MCXXIAnno diCristoMCXXI. IndizioneXIV.CallistoII papa 5.ArrigoV re 16, imperad. 11.Trionfale noi troviamo l'anno presente perpapa Callisto, pontefice di maravigliosa attività e prudenza. Nè ci volea meno di lui, che alle più belle doti accoppiava un gran credito per la nobiltà della sua nascita, per isbrigare la santa Sede da tutti gl'inconvenienti onde era turbata. Dopo aver egli fatte le convenevoli disposizioni per un gagliardo rinforzo di truppe normanne da valersene alla primavera[Pandulfas Pisanus, in Vit. Callisti II. Cardin. de Aragonia, in Vit. ejusd. Papae, P. I, tom. 3 Rer. Ital. Falco Beneventanus, in Chronico.], tornò a Roma, e quivi celebrò la santa Pasqua. Poscia raccolto un potente esercito di Romani con altre milizie ausiliarie, lo spedì all'assedio di Sutri, sotto il comando diGiovanni da Cremacardinale di san Grisogono; ed egli stesso poco appresso colà si portò per dar calore all'impresa. Quivi rinchiuso era l'antipapa Burdino, adulandosi indarno di ottener soccorsi dall'imperadore, che niun pensiero se ne prendeva. Forte era massimamente pel sito la città, e vi succederono varii assalti e fatti di guerra. Ma in fine i Sutrini o stanchi di questo giuoco, o guadagnati con buone promesse, si rivoltarono contra del falso papa, e nel dì 25 d'aprile, non senza mille maledizioni ed improperii, il diedero in mano all'esercito pontifizio, che postolo a rovescio sopra un cammello colla coda in mano, in quella obbrobriosa forma, non lodata da tutti, fu menato a Roma[Card, de Aragon., in Vit. Callisti II. Willelm. Tyr., lib. 12, cap. 8, Falco Benevent., in Chron.].Tunc praeparato sibi camelo pro albo cabalto, et pilosa pelle vervecum pro chlamyde rubea, positus est in transverso super ispum camelum, et in manibus ejus pro freno posita est cauda ipsius cameli. Talibus ergo indumentis ornatus in comitatu pontificis praecedebat, revertens ad urbemcum tanto dedecore, quatenus et ipse in sua confunderetur erubescentia, et aliis exemplum praeberet, ne similia ulterius attentare praesumant. Son parole dell'autor della Vita di questo pontefice, a noi conservata dal cardinal d'Aragona: il che vien confermato da altri storici. Con questo accompagnamento giocoso insieme e tetro il pontefice fra i viva del popolo, e per varii archi trionfali a lui preparati nella via, entrò in Roma, e fu condotto al palazzo del Laterano. Discordano gli autori intorno alla risoluzione presa da Callisto papa per la persona di Burdino. Nella Vita suddetta si legge ch'egliBurdinum fecit in arce Fumonis retrudi, et inde ad monasterium cavense transferri, ubi perseverans in sua rebellione vitam finivit. Pandolfo[Pandulfus Pisan., in Vit. Callisti II.]solamente scrive cheBurdinum in cavensi coenobio trudi praecepit. Altrettanto ha Falcone Beneventano[Falco Benevent., in Chron.]. Alcuni storici oltramontani il dicono rinchiuso non già nel monistero della Cava, ma bensìin cavea, in una gabbia. E l'Anonimo Casinense[Anonym. Casinensis, tom. 5 Rer. Ital.]aggiugne che il papaBurdinum de Cava extractum, in Januta custodiendum tradidit. Pietro Diacono anche egli scrive che Burdino fu chiuso nella rocca di Janula, che era monistero casinense, e poscia all'anno 1124 soggiugne[Petrus Diaconus, Chron. Casinens., lib. 4, cap. 68 et 86.], che Onorio IIMauricium haeresiarcham de Janula, in qua eum papa Callixtus exsiliaverat, abstrahens, apud Fumonem exsilio relegavit. Non sembra certo molto probabile che papa Callisto si fidasse di mettere un sì pericoloso animale nel monistero della Cava, monistero vicino a Salerno, e però fuori della sua giurisdizione e balìa. Ha perciò miglior aria di verità quanto scrive Pietro Diacono. Tuttavia Pandolfo, che fu storico di vista, dee qui trattener la decisione, e massimamente veggendosi che Landolfo iuniore[Landulpus junior, Hist. Mediolan., cap. 36.], storico anch'egli di questitempi, e Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron.]vanno d'accordo con lui. Nè altronde si dee credere nata la menzione diCavea, credutagabbia, se non dal monistero dellaCava, dove a tutta prima egli dovette essere rinchiuso. Mi è nato sospetto che fosse creduto bene lo spargere una finta voce che Burdino, secondo i canoni, era stato cacciato in un monistero per far penitenza, quando infatti la fece in una fortezza. Racconta il medesimo Pandolfo che il papa processò dipoi i conti di Ceccano ribelli, e gli astrinse a piegar la testa; con che tornò un'invidiabil pace in Roma e in tutti i suoi contorni.Per attestato dell'Abbate Urspergense[Abbas Urspergensis, in Chron.], crebbero quest'anno in Germania le sollevazioni de' popoli, e specialmente della Sassonia, contra dell'imperadore Arrigoscomunicato, per opera diAdalberto arcivescovodi Magonza, dichiarato suo legato dalla Sede apostolica. Ne fremeva Arrigo; ma per non poter di meno, cominciò ad ascoltare consigli di pace. Intimata dunque una gran dieta in Virtzburg circa la festa di san Michele di settembre, quivi si trattò seriamente della rinunzia delle investiture, cagione di tanti scandali; e l'Augusto Arrigo vi condiscese. Restava l'impedimento della scomunica, e ciò fu rimesso al sommo pontefice: al qual fine restarono destinati ambasciatori che andassero a trattarne in corte di Roma. All'anno presente verisimilmente appartiene ciò che scrive dipoi il suddetto Pandolfo Pisano. Cioè feceGuglielmo ducadi Puglia correr voce del suo matrimonio colla figliuola del fu Alessio imperador di Costantinopoli, il che non si sa intendere; perchè se sussistono i documenti allegati dal Summonte[Summonte, Istor. di Napoli, tom. 1.], questo principe avea già per moglieGaitelgrimafiglia di Sergio principe di Sorrento, e questa sopravvisse a lui. Quel che è certo, Guglielmo si mise in viaggio per qualche suo importante affare allavolta di Costantinopoli, e prima di farlo, raccomandò a papa Callisto la protezion de' suoi Stati. Ruggieri iuniore, conte di Sicilia, in cuore di cui già cominciava a bollire lo spirito de' conquistatori, prese questa occasione per tentare d'impadronirsi (non si sa sotto qual pretesto) della Calabria e della Puglia. Assediata che ebbe in Calabria la rocca di Niceforo, il pontefice gl'inviòUgo, uno de' più cospicui cardinali della Chiesa romana, per farlo desistere da quella violenza. Questi, gittate le parole al vento, se ne tornò a Roma. Allora il papa sdegnato si mosse in persona per trattar di questa briga, e passò in Puglia. Male per lui, perchè a cagione di una pessima influenza, o epidemia, i migliori de' suoi cardinali, e fra gli altri il suddetto Ugo, lasciarono la vita in quelle contrade. Lo stesso pontefice anch'egli v'ebbe a perdere la sua per una simile infermità, di cui seppe ben profittare il conte Ruggieri, perchè portò il papa a far quanto esso bramava. Quantunque poi continuasse ancora in questo anno la guerra in Milano contra di Como, narrata dal Poeta Comasco[Poeta Comensis, tom. 5 Rer. Ital.], pure niuna prodezza si sente de' Milanesi. Solamente si legge che i Comaschi saccheggiarono varie terre del Milanese, come Varese, Binago, Vedano e Trezzo.
Trionfale noi troviamo l'anno presente perpapa Callisto, pontefice di maravigliosa attività e prudenza. Nè ci volea meno di lui, che alle più belle doti accoppiava un gran credito per la nobiltà della sua nascita, per isbrigare la santa Sede da tutti gl'inconvenienti onde era turbata. Dopo aver egli fatte le convenevoli disposizioni per un gagliardo rinforzo di truppe normanne da valersene alla primavera[Pandulfas Pisanus, in Vit. Callisti II. Cardin. de Aragonia, in Vit. ejusd. Papae, P. I, tom. 3 Rer. Ital. Falco Beneventanus, in Chronico.], tornò a Roma, e quivi celebrò la santa Pasqua. Poscia raccolto un potente esercito di Romani con altre milizie ausiliarie, lo spedì all'assedio di Sutri, sotto il comando diGiovanni da Cremacardinale di san Grisogono; ed egli stesso poco appresso colà si portò per dar calore all'impresa. Quivi rinchiuso era l'antipapa Burdino, adulandosi indarno di ottener soccorsi dall'imperadore, che niun pensiero se ne prendeva. Forte era massimamente pel sito la città, e vi succederono varii assalti e fatti di guerra. Ma in fine i Sutrini o stanchi di questo giuoco, o guadagnati con buone promesse, si rivoltarono contra del falso papa, e nel dì 25 d'aprile, non senza mille maledizioni ed improperii, il diedero in mano all'esercito pontifizio, che postolo a rovescio sopra un cammello colla coda in mano, in quella obbrobriosa forma, non lodata da tutti, fu menato a Roma[Card, de Aragon., in Vit. Callisti II. Willelm. Tyr., lib. 12, cap. 8, Falco Benevent., in Chron.].Tunc praeparato sibi camelo pro albo cabalto, et pilosa pelle vervecum pro chlamyde rubea, positus est in transverso super ispum camelum, et in manibus ejus pro freno posita est cauda ipsius cameli. Talibus ergo indumentis ornatus in comitatu pontificis praecedebat, revertens ad urbemcum tanto dedecore, quatenus et ipse in sua confunderetur erubescentia, et aliis exemplum praeberet, ne similia ulterius attentare praesumant. Son parole dell'autor della Vita di questo pontefice, a noi conservata dal cardinal d'Aragona: il che vien confermato da altri storici. Con questo accompagnamento giocoso insieme e tetro il pontefice fra i viva del popolo, e per varii archi trionfali a lui preparati nella via, entrò in Roma, e fu condotto al palazzo del Laterano. Discordano gli autori intorno alla risoluzione presa da Callisto papa per la persona di Burdino. Nella Vita suddetta si legge ch'egliBurdinum fecit in arce Fumonis retrudi, et inde ad monasterium cavense transferri, ubi perseverans in sua rebellione vitam finivit. Pandolfo[Pandulfus Pisan., in Vit. Callisti II.]solamente scrive cheBurdinum in cavensi coenobio trudi praecepit. Altrettanto ha Falcone Beneventano[Falco Benevent., in Chron.]. Alcuni storici oltramontani il dicono rinchiuso non già nel monistero della Cava, ma bensìin cavea, in una gabbia. E l'Anonimo Casinense[Anonym. Casinensis, tom. 5 Rer. Ital.]aggiugne che il papaBurdinum de Cava extractum, in Januta custodiendum tradidit. Pietro Diacono anche egli scrive che Burdino fu chiuso nella rocca di Janula, che era monistero casinense, e poscia all'anno 1124 soggiugne[Petrus Diaconus, Chron. Casinens., lib. 4, cap. 68 et 86.], che Onorio IIMauricium haeresiarcham de Janula, in qua eum papa Callixtus exsiliaverat, abstrahens, apud Fumonem exsilio relegavit. Non sembra certo molto probabile che papa Callisto si fidasse di mettere un sì pericoloso animale nel monistero della Cava, monistero vicino a Salerno, e però fuori della sua giurisdizione e balìa. Ha perciò miglior aria di verità quanto scrive Pietro Diacono. Tuttavia Pandolfo, che fu storico di vista, dee qui trattener la decisione, e massimamente veggendosi che Landolfo iuniore[Landulpus junior, Hist. Mediolan., cap. 36.], storico anch'egli di questitempi, e Romoaldo Salernitano[Romualdus Salernitanus, in Chron.]vanno d'accordo con lui. Nè altronde si dee credere nata la menzione diCavea, credutagabbia, se non dal monistero dellaCava, dove a tutta prima egli dovette essere rinchiuso. Mi è nato sospetto che fosse creduto bene lo spargere una finta voce che Burdino, secondo i canoni, era stato cacciato in un monistero per far penitenza, quando infatti la fece in una fortezza. Racconta il medesimo Pandolfo che il papa processò dipoi i conti di Ceccano ribelli, e gli astrinse a piegar la testa; con che tornò un'invidiabil pace in Roma e in tutti i suoi contorni.
Per attestato dell'Abbate Urspergense[Abbas Urspergensis, in Chron.], crebbero quest'anno in Germania le sollevazioni de' popoli, e specialmente della Sassonia, contra dell'imperadore Arrigoscomunicato, per opera diAdalberto arcivescovodi Magonza, dichiarato suo legato dalla Sede apostolica. Ne fremeva Arrigo; ma per non poter di meno, cominciò ad ascoltare consigli di pace. Intimata dunque una gran dieta in Virtzburg circa la festa di san Michele di settembre, quivi si trattò seriamente della rinunzia delle investiture, cagione di tanti scandali; e l'Augusto Arrigo vi condiscese. Restava l'impedimento della scomunica, e ciò fu rimesso al sommo pontefice: al qual fine restarono destinati ambasciatori che andassero a trattarne in corte di Roma. All'anno presente verisimilmente appartiene ciò che scrive dipoi il suddetto Pandolfo Pisano. Cioè feceGuglielmo ducadi Puglia correr voce del suo matrimonio colla figliuola del fu Alessio imperador di Costantinopoli, il che non si sa intendere; perchè se sussistono i documenti allegati dal Summonte[Summonte, Istor. di Napoli, tom. 1.], questo principe avea già per moglieGaitelgrimafiglia di Sergio principe di Sorrento, e questa sopravvisse a lui. Quel che è certo, Guglielmo si mise in viaggio per qualche suo importante affare allavolta di Costantinopoli, e prima di farlo, raccomandò a papa Callisto la protezion de' suoi Stati. Ruggieri iuniore, conte di Sicilia, in cuore di cui già cominciava a bollire lo spirito de' conquistatori, prese questa occasione per tentare d'impadronirsi (non si sa sotto qual pretesto) della Calabria e della Puglia. Assediata che ebbe in Calabria la rocca di Niceforo, il pontefice gl'inviòUgo, uno de' più cospicui cardinali della Chiesa romana, per farlo desistere da quella violenza. Questi, gittate le parole al vento, se ne tornò a Roma. Allora il papa sdegnato si mosse in persona per trattar di questa briga, e passò in Puglia. Male per lui, perchè a cagione di una pessima influenza, o epidemia, i migliori de' suoi cardinali, e fra gli altri il suddetto Ugo, lasciarono la vita in quelle contrade. Lo stesso pontefice anch'egli v'ebbe a perdere la sua per una simile infermità, di cui seppe ben profittare il conte Ruggieri, perchè portò il papa a far quanto esso bramava. Quantunque poi continuasse ancora in questo anno la guerra in Milano contra di Como, narrata dal Poeta Comasco[Poeta Comensis, tom. 5 Rer. Ital.], pure niuna prodezza si sente de' Milanesi. Solamente si legge che i Comaschi saccheggiarono varie terre del Milanese, come Varese, Binago, Vedano e Trezzo.