MCXLII

MCXLIIAnno diCristoMCXLII. IndizioneV.InnocenzoII papa 13.CorradoIII re di Germania e d'Italia 5.Continuando nella lor contumacia i cittadini di Tivoli, per testimonianza di Sicardo[Sicardus Cremonens., in Chron.], assediò il pontefice in quest'anno coi Romani la loro città. Nulla dice dell'esito di quell'impresa lo storico suddetto, lasciando in dubbio se questo sia l'assedio infelice di cui si è parlato nell'anno precedente, oppure un altro. Abbiamo di certo da Ottone Frisingense che furono forzati a capitolare e sottomettersi, ma non so se nel presente oppure nel susseguente anno. Ho io prodotto il giuramento prestato ad esso pontefice da quel popolo, in cui si legge[Antiquit. Italic., Dissert. LXXII.]:Civitatem tiburtinam, donnicaturas, et regalia, quae romani pontifices ibidem habuerunt, et munitionem Pontis Lucani, Vicovarum, sanctum Polum, castellum Boverani, Cantalupum, Burdellum, Cicilianum, et alia regalia beati Petri, quae habet, adjutor erit ad retinendum, ec. Comitatum quoque et rectoriam ejusdem civitatis tiburtinae in potestatem domni papae Innocentii, et successorum ejus, libere dimittam, ec. Di gravi disordini produsse un tale aggiustamento, siccome vedremo all'anno seguente. Non poteano digerire i Modenesi che la terra e badia di Nonantola, posta nel loro contado, si fosse data ai Bolognesi. Però nel presente andarono a campo sotto quella terra[Cron. di Bologna, tom. 18 Rer. Ital. Annal. veter. Mutinens., tom. 9 Rer Italic.], malmettendo tutti i suoi contorni. A tale avviso, uscì in campagna l'esercito de' Bolognesi; il che fu cagione che i Modenesi, lasciato l'assedio, marciarono contra di essi. In Valle di Reno, oppure in Valle di Lavino s'affrontarono le due armate, esconfitta rimase la modenese. Gran quantità di prigioni fu condotta a Bologna. Dopo la Pasqua dell'anno presente ilre Corradotenne una gran dieta in Francoforte[Dodech., Append. ad Marian. Scot.], dove si trovarono quasi tutti i principi della Germania, e vennero anche i Sassoni ad umiliarsi a lei, che li ricevette in sua grazia. Allora fu ch'egli confermò il ducato della Sassonia al giovinetto ducaArrigosoprannominatoLeoneestense-guelfo, e indusse la di lui madreGeltruda, figliuola del fu imperador Lottario, a passare alle seconde nozze conArrigo, fratello delduca Leopoldo; e a questo Arrigo concedè il ducato della Baviera[Abbas Urspergens., in Chron.]: il che fu un seminario di discordie. ImperocchèGuelfo VI, duca, zio paterno del suddetto Arrigo Leone, pretendendo indebitamente tolta la Baviera alla sua casa, continuò la guerra contra di questo novello duca, e sugli occhi suoi entrato in quella provincia, le diede un gran guasto. Arrigo il bavaro anche egli per vendicarsi passò a distruggere le ville e fortezze degli aderenti al duca Guelfo; e così andò seguitando per qualche anno la guerra con varie vicende. Stava da lungi osservando questo fuoco il re Ruggieri[Godefridus Viterbiensis, in Pantheo.], e temendo che, cessata tal guerra, il re Corrado potesse calare in Italia armato a' suoi danni, seppe animare il duca Guelfo a continuar la gara,singulisque annis mille marcas se ob hoc daturum juramento confirmavit. Anche il re d'Ungheria, per paura di Corrado, invitò alla sua corte esso duca Guelfo VI,dataque pecunia non modica, ac deinceps omni anno dandam pollicens, ad rebellandum nihilominus instigat. Con tal vigore, senza mai stancarsi, proseguì di poi esso duca Guelfo ad infestare tanto il re, quanto il duca di Baviera, che Corrado non potè mai trovar tempo ed agio per passare in Italia a prendere la corona.

Continuando nella lor contumacia i cittadini di Tivoli, per testimonianza di Sicardo[Sicardus Cremonens., in Chron.], assediò il pontefice in quest'anno coi Romani la loro città. Nulla dice dell'esito di quell'impresa lo storico suddetto, lasciando in dubbio se questo sia l'assedio infelice di cui si è parlato nell'anno precedente, oppure un altro. Abbiamo di certo da Ottone Frisingense che furono forzati a capitolare e sottomettersi, ma non so se nel presente oppure nel susseguente anno. Ho io prodotto il giuramento prestato ad esso pontefice da quel popolo, in cui si legge[Antiquit. Italic., Dissert. LXXII.]:Civitatem tiburtinam, donnicaturas, et regalia, quae romani pontifices ibidem habuerunt, et munitionem Pontis Lucani, Vicovarum, sanctum Polum, castellum Boverani, Cantalupum, Burdellum, Cicilianum, et alia regalia beati Petri, quae habet, adjutor erit ad retinendum, ec. Comitatum quoque et rectoriam ejusdem civitatis tiburtinae in potestatem domni papae Innocentii, et successorum ejus, libere dimittam, ec. Di gravi disordini produsse un tale aggiustamento, siccome vedremo all'anno seguente. Non poteano digerire i Modenesi che la terra e badia di Nonantola, posta nel loro contado, si fosse data ai Bolognesi. Però nel presente andarono a campo sotto quella terra[Cron. di Bologna, tom. 18 Rer. Ital. Annal. veter. Mutinens., tom. 9 Rer Italic.], malmettendo tutti i suoi contorni. A tale avviso, uscì in campagna l'esercito de' Bolognesi; il che fu cagione che i Modenesi, lasciato l'assedio, marciarono contra di essi. In Valle di Reno, oppure in Valle di Lavino s'affrontarono le due armate, esconfitta rimase la modenese. Gran quantità di prigioni fu condotta a Bologna. Dopo la Pasqua dell'anno presente ilre Corradotenne una gran dieta in Francoforte[Dodech., Append. ad Marian. Scot.], dove si trovarono quasi tutti i principi della Germania, e vennero anche i Sassoni ad umiliarsi a lei, che li ricevette in sua grazia. Allora fu ch'egli confermò il ducato della Sassonia al giovinetto ducaArrigosoprannominatoLeoneestense-guelfo, e indusse la di lui madreGeltruda, figliuola del fu imperador Lottario, a passare alle seconde nozze conArrigo, fratello delduca Leopoldo; e a questo Arrigo concedè il ducato della Baviera[Abbas Urspergens., in Chron.]: il che fu un seminario di discordie. ImperocchèGuelfo VI, duca, zio paterno del suddetto Arrigo Leone, pretendendo indebitamente tolta la Baviera alla sua casa, continuò la guerra contra di questo novello duca, e sugli occhi suoi entrato in quella provincia, le diede un gran guasto. Arrigo il bavaro anche egli per vendicarsi passò a distruggere le ville e fortezze degli aderenti al duca Guelfo; e così andò seguitando per qualche anno la guerra con varie vicende. Stava da lungi osservando questo fuoco il re Ruggieri[Godefridus Viterbiensis, in Pantheo.], e temendo che, cessata tal guerra, il re Corrado potesse calare in Italia armato a' suoi danni, seppe animare il duca Guelfo a continuar la gara,singulisque annis mille marcas se ob hoc daturum juramento confirmavit. Anche il re d'Ungheria, per paura di Corrado, invitò alla sua corte esso duca Guelfo VI,dataque pecunia non modica, ac deinceps omni anno dandam pollicens, ad rebellandum nihilominus instigat. Con tal vigore, senza mai stancarsi, proseguì di poi esso duca Guelfo ad infestare tanto il re, quanto il duca di Baviera, che Corrado non potè mai trovar tempo ed agio per passare in Italia a prendere la corona.


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