MXIX

MXIXAnno diCristoMXIX. IndizioneII.BenedettoVIII papa 8.ArrigoII re di Germania 18, imperadore 6.Sotto il presente anno scrive Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chronico, edit. Canis.]cheConradus adolescens filius Conradi quondam ducis Carentani(e marchese ancora della marca di Verona)auxiliante patruele suo Conrado, postea imperatore, Adalberonem tunc ducem Carentani apud Ulmam pugna victum fugavit. Abbiam veduto di sopra che questo Adalberone era anch'egli duca di Carintia, e insieme marchese di Verona. L'aveva con lui il giovinetto Corrado, quasichè gli avesse Adalberone rubati quegli Stati che, se non di giustizia, almeno per introdotto costume doveano toccare a lui dopo la morte del padre suo Corrado. È da credere che Adalberone possedesse ancora degli Stati in Germania, e che per cagion d'essi tra lor seguisse il conflitto suddetto. Per attestato di Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.], Bugiano generale dei Greci venne a battaglia inquesto medesimo anno circa il dì primo d'ottobre coll'armata di Melo, e gli diede una rotta tale, che non potè più risorgere. Leone ostiense[Leo Ostiensis, Chronic., lib. 2, cap. 37.]lasciò scritto che Melo col soccorso de' Normanni avea dinanzi riportate tre vittorie de' Greciprimo apud Arenolam, secundo apud civitatem(Marsicumla chiama Angelo della Noce),tertio apud Vaccariciam campestri certamine dimicans, tribus eos vicibus vicit, multosque ex his interficiens, et usque Tianum eos constringens, omnes ex hac parte, quas invaserant, Apuliae civitates et oppida recepit. Quarta demum pugna apud Cannas Romanorum clade famosas, Bojani catapani insidiis et ingeniis(macchine di guerra)superatus, universa, quae facile receperat, facilius perdidit. Appresso racconta, essere stata fama che di dugentocinquanta Normanni, aiutatori di Melo, non ne rimanessero in vita se non dieci, e che la vittoria nondimeno costò ben cara ai Greci. Melo disperato, non sapendo più dove rivolgere le sue speranze, dopo avere raccomandato i pochi Normanni, che gli restavano, aGuaimario IIIprincipe di Salerno, e aPandolfo IVprincipe di Capua, imprese il viaggio di Germania, o per muovere l'imperadore Arrigo a venire in persona in Italia, o almeno per ottenere da lui un poderoso soccorso di milizie. Ecco come di quest'ultimo fatto d'armi parla Guglielmo pugliese[Guilielmus Apulus, de Norman., lib. 1.].Vicinus Cannis qua defluit Aufidus amnis,Circiter octobris pugnatur utrimque calendas,Cum modica non gente valens obsistere Melus,Terga dedit magna spoliatus parte suorum,Et puduit victum patria tellure morari.Samnites adiit superatus, ibique moratur,Post Alemannorum petiit suffragia regisHenrici, solito placidus qui more precantemSuscipit, auxilii promittens dona propinqui.Leggesi una cessione fatta delle decime di quattro pievi al vescovato di Cremona[Antiq. Ital., Dissert. VI.]daBonefacius marchio filiusquondam Teotaldi itemque marchio, et Richilda filia quondam Giselberti comitis, nell'anno presente. Bonifazio è il padre della contessa Matilda. Vo io credendo che appartenga ancora all'anno presente un diploma, spedito dall'imperadore Arrigo in favore del monistero di Monte Casino e dell'abbate Atenolfo[Gattola, Hist. Monast. Casinens. P. I.]. Le note son queste:Datum III idus julii, anno dominicae Incarnationis millesimo vigesimo, Indictione secunda, anno domni Heinrici regis decimo septimo, imperii vero ejus quinto. Actum Radesbone.Se crediamo al padre Gattola, il diploma è originale; ma io ho pena a crederlo.La indizione secondaaccenna l'anno presente. Come poi sia l'anno MXX, se non ricorriamo all'anno pisano, non si sa capire. E resta poi da mostrare come in Germania avesse luogo l'era pisana. Posto ancora che sia l'anno nostroMXIX, non si accorda con esso l'anno XVIIdel regno, nè il quinto dell'imperio.

Sotto il presente anno scrive Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chronico, edit. Canis.]cheConradus adolescens filius Conradi quondam ducis Carentani(e marchese ancora della marca di Verona)auxiliante patruele suo Conrado, postea imperatore, Adalberonem tunc ducem Carentani apud Ulmam pugna victum fugavit. Abbiam veduto di sopra che questo Adalberone era anch'egli duca di Carintia, e insieme marchese di Verona. L'aveva con lui il giovinetto Corrado, quasichè gli avesse Adalberone rubati quegli Stati che, se non di giustizia, almeno per introdotto costume doveano toccare a lui dopo la morte del padre suo Corrado. È da credere che Adalberone possedesse ancora degli Stati in Germania, e che per cagion d'essi tra lor seguisse il conflitto suddetto. Per attestato di Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.], Bugiano generale dei Greci venne a battaglia inquesto medesimo anno circa il dì primo d'ottobre coll'armata di Melo, e gli diede una rotta tale, che non potè più risorgere. Leone ostiense[Leo Ostiensis, Chronic., lib. 2, cap. 37.]lasciò scritto che Melo col soccorso de' Normanni avea dinanzi riportate tre vittorie de' Greciprimo apud Arenolam, secundo apud civitatem(Marsicumla chiama Angelo della Noce),tertio apud Vaccariciam campestri certamine dimicans, tribus eos vicibus vicit, multosque ex his interficiens, et usque Tianum eos constringens, omnes ex hac parte, quas invaserant, Apuliae civitates et oppida recepit. Quarta demum pugna apud Cannas Romanorum clade famosas, Bojani catapani insidiis et ingeniis(macchine di guerra)superatus, universa, quae facile receperat, facilius perdidit. Appresso racconta, essere stata fama che di dugentocinquanta Normanni, aiutatori di Melo, non ne rimanessero in vita se non dieci, e che la vittoria nondimeno costò ben cara ai Greci. Melo disperato, non sapendo più dove rivolgere le sue speranze, dopo avere raccomandato i pochi Normanni, che gli restavano, aGuaimario IIIprincipe di Salerno, e aPandolfo IVprincipe di Capua, imprese il viaggio di Germania, o per muovere l'imperadore Arrigo a venire in persona in Italia, o almeno per ottenere da lui un poderoso soccorso di milizie. Ecco come di quest'ultimo fatto d'armi parla Guglielmo pugliese[Guilielmus Apulus, de Norman., lib. 1.].

Vicinus Cannis qua defluit Aufidus amnis,Circiter octobris pugnatur utrimque calendas,Cum modica non gente valens obsistere Melus,Terga dedit magna spoliatus parte suorum,Et puduit victum patria tellure morari.Samnites adiit superatus, ibique moratur,Post Alemannorum petiit suffragia regisHenrici, solito placidus qui more precantemSuscipit, auxilii promittens dona propinqui.

Vicinus Cannis qua defluit Aufidus amnis,

Circiter octobris pugnatur utrimque calendas,

Cum modica non gente valens obsistere Melus,

Terga dedit magna spoliatus parte suorum,

Et puduit victum patria tellure morari.

Samnites adiit superatus, ibique moratur,

Post Alemannorum petiit suffragia regis

Henrici, solito placidus qui more precantem

Suscipit, auxilii promittens dona propinqui.

Leggesi una cessione fatta delle decime di quattro pievi al vescovato di Cremona[Antiq. Ital., Dissert. VI.]daBonefacius marchio filiusquondam Teotaldi itemque marchio, et Richilda filia quondam Giselberti comitis, nell'anno presente. Bonifazio è il padre della contessa Matilda. Vo io credendo che appartenga ancora all'anno presente un diploma, spedito dall'imperadore Arrigo in favore del monistero di Monte Casino e dell'abbate Atenolfo[Gattola, Hist. Monast. Casinens. P. I.]. Le note son queste:Datum III idus julii, anno dominicae Incarnationis millesimo vigesimo, Indictione secunda, anno domni Heinrici regis decimo septimo, imperii vero ejus quinto. Actum Radesbone.Se crediamo al padre Gattola, il diploma è originale; ma io ho pena a crederlo.La indizione secondaaccenna l'anno presente. Come poi sia l'anno MXX, se non ricorriamo all'anno pisano, non si sa capire. E resta poi da mostrare come in Germania avesse luogo l'era pisana. Posto ancora che sia l'anno nostroMXIX, non si accorda con esso l'anno XVIIdel regno, nè il quinto dell'imperio.


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