MCXIV

MCXIVAnno diCristoMCXIV. IndizioneVII.PasqualeII papa 16.ArrigoV re 9, imperad. 4.Avea, come dissi poc'anzi, lasciatopapa Pasqualeper suo contestabile e governatore di Benevento Landolfo della Greca[Falco Beneventan., in Chron.]. Contra di lui per invidiaRoberto principedi Capoa, ed altri baroni normanni fecero una congiura, e nell'agosto precedente si portarono con poderosa armata all'assedio di quella città. Con poca fortuna nondimeno, perchè il valoroso Landolfo, fatta co' Beneventani una sortita, li mise in fuga, e poco mancò che non prendesse tutto il loro bagaglio. Durò nondimeno la guerra col guasto delle campagne di Benevento; e crebbero poscia i malanni, perchè lo stesso arcivescovo di quella cittàLandolfosi dichiarò contra del medesimo contestabile, e trasse dalla sua la maggior parte del popolo, di maniera che in fine astrinsero esso contestabile a deporre la carica. Per questa e per altre cagioni papa Pasquale II nell'ottobre tenne un concilio in Ceperano ai confini del ducato romano, o della Puglia, dove concorseroGuglielmo ducadi Puglia eRoberto principedi Capoacon circa mille cavalli. Quivi il papa diede l'investitura della Puglia, Calabria e Sicilia al duca Guglielmo. Falcone così scrive, e da ciò si può ricavare che i duchi della Puglia ritenessero diritto d'alto dominio sopra la Sicilia, sovranità nondimeno sottoposta ad un maggiore sovrano, cioè al romano pontefice. Quivi ancora essendo forte il papa in collera contra dell'arcivescovo Landolfo, istituì il giudizio intorno alle accuse dategli, e il depose. Ma egli col tempo, e, se vogliam credere a Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitan., Chron., tom. 7 Rer. Ital.], coll'uso di molti regali, fu restituito nella sua dignità. Di questi regali non parla Falcone. Da Romoaldo è riferito il suddetto concilio all'anno seguente; ma Falcone, storico contemporaneo, merita maggior fede. Glorioso riuscì quest'anno alle armi cristiane per la guerra felicemente fatta ai Mori padroni dell'isole Baleari. L'onore specialmente ne è attribuito ai Pisani. I Mori, dissi, abitanti in quelle isole, cioè in Evizza, Maiorica e Minorica, colle lor piraterie tenevano inquieta e danneggiata tutta la costa di Italia[Annales Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]. Risoluti i Pisani di far quella impresa, ebbero ricorso al buon papa Pasquale per ottenerne la sua approvazione e benedizione. Poscia disposto un terribile armamento per mare, con tutte le lor forze, accompagnati daBosonecardinale legato della santa Sede e daPietroloro arcivescovo, marciarono alla volta di que' Barbari. Questa guerra è diffusamente narrata in un poema da Lorenzo Veronese, o da Verna[Laurent. Veronens., lib. 1 Poem., tom. 6 Rer. Ital.], diacono del medesimo arcivescovo, ed autore di vista. Fu esso poema pubblicato dall'Ughelli, e da me ristampato altrove. Riuscì a questa armata nell'anno presente di conquistar l'isola d'Evizza, e di prendere nel dì di san Lorenzo la città d'essa isola, posta in sito vantaggioso. Ne distrusseroi Pisani le mura e il cassaro, cioè la rocca, e seco condussero prigione il governatore saraceno. Passarono poi l'armi vittoriose all'isola di Maiorica, e vi fecero lo sbarco nella festa di san Bartolommeo, con intraprendere l'assedio di quella città. In aiuto de' Pisani concorseroRaimondoconte di Barcellona ed altri conti di Catalogna, di Provenza e Linguadoca.Nell'anno presente ancora l'imperadoreArrigo Vcelebrò in Magonza le sue nozze con una figliuola d'Arrigo re d'Inghilterra appellataMatilda[Abbas Urspergensis, in Chron. Simeon Hunelmensis.]. In quella solennità si presentò davanti ad esso Augusto coi piè nudiLottario ducadi Sassonia, che fu poi imperadore, per chiedere perdono dell'essersi dianzi ribellato. Così scrive Ottone Frisingense[Otto Frising., in Chron.]: il che come sussista non so; perchè nell'anno seguente altre storie cel rappresentano coll'armi in mano contra del medesimo Augusto. Erasi, come vedemmo, nell'anno 1090 ribellata la città di Mantova allacontessa Matilda, nè a lei fin qui era venuto fatto di poterla ricuperare[Donizo, in Vita Mathild., lib. 2, cap. 19.]. Questa contentezza fu a lei riserbata per l'anno corrente. Cadde essa gravemente inferma, mentre dimorava a Monte Baranzone sulle montagne di Modena, nel qual luogo si vede una donazione da lei fatta a san Benedetto di Polirone nel dì 14 di giugno[Bacchini, Istor. di Polirone.]. La fama, solita ad ingrandir le cose, in breve la diede per morta. Allora il popolo di Mantova, siccome libero dal timore d'essa, fece uno sforzo, e mise l'assedio a Ripalta castello della medesima contessa, e tanto lo strinse, che i difensori stanchi capitolarono la resa, ma condizionata, se fosse viva la lor padrona Matilda.Manfredivescovo di Mantova intanto arrivò alla sua città, e divolgò che Matilda era tuttavia vivente. Gli ebbe a costar la vita un sì dispiacevolavviso per l'infuriato popolo che la desiderava morta. Nè molto stettero i Mantovani che diedero al fuoco l'infelice castello di Ripalta. Questa disgrazia fu per tutto il tempo della malattia di Matilda a lei tenuta nascosa dai suoi. Ma dacchè si fu riavuta, intesone il tenore, pensò a farne vendetta. Raunò quanti combattenti potè, formò eziandio una flotta di navi, e con questo armamento passò all'assedio di Mantova. Sulle prime se ne rise quella forte città; ma scorgendo la risoluta contessa di trarre a fin quell'impresa, que' cittadini s'appigliarono a' consigli di pace; e spediti ambasciatori alla stessa, mentre era in Bondeno, trattarono di rendersi ad onesti patti. Seguì infatti la resa di quella città sul fine di ottobre con gloria grande di Matilda, a cui, dopo aver messa al dovere ne' tempi addietro anche la marca, creduta da me quella di Toscana, nulla restò più delle perdute antiche sue giurisdizioni che non ritornasse alle sue mani. Nel dì 8 di novembre di quest'anno la medesima contessa, essendo nel monistero di san Benedetto di Polirone[Bacchini, Istor. di Polirone.], esentò dalle albergarie de' soldati tutti i beni di que' monaci. Ho anch'io dato alla luce un laudo proferito alla di lei presenza per lite di persone private[Antiquit. Italic., Dissert. XXXI.], mentre la medesima soggiornava nella rocca di Carpineta nel dì 22 d'aprile dell'anno presente.

Avea, come dissi poc'anzi, lasciatopapa Pasqualeper suo contestabile e governatore di Benevento Landolfo della Greca[Falco Beneventan., in Chron.]. Contra di lui per invidiaRoberto principedi Capoa, ed altri baroni normanni fecero una congiura, e nell'agosto precedente si portarono con poderosa armata all'assedio di quella città. Con poca fortuna nondimeno, perchè il valoroso Landolfo, fatta co' Beneventani una sortita, li mise in fuga, e poco mancò che non prendesse tutto il loro bagaglio. Durò nondimeno la guerra col guasto delle campagne di Benevento; e crebbero poscia i malanni, perchè lo stesso arcivescovo di quella cittàLandolfosi dichiarò contra del medesimo contestabile, e trasse dalla sua la maggior parte del popolo, di maniera che in fine astrinsero esso contestabile a deporre la carica. Per questa e per altre cagioni papa Pasquale II nell'ottobre tenne un concilio in Ceperano ai confini del ducato romano, o della Puglia, dove concorseroGuglielmo ducadi Puglia eRoberto principedi Capoacon circa mille cavalli. Quivi il papa diede l'investitura della Puglia, Calabria e Sicilia al duca Guglielmo. Falcone così scrive, e da ciò si può ricavare che i duchi della Puglia ritenessero diritto d'alto dominio sopra la Sicilia, sovranità nondimeno sottoposta ad un maggiore sovrano, cioè al romano pontefice. Quivi ancora essendo forte il papa in collera contra dell'arcivescovo Landolfo, istituì il giudizio intorno alle accuse dategli, e il depose. Ma egli col tempo, e, se vogliam credere a Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitan., Chron., tom. 7 Rer. Ital.], coll'uso di molti regali, fu restituito nella sua dignità. Di questi regali non parla Falcone. Da Romoaldo è riferito il suddetto concilio all'anno seguente; ma Falcone, storico contemporaneo, merita maggior fede. Glorioso riuscì quest'anno alle armi cristiane per la guerra felicemente fatta ai Mori padroni dell'isole Baleari. L'onore specialmente ne è attribuito ai Pisani. I Mori, dissi, abitanti in quelle isole, cioè in Evizza, Maiorica e Minorica, colle lor piraterie tenevano inquieta e danneggiata tutta la costa di Italia[Annales Pisani, tom. 6 Rer. Ital.]. Risoluti i Pisani di far quella impresa, ebbero ricorso al buon papa Pasquale per ottenerne la sua approvazione e benedizione. Poscia disposto un terribile armamento per mare, con tutte le lor forze, accompagnati daBosonecardinale legato della santa Sede e daPietroloro arcivescovo, marciarono alla volta di que' Barbari. Questa guerra è diffusamente narrata in un poema da Lorenzo Veronese, o da Verna[Laurent. Veronens., lib. 1 Poem., tom. 6 Rer. Ital.], diacono del medesimo arcivescovo, ed autore di vista. Fu esso poema pubblicato dall'Ughelli, e da me ristampato altrove. Riuscì a questa armata nell'anno presente di conquistar l'isola d'Evizza, e di prendere nel dì di san Lorenzo la città d'essa isola, posta in sito vantaggioso. Ne distrusseroi Pisani le mura e il cassaro, cioè la rocca, e seco condussero prigione il governatore saraceno. Passarono poi l'armi vittoriose all'isola di Maiorica, e vi fecero lo sbarco nella festa di san Bartolommeo, con intraprendere l'assedio di quella città. In aiuto de' Pisani concorseroRaimondoconte di Barcellona ed altri conti di Catalogna, di Provenza e Linguadoca.

Nell'anno presente ancora l'imperadoreArrigo Vcelebrò in Magonza le sue nozze con una figliuola d'Arrigo re d'Inghilterra appellataMatilda[Abbas Urspergensis, in Chron. Simeon Hunelmensis.]. In quella solennità si presentò davanti ad esso Augusto coi piè nudiLottario ducadi Sassonia, che fu poi imperadore, per chiedere perdono dell'essersi dianzi ribellato. Così scrive Ottone Frisingense[Otto Frising., in Chron.]: il che come sussista non so; perchè nell'anno seguente altre storie cel rappresentano coll'armi in mano contra del medesimo Augusto. Erasi, come vedemmo, nell'anno 1090 ribellata la città di Mantova allacontessa Matilda, nè a lei fin qui era venuto fatto di poterla ricuperare[Donizo, in Vita Mathild., lib. 2, cap. 19.]. Questa contentezza fu a lei riserbata per l'anno corrente. Cadde essa gravemente inferma, mentre dimorava a Monte Baranzone sulle montagne di Modena, nel qual luogo si vede una donazione da lei fatta a san Benedetto di Polirone nel dì 14 di giugno[Bacchini, Istor. di Polirone.]. La fama, solita ad ingrandir le cose, in breve la diede per morta. Allora il popolo di Mantova, siccome libero dal timore d'essa, fece uno sforzo, e mise l'assedio a Ripalta castello della medesima contessa, e tanto lo strinse, che i difensori stanchi capitolarono la resa, ma condizionata, se fosse viva la lor padrona Matilda.Manfredivescovo di Mantova intanto arrivò alla sua città, e divolgò che Matilda era tuttavia vivente. Gli ebbe a costar la vita un sì dispiacevolavviso per l'infuriato popolo che la desiderava morta. Nè molto stettero i Mantovani che diedero al fuoco l'infelice castello di Ripalta. Questa disgrazia fu per tutto il tempo della malattia di Matilda a lei tenuta nascosa dai suoi. Ma dacchè si fu riavuta, intesone il tenore, pensò a farne vendetta. Raunò quanti combattenti potè, formò eziandio una flotta di navi, e con questo armamento passò all'assedio di Mantova. Sulle prime se ne rise quella forte città; ma scorgendo la risoluta contessa di trarre a fin quell'impresa, que' cittadini s'appigliarono a' consigli di pace; e spediti ambasciatori alla stessa, mentre era in Bondeno, trattarono di rendersi ad onesti patti. Seguì infatti la resa di quella città sul fine di ottobre con gloria grande di Matilda, a cui, dopo aver messa al dovere ne' tempi addietro anche la marca, creduta da me quella di Toscana, nulla restò più delle perdute antiche sue giurisdizioni che non ritornasse alle sue mani. Nel dì 8 di novembre di quest'anno la medesima contessa, essendo nel monistero di san Benedetto di Polirone[Bacchini, Istor. di Polirone.], esentò dalle albergarie de' soldati tutti i beni di que' monaci. Ho anch'io dato alla luce un laudo proferito alla di lei presenza per lite di persone private[Antiquit. Italic., Dissert. XXXI.], mentre la medesima soggiornava nella rocca di Carpineta nel dì 22 d'aprile dell'anno presente.


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