MLXXVIII

MLXXVIIIAnno diCristoMLXXVIII. IndizioneI.Gregorio VIIpapa 6.Arrigo IVre di Germania e d'Italia 23.Tanto ilre Arrigoquanto il nuovore Ridolfosi studiavano di aver favorevole nella loro terribil gara il romano pontefice, e a questo fine gli spedirono i loro legati[Paulus Benriedens., in Vit. Greg. VII.].Papa Gregorioperciò tenne un concilio in Roma nella prima settimana di quaresima, dove essendo concorsi circa cento tra arcivescovi e vescovi, fu stabilito di spedire in Germania i legati apostolici per conoscere da qual parte fosse la ragione e il torto. Quivi furono ancora di nuovo scomunicatiTedaldo, appellato da alcuniTebaldo, arcivescovo di Milano,Guibertoarcivescovo di Ravenna,Ugo Biancocardinale ribello della Chiesa romana, con altri vescovi. Degno di osservazione si è ciò che seguitano a dire quegli Atti[Concilior. Labbe, tom. 10.]:Excommunicamus omnes Northmannos, qui invadere terram sancti Petri laborant, videlicet marchiam firmanam, ducatum spoletanum, et eos, qui Beneventum obsident, et qui invadere et depraedari nituntur Campaniam, et maritima, atque Sabinos, necnon et qui tentant urbem romanam confundere. Di qui può apparire che la marca di Fermo, ossia di Camerino o d'Ancona, il ducato di Spoleti, erano o posseduti dalla Chiesa romana, o almen pretesi di sua ragione dal papa: il che, come fosse succeduto, non l'ho potuto finora conoscere. Debbonsi ancora notar quelle parole:et eos, qui Beneventum obsident. Intorno a che convien ora dire, che sbrigato dalla conquista di Salerno il duca Roberto, mal soddisfatto del romano pontefice, che dianzi l'avea scomunicato, cominciò nell'anno precedente la guerra contra le terre della Chiesa nella Campania[Petrus Diac., lib. 3 Chron., cap. 45.]. Fu perciò di nuovo pubblicatala scomunica contra di lui e del suddetto Riccardo, e papa Gregorio,collecto exercitu, super eos ire disponit, come s'ha da Pietro Diacono. Ciò riferito al duca Roberto, si ritirò in fretta col principe Riccardo a Capoa, e andò a mettere l'assedio a Benevento, nel mentre che Riccardo principe di Capoa imprese quello di Napoli. Tutto ciò avvenne nell'anno antecedente. ContinuòRiccardol'assedio di Napoli per molti mesi, ed avea anche ridotta quella città a mal partito[Camillus Peregr., in Not. ad Protos.], quando sopraggiuntagli la morte nel dì 15 d'aprile, liberò i Napoletani dalle sue branche. Fu principe, per attestato della Cronichetta amalfitana[Antiquit. Italic., tom. 1.], alto di statura, di bell'aspetto, di gran coraggio ed avvedutezza, benigno coi fedeli, terribile contro i perfidi ribelli. Ebbe per successore nel principato di CapoaGiordano Isuo figliuolo. Ci fa assai intendere il suddetto concilio che nel principio della quaresima tuttavia durava l'assedio di Benevento, fatto dal duca Roberto: perlochè fu di nuovo fulminata contra di lui la scomunica. Ma appena Giordano fu succeduto al padre, che insorse la discordia fra il duca Roberto e lui. Abbracciò esso Giordano la difesa delle terre della Chiesa e dei Beneventani[Petrus Diacon., Chron., lib. 3, cap. 45.], da' quali ebbe un regalo di quattromila e cinquecento bisanti, o vogliam dire scudi d'oro. Uscito perciò in campagna, secondochè s'ha da Pietro Diacono, fece ribellare molti de' conti e vassalli contra di Roberto, arrivò sotto Benevento, e distrusse tutte le fortificazioni fatte dal duca per prendere quella città. Bari con Trani ed altre città si ribellarono al Guiscardo. Abailardo suo nipote, perchè figliuolo di Unfredo, al quale avea Roberto occupata tutta l'eredità, fu uno de' più vigorosi congiurati contra dello zio Guiscardo. Seguirono perciò varii incontri d'armati, e varii assedii raccontati da Guglielmo pugliese[Guillelmus Apulus, Poem., lib. 3.], dopo i qualifinalmente fu fatta pace tra esso Roberto e Giordano. Servì questa concordia per abbattere tutte le speranze del nipote Abailardo, il quale se ne fuggì a Costantinopoli, e quivi diede fine alla vita. Ricuperò Roberto Bari, Trani, Santa Severina, e l'altre terre[Petrus Diac., Chron. lib. 3, cap. 45.]che s'erano ribellate. Ascoli, Monte di Vico ed Ariano ritornarono alle mani sue; ed era per fare altri progressi, quandoDesiderio abbatedi Monte Casino s'interpose, e trattò di pace fra il pontefice e lui. Abbiamo dalla Vita di Gregorio VII papa, a noi tramandata da Niccolò cardinale d'Aragona[Cardinalis de Aragonia, in Vit. Greg. VII.], chevenerabilis pontifex receptis nuntiis Roberti Guiscardi egregii Normannorum ducis, versus Apuliam post octavas Pentecostes iter arripuit, et cum ipso apud Aquinum colloquium habuit. Congrua itaque ab eo satisfactione suscepta, prius a vinculo excommunicationis eum absolvit, et consequenter fidelitatem et homagium ejus recepit. Postmodum vero jam assumtum in specialem beati Petri militem, de totius Apuliae et Calabriae ducatu per vexillum Sedis apostolicae investivit. Guglielmo pugliese scrive che questo abboccamento e concordia seguì in Benevento, e non già in Aquino; ed essere corsa voce che il papa, per impegnar meglio nella sua difesa Roberto Guiscardo, gli fece sperare la corona del regno d'Italia[Guillelmus Apulus, lib. 3.]:Romani regni sibi promisisse coronamPapa ferebatur.Parimente Riccardo cluniacense[Richardus Cluniacensis, in Chron., in Antiq. Ital.]conferma questa voce con asserire che papa Gregorio aveva intenzione di crear imperadore esso Roberto, o Boamondo suo figliuolo. Tornava il conto ad esso pontefice, nel pericoloso cimento, in cui egli si trovava per la nemicizia del re Arrigo, non solo di non aver nemico il potentissimo ed invitto duca di Puglia,ma anche di averlo amico e difensore ne' bisogni. Il tempo fece vedere che senza questo appoggio minacciava rovina il suo pontificato.Ma non tutti questi avvenimenti si compierono nell'anno precedente e nel presente. Siccome vedremo, parte d'essi appartiene all'anno seguente 1079. Certamente si allontanò dal vero il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Ecclesiast.], allorchè pose l'assedio suddetto di Benevento nell'anno 1074. Già abbiam veduto che nel concilio romano dell'anno presente si fa menzione del medesimo assedio, non per anche sciolto. Ma neppure il padre Pagi[Pagius, Crit. ad Annal. Baron.]colpì nel segno, allorchè pretese che nell'anno 1077 Roberto duca si abboccasse col papa, e ne riportasse l'assoluzione. Papa Gregorio per tutto il giugno del 1077 si trattenne nelle montagne del Reggiano, siccome costa dalle lettere d'esso pontefice. Nel dì 15 d'agosto era in Firenze, e nel primo giorno di settembre in Siena. Ma abbiam veduto che papa Gregorio si mosse di Romapost octavas Pentecostes, per andare ad Aquino a trattar di pace con Roberto. Essendo venuta l'ottava della Pentecoste nell'anno 1077 prima della metà di giugno, come potè egli mai passar da Roma ad Aquino in quel tempo, se, siccome abbiam detto, egli per tutto giugno si fermò in Lombardia? Adunque la riconciliazion di Roberto dee essere succeduta più tardi, e vedremo che non s'ingannò il Baronio in differirla sino all'anno 1080. Oltre di che, Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.]all'anno 1078 scrive:Robertus dux obsedit Beneventum, sed ejus obsidio dissipata est a Rodulpho Pipino comite, (cioè, come stimò il Pellegrini[Peregrin., in Notis ad Protospatam.], da Rainolfo zio del principe di Capoa Giordano)et hoc anno obiit Richardus princeps, mentre assediava Napoli. Anche Romoaldo salernitano[Romuald. Salern., in Chron., tom. 8 Rer. Ital.]e l'autore dellaCronichetta amalfitana[Antiquit. Italic, tom. 1.]attestano che Riccardo morì durante quell'assedioIndictione prima, cioè nell'anno presente. E cheanno primo, postquam cepit Salernum, Robertus dux Beneventum obsedit. Certo è che nello stesso tempo furono fatti que' due assedii, e però nell'anno presente. Il che vien ancora confermato dall'antica Cronichetta di santa Sofia, pubblicata dal suddetto Pellegrini[Peregrin., Hist. Princ. Langobard.], dove si legge:Robertus dux obsedit Beneventum XIV kalendas januarii, usque VI idus aprilis, unde expulsus est cum omnibus suis Indictione I. L'indizione prima correa nell'anno presente. Ora essendo fuori di dubbio l'aggiustamento del papa con Roberto Guiscardo, seguito dappoichè fu sciolto l'assedio di Benevento, per conseguente non nell'anno 1077, come immaginò il padre Pagi, ma molto più tardi si dee credere succeduto. Finalmente si noti che l'autore della Vita di san Gregorio VII[Card. de Aragon., P. I, tom. 3 Rer. Ital.]ci somministra il filo per accertarci dell'anno, in cui seguì l'accordo suddetto. Cioè scrive egli che fra i due re contendenti Arrigo IV e Ridolfo,horribili bello acriter utrimque commisso, caesa sunt multa millia hominum hinc inde. Soggiugne appresso:Et iterum peccatis exigentibus inter eosdem reges horribiliter est pugnatum, ubi maxima virorum fortium multitudo cecidit. Spedì papa Gregorio i suoi legati in Germania per quetar, se mai era possibile, così atroce tempesta. Ma i due re vennero alla terza battaglia.Iterum inter eosdem reges acriter est pugnatum, et multa millia hominum, maxime Bohemorum, caesa sunt.Dopo questi tragici avvenimenti continua quell'autore a dire che papa Gregorio, portatosi ad Aquino, fece l'accordo con Roberto Guiscardo. Non essendo succedute tali battaglie se non nell'anno presente e nel 1080, nel quale ancora furono spediti in Germania i suddetti legati,vegniamo in fine a conoscere che nell'anno stesso 1080, come volle il Baronio, Roberto Guiscardo tornò all'ubbidienza del romano pontefice. Abbiam detto che succederono sanguinosissimi fatti d'armi fra Arrigo e Ridolfo in Germania. Nel primo, per testimonianza di Bertoldo[Bertholdus Constantiensis, Chron. August., tom. 1 Freheri.], restò vincitore e padrone del campo Ridolfo; e nel secondo, accaduto nel dì 17 d'agosto di quest'anno, la vittoria restò incerta, essendo costata la vita a più migliaia di persone. Fra gli altri vi fu uccisoWerneroarcivescovo di Maddeburgo, e presi Bernardo arcidiacono della Chiesa romana,Sigifredoarcivescovo di Magonza, eAdalbertovescovo di Vormazia: il che non si può mai intendere senza orrore, non essendo le guerre e le battaglie un mestier convenevole a persone ecclesiastiche. L'autore della Cronica di Maddeburgo presso il Meibomio[Chronic. Magdeburg., tom. 2, apud Meibomium.]e l'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.]pretendono che questa seconda battaglia riuscisse molto più favorevole ai Sassoni e a Ridolfo, che ad Arrigo. Verso l'Ognissanti esso re Arrigo, rinforzato di gente, portò la guerra negli Stati diGuelfo ducadi Baviera, e diBertoldo ducadi Carintia, tutti e due fedeli fautori del papa e del re Ridolfo[Bertholdus Constantiensis, in Chron.]. Nel qual tempo venne a morte esso duca Bertoldo con grave danno del suo partito. In questo anno poiRuggieri contedi Sicilia per terra e per mare bloccò[Gaufrid. Malaterra, lib. 3, cap. 15.]la città di Taormina, e dopo molte fatiche se ne impadronì. Tenuto fu un altro concilio in Roma da papa Gregorio dopo la metà di novembre, in cui troviamo fulminate molte scomuniche, e nominatamente contraNiceforo Botoniataimperador di Costantinopoli, che avea usurpato quel trono aMichelee aCostantinoPorfirogenito, genero del duca Roberto, la cui figliuolafu rimandata al padre. Per questi sì frequenti concilii di papa Gregorio doveano poco attendere alle lor gregge i sacri pastori. Intervennero a quest'ultimo i legati de' due re contendenti, promettendo amendue di fare una dieta, dove si deciderebbe la lor controversia.

Tanto ilre Arrigoquanto il nuovore Ridolfosi studiavano di aver favorevole nella loro terribil gara il romano pontefice, e a questo fine gli spedirono i loro legati[Paulus Benriedens., in Vit. Greg. VII.].Papa Gregorioperciò tenne un concilio in Roma nella prima settimana di quaresima, dove essendo concorsi circa cento tra arcivescovi e vescovi, fu stabilito di spedire in Germania i legati apostolici per conoscere da qual parte fosse la ragione e il torto. Quivi furono ancora di nuovo scomunicatiTedaldo, appellato da alcuniTebaldo, arcivescovo di Milano,Guibertoarcivescovo di Ravenna,Ugo Biancocardinale ribello della Chiesa romana, con altri vescovi. Degno di osservazione si è ciò che seguitano a dire quegli Atti[Concilior. Labbe, tom. 10.]:Excommunicamus omnes Northmannos, qui invadere terram sancti Petri laborant, videlicet marchiam firmanam, ducatum spoletanum, et eos, qui Beneventum obsident, et qui invadere et depraedari nituntur Campaniam, et maritima, atque Sabinos, necnon et qui tentant urbem romanam confundere. Di qui può apparire che la marca di Fermo, ossia di Camerino o d'Ancona, il ducato di Spoleti, erano o posseduti dalla Chiesa romana, o almen pretesi di sua ragione dal papa: il che, come fosse succeduto, non l'ho potuto finora conoscere. Debbonsi ancora notar quelle parole:et eos, qui Beneventum obsident. Intorno a che convien ora dire, che sbrigato dalla conquista di Salerno il duca Roberto, mal soddisfatto del romano pontefice, che dianzi l'avea scomunicato, cominciò nell'anno precedente la guerra contra le terre della Chiesa nella Campania[Petrus Diac., lib. 3 Chron., cap. 45.]. Fu perciò di nuovo pubblicatala scomunica contra di lui e del suddetto Riccardo, e papa Gregorio,collecto exercitu, super eos ire disponit, come s'ha da Pietro Diacono. Ciò riferito al duca Roberto, si ritirò in fretta col principe Riccardo a Capoa, e andò a mettere l'assedio a Benevento, nel mentre che Riccardo principe di Capoa imprese quello di Napoli. Tutto ciò avvenne nell'anno antecedente. ContinuòRiccardol'assedio di Napoli per molti mesi, ed avea anche ridotta quella città a mal partito[Camillus Peregr., in Not. ad Protos.], quando sopraggiuntagli la morte nel dì 15 d'aprile, liberò i Napoletani dalle sue branche. Fu principe, per attestato della Cronichetta amalfitana[Antiquit. Italic., tom. 1.], alto di statura, di bell'aspetto, di gran coraggio ed avvedutezza, benigno coi fedeli, terribile contro i perfidi ribelli. Ebbe per successore nel principato di CapoaGiordano Isuo figliuolo. Ci fa assai intendere il suddetto concilio che nel principio della quaresima tuttavia durava l'assedio di Benevento, fatto dal duca Roberto: perlochè fu di nuovo fulminata contra di lui la scomunica. Ma appena Giordano fu succeduto al padre, che insorse la discordia fra il duca Roberto e lui. Abbracciò esso Giordano la difesa delle terre della Chiesa e dei Beneventani[Petrus Diacon., Chron., lib. 3, cap. 45.], da' quali ebbe un regalo di quattromila e cinquecento bisanti, o vogliam dire scudi d'oro. Uscito perciò in campagna, secondochè s'ha da Pietro Diacono, fece ribellare molti de' conti e vassalli contra di Roberto, arrivò sotto Benevento, e distrusse tutte le fortificazioni fatte dal duca per prendere quella città. Bari con Trani ed altre città si ribellarono al Guiscardo. Abailardo suo nipote, perchè figliuolo di Unfredo, al quale avea Roberto occupata tutta l'eredità, fu uno de' più vigorosi congiurati contra dello zio Guiscardo. Seguirono perciò varii incontri d'armati, e varii assedii raccontati da Guglielmo pugliese[Guillelmus Apulus, Poem., lib. 3.], dopo i qualifinalmente fu fatta pace tra esso Roberto e Giordano. Servì questa concordia per abbattere tutte le speranze del nipote Abailardo, il quale se ne fuggì a Costantinopoli, e quivi diede fine alla vita. Ricuperò Roberto Bari, Trani, Santa Severina, e l'altre terre[Petrus Diac., Chron. lib. 3, cap. 45.]che s'erano ribellate. Ascoli, Monte di Vico ed Ariano ritornarono alle mani sue; ed era per fare altri progressi, quandoDesiderio abbatedi Monte Casino s'interpose, e trattò di pace fra il pontefice e lui. Abbiamo dalla Vita di Gregorio VII papa, a noi tramandata da Niccolò cardinale d'Aragona[Cardinalis de Aragonia, in Vit. Greg. VII.], chevenerabilis pontifex receptis nuntiis Roberti Guiscardi egregii Normannorum ducis, versus Apuliam post octavas Pentecostes iter arripuit, et cum ipso apud Aquinum colloquium habuit. Congrua itaque ab eo satisfactione suscepta, prius a vinculo excommunicationis eum absolvit, et consequenter fidelitatem et homagium ejus recepit. Postmodum vero jam assumtum in specialem beati Petri militem, de totius Apuliae et Calabriae ducatu per vexillum Sedis apostolicae investivit. Guglielmo pugliese scrive che questo abboccamento e concordia seguì in Benevento, e non già in Aquino; ed essere corsa voce che il papa, per impegnar meglio nella sua difesa Roberto Guiscardo, gli fece sperare la corona del regno d'Italia[Guillelmus Apulus, lib. 3.]:

Romani regni sibi promisisse coronamPapa ferebatur.

Romani regni sibi promisisse coronam

Papa ferebatur.

Parimente Riccardo cluniacense[Richardus Cluniacensis, in Chron., in Antiq. Ital.]conferma questa voce con asserire che papa Gregorio aveva intenzione di crear imperadore esso Roberto, o Boamondo suo figliuolo. Tornava il conto ad esso pontefice, nel pericoloso cimento, in cui egli si trovava per la nemicizia del re Arrigo, non solo di non aver nemico il potentissimo ed invitto duca di Puglia,ma anche di averlo amico e difensore ne' bisogni. Il tempo fece vedere che senza questo appoggio minacciava rovina il suo pontificato.

Ma non tutti questi avvenimenti si compierono nell'anno precedente e nel presente. Siccome vedremo, parte d'essi appartiene all'anno seguente 1079. Certamente si allontanò dal vero il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Ecclesiast.], allorchè pose l'assedio suddetto di Benevento nell'anno 1074. Già abbiam veduto che nel concilio romano dell'anno presente si fa menzione del medesimo assedio, non per anche sciolto. Ma neppure il padre Pagi[Pagius, Crit. ad Annal. Baron.]colpì nel segno, allorchè pretese che nell'anno 1077 Roberto duca si abboccasse col papa, e ne riportasse l'assoluzione. Papa Gregorio per tutto il giugno del 1077 si trattenne nelle montagne del Reggiano, siccome costa dalle lettere d'esso pontefice. Nel dì 15 d'agosto era in Firenze, e nel primo giorno di settembre in Siena. Ma abbiam veduto che papa Gregorio si mosse di Romapost octavas Pentecostes, per andare ad Aquino a trattar di pace con Roberto. Essendo venuta l'ottava della Pentecoste nell'anno 1077 prima della metà di giugno, come potè egli mai passar da Roma ad Aquino in quel tempo, se, siccome abbiam detto, egli per tutto giugno si fermò in Lombardia? Adunque la riconciliazion di Roberto dee essere succeduta più tardi, e vedremo che non s'ingannò il Baronio in differirla sino all'anno 1080. Oltre di che, Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.]all'anno 1078 scrive:Robertus dux obsedit Beneventum, sed ejus obsidio dissipata est a Rodulpho Pipino comite, (cioè, come stimò il Pellegrini[Peregrin., in Notis ad Protospatam.], da Rainolfo zio del principe di Capoa Giordano)et hoc anno obiit Richardus princeps, mentre assediava Napoli. Anche Romoaldo salernitano[Romuald. Salern., in Chron., tom. 8 Rer. Ital.]e l'autore dellaCronichetta amalfitana[Antiquit. Italic, tom. 1.]attestano che Riccardo morì durante quell'assedioIndictione prima, cioè nell'anno presente. E cheanno primo, postquam cepit Salernum, Robertus dux Beneventum obsedit. Certo è che nello stesso tempo furono fatti que' due assedii, e però nell'anno presente. Il che vien ancora confermato dall'antica Cronichetta di santa Sofia, pubblicata dal suddetto Pellegrini[Peregrin., Hist. Princ. Langobard.], dove si legge:Robertus dux obsedit Beneventum XIV kalendas januarii, usque VI idus aprilis, unde expulsus est cum omnibus suis Indictione I. L'indizione prima correa nell'anno presente. Ora essendo fuori di dubbio l'aggiustamento del papa con Roberto Guiscardo, seguito dappoichè fu sciolto l'assedio di Benevento, per conseguente non nell'anno 1077, come immaginò il padre Pagi, ma molto più tardi si dee credere succeduto. Finalmente si noti che l'autore della Vita di san Gregorio VII[Card. de Aragon., P. I, tom. 3 Rer. Ital.]ci somministra il filo per accertarci dell'anno, in cui seguì l'accordo suddetto. Cioè scrive egli che fra i due re contendenti Arrigo IV e Ridolfo,horribili bello acriter utrimque commisso, caesa sunt multa millia hominum hinc inde. Soggiugne appresso:Et iterum peccatis exigentibus inter eosdem reges horribiliter est pugnatum, ubi maxima virorum fortium multitudo cecidit. Spedì papa Gregorio i suoi legati in Germania per quetar, se mai era possibile, così atroce tempesta. Ma i due re vennero alla terza battaglia.Iterum inter eosdem reges acriter est pugnatum, et multa millia hominum, maxime Bohemorum, caesa sunt.

Dopo questi tragici avvenimenti continua quell'autore a dire che papa Gregorio, portatosi ad Aquino, fece l'accordo con Roberto Guiscardo. Non essendo succedute tali battaglie se non nell'anno presente e nel 1080, nel quale ancora furono spediti in Germania i suddetti legati,vegniamo in fine a conoscere che nell'anno stesso 1080, come volle il Baronio, Roberto Guiscardo tornò all'ubbidienza del romano pontefice. Abbiam detto che succederono sanguinosissimi fatti d'armi fra Arrigo e Ridolfo in Germania. Nel primo, per testimonianza di Bertoldo[Bertholdus Constantiensis, Chron. August., tom. 1 Freheri.], restò vincitore e padrone del campo Ridolfo; e nel secondo, accaduto nel dì 17 d'agosto di quest'anno, la vittoria restò incerta, essendo costata la vita a più migliaia di persone. Fra gli altri vi fu uccisoWerneroarcivescovo di Maddeburgo, e presi Bernardo arcidiacono della Chiesa romana,Sigifredoarcivescovo di Magonza, eAdalbertovescovo di Vormazia: il che non si può mai intendere senza orrore, non essendo le guerre e le battaglie un mestier convenevole a persone ecclesiastiche. L'autore della Cronica di Maddeburgo presso il Meibomio[Chronic. Magdeburg., tom. 2, apud Meibomium.]e l'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.]pretendono che questa seconda battaglia riuscisse molto più favorevole ai Sassoni e a Ridolfo, che ad Arrigo. Verso l'Ognissanti esso re Arrigo, rinforzato di gente, portò la guerra negli Stati diGuelfo ducadi Baviera, e diBertoldo ducadi Carintia, tutti e due fedeli fautori del papa e del re Ridolfo[Bertholdus Constantiensis, in Chron.]. Nel qual tempo venne a morte esso duca Bertoldo con grave danno del suo partito. In questo anno poiRuggieri contedi Sicilia per terra e per mare bloccò[Gaufrid. Malaterra, lib. 3, cap. 15.]la città di Taormina, e dopo molte fatiche se ne impadronì. Tenuto fu un altro concilio in Roma da papa Gregorio dopo la metà di novembre, in cui troviamo fulminate molte scomuniche, e nominatamente contraNiceforo Botoniataimperador di Costantinopoli, che avea usurpato quel trono aMichelee aCostantinoPorfirogenito, genero del duca Roberto, la cui figliuolafu rimandata al padre. Per questi sì frequenti concilii di papa Gregorio doveano poco attendere alle lor gregge i sacri pastori. Intervennero a quest'ultimo i legati de' due re contendenti, promettendo amendue di fare una dieta, dove si deciderebbe la lor controversia.


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