MDCLXVIAnno diCristoMDCLXVI. IndizioneIV.Alessandro VIIpapa 12.Leopoldoimperadore 9.L'universal pace che si godè nel presente anno in Italia avea sparsa la quiete e l'allegria dappertutto, quando parve che fossero per turbarla alcune controversie insorte fra i duchi di Modena e di Mantova pel possesso di varie isole nel Po verso Brescello e Boretto in faccia di Viadana, dove il corrente d'esso fiume serve di divisione e confine dei vicendevoli Stati. Sostenendo le due duchesche vedove reggenti le pretensioni e ragioni dei piccioli duchi lor figli, misero mano all'armi, e si fece gran preparamento di genti e d'artiglierie all'una e all'altra riva del fiume. Stavano in espettazione i curiosi di veder qualche gran fatto di queste novelle amazzoni, quandodon Luigi Ponze di Leon, governator di Milano, a cui non piaceva sì fatta tresca, per sospetto che la duchessa di Modena, ricorrendo alla Francia sua protettrice, svegliasse nuove guerre in Lombardia, spedì a Modena ilconte Vitaliano Borromeo, a Mantova ilmarchese Lonatiche intavolarono un armistizio, e rimisero la pendenza al tribunale cesareo. Spedito poi in Italia per questo affare ilconte Amedeo di Vindisgratz, davanti al quale seguì poi una lunga discussion delle controversie, solamente nel dì 6 di aprile formò, stante la minorità dei duchi, un aggiustamento provvisionale che passò in una stabile legge, osservata sino al dì di oggi da amendue le parti. Dimorava nell'agosto di questo medesimo annoIsabella d'Este, duchessa di Parma, in Colorno, dove partorì un figlio con somma consolazione di quella corte; ma nel dì 21 d'esso mese si convertì l'allegrezza in altrettanta mestizia per la morte di quel principino con estremo dolore ancora delprincipe cardinal d'Estesuo zio, e della duchessa di Modena, che vi si trovarono presenti. Nel dì 25 d'aprile, giornosolenne di Pasqua di Risurrezione, fu sposata in Madrid dal duca di Medina las Torres a nome dell'imperadore Leopoldol'infanta Margherita, sorella del piccioloCarlo II redi Spagna. Da lì a qualche mese accompagnata dalcardinal Girolamo Colonna, e da un superbo corteggio di nobiltà , andò ad imbarcarsi nella real flotta delle galee di Spagna, Napoli, Sicilia, Sardegna, Gran duca e Malta. Nel dì 20 di agosto sbarcò al Finale, accolta ivi dal governator di Milano. Per tutto il viaggio sino a Milano ricevè tutti i possibili onori, e finalmente nel dì 25 di settembre fece il suo pubblico ingresso in essa città di Milano con incredibil pompa e concorso d'innumerabil foresteria. Inviossi dipoi da Milano verso la Germania nel dì 10 di ottobre, ed entrata nello Stato veneto, fu ricevuta con insigne magnificenza dall'ambasciatore e dai ministri di quella repubblica; dopo di che continuò il suo viaggio alla volta del Tirolo, giungendo poscia a Vienna nel dì 5 di dicembre. Si distinse il presente anno colla inondazione dei fiumi, e spezialmente negli Stati della repubblica veneta dove fra gli altri il fiume Oglio devastò una intera villa colla morte di ducento cinquanta persone. Perì sulle coste di Sicilia e Calabria gran copia di navi mercantili, e in Palermo la inondazione arrivò sino al secondo piano delle case con gravissimo danno di quel popolo. Nè si dee tacere una curiosa cosa di Francia, avvenuta sul fine di quest'anno, cioè che quel parlamento proibì l'uso delle parrucche; e ciò, perchè s'era fatto il conto che in comperar capelli, spezialmente fuori del regno, si spendeva ogni anno più di due milioni di scudi. Se questo divieto avesse sussistenza, e come stia oggidì la fortuna delle parrucche, non vi ha bisogno ch'io lo ricordi. Durò la guerra di Candia, ma senza fatti meritevoli che se ne faccia menzione.
L'universal pace che si godè nel presente anno in Italia avea sparsa la quiete e l'allegria dappertutto, quando parve che fossero per turbarla alcune controversie insorte fra i duchi di Modena e di Mantova pel possesso di varie isole nel Po verso Brescello e Boretto in faccia di Viadana, dove il corrente d'esso fiume serve di divisione e confine dei vicendevoli Stati. Sostenendo le due duchesche vedove reggenti le pretensioni e ragioni dei piccioli duchi lor figli, misero mano all'armi, e si fece gran preparamento di genti e d'artiglierie all'una e all'altra riva del fiume. Stavano in espettazione i curiosi di veder qualche gran fatto di queste novelle amazzoni, quandodon Luigi Ponze di Leon, governator di Milano, a cui non piaceva sì fatta tresca, per sospetto che la duchessa di Modena, ricorrendo alla Francia sua protettrice, svegliasse nuove guerre in Lombardia, spedì a Modena ilconte Vitaliano Borromeo, a Mantova ilmarchese Lonatiche intavolarono un armistizio, e rimisero la pendenza al tribunale cesareo. Spedito poi in Italia per questo affare ilconte Amedeo di Vindisgratz, davanti al quale seguì poi una lunga discussion delle controversie, solamente nel dì 6 di aprile formò, stante la minorità dei duchi, un aggiustamento provvisionale che passò in una stabile legge, osservata sino al dì di oggi da amendue le parti. Dimorava nell'agosto di questo medesimo annoIsabella d'Este, duchessa di Parma, in Colorno, dove partorì un figlio con somma consolazione di quella corte; ma nel dì 21 d'esso mese si convertì l'allegrezza in altrettanta mestizia per la morte di quel principino con estremo dolore ancora delprincipe cardinal d'Estesuo zio, e della duchessa di Modena, che vi si trovarono presenti. Nel dì 25 d'aprile, giornosolenne di Pasqua di Risurrezione, fu sposata in Madrid dal duca di Medina las Torres a nome dell'imperadore Leopoldol'infanta Margherita, sorella del piccioloCarlo II redi Spagna. Da lì a qualche mese accompagnata dalcardinal Girolamo Colonna, e da un superbo corteggio di nobiltà , andò ad imbarcarsi nella real flotta delle galee di Spagna, Napoli, Sicilia, Sardegna, Gran duca e Malta. Nel dì 20 di agosto sbarcò al Finale, accolta ivi dal governator di Milano. Per tutto il viaggio sino a Milano ricevè tutti i possibili onori, e finalmente nel dì 25 di settembre fece il suo pubblico ingresso in essa città di Milano con incredibil pompa e concorso d'innumerabil foresteria. Inviossi dipoi da Milano verso la Germania nel dì 10 di ottobre, ed entrata nello Stato veneto, fu ricevuta con insigne magnificenza dall'ambasciatore e dai ministri di quella repubblica; dopo di che continuò il suo viaggio alla volta del Tirolo, giungendo poscia a Vienna nel dì 5 di dicembre. Si distinse il presente anno colla inondazione dei fiumi, e spezialmente negli Stati della repubblica veneta dove fra gli altri il fiume Oglio devastò una intera villa colla morte di ducento cinquanta persone. Perì sulle coste di Sicilia e Calabria gran copia di navi mercantili, e in Palermo la inondazione arrivò sino al secondo piano delle case con gravissimo danno di quel popolo. Nè si dee tacere una curiosa cosa di Francia, avvenuta sul fine di quest'anno, cioè che quel parlamento proibì l'uso delle parrucche; e ciò, perchè s'era fatto il conto che in comperar capelli, spezialmente fuori del regno, si spendeva ogni anno più di due milioni di scudi. Se questo divieto avesse sussistenza, e come stia oggidì la fortuna delle parrucche, non vi ha bisogno ch'io lo ricordi. Durò la guerra di Candia, ma senza fatti meritevoli che se ne faccia menzione.