Nell'emozione che lo agitava, le parole del predicatore andarono perdute. Egli non udì che le ultime parole così meravigliose che ancora il mondo ne risuona:
— «Questo è il figlio di Dio!» —
Ben Hur balzò da cavallo per rendere omaggio al suo benefattore; ma Iras gli gridò:
— «Aiuto, figlio di Hur, aiuto, che mio padre muore!» —
Egli si fermò, si voltò indietro, e si affrettò a sorreggere il vecchio. Ella gli diede una tazza, e Ben Hur, ordinando allo schiavo di far inginocchiare il cammello, corse al fiume ad attingere acqua. Quando ritornò lo straniero era sparito.
Finalmente Balthasar riprese i sensi e stendendo le braccia, domandò debolmente:
— «Dov'è?» —
— «Chi?» — chiese Iras.
Un raggio di ineffabile beatitudine brillò sul viso del buon uomo, come se un suo ultimo desiderio fosse stato appagato e rispose:
— «Lui — il Redentore — il Figlio di Dio, che mi fu concesso di rivedere un'altra volta!» —
— «Credi tu che fosse il figlio di Dio?» — domandò Iras a Ben Hur a bassa voce.
— «Sono pieno di stupore; aspettiamo,» — fu tutto quanto questi rispose.
Il giorno seguente, mentre i tre stavano ad ascoltare, l'eremita che predicava egli si interruppe a metà discorso, e disse:
— «Ecco l'Agnello di Dio!» —
Seguendo la direzione della sua mano, essi videro nuovamente lo straniero. Mentre Ben Hur esaminava la figura esile e l'aspetto augusto e santo, così pieno di tristezza, una nuova idea lo invase.
— «Balthasar ha ragione, ed anche Simonide. Non può il Redentore essere anche un Re??» —
E domandò ad un suo vicino:
— «Chi è quell'uomo che cammina laggiù?» —
L'altro, con un riso beffardo, rispose:
— «È il figlio di un falegname di Nazareth.» —
Fine del libro settimo.