28. Copia d'una letterad'un fratello carmelitano dalla massaria del Celso nella piana di Milazzo inviata al F. Diodato carmelitano nel convento di Pozzo di Gotto, cavata dall'originale dal molto rev. p.re Esprovinciale m.ro Raffa, e consegnata a me nel 1739.Lettera del fratello.Prendo la pina imano en gra malicunia dil caso doloruso so cese a ceso doe stejo io.(Spiegazione: Prendo la penna in mano con gran malinconia per il caso doloroso, che successe nel Celso, dove io sto). Lettera:Alli 16 dell' corretti musi avia 4.4. chilini, e cheche fridonon mi ditruai canigla, mà davia, e mi rimai, u pocu tracipitro di Plaga, doe cina sale pur lu tepu di la di la curnara per salare accuni cusuzi di callo di tunnu.(Spiegazione: Alli 16 del corrente mese avevo 44 galline, ed in questo freddo non mi trovai caniglia[63], ma ne avevo, e me ne trovai dentro un cesto di paglia, dove io tenevo sale per il tempo della tonnara, per salare alcune cose di callo di tonno). Lettera:Ora io zio tolae drette pistro di paglia, e cacciae tutto il sale cula cania, culaca cauda cila pizietra lu caino, e mi dii al curnito.(Spiegazione: Allora io scotolai detto gistro di paglia[64], e cascò tutto il sale con la caniglia, e con l'acqua calda ce l'impastai tra il bagano [tegame?] e me ne andai al cannito). Lettera:Alla minata di Curnito cacai le chiline, e non via nulla. Idai picudda picudda.(Spiegazione: Alla tornata del cannito, cercai le galline, e non vedea nulla; gridai: pulli pulli!). Lettera:Troo il Zazo, delli noaralli, e vejo tutti chilini, capuni e calli morti parti calu caglaro, e parti tra la Zacca, de staje lo cavallo trovai un callo e u pagani morto sutta di zichi di cavallo.(Spiegazione: Trovo il jazzo delle galline[65], e vedo tutte le galline, caponi e galli morti, parte tra lo pagliaro, e parte tra la stalla, dove stà il cavallo, e trovai un gallo ed un capone morto sotto li piedi del cavallo). Lettera:E così donadio mutino mi coglivi tutta la pugnani, e mi la misi tra la minazza, e mi dij a lu covetto, e trovaolo nosto patri piuri a letto, e io traso co la minazza i calli prena di cilini, e papuni, e calli morti.(Spiegazione: E così Domenica mattinami pigliavi tutta la pollame, e mi la misi ntra la bisazza, e me ne andai al convento, e trovo il nostro p. Priore a letto, ed io entrai colla bisazza in collo piena di galline, caponi e galli morti). Lettera:Mi domandò il pati priuri, che sortio la cosa ta ca bicoza chi porti, io arrispusi porto gialini, papuni e calli morti, che morino tutta la pugnami.(Spiegazione: Mi domandò il padre Priore che cosa sortì? tra la bisaccia che cosa porti? Io risposi: porto galline, caponi e galli morti, chè morì tutta la pollame). Lettera:e detto pati piuri mi rispusi netra vota che sortrio la cosa. Io arrepuse fù canigla coi sale, e mi sacchetto di farici mali, mi promasi; e mi dicascu più lu murruni di la Cuzzuana.(Spiegazione: E detto P. Priore mi rispose altra volta che fusse la cosa. Io rispose: fù caniglia con sale, e non sapevo che gli facevo male; vi prometto: ve ne procurerò; più mi costò più il montone della carduana[66]). Lettera:Poi mi disse và fà chido, ed io li dedi tutti porcurito. Vesto è lo casco, che non oo pena di gilini, e capuni, canto oo pena di lo bello callo che era lo spasso di tutta sta silva, che mi catava ola pula spiziali di mezza notti a cornu.(Spiegazione: Poi mi disse: và fà quel che voi; ed io le diedi tutti per carità. Questo è lo caso che non hò pena delle galline e caponi, quanto hò pena del bel gallo, che cantava ora per ora, specialmente di mezza notte a giorno). Lettera:Era a putto come avissi auto unnoculo a coposo, non mi curao si si pirriano a tutti li gialini, purchè non muria lu callo.(Spiegazione: Era appunto come se avesse auto unorologio al capizzo; non mi curavo se si perdevano tutte le galline! purchè non moriva il gallo). Lettera:chesta è tutto listoria fracello caro: considerate vue si io mi ao pigliato una gra malacunia.(Spiegazione: Quest'è tutta l'istoria, fratello caro; considerate voi se io m'hò pigliato una gran malinconia). Lettera:Diti a fra Diodato che cè onze due ndi lu Proviciali Areno: i curru di do caletto Cavello: non resto abacion duvi vivero cori. A Ceso 21. fibraro 1. 3. 7. Vostro Sarvo N. N.(Spiegazione: Direte a fra Diodato, che vi sono onze due dove[67]l'Esprovinciale Arena, in conto di D.nLiberto Caravello: non altro, resto abbracciandovi di vero cuore. Dal Celso 21 febraro 1738. Vostro servo N. N.).
d'un fratello carmelitano dalla massaria del Celso nella piana di Milazzo inviata al F. Diodato carmelitano nel convento di Pozzo di Gotto, cavata dall'originale dal molto rev. p.re Esprovinciale m.ro Raffa, e consegnata a me nel 1739.
Lettera del fratello.
Prendo la pina imano en gra malicunia dil caso doloruso so cese a ceso doe stejo io.(Spiegazione: Prendo la penna in mano con gran malinconia per il caso doloroso, che successe nel Celso, dove io sto). Lettera:Alli 16 dell' corretti musi avia 4.4. chilini, e cheche fridonon mi ditruai canigla, mà davia, e mi rimai, u pocu tracipitro di Plaga, doe cina sale pur lu tepu di la di la curnara per salare accuni cusuzi di callo di tunnu.(Spiegazione: Alli 16 del corrente mese avevo 44 galline, ed in questo freddo non mi trovai caniglia[63], ma ne avevo, e me ne trovai dentro un cesto di paglia, dove io tenevo sale per il tempo della tonnara, per salare alcune cose di callo di tonno). Lettera:Ora io zio tolae drette pistro di paglia, e cacciae tutto il sale cula cania, culaca cauda cila pizietra lu caino, e mi dii al curnito.(Spiegazione: Allora io scotolai detto gistro di paglia[64], e cascò tutto il sale con la caniglia, e con l'acqua calda ce l'impastai tra il bagano [tegame?] e me ne andai al cannito). Lettera:Alla minata di Curnito cacai le chiline, e non via nulla. Idai picudda picudda.(Spiegazione: Alla tornata del cannito, cercai le galline, e non vedea nulla; gridai: pulli pulli!). Lettera:Troo il Zazo, delli noaralli, e vejo tutti chilini, capuni e calli morti parti calu caglaro, e parti tra la Zacca, de staje lo cavallo trovai un callo e u pagani morto sutta di zichi di cavallo.(Spiegazione: Trovo il jazzo delle galline[65], e vedo tutte le galline, caponi e galli morti, parte tra lo pagliaro, e parte tra la stalla, dove stà il cavallo, e trovai un gallo ed un capone morto sotto li piedi del cavallo). Lettera:E così donadio mutino mi coglivi tutta la pugnani, e mi la misi tra la minazza, e mi dij a lu covetto, e trovaolo nosto patri piuri a letto, e io traso co la minazza i calli prena di cilini, e papuni, e calli morti.(Spiegazione: E così Domenica mattinami pigliavi tutta la pollame, e mi la misi ntra la bisazza, e me ne andai al convento, e trovo il nostro p. Priore a letto, ed io entrai colla bisazza in collo piena di galline, caponi e galli morti). Lettera:Mi domandò il pati priuri, che sortio la cosa ta ca bicoza chi porti, io arrispusi porto gialini, papuni e calli morti, che morino tutta la pugnami.(Spiegazione: Mi domandò il padre Priore che cosa sortì? tra la bisaccia che cosa porti? Io risposi: porto galline, caponi e galli morti, chè morì tutta la pollame). Lettera:e detto pati piuri mi rispusi netra vota che sortrio la cosa. Io arrepuse fù canigla coi sale, e mi sacchetto di farici mali, mi promasi; e mi dicascu più lu murruni di la Cuzzuana.(Spiegazione: E detto P. Priore mi rispose altra volta che fusse la cosa. Io rispose: fù caniglia con sale, e non sapevo che gli facevo male; vi prometto: ve ne procurerò; più mi costò più il montone della carduana[66]). Lettera:Poi mi disse và fà chido, ed io li dedi tutti porcurito. Vesto è lo casco, che non oo pena di gilini, e capuni, canto oo pena di lo bello callo che era lo spasso di tutta sta silva, che mi catava ola pula spiziali di mezza notti a cornu.(Spiegazione: Poi mi disse: và fà quel che voi; ed io le diedi tutti per carità. Questo è lo caso che non hò pena delle galline e caponi, quanto hò pena del bel gallo, che cantava ora per ora, specialmente di mezza notte a giorno). Lettera:Era a putto come avissi auto unnoculo a coposo, non mi curao si si pirriano a tutti li gialini, purchè non muria lu callo.(Spiegazione: Era appunto come se avesse auto unorologio al capizzo; non mi curavo se si perdevano tutte le galline! purchè non moriva il gallo). Lettera:chesta è tutto listoria fracello caro: considerate vue si io mi ao pigliato una gra malacunia.(Spiegazione: Quest'è tutta l'istoria, fratello caro; considerate voi se io m'hò pigliato una gran malinconia). Lettera:Diti a fra Diodato che cè onze due ndi lu Proviciali Areno: i curru di do caletto Cavello: non resto abacion duvi vivero cori. A Ceso 21. fibraro 1. 3. 7. Vostro Sarvo N. N.(Spiegazione: Direte a fra Diodato, che vi sono onze due dove[67]l'Esprovinciale Arena, in conto di D.nLiberto Caravello: non altro, resto abbracciandovi di vero cuore. Dal Celso 21 febraro 1738. Vostro servo N. N.).