MCXXAnno diCristoMCXX. IndizioneXIII.CallistoII papa 2.ArrigoV re 15, imperad. 10.Celebrò il ponteficeCallistola festa del santo Natale dell'anno precedente in Autun, e di là poscia tornò al monistero di Clugnì. Andò poscia nel febbraio a Valenza del Delfinato, e nel marzo valicate le Alpi, felicemente arrivò a Santo Ambrosio, borgo vicino a Susa, dove fu gran concorso di popoli lombardi a venerarlo e riconoscerlo per papa[Cardin. de Aragon., in Vit. Callisti II.]. Discese posciaad populosas Lombardiae civitates, in quibus non minori honorificentia recipiebatur. Landolfo da san Paolo[Landulfus junior, Histor. Mediol., cap. 35.]scrive ch'egli vide questo pontefice nel palazzo di Tortona nella domenica dell'Ulivo, cioè nel dì 11 di aprile. Seco eraGiordano arcivescovodi Milano, contra del quale esso istorico portò le sue querele, per essere stato indebitamente spogliato dalla sua chiesa. MaLamberto vescovod'Ostia il mandò in pace con dirgli che in tempo di verno non si calcano le uve nel torchio; e che essi aveano bisogno dell'arcivescovo, nè volevano contristarlo, nè disgustarlo. Venne il papa a Piacenza, dove solennizzò la santa Pasqua, dopo la quale per Monte Bardone, cioè per la strada di Pontremoli, s'inviò alla volta della Toscana. Nell'avvicinarsi a Lucca, ebbe l'incontro di tutta la milizia ben in ordine, e del clero e popolo di quella città, che con gran festa e plauso il condussero alla cattedrale e al palazzo. Dopo tre dì di riposo passò a Pisa, anche ivi con una magnifica processione incontrato da quel clero e popolo[Vita Callisti II.].Rogatus autem ab ipsis Pisanis, et cum magna instantia postulatus, majorem ecclesiam in honorem beatae Mariae, tota ibidem Tuscia concurrente, dedicavit solemniter. Si è di sopra veduto che questa consecrazioneviene attribuita a Gelasio suo predecessore, e però il Tronci[Tronci, Annal. Pisan.]pretende che questo autore, creduto da lui Pandolfo Pisano, s'ingannasse in iscrivere così. E veramente Pietro Diacono[Petrus Diac., Chron. Casin., lib. 4, cap. 64.], scrittore di questi tempi, s'accorda cogli Annali pisani in riferir questo fatto a papa Gelasio II; di modo che più probabile sembra il sentimento degli storici pisani. Avvicinatosi a Roma il pontefice, mirabil fu la commozione ed allegrezza di quel popolo cattolico, a riserva degli scismatici, che rimasero pieni di confusione e terrore. Lo stesso antipapa Burdino, non tenendosi sicuro in quella città, se ne fuggì, e ritirossi nella città di Sutri, dove attese a fortificarsi, sperando soccorso dall'imperadore. Era Callisto II informato della di lui partenza[Eginon., Epist. apud Canisium.], perciò a dirittura marciò verso Roma. Vennero ad incontrarlo tutti i fanciulli della città con rami d'ulivo o d'altri alberi, con sonore acclamazioni e lodi; poscia i Greci, i Giudei, il clero, la nobiltà e il popolo di Roma con una sterminata processione, da cui fu nel dì 3, oppure nel dì 9 di giugno, come vuol Falcone[Falco Beneventanus, in Chron.], introdotto in Roma, e condotto al palazzo del Laterano. Non s'era da gran tempo veduto entrar papa con tanto plauso e giubilo de' Romani. Per qualche tempo si trattenne egli in Roma in pacifico stato, dando cortese udienza a ciascuno[Petrus Diac., Chron. Casin., lib. 4, cap. 68.]. Ma bisognando di gente per levarsi di dosso l'antipapa, passò dipoi a Monte Casino, dove dimorò alle spese di quel pingue monistero per quasi due mesi. Trasferissi poscia a Benevento nel dì otto di agosto, accolto con immenso tripudio e magnificenza. Fra gli altri gli Amalfitani, ch'erano ricchi mercatanti, e teneano bottega in moltissime città, ornarono tutte le piazze di tele e drappi di seta, e d'altri preziosi ornamenti, con turiboli d'oro ed'argento collocati di sotto, nei quali si bruciava cannella e varii altri odori.Colà vennero a rendere i loro ossequii al papaGuglielmoduca di Puglia,Giordanoprincipe di Capoa, ed altri conti e baroni di quelle contrade[Pandulfus Pisanus, in Vit. Callisti II.], che gli prestarono omaggio e fedeltàcontra omnes homines, come s'ha da Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron.]; ed egli loro diede l'investitura col gonfalone. Trovandosi poi i contorni di Roma infestati dagli scismatici che svaligiavano i pellegrini, e faceano altri mali, il pontefice si trattenne pel resto dell'anno in quelle parti. Andò alla città di Troia, dove il suddetto duca Guglielmo con grande onore il ricevette, e addestrollo fino alla cattedrale. La menzione da me fatta diGiordano IIprincipe di Capoa richiede ora che io dica che nell'anno presente a dì 5 di giugno terminò i suoi giorni Roberto I, principe di quella città. Mentre egli era gravemente infermo, i Capoani alzarono al principatoRiccardo IIIdi lui figliuolo[Peregrin., in Stemmat. Princip. Langobard.], e secondo il rito già introdotto dai principi di Benevento, il fecero consecrare dal loro arcivescovo. Ma essendo questi sopravvivuto al padre solamente due giorni, in quel dominio succedetteGiordano IIdi lui zio paterno, che andò, siccome dicemmo, a visitar papa Callisto. Sua moglie fuGaitelgrimafigliuola diSergio principedi Sorrento. Mancò eziandio di vita nel dì 4 di ottobre di quest'annoGiordano arcivescovodi Milano, e nel dì 12 di novembre in suo luogo fu elettoOlrico, che eravicedominus, ossiavisdomino[Saxius, in Not. ad Landulf. junior., tom. 5 Rer. Ital.], dignità principale in quell'arcivescovato. Tornarono anche nell'anno presente i Milanesi all'assedio di Como, e seguirono varie battaglie; ma in fine senza frutto furono obbligati a ripatriare. Dopo ciò i Comaschi portarono la guerra addosso alle terre ribelli dellago con saccheggi ed incendii. Continuò parimente la guerra fra i Genovesi e Pisani Abbiamo da Caffaro[Caffari, Annal. Genuens., tom. 6 Rer. Ital.]che i primi si portarono a Porto Pisano con ottanta galee, trentacinque gatte, ventotto golabi e quattro grosse navi, che portavano tutti le occorrenti macchine da guerra, e ventidue mila combattenti tra fanti e cavalli, fra' quali si contarono cinque mila uomini d'armi con corazza ed elmi ben bruniti. Parrà incredibile a' nostri giorni uno sforzo tale d'una sola città, e massimamente trattandosi di cavalleria, e questa condotta per mare. Ma il trasporto d'essi verisimilmente fu in più volte. Se crediamo agli Annali di Pisa[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.], nel 1119die sancti Sixti Pisani Januenses vicerunt. Poscia all'anno 1121 pisano, spettante al presente, aggiungono che i Genovesi con ventidue galee vennero all'imboccatura dell'Arno, mentre il papa consecrava alcuni altari di quella cattedrale; e che i Pisani gli assalirono e misero in rotta, con prendere sei loro galee. Non così la discorre Caffaro. Tal terrore diede il poderoso esercito de' Genovesi ai Pisani, stanti colla loro armata in terra, che nel settembre dell'anno presente prestarono orecchio ad un trattato di pacede lite Corsicae. Circa questi tempi credono alcuni storici siciliani[Carusi, Istor. di Sicilia, P. II, lib. 1.]cheRuggieriiuniore conte di Sicilia, giovane di mirabil talento, che fra le altre sue prodezze avea già tentato di occupare l'isola di Malta, prese per moglieAlberiafigliuola diAlfonso redi Castiglia. Nè si dee tacere ciò che lasciò scritto Sicardo vescovo di Cremona[Sicard., Chron., tom. 7 Rer. Ital.]sotto quest'anno, cioè:Fuit in Italia inter Cremonenses et Parmenses clades bellica, qua Cremonenses cum Parmensibus in parmensi glarea conflixerunt.E questa fu la prima guerra che ebbero i Cremonesi coi Parmigiani.
Celebrò il ponteficeCallistola festa del santo Natale dell'anno precedente in Autun, e di là poscia tornò al monistero di Clugnì. Andò poscia nel febbraio a Valenza del Delfinato, e nel marzo valicate le Alpi, felicemente arrivò a Santo Ambrosio, borgo vicino a Susa, dove fu gran concorso di popoli lombardi a venerarlo e riconoscerlo per papa[Cardin. de Aragon., in Vit. Callisti II.]. Discese posciaad populosas Lombardiae civitates, in quibus non minori honorificentia recipiebatur. Landolfo da san Paolo[Landulfus junior, Histor. Mediol., cap. 35.]scrive ch'egli vide questo pontefice nel palazzo di Tortona nella domenica dell'Ulivo, cioè nel dì 11 di aprile. Seco eraGiordano arcivescovodi Milano, contra del quale esso istorico portò le sue querele, per essere stato indebitamente spogliato dalla sua chiesa. MaLamberto vescovod'Ostia il mandò in pace con dirgli che in tempo di verno non si calcano le uve nel torchio; e che essi aveano bisogno dell'arcivescovo, nè volevano contristarlo, nè disgustarlo. Venne il papa a Piacenza, dove solennizzò la santa Pasqua, dopo la quale per Monte Bardone, cioè per la strada di Pontremoli, s'inviò alla volta della Toscana. Nell'avvicinarsi a Lucca, ebbe l'incontro di tutta la milizia ben in ordine, e del clero e popolo di quella città, che con gran festa e plauso il condussero alla cattedrale e al palazzo. Dopo tre dì di riposo passò a Pisa, anche ivi con una magnifica processione incontrato da quel clero e popolo[Vita Callisti II.].Rogatus autem ab ipsis Pisanis, et cum magna instantia postulatus, majorem ecclesiam in honorem beatae Mariae, tota ibidem Tuscia concurrente, dedicavit solemniter. Si è di sopra veduto che questa consecrazioneviene attribuita a Gelasio suo predecessore, e però il Tronci[Tronci, Annal. Pisan.]pretende che questo autore, creduto da lui Pandolfo Pisano, s'ingannasse in iscrivere così. E veramente Pietro Diacono[Petrus Diac., Chron. Casin., lib. 4, cap. 64.], scrittore di questi tempi, s'accorda cogli Annali pisani in riferir questo fatto a papa Gelasio II; di modo che più probabile sembra il sentimento degli storici pisani. Avvicinatosi a Roma il pontefice, mirabil fu la commozione ed allegrezza di quel popolo cattolico, a riserva degli scismatici, che rimasero pieni di confusione e terrore. Lo stesso antipapa Burdino, non tenendosi sicuro in quella città, se ne fuggì, e ritirossi nella città di Sutri, dove attese a fortificarsi, sperando soccorso dall'imperadore. Era Callisto II informato della di lui partenza[Eginon., Epist. apud Canisium.], perciò a dirittura marciò verso Roma. Vennero ad incontrarlo tutti i fanciulli della città con rami d'ulivo o d'altri alberi, con sonore acclamazioni e lodi; poscia i Greci, i Giudei, il clero, la nobiltà e il popolo di Roma con una sterminata processione, da cui fu nel dì 3, oppure nel dì 9 di giugno, come vuol Falcone[Falco Beneventanus, in Chron.], introdotto in Roma, e condotto al palazzo del Laterano. Non s'era da gran tempo veduto entrar papa con tanto plauso e giubilo de' Romani. Per qualche tempo si trattenne egli in Roma in pacifico stato, dando cortese udienza a ciascuno[Petrus Diac., Chron. Casin., lib. 4, cap. 68.]. Ma bisognando di gente per levarsi di dosso l'antipapa, passò dipoi a Monte Casino, dove dimorò alle spese di quel pingue monistero per quasi due mesi. Trasferissi poscia a Benevento nel dì otto di agosto, accolto con immenso tripudio e magnificenza. Fra gli altri gli Amalfitani, ch'erano ricchi mercatanti, e teneano bottega in moltissime città, ornarono tutte le piazze di tele e drappi di seta, e d'altri preziosi ornamenti, con turiboli d'oro ed'argento collocati di sotto, nei quali si bruciava cannella e varii altri odori.
Colà vennero a rendere i loro ossequii al papaGuglielmoduca di Puglia,Giordanoprincipe di Capoa, ed altri conti e baroni di quelle contrade[Pandulfus Pisanus, in Vit. Callisti II.], che gli prestarono omaggio e fedeltàcontra omnes homines, come s'ha da Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron.]; ed egli loro diede l'investitura col gonfalone. Trovandosi poi i contorni di Roma infestati dagli scismatici che svaligiavano i pellegrini, e faceano altri mali, il pontefice si trattenne pel resto dell'anno in quelle parti. Andò alla città di Troia, dove il suddetto duca Guglielmo con grande onore il ricevette, e addestrollo fino alla cattedrale. La menzione da me fatta diGiordano IIprincipe di Capoa richiede ora che io dica che nell'anno presente a dì 5 di giugno terminò i suoi giorni Roberto I, principe di quella città. Mentre egli era gravemente infermo, i Capoani alzarono al principatoRiccardo IIIdi lui figliuolo[Peregrin., in Stemmat. Princip. Langobard.], e secondo il rito già introdotto dai principi di Benevento, il fecero consecrare dal loro arcivescovo. Ma essendo questi sopravvivuto al padre solamente due giorni, in quel dominio succedetteGiordano IIdi lui zio paterno, che andò, siccome dicemmo, a visitar papa Callisto. Sua moglie fuGaitelgrimafigliuola diSergio principedi Sorrento. Mancò eziandio di vita nel dì 4 di ottobre di quest'annoGiordano arcivescovodi Milano, e nel dì 12 di novembre in suo luogo fu elettoOlrico, che eravicedominus, ossiavisdomino[Saxius, in Not. ad Landulf. junior., tom. 5 Rer. Ital.], dignità principale in quell'arcivescovato. Tornarono anche nell'anno presente i Milanesi all'assedio di Como, e seguirono varie battaglie; ma in fine senza frutto furono obbligati a ripatriare. Dopo ciò i Comaschi portarono la guerra addosso alle terre ribelli dellago con saccheggi ed incendii. Continuò parimente la guerra fra i Genovesi e Pisani Abbiamo da Caffaro[Caffari, Annal. Genuens., tom. 6 Rer. Ital.]che i primi si portarono a Porto Pisano con ottanta galee, trentacinque gatte, ventotto golabi e quattro grosse navi, che portavano tutti le occorrenti macchine da guerra, e ventidue mila combattenti tra fanti e cavalli, fra' quali si contarono cinque mila uomini d'armi con corazza ed elmi ben bruniti. Parrà incredibile a' nostri giorni uno sforzo tale d'una sola città, e massimamente trattandosi di cavalleria, e questa condotta per mare. Ma il trasporto d'essi verisimilmente fu in più volte. Se crediamo agli Annali di Pisa[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.], nel 1119die sancti Sixti Pisani Januenses vicerunt. Poscia all'anno 1121 pisano, spettante al presente, aggiungono che i Genovesi con ventidue galee vennero all'imboccatura dell'Arno, mentre il papa consecrava alcuni altari di quella cattedrale; e che i Pisani gli assalirono e misero in rotta, con prendere sei loro galee. Non così la discorre Caffaro. Tal terrore diede il poderoso esercito de' Genovesi ai Pisani, stanti colla loro armata in terra, che nel settembre dell'anno presente prestarono orecchio ad un trattato di pacede lite Corsicae. Circa questi tempi credono alcuni storici siciliani[Carusi, Istor. di Sicilia, P. II, lib. 1.]cheRuggieriiuniore conte di Sicilia, giovane di mirabil talento, che fra le altre sue prodezze avea già tentato di occupare l'isola di Malta, prese per moglieAlberiafigliuola diAlfonso redi Castiglia. Nè si dee tacere ciò che lasciò scritto Sicardo vescovo di Cremona[Sicard., Chron., tom. 7 Rer. Ital.]sotto quest'anno, cioè:Fuit in Italia inter Cremonenses et Parmenses clades bellica, qua Cremonenses cum Parmensibus in parmensi glarea conflixerunt.E questa fu la prima guerra che ebbero i Cremonesi coi Parmigiani.