MCXXXAnno diCristoMCXXX. IndizioneVIII.InnocenzoII papa 1.LottarioIII re di Germania e d'Italia 6.Nel dì 14 di febbraio dell'anno presente il sommo ponteficeOnorio IIdiede fine ai suoi giorni, e fu seppellito nella basilica lateranense. La morte sua produsse un fiero sconvolgimento nella Chiesa romana. I più buoni e saggi de' cardinali ben conoscevano i maneggi che faceaPietro cardinaledi santa Maria in Trastevere, uomo screditato pe' suoi perversi costumi, figliuolo di Pietro, figliuolo di Leone, cioè di un Ebreo fatto cristiano. Anche san Bernardo[Bernardus, Epist. 139. Sugerius, in Vit. Ludovici Gross.]dà il titolo dijudaica sobolesad esso Pietro cardinale, uomo sommamente ambizioso, e potentissimo in Roma per le aderenze e parentele sue, e per le ricchezze tanto di sua casa, che ammassate colla sua rapacità in varie legazioni. Perciò essi buoni, prima che si pubblicasse la morte di papa Onorio[Arnulf. Sagiens., de Schismat.], segretamente elessero papaGregorio cardinaledi sant'Angelo, di nazione romano, personaggio in cui concorrevano le virtù meritevoli di sì alto grado, per confessione d'ognuno, e massimamente di san Bernardo, allora celebre abbate di Chiaravalle. Fece egli quanta resistenza potè, ma in fine accettata l'elezione, assunse il nome d'Innocenzo II. Non istettero molto dopo questa elezione gli altri cardinali della fazion contraria ad eleggere pubblicamente papa e consecrare il suddetto Pietro cardinale, che prese il nome diAnacleto II. Falcone scrive[Falco Benevent., in Chron.], essere succedute sì fatte elezioni nel giorno stesso che morì il papa. Altri vogliono che Innocenzo restasse eletto nel dì 15 di febbraio, ed Anacleto nel dì seguente. Certo è che precedette quella di Innocenzo, e pare che non fosse per ancheseppellito il papa morto: il che tenuto fu per cosa contraria ai sacri canoni. Ma da una lettera scritta dal vescovo di Lucca all'arcivescovo di Mariemburgo[Udalricus Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.]si raccoglie, checelebratis exsequiis, si procedette all'elezione. Certo è altresì, che sebbene si contarono più cardinali dalla parte di Anacleto, pure in maggior riputazione furono i favorevoli ad Innocenzo. Dichiarossi in tale occasione Leon Frangipane con tutta la sua casa in favor d'esso Innocenzo, il quale, non potendosi sostenere nel Laterano, si ritirò nelle forti case de' medesimi; ma Anacleto impadronitosi della basilica vaticana, e spogliatala de' suoi più preziosi arredi, si servì di quel tesoro e dello spoglio d'altre chiese, siccome ancora del ricco erario proprio e di suo fratello, per tirare nel suo partito la maggior parte dei grandi e piccioli di Roma. Assalì poscia di nuovo le case de' Frangipani, che fecero gran resistenza. Ma conoscendo papa Innocenzo che non potea a lungo mantenersi quivi, prese la risoluzione di cedere alla potenza dell'avversario. Imbarcatosi dunque nel Tevere coi cardinali del suo partito[Petrus Diaconus, Chron. Casinens., lib. 4, cap. 54.], a riserva del vescovo sabinense, che lasciato per suo vicario in Roma, poche faccende ebbe per molto tempo, felicemente navigò fino a Pisa, dove fu con sommo onore ricevuto. Di là ito a Genova[Caffari, Annal. Genuens., lib. 1.], dispiacendogli forte la guerra di quel popolo, tanto operò, che conchiuse fra loro una tregua, da osservarsi finchè egli ritornasse di Francia. Aggiugne Caffaro, scrittore genovese di questi tempi, che il papa suddetto, per maggiormente cattivarsi l'affetto di quel popolo, promise di levare il vescovoSirodi sotto all'arcivescovo di Milano, e di conferirgli la dignità archiepiscopale. Consecrollo anche vescovo, allorchè fu giunto a Sant'Egidio vicino al Rodano. Andossene dunquepapa Innocenzo II in Francia, accolto dappertutto come vero papa. Pochi furono in quelle parti coloro che facessero conto delle lettere scritte loro dall'antipapa Anacleto; a cui nondimeno altri popoli e dentro e fuori d'Italia aderirono con somma confusione della Chiesa di Dio.Fra gli altri procurò Anacleto di guadagnare al suo partitoAnselmo arcivescovodi Milano[Landulfus junior, Hist. Mediol., cap. 40.], che già dicemmo scomunicato sotto il predefunto papa Onorio II. Gli mandò dunque il pallio; e perciò il popolo di Milano seguitò quasi tutto la parte di Anacleto e di Corrado re, che furono di accordo in questa congiuntura fra loro. Non potè già Anacleto far lo stesso conGualtieri arcivescovodi Ravenna, il quale, per la testimonianza del Rossi[Rubeus, Histor. Ravenn.], e molto più d'una sua lettera scritta all'arcivescovo di Mariemburgo[Udalric. Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.], si sa che fu costante in favorir papa Innocenzo. Ma principalmente ebbe cura Anacleto di assodarsi colla buona corrispondenza diRuggieri ducadi Puglia e Sicilia, del principe di Capoa, e degli altri baroni di quelle contrade. Nè gli fu difficile. Appena ebbe il suddetto Ruggieri slargate cotanto l'ali, che gli nacque o gli fu fatto nascere il pensiero di deporre il titolo ducale, e di assumere quello di re, giacchè tali erano divenute le sue forze, ed ampliato cotanto il suo dominio, che ben si conveniva a lui un titolo più luminoso. Ne trattò coll'antipapa Anacleto[Idem, ibidem.], il quale non vi fece difficoltà per timore di non disgustarlo, e decretòConte cardinale, ossia il cardinale della famiglia de' Conti, per assistere a questa coronazione. Siccome osservò il padre Pagi[Pagius, ad Annal. Baron.], han creduto gli storici napoletani che Ruggieri di sua propria autorità, e senza saputa e consenso di Roma, assumesse il titolo e la corona regale; e che poscia, per convenzione seguita con Anacleto, dinuovo si facesse coronare. Ma questa doppia coronazione è priva di buon fondamento. Falcone Beneventano[Falco Beneventanus, in Chron.]parla d'una sola, fatta coll'approvazione di Anacleto. Alessandro abbate di Telesa[Abbas Telesinus, lib. 2, cap. 1 et seq.]una sola anch'egli ne riferisce, nè parla punto dell'assenso e della cooperazione dell'antipapa, perchè giudicò meglio di tacere una particolarità che a' suoi dì non facea bel sentire, nè molto onore al re Ruggieri. Ma Pietro diacono scrive chePetrus cardinalis(cioè Anacleto)Rogerio duci Apuliae coronam tribuens, et per privilegium capuanum principatum, et ducatum neapolitanum cum Apulia, Calabria, et Sicilia illi confirmans regemque constituens, ad suam partem attraxit, con eziandio concedergli altri privilegii, che Ruggieri con questo buon vento seppe accortamente chiedere e facilmente ottenere: laonde san Bernardo in una delle sue lettere[Bernardus, Epist. 137.]ebbe a dire che Anacletohabet ducem Apuliae, sed solum ex principibus, ipsumque usurpatae coronae mercede ridicula comparatum. Tutto ciò fu conchiuso verso il fine di settembre, in cui Anacleto si portò ad Avellino e a Benevento. E perciocchè si credette che Palermo capitale della Sicilia fosse il luogo più proprio per la coronazione di Ruggieri, quivi nel sacro giorno del Natale dell'anno presente si fece questa funzione con quella magnificenza che vien descritta dal suddetto abbate di Telesa: rito che si è dipoi conservato e ravvivato pochi anni sono; cioè che in quella città si piglia la corona anche del regno di Napoli. Vi assistè come legato pontificio il cardinale sopraccennato; eRoberto II principedi Capoa, siccome il più nobile riguardevole de' suoi vassalli, gli mise la corona in capo. Il vedremo ben presto mal ricompensato per questa sua attenzione da Ruggieri. Intanto papa Innocenzo giunto in Francia, vi fu accolto con gran venerazione. Presso di Orleans fu a visitarlo ilre Lodovico,che già nel concilio di Estampes l'avea riconosciuto per vero papa. Andò a Sciartres, a Clugnì e ad altri luoghi. Nel novembre tenne un concilio numeroso nella città di Chiaramonte. Per cura massimamente di sanBernardo, non solamente i Francesi, ma anche ilre Lottarioin Germania e ilre Arrigod'Inghilterra nell'anno seguente prestarono ubbidienza a papa Innocenzo, quantunque non mancassero alcuni in quelle parti, che si dichiararono in favore dell'antipapa Anacleto. In quest'anno restò trucidato dai Turchi in SoriaBoamondo II principed'Antiochia, sicchè in lui finì d'estinguersi la prosapia di Roberto Guiscardo, e il re Ruggieri più francamente potè tenere gli Stati a lui occupati in Italia. Terminò ancora i suoi giorniDomenico Michele[Dandulus, in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]doge di Venezia, e fu alzato a quel tronoPietro Polano. Parimente all'anno presente vengono riferiti i privilegii e le esenzioni accordate daBaldovino redi Gerusalemme, dai patriarchi e dal principe di Antiochia alla nazione veneta in Acon e in altri luoghi d'Oriente.
Nel dì 14 di febbraio dell'anno presente il sommo ponteficeOnorio IIdiede fine ai suoi giorni, e fu seppellito nella basilica lateranense. La morte sua produsse un fiero sconvolgimento nella Chiesa romana. I più buoni e saggi de' cardinali ben conoscevano i maneggi che faceaPietro cardinaledi santa Maria in Trastevere, uomo screditato pe' suoi perversi costumi, figliuolo di Pietro, figliuolo di Leone, cioè di un Ebreo fatto cristiano. Anche san Bernardo[Bernardus, Epist. 139. Sugerius, in Vit. Ludovici Gross.]dà il titolo dijudaica sobolesad esso Pietro cardinale, uomo sommamente ambizioso, e potentissimo in Roma per le aderenze e parentele sue, e per le ricchezze tanto di sua casa, che ammassate colla sua rapacità in varie legazioni. Perciò essi buoni, prima che si pubblicasse la morte di papa Onorio[Arnulf. Sagiens., de Schismat.], segretamente elessero papaGregorio cardinaledi sant'Angelo, di nazione romano, personaggio in cui concorrevano le virtù meritevoli di sì alto grado, per confessione d'ognuno, e massimamente di san Bernardo, allora celebre abbate di Chiaravalle. Fece egli quanta resistenza potè, ma in fine accettata l'elezione, assunse il nome d'Innocenzo II. Non istettero molto dopo questa elezione gli altri cardinali della fazion contraria ad eleggere pubblicamente papa e consecrare il suddetto Pietro cardinale, che prese il nome diAnacleto II. Falcone scrive[Falco Benevent., in Chron.], essere succedute sì fatte elezioni nel giorno stesso che morì il papa. Altri vogliono che Innocenzo restasse eletto nel dì 15 di febbraio, ed Anacleto nel dì seguente. Certo è che precedette quella di Innocenzo, e pare che non fosse per ancheseppellito il papa morto: il che tenuto fu per cosa contraria ai sacri canoni. Ma da una lettera scritta dal vescovo di Lucca all'arcivescovo di Mariemburgo[Udalricus Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.]si raccoglie, checelebratis exsequiis, si procedette all'elezione. Certo è altresì, che sebbene si contarono più cardinali dalla parte di Anacleto, pure in maggior riputazione furono i favorevoli ad Innocenzo. Dichiarossi in tale occasione Leon Frangipane con tutta la sua casa in favor d'esso Innocenzo, il quale, non potendosi sostenere nel Laterano, si ritirò nelle forti case de' medesimi; ma Anacleto impadronitosi della basilica vaticana, e spogliatala de' suoi più preziosi arredi, si servì di quel tesoro e dello spoglio d'altre chiese, siccome ancora del ricco erario proprio e di suo fratello, per tirare nel suo partito la maggior parte dei grandi e piccioli di Roma. Assalì poscia di nuovo le case de' Frangipani, che fecero gran resistenza. Ma conoscendo papa Innocenzo che non potea a lungo mantenersi quivi, prese la risoluzione di cedere alla potenza dell'avversario. Imbarcatosi dunque nel Tevere coi cardinali del suo partito[Petrus Diaconus, Chron. Casinens., lib. 4, cap. 54.], a riserva del vescovo sabinense, che lasciato per suo vicario in Roma, poche faccende ebbe per molto tempo, felicemente navigò fino a Pisa, dove fu con sommo onore ricevuto. Di là ito a Genova[Caffari, Annal. Genuens., lib. 1.], dispiacendogli forte la guerra di quel popolo, tanto operò, che conchiuse fra loro una tregua, da osservarsi finchè egli ritornasse di Francia. Aggiugne Caffaro, scrittore genovese di questi tempi, che il papa suddetto, per maggiormente cattivarsi l'affetto di quel popolo, promise di levare il vescovoSirodi sotto all'arcivescovo di Milano, e di conferirgli la dignità archiepiscopale. Consecrollo anche vescovo, allorchè fu giunto a Sant'Egidio vicino al Rodano. Andossene dunquepapa Innocenzo II in Francia, accolto dappertutto come vero papa. Pochi furono in quelle parti coloro che facessero conto delle lettere scritte loro dall'antipapa Anacleto; a cui nondimeno altri popoli e dentro e fuori d'Italia aderirono con somma confusione della Chiesa di Dio.
Fra gli altri procurò Anacleto di guadagnare al suo partitoAnselmo arcivescovodi Milano[Landulfus junior, Hist. Mediol., cap. 40.], che già dicemmo scomunicato sotto il predefunto papa Onorio II. Gli mandò dunque il pallio; e perciò il popolo di Milano seguitò quasi tutto la parte di Anacleto e di Corrado re, che furono di accordo in questa congiuntura fra loro. Non potè già Anacleto far lo stesso conGualtieri arcivescovodi Ravenna, il quale, per la testimonianza del Rossi[Rubeus, Histor. Ravenn.], e molto più d'una sua lettera scritta all'arcivescovo di Mariemburgo[Udalric. Bamberg., tom. 2 Corp. Hist. apud Eccardum.], si sa che fu costante in favorir papa Innocenzo. Ma principalmente ebbe cura Anacleto di assodarsi colla buona corrispondenza diRuggieri ducadi Puglia e Sicilia, del principe di Capoa, e degli altri baroni di quelle contrade. Nè gli fu difficile. Appena ebbe il suddetto Ruggieri slargate cotanto l'ali, che gli nacque o gli fu fatto nascere il pensiero di deporre il titolo ducale, e di assumere quello di re, giacchè tali erano divenute le sue forze, ed ampliato cotanto il suo dominio, che ben si conveniva a lui un titolo più luminoso. Ne trattò coll'antipapa Anacleto[Idem, ibidem.], il quale non vi fece difficoltà per timore di non disgustarlo, e decretòConte cardinale, ossia il cardinale della famiglia de' Conti, per assistere a questa coronazione. Siccome osservò il padre Pagi[Pagius, ad Annal. Baron.], han creduto gli storici napoletani che Ruggieri di sua propria autorità, e senza saputa e consenso di Roma, assumesse il titolo e la corona regale; e che poscia, per convenzione seguita con Anacleto, dinuovo si facesse coronare. Ma questa doppia coronazione è priva di buon fondamento. Falcone Beneventano[Falco Beneventanus, in Chron.]parla d'una sola, fatta coll'approvazione di Anacleto. Alessandro abbate di Telesa[Abbas Telesinus, lib. 2, cap. 1 et seq.]una sola anch'egli ne riferisce, nè parla punto dell'assenso e della cooperazione dell'antipapa, perchè giudicò meglio di tacere una particolarità che a' suoi dì non facea bel sentire, nè molto onore al re Ruggieri. Ma Pietro diacono scrive chePetrus cardinalis(cioè Anacleto)Rogerio duci Apuliae coronam tribuens, et per privilegium capuanum principatum, et ducatum neapolitanum cum Apulia, Calabria, et Sicilia illi confirmans regemque constituens, ad suam partem attraxit, con eziandio concedergli altri privilegii, che Ruggieri con questo buon vento seppe accortamente chiedere e facilmente ottenere: laonde san Bernardo in una delle sue lettere[Bernardus, Epist. 137.]ebbe a dire che Anacletohabet ducem Apuliae, sed solum ex principibus, ipsumque usurpatae coronae mercede ridicula comparatum. Tutto ciò fu conchiuso verso il fine di settembre, in cui Anacleto si portò ad Avellino e a Benevento. E perciocchè si credette che Palermo capitale della Sicilia fosse il luogo più proprio per la coronazione di Ruggieri, quivi nel sacro giorno del Natale dell'anno presente si fece questa funzione con quella magnificenza che vien descritta dal suddetto abbate di Telesa: rito che si è dipoi conservato e ravvivato pochi anni sono; cioè che in quella città si piglia la corona anche del regno di Napoli. Vi assistè come legato pontificio il cardinale sopraccennato; eRoberto II principedi Capoa, siccome il più nobile riguardevole de' suoi vassalli, gli mise la corona in capo. Il vedremo ben presto mal ricompensato per questa sua attenzione da Ruggieri. Intanto papa Innocenzo giunto in Francia, vi fu accolto con gran venerazione. Presso di Orleans fu a visitarlo ilre Lodovico,che già nel concilio di Estampes l'avea riconosciuto per vero papa. Andò a Sciartres, a Clugnì e ad altri luoghi. Nel novembre tenne un concilio numeroso nella città di Chiaramonte. Per cura massimamente di sanBernardo, non solamente i Francesi, ma anche ilre Lottarioin Germania e ilre Arrigod'Inghilterra nell'anno seguente prestarono ubbidienza a papa Innocenzo, quantunque non mancassero alcuni in quelle parti, che si dichiararono in favore dell'antipapa Anacleto. In quest'anno restò trucidato dai Turchi in SoriaBoamondo II principed'Antiochia, sicchè in lui finì d'estinguersi la prosapia di Roberto Guiscardo, e il re Ruggieri più francamente potè tenere gli Stati a lui occupati in Italia. Terminò ancora i suoi giorniDomenico Michele[Dandulus, in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]doge di Venezia, e fu alzato a quel tronoPietro Polano. Parimente all'anno presente vengono riferiti i privilegii e le esenzioni accordate daBaldovino redi Gerusalemme, dai patriarchi e dal principe di Antiochia alla nazione veneta in Acon e in altri luoghi d'Oriente.