alcune rendite del fisco regale colla villa di Merdingen, e con ciò l'indusse a vivere quieto. Così lasciò scritto l'Abate Urspergense, di cui sono ancora le seguenti parole:Reatina civitas post longam obsidionem a Rogerio rege Siciliae destructa est anno Domini MCLI. Quando non vi sia errore di stampa, la città di Rieti, non men che Ascoli, dovea essere allora compresa nella Puglia, signoreggiata da esso re Ruggieri. Scrive ancora Giovanni da Ceccano[Johann. de Ceccano, Chron. Fossae Novae.], chepapa Eugenionel dì 10 di maggio andò a Castro, e vi dedicò la chiesa di santa Croce, e nel dì 27 d'ottobre dedicò la chiesa del monistero di Casemaro, dopo di che tornò a Segna. Per quanto osservò il cardinal Baronio[Baron., in Annales Ecclesiast.], circa questi tempi vennero a Roma gli arcivescovi di Colonia e di Magonza, contra de' quali bolliva un gran processo, e vennero carichi di danaro, credendosi di comperar la grazia del papa e della sua corte, come nei tempi addietro succedea, e parea più facile allora pel bisogno del pontefice, tuttavia involto nella guerra coi Romani. Ma furono rimandati indietro con tutto il loro tesoro,nova res, dice san Bernardo in iscrivendo ad esso papa[San Bernard. de Consid., lib. 3, cap. 3.].Quando hactenus aurum Roma refudit? Et nunc Romanorum consilio id usurpatum non credimus. Durando tuttavia la guerra dei Piacentini coi Parmigiani[Annales Placentini, tom. 16 Rer. Ital.], dai primi fu preso e distrutto Fornovo. Con gran concorso di scolari si spiegavano in questi tempi in Bologna le leggi romane, risuscitate circa il principio di questo secolo. Cadde in pensieroaGraziano monacobenedettino, toscano di patria, perchè nato in Chiusi, abitante allora nel monistero di san Felice di Bologna[Ricobaldus, in Pomario.], di compilare ancora il gius canonico, per metterlo nelle scuole e nelle mani della gioventù studiosa. Intraprese dunque il suo decreto, componendolo di canoni, di concilii, lettere di papi (fra le quali non poche apocrife, perchè provenienti da Isidoro Mercatore) e passi di santi Padri. Prima di lui più d'una di simili raccolte era stata fatta; ma questa portò il vanto, e divenne poi celebre ed usata nelle scuole. Stabilirono in questo anno lega insieme i popoli di Modena e Parma, promettendo i Parmigiani di assistere agli altria loco Rheni usque ad burgum Florenzolae; et ab Alpibus usque ad flumen Padi[Antiquit. Italic., Dissert. LVI.]. Lasciarono ai Reggiani il luogo se voleano entrare in questa lega. Ebbe con ciò principio la stretta alleanza, continuata dipoi per anni moltissimi, fra le città di Modena e di Parma.