MDCCLXXVIAnno diCristoMDCCLXXVI. Indiz.IX.Pio VIpapa 2.Giuseppe IIimperadore 12.I lieti augurii del nuovo pontificato cominciarono in principio di quest'anno a smentirsi per una contesa insorta colla corte di Napoli, che presagire in vece fece a molti la procellosa condizione del pontificato medesimo. Con suo speciale decreto fu dal re Ferdinando IV abrogato il costume antico di quella corte di presentare ogni anno con grande solennità una chinea al papa, il che come un omaggio riguardavasi dovuto in ricognizione della corona di Sicilia. E colla chinea presentavasi una cedola di dodici mila ducati, che parimenti come tributo ricevevasi, e da quel re fu collo stesso decreto ordinato che tale somma si offrirebbe come semplice limosina. Si ristabilì tuttavia la concordia tra le due corti, e la ceremonia della presentazione della chinea continuò ad adempirsi nella vigilia di San Pietro dal contestabile Colonna, che nominato era ambasciatore straordinario di Napoli per quella solennità. Se non che la presentazione facevasi in un modo consentaneo soltanto agli artifizii politici consueti, perchè, mentre l'ambasciatore offeriva il donativo come limosina ai santi Apostoli Pietro e Paolo, il papa la riceveva come tributo di vassallaggio per la corona di Sicilia.Un'illustre cerimonia fu in quest'anno rinnovata sul Campidoglio romano. Fin dall'anno 1341, Francesco Petrarca, pieno di meriti, era stato dal favore del principe Stefano Colonna portato a vedersi fregiata la fronte della poetica corona nel luogo stesso ove un tempo incoronavansi colla stessa fronda gli sterminatori degli uomini. Nel 1595, eguale onore, per mezzo e colla cooperazione del cardinale Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, apparecchiavasi all'immortale Torquato quando invida la morte il tolse al meritatotrionfo. Il cavaliere Bernardino Perfetti, celebre verseggiatore sanese, che con impareggiabile facilità improvvisava versi italiani, e versi pieni di sugo, e non di sole frasche, come si esprime il sommo Muratori (tom. VII, col. 521), fu nel 1725 incoronato di alloro, per protezione di Violante di Baviera, vedova gran principessa di Toscana. Quest'anno, una donna di Pistoia, Maddalena Morelli Fernandez, in Italia conosciuta sotto il nome di Corilla Olimpica, divenuta famosa pel dono dei versi estemporanei, era stata coronata nel serbatorio dell'Accademia di Roma con grande applauso di quei dotti accademici. Ma o che di ciò non paga fosse la Toscana Saffo, o che i suoi ammiratori nol fossero, alle istanti sollecitazioni del custode dell'Arcadia presso il governo romano, ed ai maneggi del principe Gonzaga di Castiglione, conseguì ella l'ambito onore di essere coronata solennemente nelle sale stesse del Campidoglio. Dal che una grande scissura sorse tra i letterati, ed in seno della stessa accademia, gli avversi alla donna, o i più severi, o i più invidiosi, quell'atto chiamando una profanazione dell'alloro al Petrarca ed al Perfetti donato, al Tasso destinato. Le satire e le ingiurie fioccarono da varie parti, e produssero processi e rovine dei meno prudenti; in mezzo al quale trambusto, la coronata poetessa, uscendo del Campidoglio al suono dei fischi degli avversarii più sonori degli applausi de' benevoli, dovette allontanarsi da Roma, scortata da gente armata, per non trovarsi esposta a maggiori dileggi e ad oltraggi ancora.Altra mercede intanto dava la Superba Genova ad un suo cittadino. Il doge Giambatista Cambiaso, decesso nel 1773, aveva a proprie spese, che sommavano ad alcuni milioni di quella moneta, costrutta la pubblica magnifica e spaziosa strada che al commercio apriva libera la comunicazione tra quella capitale e la Lombardia austriaca. Fece dunque la repubblica collocare nel salone del gran palazzo della signoria una statua di marmorappresentante questo suo cittadino e principe, che fosse ad un tempo gloria di lui e monumento della civica riconoscenza.
I lieti augurii del nuovo pontificato cominciarono in principio di quest'anno a smentirsi per una contesa insorta colla corte di Napoli, che presagire in vece fece a molti la procellosa condizione del pontificato medesimo. Con suo speciale decreto fu dal re Ferdinando IV abrogato il costume antico di quella corte di presentare ogni anno con grande solennità una chinea al papa, il che come un omaggio riguardavasi dovuto in ricognizione della corona di Sicilia. E colla chinea presentavasi una cedola di dodici mila ducati, che parimenti come tributo ricevevasi, e da quel re fu collo stesso decreto ordinato che tale somma si offrirebbe come semplice limosina. Si ristabilì tuttavia la concordia tra le due corti, e la ceremonia della presentazione della chinea continuò ad adempirsi nella vigilia di San Pietro dal contestabile Colonna, che nominato era ambasciatore straordinario di Napoli per quella solennità. Se non che la presentazione facevasi in un modo consentaneo soltanto agli artifizii politici consueti, perchè, mentre l'ambasciatore offeriva il donativo come limosina ai santi Apostoli Pietro e Paolo, il papa la riceveva come tributo di vassallaggio per la corona di Sicilia.
Un'illustre cerimonia fu in quest'anno rinnovata sul Campidoglio romano. Fin dall'anno 1341, Francesco Petrarca, pieno di meriti, era stato dal favore del principe Stefano Colonna portato a vedersi fregiata la fronte della poetica corona nel luogo stesso ove un tempo incoronavansi colla stessa fronda gli sterminatori degli uomini. Nel 1595, eguale onore, per mezzo e colla cooperazione del cardinale Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, apparecchiavasi all'immortale Torquato quando invida la morte il tolse al meritatotrionfo. Il cavaliere Bernardino Perfetti, celebre verseggiatore sanese, che con impareggiabile facilità improvvisava versi italiani, e versi pieni di sugo, e non di sole frasche, come si esprime il sommo Muratori (tom. VII, col. 521), fu nel 1725 incoronato di alloro, per protezione di Violante di Baviera, vedova gran principessa di Toscana. Quest'anno, una donna di Pistoia, Maddalena Morelli Fernandez, in Italia conosciuta sotto il nome di Corilla Olimpica, divenuta famosa pel dono dei versi estemporanei, era stata coronata nel serbatorio dell'Accademia di Roma con grande applauso di quei dotti accademici. Ma o che di ciò non paga fosse la Toscana Saffo, o che i suoi ammiratori nol fossero, alle istanti sollecitazioni del custode dell'Arcadia presso il governo romano, ed ai maneggi del principe Gonzaga di Castiglione, conseguì ella l'ambito onore di essere coronata solennemente nelle sale stesse del Campidoglio. Dal che una grande scissura sorse tra i letterati, ed in seno della stessa accademia, gli avversi alla donna, o i più severi, o i più invidiosi, quell'atto chiamando una profanazione dell'alloro al Petrarca ed al Perfetti donato, al Tasso destinato. Le satire e le ingiurie fioccarono da varie parti, e produssero processi e rovine dei meno prudenti; in mezzo al quale trambusto, la coronata poetessa, uscendo del Campidoglio al suono dei fischi degli avversarii più sonori degli applausi de' benevoli, dovette allontanarsi da Roma, scortata da gente armata, per non trovarsi esposta a maggiori dileggi e ad oltraggi ancora.
Altra mercede intanto dava la Superba Genova ad un suo cittadino. Il doge Giambatista Cambiaso, decesso nel 1773, aveva a proprie spese, che sommavano ad alcuni milioni di quella moneta, costrutta la pubblica magnifica e spaziosa strada che al commercio apriva libera la comunicazione tra quella capitale e la Lombardia austriaca. Fece dunque la repubblica collocare nel salone del gran palazzo della signoria una statua di marmorappresentante questo suo cittadino e principe, che fosse ad un tempo gloria di lui e monumento della civica riconoscenza.