MXCII

MXCIIAnno diCristoMXCII. IndizioneXV.UrbanoII papa 5.ArrigoIV re 37, imperad. 9.Per quanto potè, seguitò l'AugustoArrigoa guastar le terre diGuelfo Vduca e dellacontessa Matilda. Ma non mancavano spie alla contessa che di mano in mano la avvertivano di tutti gli andamenti d'Arrigo; e perciocchè ella seppe che nel tempo del verno egli si trovava di là dall'Adige, senza aver seco milizie, spedì a quella volta mille de' suoi combattenti. Gli andò per otto giorni deludendo Arrigo, con ritirarsi or qua or là, tanto che potè raunar le sue truppe; e ciò fatto, andò ad assalire all'improvviso le genti della contessa, che se ne stavano sdraiate nella villa di Tricontai. Molti furono presi, molti uccisi; gli altri si salvarono col favor delle gambe. Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 2, cap. 6.]attribuisce questo fatto a tradimento di Ugo lor condottiere, con dire:Proditor emanso fuit Hugo nobilis alvo;Hanc contra morem sed fecit proditionem,Nam proba nobilitas non turpe scelus patrat umquam.Non ho io dissimulato nelle Antichità estensi che tal taccia è data adUgofigliuolo delmarchese Azzo IIestense, dovendosi leggere eManso fuit Hugo. La capitale della provincia del Maine in Francia è appellatale Mans. Perchè Ugo, siccome di sopra osservammo, era stato signore di quel principato, perciò era chiamatoUgo del Manso. Doveva egli militare in favore del ducaGuelfo Vfigliuolo di un suo fratello; e se veramente egli fosse reo di questo, e senza scusa, io nol so dire. Ma se fu, non è da maravigliarsene, dacchè abbiam già veduto come questo principe in altre sue azioni degenerò dalla virtù dei suoi maggiori. Giunta che fu la state, Arrigo colla sua armata essendo venuto di qua dal Po, cominciò la guerra contra le fortezze dellacontessa Matilda, situate nelle montagne del Modenese, saccheggiando e incendiando tutte queste contrade[Berthold. Constantiensis, in Chron.]. Prese Monte Morello verso Savignano presso il Panaro, siccome ancora Monte Alfredo; indi mise l'assedio a Monte Bello, oggidì Montevìo, allora del contado di Modena, e oggidì del Bolognese. Era forte quel castello, bravi i suoi difensori. L'antipapa Clemente venne in persona per abboccarsi coll'imperadore, e visitar quell'assedio. Intanto perchè andavano male gli affari della contessa, i suoi baroni e cortigiani cominciarono vivamente ad esortarla alla pace, con supporle che anche Arrigo ne fosse voglioso. Tanto la tempestarono, che si contentò di farne la proposizione in una dieta, tenuta per questo nella rocca di Carpineta ad una radunanza di teologi.Eriberto vescovocattolico di Reggio colla maggior parte furono di sentimento che la contessa dovesse cedere al tempo, e pacificarsi con Arrigo, ma non già per darsi all'antipapa. Ciò sarebbe forse succeduto, se non si fosse alzato Giovanni, probabilmente abbate del monistero di Canossa, il quale tanto perorò contra di un tale aggiustamento con dare speranza alla contessa di qualche vicino soccorso dal cielo, che Matilda non volle più sentirne parlare, risoluta piuttosto di morire che di far patti con Arrigo nemico della Chiesa. Spese intanto esso imperadore tutta la state sotto Monte Bello[Donizo, Vit. Mathild., lib. 2, cap. 6.]senza frutto alcuno: sì gagliarda fu la difesa della guarnigion di Matilda. Restò incendiata una torre, ossia altra macchina militare degli assedianti, ed ucciso anche un figliuolo d'esso Arrigo, di cui niuna menzione fanno gli altri storici. Verisimilmente era suo bastardo. Portato il di lui cadavero a Verona, gli fu fabbricato un superbo sepolcro. Pertanto veggendo Arrigo ch'egli avea che fare con una fortezza inespugnabile, sciolse l'assedio, e si ritirò a Reggio, dove sifermò alquanti giorni. Poscia nel mese d'ottobre, fingendo di passare a Parma, voltò indietro, e andò a San Paolo, per vedere se potea sorprendere l'importante rocca di Canossa, dove nell'anno 1077 abbiam veduto che brutta figura egli avea fatto. Spedì colà immantinente la contessa un buon rinforzo, ed ella si ritirò in Bibianello. Essendo insorta una folta nebbia, allorchè i nemici s'accostarono a Canossa, la gente della contessa fu con esso loro alle mani, e le riuscì di prendere la bandiera imperiale, caduta di pugno al figliuolo delmarchese Oberto. Chiarito Arrigo che gittava i suoi passi, marciò al piano, e poi si condusse di là dal Po. Ogni dì s'andava sminuendo la sua armata; e però anche la contessa passò oltre Po, e prima che terminasse l'anno, ricuperò alquante delle sue terre perdute, e fra le altre la torre di Governolo e Rivalta. Per quanto scrive Bertoldo da Costanza,papa Urbanocelebrò il santo Natale dell'anno presente fuori di Roma, in vicinanza nondimeno d'essa città, per non aver potuto aver l'ingresso nella basilica di san Pietro; perciocchè presso alla medesima s'era incastellato, cioè ben fortificato l'antipapa Guiberto. Per le memorie che rapporta il cardinal Baronio, apparisce, aver esso pontefice fatto nel presente anno un viaggio a Salerno, dove nel dì 14 di settembre confermò i suoi privilegii aPietro abbatedell'insigne monistero della Cava.Accennai di sopra la morte di Adelaide marchesana di Susa e di Torino. Conviene ora aggiugnere ciò che il suddetto Bertoldo autore contemporaneo scrive intorno alla di lei eredità.In Longobardia, dice egli,Conradus filius Henrici regis, bona Adelheidae Taurinensis comitissa invasit, quae ejusdem comitissae nepos, filius Federici comitis habere debuit. E dopo aver detto che questoFederigo conteassaissimo risplendeva per la sua pietà e pel suo costante attaccamento in questi torbidi tempi al partito pontificio, ed aver egli avuto per suoi genitoriLodovico conte e Sofia zia materna della contessa Matilda, ed essere mancato di vita nella festa di san Pietro dell'anno precedente, soggiugne:Hujus ergo filium ex nepte dominae Adelheidae susceptum, Henricus rex cum filio(Corrado)exheredare proposuit; terramque ejus hostiliter invadendo, ac circumquaque devastando, fructuariensi monasterio multa mala intulit. Di qui pertanto nasce un gruppo assai difficile nella storia genealogica della real casa di Savoia, e non sufficientemente sciolto dal Guichenon: laonde è da aspettare qualche altro più sperto scrittore, il quale più esattamente ricerchi e in maggior lume metta i fatti di que' principi che da tanti secoli in qua con gloriosa successione illustrano l'Italia. Per le notizie prodotte dall'Ughelli[Ughellius, Ital. Sacr., tom. 3 in Archiepisc. Pisan.], si scorge che in quest'anno, mentrepapa Urbanodimorava in Anagni, ad istanza della contessa Matilda, eresse in arcivescovato la nobil chiesa di Pisa, in maniera cheDaiberto, già vescovo di quella città, fu il primo arcivescovo della medesima, e a lui furono sottoposti i vescovati della Corsica. Di ciò tornerà occasion di parlare all'anno 1118. Avea già concertato l'Augusto Arrigo un abboccamento conLadislao red'Ungheria[Berihold. Constantiensis, in Chron.], e già erano vicini ad incontrarsi verso il Natale del Signore, quandoGuelfo IV, duca di Baviera, sopraggiungendo con varie squadre d'armati interruppe il loro congresso, e fece tornare vergognosamente indietro Arrigo. Scrive Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chron.]che nell'anno presente per essersi ribellato il popolo della città d'Oria aBoamondoloro signore, questi coll'aiuto de' circonvicini amici mise l'assedio a quella città. Tanto ardire nondimeno e forza ebbero gli Orietani, che il cacciarono di là, e gli presero l'equipaggio e le bandiere. ARuggieri contedi Sicilia la morte rapì in questoannoGiordanosuo figliuolo bastardo[Gaufridus Malaterra, lib. 4, cap. 18.], giovine di gran valore, che si credeva destinato alla succession del padre, giacchè egli altro figliuolo non avea allora che questo. Ne fu inconsolabile Ruggieri. Ma volle Dio asciugargli le lagrime con dargli nel presente anno un figliuolo legittimo, a lui partorito daAdelaidesua seconda moglie. Essendosi anche ribellata la città di Peutarga, o Pentarga, che dianzi era sottoposta a Giordano, Ruggieri colla forza la ridusse alla sua ubbidienza: il che costò la vita agli autori di quella sollevazione. Perchè poi l'Augusto Arrigo dominava nella città di Reggio di Lombardia, quivi ancora veniva riconosciuta l'autorità dell'antipapa Guiberto. Resta tuttavia una sua bolla, da me data alla luce[Antiquit. Italic., Dissert. XXI.], in favore dei canonici reggiani, colle seguenti note:Datum apud Cesenam per manum Berneri vice Petri cancellarii, anno dominicae Incarnationis MXCII, Indictione XV, anno autem pontificatus domni Clementis tertii papae VIIII, idibus junii.

Per quanto potè, seguitò l'AugustoArrigoa guastar le terre diGuelfo Vduca e dellacontessa Matilda. Ma non mancavano spie alla contessa che di mano in mano la avvertivano di tutti gli andamenti d'Arrigo; e perciocchè ella seppe che nel tempo del verno egli si trovava di là dall'Adige, senza aver seco milizie, spedì a quella volta mille de' suoi combattenti. Gli andò per otto giorni deludendo Arrigo, con ritirarsi or qua or là, tanto che potè raunar le sue truppe; e ciò fatto, andò ad assalire all'improvviso le genti della contessa, che se ne stavano sdraiate nella villa di Tricontai. Molti furono presi, molti uccisi; gli altri si salvarono col favor delle gambe. Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 2, cap. 6.]attribuisce questo fatto a tradimento di Ugo lor condottiere, con dire:

Proditor emanso fuit Hugo nobilis alvo;Hanc contra morem sed fecit proditionem,Nam proba nobilitas non turpe scelus patrat umquam.

Proditor emanso fuit Hugo nobilis alvo;

Hanc contra morem sed fecit proditionem,

Nam proba nobilitas non turpe scelus patrat umquam.

Non ho io dissimulato nelle Antichità estensi che tal taccia è data adUgofigliuolo delmarchese Azzo IIestense, dovendosi leggere eManso fuit Hugo. La capitale della provincia del Maine in Francia è appellatale Mans. Perchè Ugo, siccome di sopra osservammo, era stato signore di quel principato, perciò era chiamatoUgo del Manso. Doveva egli militare in favore del ducaGuelfo Vfigliuolo di un suo fratello; e se veramente egli fosse reo di questo, e senza scusa, io nol so dire. Ma se fu, non è da maravigliarsene, dacchè abbiam già veduto come questo principe in altre sue azioni degenerò dalla virtù dei suoi maggiori. Giunta che fu la state, Arrigo colla sua armata essendo venuto di qua dal Po, cominciò la guerra contra le fortezze dellacontessa Matilda, situate nelle montagne del Modenese, saccheggiando e incendiando tutte queste contrade[Berthold. Constantiensis, in Chron.]. Prese Monte Morello verso Savignano presso il Panaro, siccome ancora Monte Alfredo; indi mise l'assedio a Monte Bello, oggidì Montevìo, allora del contado di Modena, e oggidì del Bolognese. Era forte quel castello, bravi i suoi difensori. L'antipapa Clemente venne in persona per abboccarsi coll'imperadore, e visitar quell'assedio. Intanto perchè andavano male gli affari della contessa, i suoi baroni e cortigiani cominciarono vivamente ad esortarla alla pace, con supporle che anche Arrigo ne fosse voglioso. Tanto la tempestarono, che si contentò di farne la proposizione in una dieta, tenuta per questo nella rocca di Carpineta ad una radunanza di teologi.Eriberto vescovocattolico di Reggio colla maggior parte furono di sentimento che la contessa dovesse cedere al tempo, e pacificarsi con Arrigo, ma non già per darsi all'antipapa. Ciò sarebbe forse succeduto, se non si fosse alzato Giovanni, probabilmente abbate del monistero di Canossa, il quale tanto perorò contra di un tale aggiustamento con dare speranza alla contessa di qualche vicino soccorso dal cielo, che Matilda non volle più sentirne parlare, risoluta piuttosto di morire che di far patti con Arrigo nemico della Chiesa. Spese intanto esso imperadore tutta la state sotto Monte Bello[Donizo, Vit. Mathild., lib. 2, cap. 6.]senza frutto alcuno: sì gagliarda fu la difesa della guarnigion di Matilda. Restò incendiata una torre, ossia altra macchina militare degli assedianti, ed ucciso anche un figliuolo d'esso Arrigo, di cui niuna menzione fanno gli altri storici. Verisimilmente era suo bastardo. Portato il di lui cadavero a Verona, gli fu fabbricato un superbo sepolcro. Pertanto veggendo Arrigo ch'egli avea che fare con una fortezza inespugnabile, sciolse l'assedio, e si ritirò a Reggio, dove sifermò alquanti giorni. Poscia nel mese d'ottobre, fingendo di passare a Parma, voltò indietro, e andò a San Paolo, per vedere se potea sorprendere l'importante rocca di Canossa, dove nell'anno 1077 abbiam veduto che brutta figura egli avea fatto. Spedì colà immantinente la contessa un buon rinforzo, ed ella si ritirò in Bibianello. Essendo insorta una folta nebbia, allorchè i nemici s'accostarono a Canossa, la gente della contessa fu con esso loro alle mani, e le riuscì di prendere la bandiera imperiale, caduta di pugno al figliuolo delmarchese Oberto. Chiarito Arrigo che gittava i suoi passi, marciò al piano, e poi si condusse di là dal Po. Ogni dì s'andava sminuendo la sua armata; e però anche la contessa passò oltre Po, e prima che terminasse l'anno, ricuperò alquante delle sue terre perdute, e fra le altre la torre di Governolo e Rivalta. Per quanto scrive Bertoldo da Costanza,papa Urbanocelebrò il santo Natale dell'anno presente fuori di Roma, in vicinanza nondimeno d'essa città, per non aver potuto aver l'ingresso nella basilica di san Pietro; perciocchè presso alla medesima s'era incastellato, cioè ben fortificato l'antipapa Guiberto. Per le memorie che rapporta il cardinal Baronio, apparisce, aver esso pontefice fatto nel presente anno un viaggio a Salerno, dove nel dì 14 di settembre confermò i suoi privilegii aPietro abbatedell'insigne monistero della Cava.

Accennai di sopra la morte di Adelaide marchesana di Susa e di Torino. Conviene ora aggiugnere ciò che il suddetto Bertoldo autore contemporaneo scrive intorno alla di lei eredità.In Longobardia, dice egli,Conradus filius Henrici regis, bona Adelheidae Taurinensis comitissa invasit, quae ejusdem comitissae nepos, filius Federici comitis habere debuit. E dopo aver detto che questoFederigo conteassaissimo risplendeva per la sua pietà e pel suo costante attaccamento in questi torbidi tempi al partito pontificio, ed aver egli avuto per suoi genitoriLodovico conte e Sofia zia materna della contessa Matilda, ed essere mancato di vita nella festa di san Pietro dell'anno precedente, soggiugne:Hujus ergo filium ex nepte dominae Adelheidae susceptum, Henricus rex cum filio(Corrado)exheredare proposuit; terramque ejus hostiliter invadendo, ac circumquaque devastando, fructuariensi monasterio multa mala intulit. Di qui pertanto nasce un gruppo assai difficile nella storia genealogica della real casa di Savoia, e non sufficientemente sciolto dal Guichenon: laonde è da aspettare qualche altro più sperto scrittore, il quale più esattamente ricerchi e in maggior lume metta i fatti di que' principi che da tanti secoli in qua con gloriosa successione illustrano l'Italia. Per le notizie prodotte dall'Ughelli[Ughellius, Ital. Sacr., tom. 3 in Archiepisc. Pisan.], si scorge che in quest'anno, mentrepapa Urbanodimorava in Anagni, ad istanza della contessa Matilda, eresse in arcivescovato la nobil chiesa di Pisa, in maniera cheDaiberto, già vescovo di quella città, fu il primo arcivescovo della medesima, e a lui furono sottoposti i vescovati della Corsica. Di ciò tornerà occasion di parlare all'anno 1118. Avea già concertato l'Augusto Arrigo un abboccamento conLadislao red'Ungheria[Berihold. Constantiensis, in Chron.], e già erano vicini ad incontrarsi verso il Natale del Signore, quandoGuelfo IV, duca di Baviera, sopraggiungendo con varie squadre d'armati interruppe il loro congresso, e fece tornare vergognosamente indietro Arrigo. Scrive Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chron.]che nell'anno presente per essersi ribellato il popolo della città d'Oria aBoamondoloro signore, questi coll'aiuto de' circonvicini amici mise l'assedio a quella città. Tanto ardire nondimeno e forza ebbero gli Orietani, che il cacciarono di là, e gli presero l'equipaggio e le bandiere. ARuggieri contedi Sicilia la morte rapì in questoannoGiordanosuo figliuolo bastardo[Gaufridus Malaterra, lib. 4, cap. 18.], giovine di gran valore, che si credeva destinato alla succession del padre, giacchè egli altro figliuolo non avea allora che questo. Ne fu inconsolabile Ruggieri. Ma volle Dio asciugargli le lagrime con dargli nel presente anno un figliuolo legittimo, a lui partorito daAdelaidesua seconda moglie. Essendosi anche ribellata la città di Peutarga, o Pentarga, che dianzi era sottoposta a Giordano, Ruggieri colla forza la ridusse alla sua ubbidienza: il che costò la vita agli autori di quella sollevazione. Perchè poi l'Augusto Arrigo dominava nella città di Reggio di Lombardia, quivi ancora veniva riconosciuta l'autorità dell'antipapa Guiberto. Resta tuttavia una sua bolla, da me data alla luce[Antiquit. Italic., Dissert. XXI.], in favore dei canonici reggiani, colle seguenti note:Datum apud Cesenam per manum Berneri vice Petri cancellarii, anno dominicae Incarnationis MXCII, Indictione XV, anno autem pontificatus domni Clementis tertii papae VIIII, idibus junii.


Back to IndexNext