MLXXIXAnno diCristoMLXXIX. IndizioneII.Gregorio VIIpapa 7.Arrigo IVre di Germania e d'Italia 24.In quest'anno ancorapapa Gregoriocelebrò nel mese di febbraio un numerosissimo concilio in Roma[Concil. Labbe, tom. 10.], dove intervenne l'eresiarca Berengario, e ritrattò le perverse sue dottrine intorno al sacramento dell'altare. Furono confermate le sacre censure contraTedaldo arcivescovodi Milano,Sigefredo vescovodi Bologna,Rolando vescovodi Trevigi, e contra i vescovi di Fermo e Camerino. Trovossi alla medesima sacra assembleaArrigonovello patriarca di Aquileia, il quale, quantunque promosso a quella chiesa da Arrigo IV, pure umilmente si suggettò alla Sede apostolica, e promise di non aver comunione con gente scomunicata. Si dolsero in quel sinodo del re Arrigo i legati del re Ridolfo, a cagion delle guerre e violenze ch'egli promoveva in Germania[Cardinal. de Aragon., in Vita Gregor. VII.]. Perlochè il pontefice Gregorio destinò per suoi legati al congresso, da tenersi in Germania,Pietro Igneocardinale e vescovo d'Albano, Odelrico vescovo di Padova (Paolo Benriedense scrive[Paulus Benriedens., in Vita Gregor. VII.]che fuAlemanovescovo di Passavia) e il suddetto patriarca d'Aquileia. Andarono essi; ma perchè non vollero alle istanze di Arrigo scomunicare il re Ridolfo, senza frutto se ne tornarono a Roma, con riferire al papa la disubbidienza d'esso Arrigo e l'ubbidienza del re Ridolfo. Era intenzione del pontefice di trasferirsi egli inpersona in Germania, per decidere quello spaventoso litigio; ma il re Arrigo, troppo diffidando di lui, a questo non volle dar mano. Continuò in quest'anno la guerra fra essi re[Annalista Saxo, apud Eccardum.]. Ridolfo andò contro la Vestfalia, e costrinse que' popoli alla sua ubbidienza. Arrigo portò la guerra nella Suevia contra di Ridolfo. Aggiugne il Cronografo sassone[Chronographus Saxo, apud Leibnitium.]chebellum fit iterum inter Rodulphum et Henricum hyeme nimis aspera, ubi in primo congressu Saxones(uniti con Ridolfo)terga vertunt. Ma uno squadron d'essi Sassoni, mentre gli altri erano occupati nella mischia, diede il sacco agli alloggiamenti del re Arrigo. In questa maniera si andava desolando la misera Germania per l'arrabbiata contesa di quei due regnanti. Per altro non dovette succedere alcun fatto strepitoso, al vedere che Bertoldo da Costanza non ne parla. Gli Annali pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.], che non meritano, a mio credere, gran fede nelle cose antiche, mettono sotto quest'anno la guerra fra i pisani e i Genovesi. Dai primi fu abbruciata la terra di Rapallo, ed incontratesi le lor flotte nel dì 13 di maggio, la genovese si salvò colla fuga. In quest'anno ancora Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chron.]scrive cheintravit Petronus(Pietro vien chiamato da Guglielmo pugliese)in Tranum. Et Barum rebellavit, ejecto exinde praeside ducis. Et Bajalardus filius Umfredae comprehendit Asculum. Però se fosse stabile l'asserzione di questo istorico, noi avremmo che parte di que' fatti che ho riferito nell'anno precedente, presi da Pietro Diacono, sarebbono da attribuire all'anno presente. Ma all'osservare ch'esso Lupo racconta come succeduta in questo medesimo anno la caduta diMichele Ducadal trono di Costantinopoli, e l'usurpazione diNiceforo Botoniata, che pur si crede creato imperador d'Oriente nell'anno precedente,si potrebbe restar dubbioso intorno al tempo di tali fatti. Ma l'Anonimo barense[Rerum Italicarum, tom. 5.]presso Camillo Pellegrini, dopo aver narrata all'anno 1078 l'assunzione al trono del Botoniata, anch'egli nel presente 1079 scrive chemense februarii die III stante rebellavit Bari ab ipso duce, et dirutum castello de Portanova. Nella stessa guisa l'autore di un'antica Cronichetta normannica, da me data alla luce[Ibid., tom. 5, pag. 278.], parla di que' fatti.Anno MLXXIX Petronius comes intravit iterum Barim. Abagilardus comes(nipote di Roberto Guiscardo)ivit super Trojam, et fugavit Boamundum filium Roberti ducis, et obsedit, et cepit Asculum. Et iterum Robertus recuperavit eum. Postea factum est praelium ibidem, et fugatus est Abagilardus cum militibus suis, et fugit in Constantinopolim, et ibi mortuus est inimicus duci Roberto. Ecco dunque che gli avvenimenti raccontati tutti in un fiato da Pietro Diacono, continuatore della Cronica casinense, succederono in parte nell'anno presente, e fra questi la ribellione di Bari. Ancora al conte Ruggieri si ribellarono in Sicilia le terre di Jato e Cenisi[Ganfrid. Malaterra, lib. 3, cap. 20.]. Le assediò egli amendue nello stesso tempo; e costrinse quegli abitanti ad implorare il perdono, che non fu loro negato.Confermò in quest'anno il re Arrigo i suoi privilegii alla chiesa di Padova e al vescovo Olderico con un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. XIX.]datoX kalendas augusti, Indictione II, anno dominicae Incarnationis MLXXVIIII, anno autem regni domni regis Henrici quarti XXIII. Actum Ratispone. Nella copia, di cui mi son servito, si leggevaD. Paduanae ecclesiae episcopus. Ma si dee scrivereUld., cioèUldericus. E di qui può apparire che esso Olderico non fu spedito per suo legato dal pontefice Gregorio. Ho io parimente pubblicata una convenzione seguita nel dì 31 dimaggio[Antichità Estensi, P. I, cap. 7.]inter marchionem Azonem, et Ugonem et Fulconem germanos, filios ejusdem marchionis Azonis, e il capitolo dei canonici di Verona, in vigore di cui essi canonici diedero a livello al marchese e a' suoi figliuoli la corte di Lusia, villa di grande estensione. Si vede che il marchese Azzo estense pensava a bene stabilire ed ingrandire in Italia i figliuoli del secondo matrimonio, giacchèGuelfo IVfiglio del primo letto e duca di Baviera era giunto ad una riguardevol potenza in Germania. QuestoUgoè il medesimo che avea sposata la figliuola del duca di Puglia Roberto. Raccogliesi poi da una lettera scritta da papa Gregorio a Desiderio abbate di monte Casino[Gregor. VII, Epist. 11, lib. 9.], che Arrigo IV anch'egli si maneggiò per ottenere una figliuola d'esso Roberto Guiscardo duca in moglie diCorradosuo primogenito, con esibirsi d'investire Roberto della marca di Fermo,et rex duci marchiam tribuat. Ma il saggio papa dovette fare in maniera che questo trattato andò per terra. Nè si dee tacere che (probabilmente in quest'anno) esso duca Roberto maritò un'altra figliuola conRaimondo IIconte potentissimo di Barcellona e di altre città. Ne parla, oltre ad altri autori, Guglielmo pugliese[Guillelmus Apulus, lib. 4. Anonym., de Gest. Comit. Barcin. apud Baluz.]come di un fatto accaduto prima che seguisse la concordia fra il papa ed esso duca:Partibus Esperiae, quem Barcilona tremebat,Venerat insignis comes hanc Raymundus ad urbem;Ut nuptura ducis detur sibi filia, poscit.Il padre Pagi[Pagius, in Critic. ad Annal. Baron.]credette contratto questo matrimonio prima dell'anno 1077. Ma se son ben concertati i tempi di quei fatti presso il suddetto storico, tali nozze debbono appartenere all'anno presente.
In quest'anno ancorapapa Gregoriocelebrò nel mese di febbraio un numerosissimo concilio in Roma[Concil. Labbe, tom. 10.], dove intervenne l'eresiarca Berengario, e ritrattò le perverse sue dottrine intorno al sacramento dell'altare. Furono confermate le sacre censure contraTedaldo arcivescovodi Milano,Sigefredo vescovodi Bologna,Rolando vescovodi Trevigi, e contra i vescovi di Fermo e Camerino. Trovossi alla medesima sacra assembleaArrigonovello patriarca di Aquileia, il quale, quantunque promosso a quella chiesa da Arrigo IV, pure umilmente si suggettò alla Sede apostolica, e promise di non aver comunione con gente scomunicata. Si dolsero in quel sinodo del re Arrigo i legati del re Ridolfo, a cagion delle guerre e violenze ch'egli promoveva in Germania[Cardinal. de Aragon., in Vita Gregor. VII.]. Perlochè il pontefice Gregorio destinò per suoi legati al congresso, da tenersi in Germania,Pietro Igneocardinale e vescovo d'Albano, Odelrico vescovo di Padova (Paolo Benriedense scrive[Paulus Benriedens., in Vita Gregor. VII.]che fuAlemanovescovo di Passavia) e il suddetto patriarca d'Aquileia. Andarono essi; ma perchè non vollero alle istanze di Arrigo scomunicare il re Ridolfo, senza frutto se ne tornarono a Roma, con riferire al papa la disubbidienza d'esso Arrigo e l'ubbidienza del re Ridolfo. Era intenzione del pontefice di trasferirsi egli inpersona in Germania, per decidere quello spaventoso litigio; ma il re Arrigo, troppo diffidando di lui, a questo non volle dar mano. Continuò in quest'anno la guerra fra essi re[Annalista Saxo, apud Eccardum.]. Ridolfo andò contro la Vestfalia, e costrinse que' popoli alla sua ubbidienza. Arrigo portò la guerra nella Suevia contra di Ridolfo. Aggiugne il Cronografo sassone[Chronographus Saxo, apud Leibnitium.]chebellum fit iterum inter Rodulphum et Henricum hyeme nimis aspera, ubi in primo congressu Saxones(uniti con Ridolfo)terga vertunt. Ma uno squadron d'essi Sassoni, mentre gli altri erano occupati nella mischia, diede il sacco agli alloggiamenti del re Arrigo. In questa maniera si andava desolando la misera Germania per l'arrabbiata contesa di quei due regnanti. Per altro non dovette succedere alcun fatto strepitoso, al vedere che Bertoldo da Costanza non ne parla. Gli Annali pisani[Annal. Pisani, tom. 6 Rer. Ital.], che non meritano, a mio credere, gran fede nelle cose antiche, mettono sotto quest'anno la guerra fra i pisani e i Genovesi. Dai primi fu abbruciata la terra di Rapallo, ed incontratesi le lor flotte nel dì 13 di maggio, la genovese si salvò colla fuga. In quest'anno ancora Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chron.]scrive cheintravit Petronus(Pietro vien chiamato da Guglielmo pugliese)in Tranum. Et Barum rebellavit, ejecto exinde praeside ducis. Et Bajalardus filius Umfredae comprehendit Asculum. Però se fosse stabile l'asserzione di questo istorico, noi avremmo che parte di que' fatti che ho riferito nell'anno precedente, presi da Pietro Diacono, sarebbono da attribuire all'anno presente. Ma all'osservare ch'esso Lupo racconta come succeduta in questo medesimo anno la caduta diMichele Ducadal trono di Costantinopoli, e l'usurpazione diNiceforo Botoniata, che pur si crede creato imperador d'Oriente nell'anno precedente,si potrebbe restar dubbioso intorno al tempo di tali fatti. Ma l'Anonimo barense[Rerum Italicarum, tom. 5.]presso Camillo Pellegrini, dopo aver narrata all'anno 1078 l'assunzione al trono del Botoniata, anch'egli nel presente 1079 scrive chemense februarii die III stante rebellavit Bari ab ipso duce, et dirutum castello de Portanova. Nella stessa guisa l'autore di un'antica Cronichetta normannica, da me data alla luce[Ibid., tom. 5, pag. 278.], parla di que' fatti.Anno MLXXIX Petronius comes intravit iterum Barim. Abagilardus comes(nipote di Roberto Guiscardo)ivit super Trojam, et fugavit Boamundum filium Roberti ducis, et obsedit, et cepit Asculum. Et iterum Robertus recuperavit eum. Postea factum est praelium ibidem, et fugatus est Abagilardus cum militibus suis, et fugit in Constantinopolim, et ibi mortuus est inimicus duci Roberto. Ecco dunque che gli avvenimenti raccontati tutti in un fiato da Pietro Diacono, continuatore della Cronica casinense, succederono in parte nell'anno presente, e fra questi la ribellione di Bari. Ancora al conte Ruggieri si ribellarono in Sicilia le terre di Jato e Cenisi[Ganfrid. Malaterra, lib. 3, cap. 20.]. Le assediò egli amendue nello stesso tempo; e costrinse quegli abitanti ad implorare il perdono, che non fu loro negato.
Confermò in quest'anno il re Arrigo i suoi privilegii alla chiesa di Padova e al vescovo Olderico con un diploma[Antiquit. Italic., Dissert. XIX.]datoX kalendas augusti, Indictione II, anno dominicae Incarnationis MLXXVIIII, anno autem regni domni regis Henrici quarti XXIII. Actum Ratispone. Nella copia, di cui mi son servito, si leggevaD. Paduanae ecclesiae episcopus. Ma si dee scrivereUld., cioèUldericus. E di qui può apparire che esso Olderico non fu spedito per suo legato dal pontefice Gregorio. Ho io parimente pubblicata una convenzione seguita nel dì 31 dimaggio[Antichità Estensi, P. I, cap. 7.]inter marchionem Azonem, et Ugonem et Fulconem germanos, filios ejusdem marchionis Azonis, e il capitolo dei canonici di Verona, in vigore di cui essi canonici diedero a livello al marchese e a' suoi figliuoli la corte di Lusia, villa di grande estensione. Si vede che il marchese Azzo estense pensava a bene stabilire ed ingrandire in Italia i figliuoli del secondo matrimonio, giacchèGuelfo IVfiglio del primo letto e duca di Baviera era giunto ad una riguardevol potenza in Germania. QuestoUgoè il medesimo che avea sposata la figliuola del duca di Puglia Roberto. Raccogliesi poi da una lettera scritta da papa Gregorio a Desiderio abbate di monte Casino[Gregor. VII, Epist. 11, lib. 9.], che Arrigo IV anch'egli si maneggiò per ottenere una figliuola d'esso Roberto Guiscardo duca in moglie diCorradosuo primogenito, con esibirsi d'investire Roberto della marca di Fermo,et rex duci marchiam tribuat. Ma il saggio papa dovette fare in maniera che questo trattato andò per terra. Nè si dee tacere che (probabilmente in quest'anno) esso duca Roberto maritò un'altra figliuola conRaimondo IIconte potentissimo di Barcellona e di altre città. Ne parla, oltre ad altri autori, Guglielmo pugliese[Guillelmus Apulus, lib. 4. Anonym., de Gest. Comit. Barcin. apud Baluz.]come di un fatto accaduto prima che seguisse la concordia fra il papa ed esso duca:
Partibus Esperiae, quem Barcilona tremebat,Venerat insignis comes hanc Raymundus ad urbem;Ut nuptura ducis detur sibi filia, poscit.
Partibus Esperiae, quem Barcilona tremebat,
Venerat insignis comes hanc Raymundus ad urbem;
Ut nuptura ducis detur sibi filia, poscit.
Il padre Pagi[Pagius, in Critic. ad Annal. Baron.]credette contratto questo matrimonio prima dell'anno 1077. Ma se son ben concertati i tempi di quei fatti presso il suddetto storico, tali nozze debbono appartenere all'anno presente.