MDCLXXIII

MDCLXXIIIAnno diCristoMDCLXXIII. IndizioneXI.Clemente Xpapa 4.Leopoldoimperadore 16.Aveano i perfidi Musulmani con varii pretesti mossa la guerra contro la Polonia, regno di gran potenza, ma regno più debole di tanti altri minori, e sempre mal preparato per la difesa, per cagion della forma del governo, sì disadatta all'union degli animi, e a procurare il pubblico bene. Coll'improvvisa irruzione di un potentissimo esercito si impadronirono i Turchi dell'importante piazza di Caminietz, e di quaranta quattro altri luoghi fra città e castella. Per sottrarsi a perdite maggiori, fece ilre Micheleuna vergognosa pace, con cedere que' luoghi, cioè tutta la Podolia, al gran signore, e con obbligarsi inoltre di pagare venti mila scudi annualmente alla Porta. Non sofferì la generosa nazion polacca un sì obbrobrioso accordo, e dichiaratala guerra al Turco, si diede a sollecitar l'aiuto de' principi cristiani contro il comune nemico. Con essi Polacchi entrò in lega il gran duca di Moscovia; e questi inviò a Roma Paolo Manesio cavaliere scozzese, capitan delle sue guardie, per implorar gli aiuti del pontefice. Trovò ottimo trattamento, carezze e regali in quella corte, ma niuna voglia di collegarsi con quel barbaro principe; e se ne partì mal soddisfatto, perchè il papa nelle risposte non volle accordare al Moscovita il titolo diczar, ossia diCesare, che Giovanni Basilide dopo l'ampie sue conquiste avea cominciato ad usare, riputandolo la corte romana lo stesso che quel d'imperadore. Nè altro parimente che belle parole potè ottenere dal senato veneto quell'ambasciatore, cioè quella stessa moneta che i Polacchi e Moscoviti aveano adoperato allorchè i Veneziani si trovarono in tante angustie per la guerra di Candia. AGiovanni Sobieschigenerale della Polonia toccò di rintuzzare col suo valore l'ardire turchesco; e questi poi seppe farsi eleggere re di quel regno dopo la morte del re Michele, succeduta nell'anno presente.Più che mai continuò ancora lo sforzo dell'armi franzesi contro le Provincie Unite, e dopo un famoso assedio di sole tre o quattro settimane ebbe ilre Lodovico XIV, nel dì 5 di luglio, il contento e la gloria di entrar vittorioso nella fortezza creduta inespugnabile di Maestricht. Tanti progressi del monarca franzese, il quale intanto non lasciava di dar buona pastura di accomodamento, essendo anche stata scelta la città di Colonia per luogo de' congressi, cagion furono in fine chel'imperadore Leopoldo,Carlo II redelle Spagne eCarlo IV ducadi Lorena, ne' mesi di luglio e d'agosto, strinsero lega con gli Olandesi. All'incontro il re chiamato Cristianissimo, per dare apprensione da un'altra parte a Cesare, conchiuse, nel dì 5 di giugno, col gran signore Maometto IV un'alleanza più stretta che le precedenti. Stava fortea cuore ad esso monarca il tener ben affetta a' suoi interessi la corona della gran Bretagna; e giacchè ilre Carlo IInon avea successione, e si trattava di far passare alle seconde nozzeJacopo Stuardoduca d'Yorch, fratello del medesimo re, che già s'era dichiarato cattolico, si prese il pensiero esso re Cristianissimo di trovargli moglie. A sì sublime grado fu sceltaMaria Beatrice d'Este, sorella del giovinetto duca di ModenaFrancesco II, principessa, nel cui animo e cuore aveano posto seggio le più eminenti virtù. Ma perchè più alto tendevano i pensieri di questa principessa, risoluta di consecrarsi a Dio in un monistero, s'incontravano troppe difficoltà ad ottenere il suo assenso. Nè si sarebbono superate, se il sommo pontefice, considerando che in tai nozze concorreva il bene della cristianità, non avesse interposte le sue paterne esortazioni. Però nel dì 30 di settembre, in Modena dal conte di Peterburug a nome del duca di Yorch fu sposata essa principessa. Dopo di che, accompagnata dalla duchessaLaurasua madre e dalprincipe Rinaldosuo zio, si mise in viaggio alla volta di Parigi, dove pervenuta, ricevè onori immensi da quella corte. Quivi si fermò ella, finchè pacificato l'eretico parlamento inglese, che non di buon occhio mirava una principessa tale, perchè cattolica, e destinata al trono della Gran Bretagna, permise la sua entrata nel regno nel principio di dicembre, onorata da frequenti salve d'artiglieria, ma lacerata da non poche mormorazioni di chi troppo odio professava alla religion cattolica. Trovò in fatti questa principessa il parlamento affaccendato per islontanare dal regno ogni ombra di esercizio pubblico della medesima religione.Papa Clemente Xin questi tempi, con cadere infermo, fece sperare o temer mutazioni in quella corte. Parea che la sua grande età nol lascerebbe risorgere; ma si riebbe, ed uscì in pubblico. Alzavano intanto i nipoti Altieri da' fondamenti un superbo palazzo in Roma, pelquale fu creduto dalla gente maligna che s'impiegasse parte del danaro che sua santità avea fatto depositare nel monte della Pietà, quando è certo ch'egli inviò di grosse somme per difesa della Polonia contro de' Turchi.

Aveano i perfidi Musulmani con varii pretesti mossa la guerra contro la Polonia, regno di gran potenza, ma regno più debole di tanti altri minori, e sempre mal preparato per la difesa, per cagion della forma del governo, sì disadatta all'union degli animi, e a procurare il pubblico bene. Coll'improvvisa irruzione di un potentissimo esercito si impadronirono i Turchi dell'importante piazza di Caminietz, e di quaranta quattro altri luoghi fra città e castella. Per sottrarsi a perdite maggiori, fece ilre Micheleuna vergognosa pace, con cedere que' luoghi, cioè tutta la Podolia, al gran signore, e con obbligarsi inoltre di pagare venti mila scudi annualmente alla Porta. Non sofferì la generosa nazion polacca un sì obbrobrioso accordo, e dichiaratala guerra al Turco, si diede a sollecitar l'aiuto de' principi cristiani contro il comune nemico. Con essi Polacchi entrò in lega il gran duca di Moscovia; e questi inviò a Roma Paolo Manesio cavaliere scozzese, capitan delle sue guardie, per implorar gli aiuti del pontefice. Trovò ottimo trattamento, carezze e regali in quella corte, ma niuna voglia di collegarsi con quel barbaro principe; e se ne partì mal soddisfatto, perchè il papa nelle risposte non volle accordare al Moscovita il titolo diczar, ossia diCesare, che Giovanni Basilide dopo l'ampie sue conquiste avea cominciato ad usare, riputandolo la corte romana lo stesso che quel d'imperadore. Nè altro parimente che belle parole potè ottenere dal senato veneto quell'ambasciatore, cioè quella stessa moneta che i Polacchi e Moscoviti aveano adoperato allorchè i Veneziani si trovarono in tante angustie per la guerra di Candia. AGiovanni Sobieschigenerale della Polonia toccò di rintuzzare col suo valore l'ardire turchesco; e questi poi seppe farsi eleggere re di quel regno dopo la morte del re Michele, succeduta nell'anno presente.

Più che mai continuò ancora lo sforzo dell'armi franzesi contro le Provincie Unite, e dopo un famoso assedio di sole tre o quattro settimane ebbe ilre Lodovico XIV, nel dì 5 di luglio, il contento e la gloria di entrar vittorioso nella fortezza creduta inespugnabile di Maestricht. Tanti progressi del monarca franzese, il quale intanto non lasciava di dar buona pastura di accomodamento, essendo anche stata scelta la città di Colonia per luogo de' congressi, cagion furono in fine chel'imperadore Leopoldo,Carlo II redelle Spagne eCarlo IV ducadi Lorena, ne' mesi di luglio e d'agosto, strinsero lega con gli Olandesi. All'incontro il re chiamato Cristianissimo, per dare apprensione da un'altra parte a Cesare, conchiuse, nel dì 5 di giugno, col gran signore Maometto IV un'alleanza più stretta che le precedenti. Stava fortea cuore ad esso monarca il tener ben affetta a' suoi interessi la corona della gran Bretagna; e giacchè ilre Carlo IInon avea successione, e si trattava di far passare alle seconde nozzeJacopo Stuardoduca d'Yorch, fratello del medesimo re, che già s'era dichiarato cattolico, si prese il pensiero esso re Cristianissimo di trovargli moglie. A sì sublime grado fu sceltaMaria Beatrice d'Este, sorella del giovinetto duca di ModenaFrancesco II, principessa, nel cui animo e cuore aveano posto seggio le più eminenti virtù. Ma perchè più alto tendevano i pensieri di questa principessa, risoluta di consecrarsi a Dio in un monistero, s'incontravano troppe difficoltà ad ottenere il suo assenso. Nè si sarebbono superate, se il sommo pontefice, considerando che in tai nozze concorreva il bene della cristianità, non avesse interposte le sue paterne esortazioni. Però nel dì 30 di settembre, in Modena dal conte di Peterburug a nome del duca di Yorch fu sposata essa principessa. Dopo di che, accompagnata dalla duchessaLaurasua madre e dalprincipe Rinaldosuo zio, si mise in viaggio alla volta di Parigi, dove pervenuta, ricevè onori immensi da quella corte. Quivi si fermò ella, finchè pacificato l'eretico parlamento inglese, che non di buon occhio mirava una principessa tale, perchè cattolica, e destinata al trono della Gran Bretagna, permise la sua entrata nel regno nel principio di dicembre, onorata da frequenti salve d'artiglieria, ma lacerata da non poche mormorazioni di chi troppo odio professava alla religion cattolica. Trovò in fatti questa principessa il parlamento affaccendato per islontanare dal regno ogni ombra di esercizio pubblico della medesima religione.Papa Clemente Xin questi tempi, con cadere infermo, fece sperare o temer mutazioni in quella corte. Parea che la sua grande età nol lascerebbe risorgere; ma si riebbe, ed uscì in pubblico. Alzavano intanto i nipoti Altieri da' fondamenti un superbo palazzo in Roma, pelquale fu creduto dalla gente maligna che s'impiegasse parte del danaro che sua santità avea fatto depositare nel monte della Pietà, quando è certo ch'egli inviò di grosse somme per difesa della Polonia contro de' Turchi.


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