MDCCCXVI

MDCCCXVIAnno diCristoMDCCCXVI. IndizioneIV.PioVII papa 17.FrancescoI imperad. d'Austria 11.Due soli avvenimenti meritano di essere notati nel presente anno.Francesco d'Austria venne nei primi mesi a visitare il nuovo suo regno d'Italia, che aveva assunto il nome di Lombardo-Veneto per conoscere da sè i bisogni dei popoli, cui voleva ammessi a godere dei frutti d'una saggia amministrazione. All'ordine della Corona di ferro, già instituito sotto il precedente regno, diede l'Augusto imperatore nuovi statuti, fissando il numero dei cavalieri a cento; cioè venti della prima, trenta della seconda e cinquanta della terza classe, in tal numero non compresi i principi della casa imperiale.L'altro fatto degno di ricordanza si è la restituzione alle italiane città tutte degli oggetti d'arti e di scienze stati loro in varii tempi rapiti. I trattati ultimi di Parigi avevano obbligata la Francia a restituire una preda che senza il più grave insulto alla proprietà ed all'onor nazionale, non dovea essere fatta all'Italia. Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Torino ebbero più delle altre a rallegrarsi dell'aver ricuperato un numero prodigioso di produzioni dell'ingegno de' loro figli, che le rendono superiori per questo conto a qualunque più ricca città del mondo.

Due soli avvenimenti meritano di essere notati nel presente anno.

Francesco d'Austria venne nei primi mesi a visitare il nuovo suo regno d'Italia, che aveva assunto il nome di Lombardo-Veneto per conoscere da sè i bisogni dei popoli, cui voleva ammessi a godere dei frutti d'una saggia amministrazione. All'ordine della Corona di ferro, già instituito sotto il precedente regno, diede l'Augusto imperatore nuovi statuti, fissando il numero dei cavalieri a cento; cioè venti della prima, trenta della seconda e cinquanta della terza classe, in tal numero non compresi i principi della casa imperiale.

L'altro fatto degno di ricordanza si è la restituzione alle italiane città tutte degli oggetti d'arti e di scienze stati loro in varii tempi rapiti. I trattati ultimi di Parigi avevano obbligata la Francia a restituire una preda che senza il più grave insulto alla proprietà ed all'onor nazionale, non dovea essere fatta all'Italia. Roma, Firenze, Bologna, Venezia, Torino ebbero più delle altre a rallegrarsi dell'aver ricuperato un numero prodigioso di produzioni dell'ingegno de' loro figli, che le rendono superiori per questo conto a qualunque più ricca città del mondo.


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