MCCCCLXXVAnno diCristoMCCCCLXXV. Indiz.VIII.SistoIV papa 5.FederigoIII imperadore 24.L'anno presente fu anno di pace per l'Italia, e in Roma fu anno di giubileo[Raynaldus, Annal. Eccles.].Papa Sisto, che voglia avea di far questa sacra funzione, e desiderava nello stesso tempo di soddisfare alla divozion de' popoli, coll'accorciare gli anni del sacro giubileo, quegli fu che lo ridusse a venticinque anni, come tuttavia si costuma. Non si osservò gran concorso a Roma in tal congiuntura, perchè la Francia, l'Inghilterra, la Spagna, la Ungheria e la Polonia si trovavano in guerra. Vi andò bensì nel dì 6 di gennaioFerdinando redi Napoli; ma colla sua divozione, secondo il solito de' principi, erano mischiati degli affari politici[Infessur., Diar. P. II, tom. 3 Rer. Ital.]. Sopprattutto a lui premeva di guastar la lega de' Veneziani col duca di Milano e co' Fiorentini, siccome poi gli venne fatto. Dicono inoltre, che avendolo o prima, o allora esentato il papa dal pagar censo pel regno di Napoli, cominciasse in quest'anno l'uso di presentar la chinea in luogo di censo nella vigilia della festa di San Pietro, in ricognizionedella sovranità pontificia sopra quel regno; il che tuttavia è in uso, ma colla giunta alla chinea d'alcune migliaia di ducati. V'andò ancheCarlotta reginadi Cipri, scacciata da quel regno, per cagion del quale insorsero gravissime liti. Ne rimase infine padrona la repubblica di Venezia, la quale in quest'anno si disgustò colre Ferdinando, perchè si scopri a lei contrario nell'affare di Cipri[Andrea Navagero, Ist. di Ven., tom. 23 Rer. Ital.]; e ritirò anche il suo ambasciatore da Roma, trovandosi burlata dal pontefice, perchè, dopo aver egli tratto tanto danaro delle borse cristiane, non si prendeva pensiero di soccorrere essi Veneziani nell'infausta guerra co' Turchi. E riuscì ben deplorabile nell'anno presente l'acquisto fatto da que' Barbari dell'importante città di Coffa nella Crimea, posseduta per tanti anni dai Genovesi. Così, per negligenza di chi dovea accudirvi, ogni dì più cresceva la potenza degli Ottomani, e calava quella della cristianità.Ma sepapa Sistosi prendea poca cura dei progressi dell'armi turchesche, avea ben a cuore l'esaltazione de' propri nipoti. Abbiamo dal Platina[Platina, Vita Sixti IV, P. II, tom. 3 Rer. Ital.]che in quest'anno egli procurò daFederigo ducad'UrbinoGiovannasua figliuola per moglie diGiovanni dalla Roveresuo nipote, e fratello del cardinalGiuliano, cioè di chi fu poi papa Giulio II. E perchè pareva indecente che la figliuola d'un principe fosse maritata con chi non possedeva Stati, Sisto vi trovò il ripiego, e fu quello di concedere al nipote in vicariato la città di Sinigaglia, colla bella terra e distretto di Mondavio: al che si opposero sulle prime i cardinali, ma con darla vinta infine all'autorità del papa, e alle preghiere d'esso cardinal Giuliano. Per tal maritaggio pervenne col tempo il ducato d'Urbino alla casa dalla Rovere. Nel novembre di quest'anno fu rapito dalla morteLeonardonipote del papa eprefetto di Roma. Succedette in essa dignità l'altro suo nipote, cioè il suddettoGiovanni. Morì ancora nell'ottobre di quest'annoBartolomeo Coleoneda Bergamo[Corio, Ist. di Mil. Sanuto, Ist. Ven., tom. 22 Rer. Ital. Navagero, Ist. Ven., tom. 23 Rer. Ital.], rinomato generale de' Veneziani, con lasciar erede de' suoi beni lo stesso senato veneto, che ne ebbe in soli danari più di ducento mila ducati d'oro, oltre ad alcune belle terre. Gli fu alzata in Venezia sul piazzale della chiesa dei santi Giovanni e Paolo una statua equestre di bronzo, alla quale si trovò una mattina ch'era stata posta in mano una scopa e al collo un sacco: satira che rincrebbe assaissimo a quel saggio senato.
L'anno presente fu anno di pace per l'Italia, e in Roma fu anno di giubileo[Raynaldus, Annal. Eccles.].Papa Sisto, che voglia avea di far questa sacra funzione, e desiderava nello stesso tempo di soddisfare alla divozion de' popoli, coll'accorciare gli anni del sacro giubileo, quegli fu che lo ridusse a venticinque anni, come tuttavia si costuma. Non si osservò gran concorso a Roma in tal congiuntura, perchè la Francia, l'Inghilterra, la Spagna, la Ungheria e la Polonia si trovavano in guerra. Vi andò bensì nel dì 6 di gennaioFerdinando redi Napoli; ma colla sua divozione, secondo il solito de' principi, erano mischiati degli affari politici[Infessur., Diar. P. II, tom. 3 Rer. Ital.]. Sopprattutto a lui premeva di guastar la lega de' Veneziani col duca di Milano e co' Fiorentini, siccome poi gli venne fatto. Dicono inoltre, che avendolo o prima, o allora esentato il papa dal pagar censo pel regno di Napoli, cominciasse in quest'anno l'uso di presentar la chinea in luogo di censo nella vigilia della festa di San Pietro, in ricognizionedella sovranità pontificia sopra quel regno; il che tuttavia è in uso, ma colla giunta alla chinea d'alcune migliaia di ducati. V'andò ancheCarlotta reginadi Cipri, scacciata da quel regno, per cagion del quale insorsero gravissime liti. Ne rimase infine padrona la repubblica di Venezia, la quale in quest'anno si disgustò colre Ferdinando, perchè si scopri a lei contrario nell'affare di Cipri[Andrea Navagero, Ist. di Ven., tom. 23 Rer. Ital.]; e ritirò anche il suo ambasciatore da Roma, trovandosi burlata dal pontefice, perchè, dopo aver egli tratto tanto danaro delle borse cristiane, non si prendeva pensiero di soccorrere essi Veneziani nell'infausta guerra co' Turchi. E riuscì ben deplorabile nell'anno presente l'acquisto fatto da que' Barbari dell'importante città di Coffa nella Crimea, posseduta per tanti anni dai Genovesi. Così, per negligenza di chi dovea accudirvi, ogni dì più cresceva la potenza degli Ottomani, e calava quella della cristianità.
Ma sepapa Sistosi prendea poca cura dei progressi dell'armi turchesche, avea ben a cuore l'esaltazione de' propri nipoti. Abbiamo dal Platina[Platina, Vita Sixti IV, P. II, tom. 3 Rer. Ital.]che in quest'anno egli procurò daFederigo ducad'UrbinoGiovannasua figliuola per moglie diGiovanni dalla Roveresuo nipote, e fratello del cardinalGiuliano, cioè di chi fu poi papa Giulio II. E perchè pareva indecente che la figliuola d'un principe fosse maritata con chi non possedeva Stati, Sisto vi trovò il ripiego, e fu quello di concedere al nipote in vicariato la città di Sinigaglia, colla bella terra e distretto di Mondavio: al che si opposero sulle prime i cardinali, ma con darla vinta infine all'autorità del papa, e alle preghiere d'esso cardinal Giuliano. Per tal maritaggio pervenne col tempo il ducato d'Urbino alla casa dalla Rovere. Nel novembre di quest'anno fu rapito dalla morteLeonardonipote del papa eprefetto di Roma. Succedette in essa dignità l'altro suo nipote, cioè il suddettoGiovanni. Morì ancora nell'ottobre di quest'annoBartolomeo Coleoneda Bergamo[Corio, Ist. di Mil. Sanuto, Ist. Ven., tom. 22 Rer. Ital. Navagero, Ist. Ven., tom. 23 Rer. Ital.], rinomato generale de' Veneziani, con lasciar erede de' suoi beni lo stesso senato veneto, che ne ebbe in soli danari più di ducento mila ducati d'oro, oltre ad alcune belle terre. Gli fu alzata in Venezia sul piazzale della chiesa dei santi Giovanni e Paolo una statua equestre di bronzo, alla quale si trovò una mattina ch'era stata posta in mano una scopa e al collo un sacco: satira che rincrebbe assaissimo a quel saggio senato.