Fernanda

FernandaI.A Milano, in via Stendhal, numero 31.Un salotto, ai mezzanini, dove la principessa Strufelzkoy, quasi cugina di Adelina Patti per via del suo primissimo marito, tiene una piccolarouletteper pura condiscendenza verso gli intimissimihabituésdella sera: tutte persone d'importanza straordinarissima, — la principessa usa sempre il superlativo con grande enfasi, — e della massima serietà.— Primo, — nientemeno! — il conte Galantino di Castelpus-ter-lengo!... il «debolissimo» della poderosa e tonante Strufelzkoy, che comincia sempre col «bel contino» l'elenco dei suoi «fedeli più costanti.» — Un portento di compitezza!Un miracolo di conservazione! Vicino alla settantina, non dimostra nemmeno cinquant'anni!— Il Conte Galantino di Castel-pus... — e nel pronunciarne il titolo la principessa sgrana gli occhi e batte le sillabe, mentre con le due dita della mano destra continua a scuotere lentamente il pollice della sinistra, sciorinando nome, cognome e feudo.— Secondo, il cavalier Lorenzo Scarminati, grande industriale con fabbrica di cravatte nazionali ed estere, a San Gerolamo. — L'indice resta preso fra le due dita dell'altra mano, ma cessa il movimento e la principessa, smorzando la voce, apre una parentesi nel proprio entusiasmo. — Niente di straordinario. Unpermè di Gorgonzola, un ottavino di Mont'Orobio e basta per la nottata; ma sempre di buon umore e per questo appunto detto Letizia; il Cavalier Letizia.Terzo il marchese... — le due dita della destra riprendono il movimento, stringendo il medio della sinistra — il marchese Dolfin-Cocaglio, grande diplomatico e più volte ambasciatore, al presente esonerato. Con le donne? Un Sardanapalo redivivo... Ha speso in un anno più di sessantamila lire per l'Algerina e si trova in procinto, illico ed immediate, di tornar da capo con la Waldhofstein delle Dame Viennesi.— Quarto, il banchiere Spinazzola!... Spinazzola! — La principessa, entusiasmata, spalanca le braccia: — la massa informe del petto dopo un sobbalzo si riadagia allargandosi. Il commendatore Spinazzola!... Il padronissimo di tutta Milano! L'onnipotenza personificata!... Basta il dire che è riuscito, tanto quanto, a dispetto della Commissione, dell'impresario e del prefetto a far ballare allaScala, per una sera, la Bianca Largomare!... — Poi... l'ex maggiore Foscarini, degli autentici di Venezia! Il ramo cadetto, più direttissimo, dei Foscari!... Un grande patriottone per quattro! È stato con Garibaldi, con Cialdini, col Pantaleo, con tutti quanti! Poi Carletto Brenta, ilsuperuomo! — La principessa appoggia la punta dell'indice sulla punta del naso con aria di grande mistero —Citto!— Sarebbe come chi dicesse, per intendersi, una specie di... di capitalista in particolare. Il dieci per cento, forse il quindici, mai niente di più, giuro e spergiuro, tanto è vero che lo ricevo impunemente!... Cattiverie!... I soliti invidiosi! Perchè spende, spande e si diverte, senza mai intaccare il fatto suo!... Superbioso, da poco in qua, d'accordissimo! E criticone all'eccesso!... Ma ha preso un palco allaScala, in società, fra gli altri, con un giornalista dei primie un commediografo famoso e s'è messo anche lui a voler sentenziare di arte, di politica, di libri, del Manzotti! È stato il cavalier Letizia, per ischerzo, a chiamarlo ilSuperuomo... e non gli va più giù!— Poi, immancabilissimo tutte le sere, e tiene il banco, il nobile Roderigo De-Farentes, grande gentiluomo siciliano. E poi... e poi e poi, succede sempre così!... Uno tira l'altro: presentazioni, raccomandazioni, forestieri per le corse... qualchetosaanche di contrabbando... Ma, intendiamoci, le mani a casa, e proibitissimi i discorsi sboccati! Insomma, l'educazione impone a una signora di non chiuder mai la porta in faccia a chississia, quando si presenta in abito decente. L'educazione e anche la prudenza. Non si sa mai, quando magari meno si crede, capita proprio quel tizio capacissimo, per vendicarsi, di correre in questura a inventar fandonie!II.In cucina, mezzo al buio; la principessa e il maggiordomo:La principessa(che dorme seduta in un angolo accanto alla màdia: destandosi di colpo). Romolo!... Che ora è?Il maggiordomo(raschia, ma non risponde. Sotto la cappa dei fornelli a gas sta preparando una scodella di zuppa con poco brodo e molto vino).La principessa(sospira, si volta sulla seggiola, russa; poi di nuovo risvegliandosi). Romolo! Che ora è?Il maggiordomo(con la voce grossa, sgarbata, da servitore che spadroneggia). Non è ancora mezzanotte, maledetta la furia!... C'è tempo!La principessa. Già: sicuro. Stasera è anche la primissima del ballo nuovo! (soffia, starnuta e fa un altro pisolo).Il maggiordomo della principessa, un Ercole infingardo e melenso, è il marito della portinaia. Nel casamento ha la mansione speciale di attendere ai caloriferi: tutto il giorno nei sotterranei, la sera sale ai mezzanini, indossando, ancora col muso e con le manacce nere di carbone, la livrea nocciuola degli Strufelzkoy, ricca di bottoni, ma scarsa di maniche.Un'ora dopo: nella sala da giuoco, tappezzata di carta moarè color rosso cupo. Il maggiordomo in punta di piedi sullo sgabello, sta cambiandoil tubo ad una delle quattro lucerne a gas, sporgenti dalle pareti. La principessa lo sostiene con equilibrio facendogli puntello alle gambe con le due mani.Il maggiordomo(traballando). Forte!... Tenga forte! Se mi lascia scivolare le spacco la campana sulla testa!La principessa(con dolcezza insinuante). Da bravo!... Non ti domando, in grazia, altro che un pochettin di belle maniere. Specialmente quando c'è gente!Il maggiordomo(che ha rimesso il tubo ed ha acceso il gas, piomba giù dallo sgabello facendo traballare la sala e sussultare la principessa). Dov'è la spazzola?... Lo strofinaccio? Qua!... subito!... E via,marche, con lo sgabello!La principessa, lentamente, eseguisce gli ordini ricevuti, poi ritorna con un bicchiere in mano e una bottiglia di vino sotto il braccio, e col seno gonfio, bisognoso di espansione, si avvicina ancora al maggiordomo che, brontolando, sempre seguita a spazzolare e a spolverare i mobili con molta leggerezza.— Son qua, col nostro caro vecchio prediletto! Si fa la pace?... Ma ad un patto: brontola con me: strapazzami anche. Tra noi due, soli soletti,divento democraticissima... ed anzi mi piace. Macoran popola, non dirmi tutte quelle brutte parole!... In presenza, specialmente, del bel contino, dell'ambasciatore, insomma delle persone del mio ceto!... Pur troppo, volendo conservare un tantinin di decoro, bisogna tener calcolo della differenza grandissima della nostra reciproca condizione!Il maggiordomo non ascolta affatto la supplice principessa, ma con gli occhi ammammolati, fissa la vecchia bottiglia: di colpo la strappa di mano alla padrona e a due riprese, per pigliar fiato, ne tracanna una buona metà. Anche la principessa, riagguantata la bottiglia; se ne versa e ne beve un bicchiere, poi un altro:— Ah! questo è il vero Apostolo che riconforta lo spirito e salva l'anima!... Stasera, specialmente, che mi sento un certo brividino nelle ossa!... Vuol nevicare, scommetto! (strizzando l'occhio al maggiordomo). Ne ho ancora una mezza dozzina di queste bottiglie, ma le ho nascoste in camera mia, dietro il letto, per nostro solo uso e consumo!— E ieri sera?... Ohè! Bisogna star più attenti! La carne... — e il maggiordomo arriccia il nasotto camuso con muta, ma espressiva eloquenza.La principessa(offesa nel suo punto d'onore). Impossibilissimo! (poi a poco a poco, si arrende con un sospiro) Santo Iddio, come si fa? Ciò che alle volte rimane della sera prima, deve necessariamente consumarsi la sera dopo: la mia casa non è un esercizio, ma un luogo privatissimo di pura conversazione! (Trasalendo all'improvviso al rumore di un oggetto che cade con fracasso, rasentando la parete) Che cos'è? Cos'hai rotto?!— Niente!Romolo, spolverando un trofeo di ritratti degli «intimissimi» ne ha fatto cadere uno tra i più grandi:— Al diavolo!La principessa corre a raccogliere e a raddrizzare gli angoli del cartone ammaccato. È la fotografia di un vecchio bell'uomo insmocking, dalla faccia scarna, dal ghigno sinistro, coi baffoni grigi, appuntati e la guardatura un po' losca:— Oh, poveretto coccolo!... Quel mio caro De-Farentes, simpaticissimo, che s'è rotta la testa!Il maggiordomo(In piedi sul canapè, studiandosi di rimettere al posto il gentiluomo siciliano). Fosse rotta davvero!La Principessa(Attenta al maggiordomo, per paura che faccia cadere anche tutti gli altri ritratti). Piano... pianino... pianin!Il Maggiordomo. Per la Casilda Maiser sarebbe un bel risparmio!La Principessa(con grande sussiego). Il tortissimo, per altro, della Casilda è quello di lamentarsi sempre col terzo e col quarto! Quando una donna può procurarsi l'usbergo di una persona seria, di proposito, anche se le costa qualche sacrifizio — benissimo spesi! — Il De-Farentes sarà quel che sarà, privatamente, ma come gentiluomo è sempre più che perfettissimo!... Sempre in guanti, pulito, profumato!... Anche la Casilda, in fine, che cosa potrebbe pretendere di più?Il campanello elettrico della portineria:— Driinn!!— Eccoli!... Romolo! Fa presto!Sultano, un gattone enorme, tutto bianco e con solo un'orecchia nera, esce dall'ombra, stirandosi, e salta sul canapè. Il campanello ricomincia: driinn!!...La Principessa(in orgasmo). Romolo! Romolo! Corri!... No! No! Un momento!... E le scarpe? Hai messo la livrea e non hai ancora le scarpe!E la cravatta?Driiinn!!...— Vengo! Vengo! (Al maggiordomo, in fretta, mentre si tira giù la sottana di damasco nero che ha rivoltata sotto la cintura e infila uno stretto figaro di velluto amaranto). Ti scongiuro! Fa presto! Che la gente ti veda sempre in tutto punto! (Precipitandosi nell'anticamera, mentre Sultano, che ha seguito in cucina il maggiordomo, salta sui fornelli, e alzando, allungando, ingrossando la coda, passa in rivista cocome e cazzarole) Vengo! Vengo! (Spalancando l'uscio). Apro io, per non far aspettare; ma anche il mio maggiordomo è subito prontissimo!... Buona sera! Complimenti!... Brrr! Presto, dentro, perchè spira un'arietta tremendissima che brucia la pelle!Il Primo Dei Due Signoriche entrano:— Infatti, portiamo la neve!III.Il Cavalier Letizia e Carletto Brenta, detto ilsuperuomo, entrano nella camera da letto della principessa, che serve anche da guardaroba per gli intimissimi.La Principessa(Aiutandoli a levarsi il paltò). E così?... Il ballo nuovo? Furoroni?Letizia.A me, è piaciuto moltissimo!Carletto Brenta.E a me, niente affatto!Letizia.Si sa, io non sono un genio: io non ho talento! e me ne vanto! Ma il Manzotti, ha avuto un grande successo.— Successo di sartoria.— Tre ballabili bissati e tutti i quadri applauditissimi.— Contrastatissimi! Un insuccesso! In fatti una melensaggine banale, volgare, idiota!... Una noiosità pretenziosa e interminabile!— Diremo al Manzotti, un'altra volta, per divertire i... superuomini, di far ballare lo Zacconi con l'Ibsen, o con quell'altro... come si chiama?... Quello delle marionette?— Con l'Ibsen hai detto una sciocchezza: con il Maeterlinck hai dato, forse, un giudizio molto acuto. Ben inteso, senza saperlo, perchè in arte, come in critica, appartieni agli innocenti.Driiinnn!! (Una sonata lunga, più lunga e più forte delle altre).La Principessa.Vengo!... Eccomi!... Il contino e il mio ambasciatore! Capisco subitissimo alla scampanellata! (Passando dalla cucina, mentresi precipita nell'anticamera). Presto, Romolo!... Mi raccomando! (Dopo aperto l'uscio, con un grido di gioia). Eccoli! «il palpito del cor mi fa indovina!» Buona sera signor Marchese! Sono stata oggi al grande concertone delle nostreDame Viennesi. Che splendori quella Waldhofstein!... Evviva... Giusto in punto anche il nostro Spinazzola!... Così la terna degli eletti è completissima! Avanti! Avanti, in camera mia e tutte le pelliccie sul mio talamo; al sicuro! Con tanta gente in continuo andirivieni, non si può mai garantire! — E così, dunque, il ballo nuovo?... Fiaschissimo?Il bel contino, allacciando con un braccio il vitone enorme della principessa, le solletica la pelle e l'amor proprio, sfiorandole la guancia coi baffettini biondi, ritinti e impomatati, mentre il galante ambasciatore, palpeggiandola per cortesia, esalta quelle sue abbondanze monumentali, ma non marmoree, con le solite espressioni del noto repertorio. Invece il banchiere non saluta, non guarda nemmeno la Strufelzkoy. Le butta sgarbatamente la pelliccia fra le braccia e passando dall'anticamera al salotto, continua a sfogarsi, non contro il decadimento dei grandi balli, famosi, della Scala, ma contro la decadenza delle ballerine.— Iballerinn, le ballerine!... Una specialità, un'istituzione, direi quasi, ambrosiana! Ma la ballerina d'una volta, la vera,adess, adesso, non c'è più!Sott'i todesch, sotto i tedeschi, allora, l'era propi tutta lee!... Sana, allegra, spiritosa affettuosa!... Una carapopolinadi famiglia, senza malizia, senza inganno e senza cotone!! Ti prendeva per amante,così, sui duu pee— sui due piedi — detto fatto — e con la sola idea di divertirsi. E nessuna spesa, anzi, la ballerina d'una volta, rappresentava una vera economia. Un paio di stivaletti, al massimo, e dopo teatro unabarbajadacon unchifelal Caffè dell'Accademia. Ma inveceadess, adesso?... Fatturata come ilChampagnesvizzero, secca, tisica, schizzinosa, e anche, magari, colfradellche fa il socialista o l'anarchic!... Piena di esigenze, di capricci, impastata di nervi, d'impostura e d'emicrania comeona miee, investe i suoi benefizî in tanta rendita e parla di azioni, di obbligazioni, di prestitimej d'on agent de cambi!Driiinn!!Il nobile De-Farentes e l'ex maggiore Foscarini.Il grande gentiluomo siciliano scambia a bassavoce alcune parole con Romolo, che è corso a levargli il paltò, e con magnanimo sussiego gli ficca tra le labbra il mozzicone di un trabucos nazionale; l'ex maggiore, ancora con l'ulsterdal largo bavero di coniglio, solleva la portiera e caccia nel salotto il cranio roseo, lucente, circondato da una fitta corolla di capelli bianchissimi:— Come mai?... Non ancora al giuoco?Poi la portiera ricade e l'ex maggiore scompare per ritornar quasi subito, stretto e impettito nel vecchio soprabito nero.— E così?... questo ballo nuovo?... Un orrore, ho sentito?... Ma tutti quei cretini della Commissione?... È ora di finirla, vivaddio!L'ex maggiore non mette mai piede alla Scala, per via delle cinque lire del biglietto — troppo caro! un orrore! — e in odio a Wagner, una delle solite gonfiature dei milanesi. Ma è tra i più arrabbiati demolitori di ogni spettacolo, perchè la Scala disturba le sue abitudini, lo obbliga ad annoiarsi solo solo al caffè, sin dopo la mezzanotte, e fa cominciare il giuoco troppo tardi.Driiinn!! Driinn!! Driinn!!Le scampanellate si seguono una dopo l'altra e, in breve, tutti gli «intimissimi» affollano il salotto.Il De-Farentes entra con gli ultimi arrivati discutendo a proposito di Zola e di Dreyfus e mentre si dichiaraantidreyfusistaper l'onore della Francia e dell'esercito, prova se la ruota è in bilico e se gira regolarmente. Ad un tratto, imprimendole un moto velocissimo esclama con un tremito nella voce forte, imperiosa:—Messieurs faites le jeu!... Messieurs!I più vicini alla roulette cominciano a puntare: gli altri si alzano e guardano il giuoco.L'ex maggiore(correndo a mettersi accanto al De-Farentes). Un momento!... Un momento! Il nostro solito franchetto!... E sempre sul rosso! Fedele al rosso!L'ambasciatore, il contino, il banchiere si alzano gli ultimi, dopo aver chiamato la principessa e ordinata la cena. Si avvicinano pure alla roulette, disponendosi a giocare, ma lentamente, fermandosi ancora su due piedi a criticare la debolezza del Governo, le incertezze della Giunta, e ormai disperando dell'uno e dell'altra.La voce di un giocatore: Ventisei!Un'altra voce:En plein!L'ex maggiore: (con un grido di giubilo). Rosso! Gran bel colore il rosso! Lascio le due lirette sempre sul rosso.L'Ambasciatore(Rivolgendosi piano al contino, dopo aver puntato cento lire sul «dispari»). Ma... quell'ex maggiore? Che roba è?Il contino(con un sorriso enigmatico, mostrando i bei denti fini) Chi lo sa? Nel nostro esercito, pare, non c'è mai stato. Ho parlato con molti ufficiali: nessuno lo conosce.L'Ambasciatore(irritatissimo). E allora?... Come mai si fa chiamare maggiore?... Ex maggiore? Maggiore di che?Il banchiere(per calmarlo). Delle guardie notturne della principessa.— Quattordici!— Pari e nero!La principessa(spazzando il salotto, dopo aver spazzato la cucina, col lungo strascico della sottana di seta, e portando, come in trionfo, preceduta da Sultano, il vassoio con la cena).— Sultano, via! ffut! ffut! Non venirmi tra i piedi per farmi cadere! Faccio io stessa da primo cameriere, da tutto quel che occorre, volentierissimo, pur di schivare il pericolo dei musi nuovi!... E così, signor contino? Il filetto, ieri sera, non era famosissimo come al solito, mi ha detto il maggiordomo?... Che rabbia! Che dispetto! Ho pianto, persino, dal dispiacere!De-Farentes.Messieurs faites le jeu! Messieurs!Il grande gentiluomo siciliano sorride amabilmente; la sua voce è tornata calma, sicura. Il giuoco ha ormai ripreso il solito interesse, la solita animazione di tutte le sere. Dall'uscio della cucina, quando rimane socchiuso, si scorge la principessa che torna a sonnecchiare seduta accanto alla madia, con in bocca il suo bravo sigaro di virginia e il maggiordomo che beve il fondo dei bicchieri e dei piccoli fiaschettini di Mont'Orobio.—Messieurs, faites le jeu, messieurs!Si annunziano grosse perdite: perde molto l'ambasciatore e perde molto il bel contino.— Nove!— Dispari!— Nero!Carletto Brenta e il cavalier Letizia strepitano contro la jettatura. Avevano vinto due scudi a testa e li hanno perduti in un sol colpo! L'ex maggiore continua a ridere, a scherzare e a parlare, compiangendo chi è in sfortuna, esaltando chi è in vena, ammaestrando gli inesperti sui grandi misteri del rosso e del nero, e, frattanto, abilmente, sottraendo se perde o aggiungendo se vince, qualche soldo alla puntata, riescea guadagnare la piccola sommetta che forma tutta la sua rendita giornaliera. Il grande gentiluomo, sempre attento, vede tutto, ma chiude un occhio, come per un patto tacitamente concluso: anche l'ex maggiore, all'occorrenza, gli fa da compare.—Messieurs, faites le jeu!..... Messieurs!.... Rien ne va plus!IV.Due donne, strane e tipiche figure, entrano quasi inosservate nella sala.— Buona sera!— Buona sera!Sono rauche, non hanno più voce.— Buona sera!— Buona sera!Nessuno risponde al saluto, nessuno le guarda, nessuno si volta.— Ciao, Letizia.— Ciao, bel siciliano!De-Farentes(più forte).Faites votre jeu, messieurs!... Le facce delle due donne appaiono stanche e livide sotto le macchie nere degli occhi e il rossetto delle guance. La più alta, è una virago; ha un bolèro in testa e in dosso uno sfarzoso abito d'estate chiarissimo, scollato. È appena coperta d'una corta mantelletta foderata di vecchio ermellino. L'altra, piccola, magra, con una giacca verdognola e un cappellino a punta, alla tirolese, ha un viso scarno, ossuto, cattivo, da strega giovine. È tutta occhi e tutta capelli neri, crespi, arruffati.Sono due tristi maschere della miseria e del vizio, che portano dalla strada una ventata fredda di neve. Continuano a camminare nella sala, interrogandosi con un'occhiata incerta, ma non sono nè intimidite, nè sorprese da quella fredda accoglienza. Dopo un momento si avvicinano al tavolino, dove stanno ancora cenando il bel contino e l'ambasciatore.— Buona sera!— Buona sera, carine!... — risponde il Castelpusterlengo sempre amabilmentevieux-regime. L'ambasciatore un po' miope, colpito lì per lì dal voluminoso bolèro, si ficca la lente nell'occhio per vedere come alla quantità corrisponda la qualità:— Buona sera, signorine belle!Le «signorine belle» sentendosi incoraggiate, si slanciano, l'una, il bolèro, addosso all'ambasciatore, l'altra, la tirolese, sulle ginocchia del bel contino.— Aristocratico simpaticone!— Ciao, bel biondo!E scoccano i baci.L'Ambasciatore(cercando di allontanare le mani dal bolèro per difendere la simmetria dei radi ricciolini messi in fila attorno alla fronte). Adagio! Adagio! Troppa espansione!Il bel contino(difendendosi a sua volta dall'assalto del Tirolo).— .... Da brave! Rispettate il nostro candore!A un tratto, una vocina fioca, sottile, che sembra uscire tra il falpalà e gli svolazzi molticolori del gran bolèro:— Complimenti!... Complimenti!Dietro alla vocina, in fondo ad un cappellone di paglia dalle rose stinte e gualcite, appare un povero visino di malatina, smunto, affilato, con grandi occhi cerulei che fissano «i signori» con un tremolio incerto fra il sorriso e le lacrime.L'ambasciatore, dopo aver guardata la bimba un istante, lascia cader la lente facendo un atto di disgusto.Il bel contino(infastidito). Che! Che! I bimbi si mandano a letto!Dagli occhi della piccina, che non ha ancora cenato, sparisce a un tratto ogni luce di sorriso e non vi restan più che le lacrime.Il bolero(Aggrottando le ciglia, con la voce più ròca, più aspra). È una mocciosa, che ci serve di compagnia.La tirolese(Lanciando sulla bimba un'occhiata bieca, torva). Per le guardie. È meglio non essere del tutto sole.L'ex maggiore(Allontanandosi dal tavolo dellaROULETTE:ha guadagnato le sue dieci lirette e ha capito da un'occhiata del De-Farentes che per quella sera, basta). Signore?... Oh! Oh! Abbiamo la visita di due signore!— Buona sera!— Buona sera!La bimba. — Complimenti!L'ex maggiore. — Oh! Oh! Anche l'infanzia abbandonata! (Siede pure al tavolino e prende da uno dei piatti delDESSERTdell'ambasciatore un savoiardo per la bimba e un cannoncino alla crema, per sè).La tirolese(dando un pizzicotto rabbioso alla piccina che divora, con la bocca, il savoiardo e con gli occhi il cannoncino). Ringrazia, villana!La bimba(trasalendo per il dolore improvviso ma sorridendo e inchinandosi amabilmente). Grazie, signore! Tante grazie! Complimenti!L'ex maggiore(Ingolla d'un colpo il cannoncino per non imbrattarsi di crema). Brava! Una buona educazione è il condimento della virtù! E unmarron glacé, sarebbe aggradito, signorina?La bimba, che si era aggrappata con una mano alla veste del bolèro, è spinta per un braccio dinanzi al tavolino dei tre signori, e ripete i complimenti e i ringraziamenti con un inchino e un sorriso ardito che ha già perduta la bella timidezza, ma non tutta ancora la soavità infantile, e che illumina, fugacemente, il pallido visino per lasciarlo, dopo, più smunto e più avvizzito.La bimba ha fame e ha freddo. Lì, nel salotto, si soffoca; ma essa ha portato con sè, dentro di sè, tanto freddo dalla strada!Quanto girare quella sera!... Su e giù! Su e giù! Quanto girare!Dalla scollatura del corto vestitino di seta rosa, spuntano le esili spalluccie e il collo fino fino, trasparente, con una riga nerognola sotto la grossa collana di perle azzurre. Ha le gambine nude screpolate dal gelo, inzaccherate, come le calzette di lana e gli scarpini gialli, di neve motosa.L'ex maggiore. (Scherzando sempre con la bimba e offrendole, dopo il marron glacé, una susina di Marsiglia). A lei, madamigella! Anche una prugna secca!... Vedo che l'appetito le serve!La tirolese(ingolosita adocchiando i dolci del dessert). — È una ghiottona! Non è mai sazia!L'ex maggiore. — Abitodécolleté! E anche le perle! Che lusso!L'ex maggiore continua a scherzare e a divertirsi con la piccina: le regala un altro mezzo biscotto, uno spicchio di mandarino e intanto approfitta dell'occasione per faregratisla sua piccola cenetta dopo la partita. Quattro mandorle spaccarelle, un pezzetto di grana, per assicurarsi se la principessa lo abbia fatto venire direttamente da Parma seguendo il suo consiglio; poi una fetta di panettone... poi, in fine, deve chiedere al contino un bicchiere dibordò, perchè gli è rimasto, — e fa le boccacce, — quel maledetto sapore di formaggio!— Desidera ancora qualche cosa, la signorina? Un grappolo d'uva? Signorina... — E il nome? Come ti chiami?Il bolero. Non hai sentito?... Rispondi!La bimba, interroga il bolèro con gli occhi intimoriti: non ricorda più il nome che le hanno dato per quella sera.La tirolese(scotendola forte). Non far la stupida!La bimba(sempre più smarrita). Mercedes... Iolanda... (ricordandosi: con un piccolo grido). Fernanda!... Fernanda!... Mi chiamo Fernanda!L'ex maggiore. Fernanda!... Nientemeno! La Fernanda di Sardou? E di queste due signore chi è la tua genitrice?La bimba(lanciando uno sguardo tenero al bolero e alla tirolese per rabbonirle). Sono la mia mamma... tutte e due!Il bolero. Che bestia!L'ex maggiore(amabilmente). Se queste signore sono «la tua mamma tutte e due» a casa, vuol dire, ne avrai anche un'altra?... La vera?La bimba(accompagnandosi con un gesto espressivo della manina). Oh, tante!... Ho ancora tante mamme a casa!L'ex Maggiore.Allora, se hai tante mamme, avrai anche... molti papà?La Bimba.(con un inchino e un'occhiata affettuosa, carezzevole). Tutti i buoni signori, sono tutti i miei papà!Si ride a questa risposta. Ridono anche il bel contino e l'ambasciatore e subito il bolèro e la tirolese approfittano del buon successo che ottiene la piccina, per riattaccare conversazione.Il Bolero.L'ha avuta una nostra compagna, la Goriziana, ma non le ha portato fortuna: lo stesso anno ha fatto un vaiòlo tremendo che l'ha rovinata, tanto che non ha più potuto andar fuori. Adesso ci fa da cuoca, e quando una di noi vuol prendersi la bimba in compagnia, si paga un franco.La Tirolese.È un'infingarda, una bugiarda, una golosa! Fosse mia, l'avrei pestata di botte!De-Farentes(Più forte).Messieurs! Faites le jeu!Egli vede con indifferenza allontanarsi dallarouletteCarletto Brenta e il cavalier Letizia, ma è seccato che il banchiere, il quale punta anche per conto del contino e del marchese, abbandoni il giuoco per avvicinarsi alle due donne.—Faites le jeu!—Rien ne va plus!— Ventisei!— Rosso!—En plein!De-Farentes(lanciando un'occhiata alla principessa che passa in quel punto col caffè e con i liquori, per farle capire di mandar via quelle baldracche). Non ci sono giuocatori stasera! Non c'è il numero sufficiente! Così non è possibile continuare! — (Con impeto: con ira:)Messieurs! Faites le jeu!... Messieurs!Laroulette, torna a girare e a stridere.Il Banchiere(avvicinandosi, soffiando e brontolando, al contino e al marchese). Quel De-Farentes ha una fortuna vergognosa! Abbiamo perduto l'impossibile! (Vedendo la bimba sfoga il suo malumore). Che roba è? (Alla principessa). Ormai, qui, è porta aperta? Si lascia passar di tutto! È una vergogna! Una immoralità!La Bimba(pallida, intimorita, ma pur fissando il banchiere con gli occhi carezzevoli e facendo un inchino). Complimenti! Complimenti! Buona sera!Il Banchiere.(Sempre rivolto alla principessache versa il cognac al bel contino e all'ambasciatore). A dormire! I ragazzi si mandano a dormire! E poi... si votano leggi sul lavoro dei fanciulli!... E poi si spoglia la gente per gli asili, per i ricoveri, per le scuole! — Bella scuola!La Principessa(Senza nemmeno guardare le donne, con un'espressione schifiltosa di grande sussiego e di pudore offeso). Subitissimo! Dico adesso al maggiordomo di metterle alla porta!La piccina spaventata al pensiero di dover tornar fuori, di dover tornare a girar su e giù, su e giù, sotto il rovaio, afferra la sottana del bolèro come per trattenerlo.Il bolèro e la tirolese, insieme, con un atto di ribellione e di disperazione in faccia al pericolo di andare a letto senza cena:— Alla porta?— Come sarebbe a dire?— Se siamo venute è perchè siamo state invitate!— Siamo state pregate!La Principessa(Sempre senza guardar le donne, per non sporcarsi la vista, ma con grande autorità, imponendo silenzio e indicando l'uscio). Sst! Fuori! Fuori! Fuori! Subitissimo fuori!Il Bolero(Ancora più rauco). Non si tratta così con le ragazze educate! Perchè noi siamo ragazze educate!La Tirolese.Farci perdere tutto il tempo! farci perdere tutta la notte! (Chiamando il cavalier Letizia). Siamo state invitate sì, o no?La Principessa(Sempre più imponente e maestosa e sempre senza guardarle in faccia). Sst! Niente affattissimo! Fuori! Fuori! Fuori!Le due donne, inviperite, fanno per lanciarsi contro il cavaliere:— Ci hai invitate, sì, o no?La Principessa(frapponendosi). Nella mia società invito io, comando io, e la sola, padronissima, sono io!Carletto Brenta(sbocconcellando un panino gravido in onore del simbolismo e rivolgendosi al grande industriale). Come?... Sono tue conquiste?L'ex Maggiore(Al contino, indicando il bolèro). Quel donnone, per altro, non è del tutto disprezzabile!Letizia(Borbotta, sorridendo, qualche parola all'orecchio di Carletto Brenta).Carletto Brenta(con entusiasmo). La tirolese! Vi raccomando la tirolese!L'ex Maggiore(divertendosi). Il bolèro! Evviva il bolèro!De-Farentes(gridando sempre più forte, per richiamare i giuocatori alla roulette).Messieurs faites le jeu!... Messieurs!— Diciassette!— Nero!Letizia(che ha calmato le ire della comitiva e venendo a patti, sottovoce, con le due donne). Sentite, noi siamo anche disposti ad offrirvi una modesta sì, ma sostanziosa cenetta; ben inteso senza Sciampagna.La Principessa(mostrandosi arrendevole e conciliante pur di assecondare il desiderio della«società»). Per lo Sciampagna, al caso, ci penso io! (Stringendo l'occhio con intelligenza al cavalier Letizia). Ho io, per l'appunto, una marca famosissima!Il Banchiere(Ancora brontolando, sotto voce, contro la piccina). Impossibile! Per me è impossibile! Con quella roba lì, sotto gli occhi! Mi disgusta, mi rivolta! Non mi diverto più! Perdo l'appetito!«I signori» restano sospesi, esitanti fissando la piccina, che nella sua disperazione lancia uno sguardo supplichevole all'ex maggiore, ilquale, dopo essersi fatto offrire un mezzo bicchierino di cognac, ingolla un africano di cioccolata.La Tirolese(al banchiere, indicando la bimba). Questa marmotta?... Giuro, non dà nessun fastidio!Il Bolero.Si mette a dormire!... Subito a dormire!La Bimba(ha un tremito, le si riempiono gli occhi di lacrime, ma non osa fiatare).La Tirolese(chiamandola, come se comandasse ad un cane). Qui!... Qui!... Subito! Qui! (Si guarda attorno, cercando con gli occhi, poi corre in fondo alla sala, dove ha veduto un tavolino coperto da un tappeto vecchio di lana a fiorami rosso e nero: al bolèro). Presto, la marmotta!Il Bolero(tirandosi dietro la bimba per un braccio, poi sollevandola di peso, la butta sul tavolino). E non si piange! Hai capito?La Tirolese.Giù!La bimba si inginocchia.La Tirolese.Giù! Giù! Più giù, distesa!(La piccina ubbidisce, tremando).Il Bolero(minacciandola con l'indice teso). E si dorme!La Tirolese(minacciandola sulla faccia, con tutta la mano). Si dorme, o guai!La Bimba(balbettando, col visino tutto molle di lacrime). Buona notte!... Buona notte alle mamme!... Tante buone notti... ai signori papà!... E buon appetito!Ma la misera creaturina non può finire: è avvolta, rotolata nel vecchio tappeto polveroso e portata, cacciata nell'angolo d'un sofà, in fondo alla sala.— Dormi! Si dorme!— Fino a domani!Il grosso involto fa ancora un movimento: si sente un lungo gemito sotto il tappeto... poi più niente.Il Bolèro(correndo a buttarsi fra le braccia dell'ambasciatore). Anche se bruciasse la casa, non si sveglia!La Tirolese(saltando sulle ginocchia del bel contino). Dorme come una talpa!— Aristocratico simpaticone!— Caro, biondino bello!Scoppiano urli e risate.De-Farentes(dinanzi alla roulette, dissimulando il dispetto, da vero gentiluomo). Signor Contino! Signor Spinazzola! Non volete tentar la rivincita?... Adesso il banco non è più in fortuna!—Messieurs, faites le jeu! Messieurs!V.Un'ora dopo: un campanello elettrico, diverso dal solito, acuto, sottile, comincia a suonare senza più smettere. Sultano attraversa di corsa il salotto e sparisce.La principessa(con un grido tutt'affatto plebeo). Maria Vergine Santissima! La questura!De-Farentes(cacciandosi il denaro in tasca). Presto! Tutti ai tavolini!... A discorrere, a cenare, a fumare!Il maggiordomo(In fretta, fa per buttare un tappeto sulla roulette, ma intanto due signori si precipitano dall'anticamera in sala, seguiti dal fracasso di una portina a vetri, mandata in frantumi). Fermi tutti!Dietro ai due delegati, e in fondo al salotto, appariscono altre facce risolute di questurini in borghese.La principessa(strillando come un'indemoniata, mentre tutti gli altri, compreso l'ex-maggiore, sono rimasti muti, allibbiti). Mi protesto innocentissima! La mia casa, come tutta la mia parentela, è onorata e rispettatissima da secoli a Milano e fuori di Milano! Sarà stata certoqualche... donnaccia a far la spia! Per il dispetto di non poterci entrare!... Si giuoca per puro divertimento! A giuochi... di pura società, perchè la mia società, la mia conversazione può stare a pari delle più aristocraticissime di tutto il mondo! Presento il marchese Dolfin-Cocaglio! Il Conte Galantino di Castelpusterlengo, e il commendatore Spinazzola, nientemeno, tutti intimissimi! (Rivolgendosi al bolèro e alla Tirolese che continuano imperterrite a cenare).— Siete state voi due? Spione?Uno dei delegati(con viso torvo, al bel contino, all'ambasciatore e al banchiere). Con me, lor signori!Li fa passar in fretta nella camera da letto della principessa, poi, scambiata appena una rapida occhiata, apre loro l'uscietto della gabbia e i tre privilegiati piccioni pigliano il volo, prontissimi a dichiarare, alla prima occasione, che «con questo Governo» c'è troppa eguaglianza e libertà!Frattanto di là, nella grande sala, mentre l'altro delegato e le guardie procedono alla perquisizione ed al sequestro di vari mazzi di carte, e di un'altra piccolaroulette, la lite fra la principessa, il bolèro e la tirolese si fa più arrabbiata,le voci più assordanti, e il De-Farentes, per sfogarsi, finisce col dare uno schiaffo al bolèro che si rivolta, si dibatte, cerca di graffiarlo e strepita e piange, mentre gli scaraventa addosso le peggiori ingiurie:— Ladro!... Schifoso!... Ladro!Il delegato. Silenzio! (fissando il bolèro). Ma brava!... la Teresa Rossetti?... La Bolognese!... Tu hai avuto il foglio di via e sei tornata a Milano abatter la frusta?In arresto!... (indicando la tirolese). E tu pure! Verrai con noi! Farai vedere le tue carte in questura! E anche la padrona del locale, e il nostro bravo signor De-Farentes che teneva il banco! E anche quello là (indicando l'ex-maggiore). Arrestati!L'ex maggiore(Senza più fiato in corpo). Ma io... è stato un caso... un puro accidente...Il delegato. Arrestati: tutti gli altri in contravvenzione. — Lei? — comincia indicando il cavalier Letizia che balbetta nome cognome professione indirizzo. — Lei?... — (continua rivolgendosi a Carlo Brenta che fa altrettanto) — Lei?...La principessa(fra le guardie). Almeno il brum! La carrozza! Una carrozza! E manderò i miei reclami in alto!... Molto in alto! Perchè iosono intimissima con deputati, senatori, ministri! Con tutti i nobili di Milano!... Con tutti i grandi personaggi più influentissimi!Una guardia in borghese che continua nella perquisizione, ad uno dei compagni, indicando il fagotto nell'angolo del canapè:— E qui?... Che ci sta?L'altra guardia(sollevando il fagotto).Chiò, el se move!La prima guardia(aprendo il fagotto con un grido di maraviglia).Na piccirilla!La seconda guardia.La sarà la fia de la parona.La prima guardia(Toglie la bimba ancora addormentata dal tappeto). Dorme!La seconda guardia(prendendola in braccio e scotendola).Chiò piccola! Sveiete!La prima guardia. Non fingere di dormire! Chi sei? Come ti chiami?La bimba(apre a stento gli occhi, pallida pallida, tutta madida di sudore).— Parla!— Piccola, che nomeghetu?La bimba. Celestina... (correggendosi) Mercede.— O Mercede o Celestina!— La verità!Se disela verità!La bimba(li crede due«bei signori»in visitadalle sue mamme. Svegliandosi completamente, fissa le due facce minacciose e nuove per lei, ma senza punto spaventarsi: poi, dopo un momento, ricordandosi del nome che le è stato imposto la sera innanzi e sorridendo graziosamente).— Fernanda! Mi chiamo Fernanda!... Buon giorno! (Allunga il collo per offrire un bacio sorridendo e continua con la vocina tenera, insinuante, volendo mostrarsi compita con tutti e due). No, buon giorno!...Buon giorni!...Buon giorni!Signori papà!

A Milano, in via Stendhal, numero 31.

Un salotto, ai mezzanini, dove la principessa Strufelzkoy, quasi cugina di Adelina Patti per via del suo primissimo marito, tiene una piccolarouletteper pura condiscendenza verso gli intimissimihabituésdella sera: tutte persone d'importanza straordinarissima, — la principessa usa sempre il superlativo con grande enfasi, — e della massima serietà.

— Primo, — nientemeno! — il conte Galantino di Castelpus-ter-lengo!... il «debolissimo» della poderosa e tonante Strufelzkoy, che comincia sempre col «bel contino» l'elenco dei suoi «fedeli più costanti.» — Un portento di compitezza!

Un miracolo di conservazione! Vicino alla settantina, non dimostra nemmeno cinquant'anni!

— Il Conte Galantino di Castel-pus... — e nel pronunciarne il titolo la principessa sgrana gli occhi e batte le sillabe, mentre con le due dita della mano destra continua a scuotere lentamente il pollice della sinistra, sciorinando nome, cognome e feudo.

— Secondo, il cavalier Lorenzo Scarminati, grande industriale con fabbrica di cravatte nazionali ed estere, a San Gerolamo. — L'indice resta preso fra le due dita dell'altra mano, ma cessa il movimento e la principessa, smorzando la voce, apre una parentesi nel proprio entusiasmo. — Niente di straordinario. Unpermè di Gorgonzola, un ottavino di Mont'Orobio e basta per la nottata; ma sempre di buon umore e per questo appunto detto Letizia; il Cavalier Letizia.

Terzo il marchese... — le due dita della destra riprendono il movimento, stringendo il medio della sinistra — il marchese Dolfin-Cocaglio, grande diplomatico e più volte ambasciatore, al presente esonerato. Con le donne? Un Sardanapalo redivivo... Ha speso in un anno più di sessantamila lire per l'Algerina e si trova in procinto, illico ed immediate, di tornar da capo con la Waldhofstein delle Dame Viennesi.

— Quarto, il banchiere Spinazzola!... Spinazzola! — La principessa, entusiasmata, spalanca le braccia: — la massa informe del petto dopo un sobbalzo si riadagia allargandosi. Il commendatore Spinazzola!... Il padronissimo di tutta Milano! L'onnipotenza personificata!... Basta il dire che è riuscito, tanto quanto, a dispetto della Commissione, dell'impresario e del prefetto a far ballare allaScala, per una sera, la Bianca Largomare!... — Poi... l'ex maggiore Foscarini, degli autentici di Venezia! Il ramo cadetto, più direttissimo, dei Foscari!... Un grande patriottone per quattro! È stato con Garibaldi, con Cialdini, col Pantaleo, con tutti quanti! Poi Carletto Brenta, ilsuperuomo! — La principessa appoggia la punta dell'indice sulla punta del naso con aria di grande mistero —Citto!— Sarebbe come chi dicesse, per intendersi, una specie di... di capitalista in particolare. Il dieci per cento, forse il quindici, mai niente di più, giuro e spergiuro, tanto è vero che lo ricevo impunemente!... Cattiverie!... I soliti invidiosi! Perchè spende, spande e si diverte, senza mai intaccare il fatto suo!... Superbioso, da poco in qua, d'accordissimo! E criticone all'eccesso!... Ma ha preso un palco allaScala, in società, fra gli altri, con un giornalista dei primie un commediografo famoso e s'è messo anche lui a voler sentenziare di arte, di politica, di libri, del Manzotti! È stato il cavalier Letizia, per ischerzo, a chiamarlo ilSuperuomo... e non gli va più giù!

— Poi, immancabilissimo tutte le sere, e tiene il banco, il nobile Roderigo De-Farentes, grande gentiluomo siciliano. E poi... e poi e poi, succede sempre così!... Uno tira l'altro: presentazioni, raccomandazioni, forestieri per le corse... qualchetosaanche di contrabbando... Ma, intendiamoci, le mani a casa, e proibitissimi i discorsi sboccati! Insomma, l'educazione impone a una signora di non chiuder mai la porta in faccia a chississia, quando si presenta in abito decente. L'educazione e anche la prudenza. Non si sa mai, quando magari meno si crede, capita proprio quel tizio capacissimo, per vendicarsi, di correre in questura a inventar fandonie!

In cucina, mezzo al buio; la principessa e il maggiordomo:

La principessa(che dorme seduta in un angolo accanto alla màdia: destandosi di colpo). Romolo!... Che ora è?

Il maggiordomo(raschia, ma non risponde. Sotto la cappa dei fornelli a gas sta preparando una scodella di zuppa con poco brodo e molto vino).

La principessa(sospira, si volta sulla seggiola, russa; poi di nuovo risvegliandosi). Romolo! Che ora è?

Il maggiordomo(con la voce grossa, sgarbata, da servitore che spadroneggia). Non è ancora mezzanotte, maledetta la furia!... C'è tempo!

La principessa. Già: sicuro. Stasera è anche la primissima del ballo nuovo! (soffia, starnuta e fa un altro pisolo).

Il maggiordomo della principessa, un Ercole infingardo e melenso, è il marito della portinaia. Nel casamento ha la mansione speciale di attendere ai caloriferi: tutto il giorno nei sotterranei, la sera sale ai mezzanini, indossando, ancora col muso e con le manacce nere di carbone, la livrea nocciuola degli Strufelzkoy, ricca di bottoni, ma scarsa di maniche.

Un'ora dopo: nella sala da giuoco, tappezzata di carta moarè color rosso cupo. Il maggiordomo in punta di piedi sullo sgabello, sta cambiandoil tubo ad una delle quattro lucerne a gas, sporgenti dalle pareti. La principessa lo sostiene con equilibrio facendogli puntello alle gambe con le due mani.

Il maggiordomo(traballando). Forte!... Tenga forte! Se mi lascia scivolare le spacco la campana sulla testa!

La principessa(con dolcezza insinuante). Da bravo!... Non ti domando, in grazia, altro che un pochettin di belle maniere. Specialmente quando c'è gente!

Il maggiordomo(che ha rimesso il tubo ed ha acceso il gas, piomba giù dallo sgabello facendo traballare la sala e sussultare la principessa). Dov'è la spazzola?... Lo strofinaccio? Qua!... subito!... E via,marche, con lo sgabello!

La principessa, lentamente, eseguisce gli ordini ricevuti, poi ritorna con un bicchiere in mano e una bottiglia di vino sotto il braccio, e col seno gonfio, bisognoso di espansione, si avvicina ancora al maggiordomo che, brontolando, sempre seguita a spazzolare e a spolverare i mobili con molta leggerezza.

— Son qua, col nostro caro vecchio prediletto! Si fa la pace?... Ma ad un patto: brontola con me: strapazzami anche. Tra noi due, soli soletti,divento democraticissima... ed anzi mi piace. Macoran popola, non dirmi tutte quelle brutte parole!... In presenza, specialmente, del bel contino, dell'ambasciatore, insomma delle persone del mio ceto!... Pur troppo, volendo conservare un tantinin di decoro, bisogna tener calcolo della differenza grandissima della nostra reciproca condizione!

Il maggiordomo non ascolta affatto la supplice principessa, ma con gli occhi ammammolati, fissa la vecchia bottiglia: di colpo la strappa di mano alla padrona e a due riprese, per pigliar fiato, ne tracanna una buona metà. Anche la principessa, riagguantata la bottiglia; se ne versa e ne beve un bicchiere, poi un altro:

— Ah! questo è il vero Apostolo che riconforta lo spirito e salva l'anima!... Stasera, specialmente, che mi sento un certo brividino nelle ossa!... Vuol nevicare, scommetto! (strizzando l'occhio al maggiordomo). Ne ho ancora una mezza dozzina di queste bottiglie, ma le ho nascoste in camera mia, dietro il letto, per nostro solo uso e consumo!

— E ieri sera?... Ohè! Bisogna star più attenti! La carne... — e il maggiordomo arriccia il nasotto camuso con muta, ma espressiva eloquenza.

La principessa(offesa nel suo punto d'onore). Impossibilissimo! (poi a poco a poco, si arrende con un sospiro) Santo Iddio, come si fa? Ciò che alle volte rimane della sera prima, deve necessariamente consumarsi la sera dopo: la mia casa non è un esercizio, ma un luogo privatissimo di pura conversazione! (Trasalendo all'improvviso al rumore di un oggetto che cade con fracasso, rasentando la parete) Che cos'è? Cos'hai rotto?!

— Niente!

Romolo, spolverando un trofeo di ritratti degli «intimissimi» ne ha fatto cadere uno tra i più grandi:

— Al diavolo!

La principessa corre a raccogliere e a raddrizzare gli angoli del cartone ammaccato. È la fotografia di un vecchio bell'uomo insmocking, dalla faccia scarna, dal ghigno sinistro, coi baffoni grigi, appuntati e la guardatura un po' losca:

— Oh, poveretto coccolo!... Quel mio caro De-Farentes, simpaticissimo, che s'è rotta la testa!

Il maggiordomo(In piedi sul canapè, studiandosi di rimettere al posto il gentiluomo siciliano). Fosse rotta davvero!

La Principessa(Attenta al maggiordomo, per paura che faccia cadere anche tutti gli altri ritratti). Piano... pianino... pianin!

Il Maggiordomo. Per la Casilda Maiser sarebbe un bel risparmio!

La Principessa(con grande sussiego). Il tortissimo, per altro, della Casilda è quello di lamentarsi sempre col terzo e col quarto! Quando una donna può procurarsi l'usbergo di una persona seria, di proposito, anche se le costa qualche sacrifizio — benissimo spesi! — Il De-Farentes sarà quel che sarà, privatamente, ma come gentiluomo è sempre più che perfettissimo!... Sempre in guanti, pulito, profumato!... Anche la Casilda, in fine, che cosa potrebbe pretendere di più?

Il campanello elettrico della portineria:

— Driinn!!

— Eccoli!... Romolo! Fa presto!

Sultano, un gattone enorme, tutto bianco e con solo un'orecchia nera, esce dall'ombra, stirandosi, e salta sul canapè. Il campanello ricomincia: driinn!!...

La Principessa(in orgasmo). Romolo! Romolo! Corri!... No! No! Un momento!... E le scarpe? Hai messo la livrea e non hai ancora le scarpe!

E la cravatta?

Driiinn!!...

— Vengo! Vengo! (Al maggiordomo, in fretta, mentre si tira giù la sottana di damasco nero che ha rivoltata sotto la cintura e infila uno stretto figaro di velluto amaranto). Ti scongiuro! Fa presto! Che la gente ti veda sempre in tutto punto! (Precipitandosi nell'anticamera, mentre Sultano, che ha seguito in cucina il maggiordomo, salta sui fornelli, e alzando, allungando, ingrossando la coda, passa in rivista cocome e cazzarole) Vengo! Vengo! (Spalancando l'uscio). Apro io, per non far aspettare; ma anche il mio maggiordomo è subito prontissimo!... Buona sera! Complimenti!... Brrr! Presto, dentro, perchè spira un'arietta tremendissima che brucia la pelle!

Il Primo Dei Due Signoriche entrano:

— Infatti, portiamo la neve!

Il Cavalier Letizia e Carletto Brenta, detto ilsuperuomo, entrano nella camera da letto della principessa, che serve anche da guardaroba per gli intimissimi.

La Principessa(Aiutandoli a levarsi il paltò). E così?... Il ballo nuovo? Furoroni?

Letizia.A me, è piaciuto moltissimo!

Carletto Brenta.E a me, niente affatto!

Letizia.Si sa, io non sono un genio: io non ho talento! e me ne vanto! Ma il Manzotti, ha avuto un grande successo.

— Successo di sartoria.

— Tre ballabili bissati e tutti i quadri applauditissimi.

— Contrastatissimi! Un insuccesso! In fatti una melensaggine banale, volgare, idiota!... Una noiosità pretenziosa e interminabile!

— Diremo al Manzotti, un'altra volta, per divertire i... superuomini, di far ballare lo Zacconi con l'Ibsen, o con quell'altro... come si chiama?... Quello delle marionette?

— Con l'Ibsen hai detto una sciocchezza: con il Maeterlinck hai dato, forse, un giudizio molto acuto. Ben inteso, senza saperlo, perchè in arte, come in critica, appartieni agli innocenti.

Driiinnn!! (Una sonata lunga, più lunga e più forte delle altre).

La Principessa.Vengo!... Eccomi!... Il contino e il mio ambasciatore! Capisco subitissimo alla scampanellata! (Passando dalla cucina, mentresi precipita nell'anticamera). Presto, Romolo!... Mi raccomando! (Dopo aperto l'uscio, con un grido di gioia). Eccoli! «il palpito del cor mi fa indovina!» Buona sera signor Marchese! Sono stata oggi al grande concertone delle nostreDame Viennesi. Che splendori quella Waldhofstein!... Evviva... Giusto in punto anche il nostro Spinazzola!... Così la terna degli eletti è completissima! Avanti! Avanti, in camera mia e tutte le pelliccie sul mio talamo; al sicuro! Con tanta gente in continuo andirivieni, non si può mai garantire! — E così, dunque, il ballo nuovo?... Fiaschissimo?

Il bel contino, allacciando con un braccio il vitone enorme della principessa, le solletica la pelle e l'amor proprio, sfiorandole la guancia coi baffettini biondi, ritinti e impomatati, mentre il galante ambasciatore, palpeggiandola per cortesia, esalta quelle sue abbondanze monumentali, ma non marmoree, con le solite espressioni del noto repertorio. Invece il banchiere non saluta, non guarda nemmeno la Strufelzkoy. Le butta sgarbatamente la pelliccia fra le braccia e passando dall'anticamera al salotto, continua a sfogarsi, non contro il decadimento dei grandi balli, famosi, della Scala, ma contro la decadenza delle ballerine.

— Iballerinn, le ballerine!... Una specialità, un'istituzione, direi quasi, ambrosiana! Ma la ballerina d'una volta, la vera,adess, adesso, non c'è più!Sott'i todesch, sotto i tedeschi, allora, l'era propi tutta lee!... Sana, allegra, spiritosa affettuosa!... Una carapopolinadi famiglia, senza malizia, senza inganno e senza cotone!! Ti prendeva per amante,così, sui duu pee— sui due piedi — detto fatto — e con la sola idea di divertirsi. E nessuna spesa, anzi, la ballerina d'una volta, rappresentava una vera economia. Un paio di stivaletti, al massimo, e dopo teatro unabarbajadacon unchifelal Caffè dell'Accademia. Ma inveceadess, adesso?... Fatturata come ilChampagnesvizzero, secca, tisica, schizzinosa, e anche, magari, colfradellche fa il socialista o l'anarchic!... Piena di esigenze, di capricci, impastata di nervi, d'impostura e d'emicrania comeona miee, investe i suoi benefizî in tanta rendita e parla di azioni, di obbligazioni, di prestitimej d'on agent de cambi!

Driiinn!!

Il nobile De-Farentes e l'ex maggiore Foscarini.

Il grande gentiluomo siciliano scambia a bassavoce alcune parole con Romolo, che è corso a levargli il paltò, e con magnanimo sussiego gli ficca tra le labbra il mozzicone di un trabucos nazionale; l'ex maggiore, ancora con l'ulsterdal largo bavero di coniglio, solleva la portiera e caccia nel salotto il cranio roseo, lucente, circondato da una fitta corolla di capelli bianchissimi:

— Come mai?... Non ancora al giuoco?

Poi la portiera ricade e l'ex maggiore scompare per ritornar quasi subito, stretto e impettito nel vecchio soprabito nero.

— E così?... questo ballo nuovo?... Un orrore, ho sentito?... Ma tutti quei cretini della Commissione?... È ora di finirla, vivaddio!

L'ex maggiore non mette mai piede alla Scala, per via delle cinque lire del biglietto — troppo caro! un orrore! — e in odio a Wagner, una delle solite gonfiature dei milanesi. Ma è tra i più arrabbiati demolitori di ogni spettacolo, perchè la Scala disturba le sue abitudini, lo obbliga ad annoiarsi solo solo al caffè, sin dopo la mezzanotte, e fa cominciare il giuoco troppo tardi.

Driiinn!! Driinn!! Driinn!!

Le scampanellate si seguono una dopo l'altra e, in breve, tutti gli «intimissimi» affollano il salotto.

Il De-Farentes entra con gli ultimi arrivati discutendo a proposito di Zola e di Dreyfus e mentre si dichiaraantidreyfusistaper l'onore della Francia e dell'esercito, prova se la ruota è in bilico e se gira regolarmente. Ad un tratto, imprimendole un moto velocissimo esclama con un tremito nella voce forte, imperiosa:

—Messieurs faites le jeu!... Messieurs!

I più vicini alla roulette cominciano a puntare: gli altri si alzano e guardano il giuoco.

L'ex maggiore(correndo a mettersi accanto al De-Farentes). Un momento!... Un momento! Il nostro solito franchetto!... E sempre sul rosso! Fedele al rosso!

L'ambasciatore, il contino, il banchiere si alzano gli ultimi, dopo aver chiamato la principessa e ordinata la cena. Si avvicinano pure alla roulette, disponendosi a giocare, ma lentamente, fermandosi ancora su due piedi a criticare la debolezza del Governo, le incertezze della Giunta, e ormai disperando dell'uno e dell'altra.

La voce di un giocatore: Ventisei!

Un'altra voce:En plein!

L'ex maggiore: (con un grido di giubilo). Rosso! Gran bel colore il rosso! Lascio le due lirette sempre sul rosso.

L'Ambasciatore(Rivolgendosi piano al contino, dopo aver puntato cento lire sul «dispari»). Ma... quell'ex maggiore? Che roba è?

Il contino(con un sorriso enigmatico, mostrando i bei denti fini) Chi lo sa? Nel nostro esercito, pare, non c'è mai stato. Ho parlato con molti ufficiali: nessuno lo conosce.

L'Ambasciatore(irritatissimo). E allora?... Come mai si fa chiamare maggiore?... Ex maggiore? Maggiore di che?

Il banchiere(per calmarlo). Delle guardie notturne della principessa.

— Quattordici!

— Pari e nero!

La principessa(spazzando il salotto, dopo aver spazzato la cucina, col lungo strascico della sottana di seta, e portando, come in trionfo, preceduta da Sultano, il vassoio con la cena).

— Sultano, via! ffut! ffut! Non venirmi tra i piedi per farmi cadere! Faccio io stessa da primo cameriere, da tutto quel che occorre, volentierissimo, pur di schivare il pericolo dei musi nuovi!... E così, signor contino? Il filetto, ieri sera, non era famosissimo come al solito, mi ha detto il maggiordomo?... Che rabbia! Che dispetto! Ho pianto, persino, dal dispiacere!

De-Farentes.Messieurs faites le jeu! Messieurs!

Il grande gentiluomo siciliano sorride amabilmente; la sua voce è tornata calma, sicura. Il giuoco ha ormai ripreso il solito interesse, la solita animazione di tutte le sere. Dall'uscio della cucina, quando rimane socchiuso, si scorge la principessa che torna a sonnecchiare seduta accanto alla madia, con in bocca il suo bravo sigaro di virginia e il maggiordomo che beve il fondo dei bicchieri e dei piccoli fiaschettini di Mont'Orobio.

—Messieurs, faites le jeu, messieurs!

Si annunziano grosse perdite: perde molto l'ambasciatore e perde molto il bel contino.

— Nove!

— Dispari!

— Nero!

Carletto Brenta e il cavalier Letizia strepitano contro la jettatura. Avevano vinto due scudi a testa e li hanno perduti in un sol colpo! L'ex maggiore continua a ridere, a scherzare e a parlare, compiangendo chi è in sfortuna, esaltando chi è in vena, ammaestrando gli inesperti sui grandi misteri del rosso e del nero, e, frattanto, abilmente, sottraendo se perde o aggiungendo se vince, qualche soldo alla puntata, riescea guadagnare la piccola sommetta che forma tutta la sua rendita giornaliera. Il grande gentiluomo, sempre attento, vede tutto, ma chiude un occhio, come per un patto tacitamente concluso: anche l'ex maggiore, all'occorrenza, gli fa da compare.

—Messieurs, faites le jeu!..... Messieurs!.... Rien ne va plus!

Due donne, strane e tipiche figure, entrano quasi inosservate nella sala.

— Buona sera!

— Buona sera!

Sono rauche, non hanno più voce.

— Buona sera!

— Buona sera!

Nessuno risponde al saluto, nessuno le guarda, nessuno si volta.

— Ciao, Letizia.

— Ciao, bel siciliano!

De-Farentes(più forte).Faites votre jeu, messieurs!

... Le facce delle due donne appaiono stanche e livide sotto le macchie nere degli occhi e il rossetto delle guance. La più alta, è una virago; ha un bolèro in testa e in dosso uno sfarzoso abito d'estate chiarissimo, scollato. È appena coperta d'una corta mantelletta foderata di vecchio ermellino. L'altra, piccola, magra, con una giacca verdognola e un cappellino a punta, alla tirolese, ha un viso scarno, ossuto, cattivo, da strega giovine. È tutta occhi e tutta capelli neri, crespi, arruffati.

Sono due tristi maschere della miseria e del vizio, che portano dalla strada una ventata fredda di neve. Continuano a camminare nella sala, interrogandosi con un'occhiata incerta, ma non sono nè intimidite, nè sorprese da quella fredda accoglienza. Dopo un momento si avvicinano al tavolino, dove stanno ancora cenando il bel contino e l'ambasciatore.

— Buona sera!

— Buona sera, carine!... — risponde il Castelpusterlengo sempre amabilmentevieux-regime. L'ambasciatore un po' miope, colpito lì per lì dal voluminoso bolèro, si ficca la lente nell'occhio per vedere come alla quantità corrisponda la qualità:

— Buona sera, signorine belle!

Le «signorine belle» sentendosi incoraggiate, si slanciano, l'una, il bolèro, addosso all'ambasciatore, l'altra, la tirolese, sulle ginocchia del bel contino.

— Aristocratico simpaticone!

— Ciao, bel biondo!

E scoccano i baci.

L'Ambasciatore(cercando di allontanare le mani dal bolèro per difendere la simmetria dei radi ricciolini messi in fila attorno alla fronte). Adagio! Adagio! Troppa espansione!

Il bel contino(difendendosi a sua volta dall'assalto del Tirolo).

— .... Da brave! Rispettate il nostro candore!

A un tratto, una vocina fioca, sottile, che sembra uscire tra il falpalà e gli svolazzi molticolori del gran bolèro:

— Complimenti!... Complimenti!

Dietro alla vocina, in fondo ad un cappellone di paglia dalle rose stinte e gualcite, appare un povero visino di malatina, smunto, affilato, con grandi occhi cerulei che fissano «i signori» con un tremolio incerto fra il sorriso e le lacrime.

L'ambasciatore, dopo aver guardata la bimba un istante, lascia cader la lente facendo un atto di disgusto.

Il bel contino(infastidito). Che! Che! I bimbi si mandano a letto!

Dagli occhi della piccina, che non ha ancora cenato, sparisce a un tratto ogni luce di sorriso e non vi restan più che le lacrime.

Il bolero(Aggrottando le ciglia, con la voce più ròca, più aspra). È una mocciosa, che ci serve di compagnia.

La tirolese(Lanciando sulla bimba un'occhiata bieca, torva). Per le guardie. È meglio non essere del tutto sole.

L'ex maggiore(Allontanandosi dal tavolo dellaROULETTE:ha guadagnato le sue dieci lirette e ha capito da un'occhiata del De-Farentes che per quella sera, basta). Signore?... Oh! Oh! Abbiamo la visita di due signore!

— Buona sera!

— Buona sera!

La bimba. — Complimenti!

L'ex maggiore. — Oh! Oh! Anche l'infanzia abbandonata! (Siede pure al tavolino e prende da uno dei piatti delDESSERTdell'ambasciatore un savoiardo per la bimba e un cannoncino alla crema, per sè).

La tirolese(dando un pizzicotto rabbioso alla piccina che divora, con la bocca, il savoiardo e con gli occhi il cannoncino). Ringrazia, villana!

La bimba(trasalendo per il dolore improvviso ma sorridendo e inchinandosi amabilmente). Grazie, signore! Tante grazie! Complimenti!

L'ex maggiore(Ingolla d'un colpo il cannoncino per non imbrattarsi di crema). Brava! Una buona educazione è il condimento della virtù! E unmarron glacé, sarebbe aggradito, signorina?

La bimba, che si era aggrappata con una mano alla veste del bolèro, è spinta per un braccio dinanzi al tavolino dei tre signori, e ripete i complimenti e i ringraziamenti con un inchino e un sorriso ardito che ha già perduta la bella timidezza, ma non tutta ancora la soavità infantile, e che illumina, fugacemente, il pallido visino per lasciarlo, dopo, più smunto e più avvizzito.

La bimba ha fame e ha freddo. Lì, nel salotto, si soffoca; ma essa ha portato con sè, dentro di sè, tanto freddo dalla strada!

Quanto girare quella sera!... Su e giù! Su e giù! Quanto girare!

Dalla scollatura del corto vestitino di seta rosa, spuntano le esili spalluccie e il collo fino fino, trasparente, con una riga nerognola sotto la grossa collana di perle azzurre. Ha le gambine nude screpolate dal gelo, inzaccherate, come le calzette di lana e gli scarpini gialli, di neve motosa.

L'ex maggiore. (Scherzando sempre con la bimba e offrendole, dopo il marron glacé, una susina di Marsiglia). A lei, madamigella! Anche una prugna secca!... Vedo che l'appetito le serve!

La tirolese(ingolosita adocchiando i dolci del dessert). — È una ghiottona! Non è mai sazia!

L'ex maggiore. — Abitodécolleté! E anche le perle! Che lusso!

L'ex maggiore continua a scherzare e a divertirsi con la piccina: le regala un altro mezzo biscotto, uno spicchio di mandarino e intanto approfitta dell'occasione per faregratisla sua piccola cenetta dopo la partita. Quattro mandorle spaccarelle, un pezzetto di grana, per assicurarsi se la principessa lo abbia fatto venire direttamente da Parma seguendo il suo consiglio; poi una fetta di panettone... poi, in fine, deve chiedere al contino un bicchiere dibordò, perchè gli è rimasto, — e fa le boccacce, — quel maledetto sapore di formaggio!

— Desidera ancora qualche cosa, la signorina? Un grappolo d'uva? Signorina... — E il nome? Come ti chiami?

Il bolero. Non hai sentito?... Rispondi!

La bimba, interroga il bolèro con gli occhi intimoriti: non ricorda più il nome che le hanno dato per quella sera.

La tirolese(scotendola forte). Non far la stupida!

La bimba(sempre più smarrita). Mercedes... Iolanda... (ricordandosi: con un piccolo grido). Fernanda!... Fernanda!... Mi chiamo Fernanda!

L'ex maggiore. Fernanda!... Nientemeno! La Fernanda di Sardou? E di queste due signore chi è la tua genitrice?

La bimba(lanciando uno sguardo tenero al bolero e alla tirolese per rabbonirle). Sono la mia mamma... tutte e due!

Il bolero. Che bestia!

L'ex maggiore(amabilmente). Se queste signore sono «la tua mamma tutte e due» a casa, vuol dire, ne avrai anche un'altra?... La vera?

La bimba(accompagnandosi con un gesto espressivo della manina). Oh, tante!... Ho ancora tante mamme a casa!

L'ex Maggiore.Allora, se hai tante mamme, avrai anche... molti papà?

La Bimba.(con un inchino e un'occhiata affettuosa, carezzevole). Tutti i buoni signori, sono tutti i miei papà!

Si ride a questa risposta. Ridono anche il bel contino e l'ambasciatore e subito il bolèro e la tirolese approfittano del buon successo che ottiene la piccina, per riattaccare conversazione.

Il Bolero.L'ha avuta una nostra compagna, la Goriziana, ma non le ha portato fortuna: lo stesso anno ha fatto un vaiòlo tremendo che l'ha rovinata, tanto che non ha più potuto andar fuori. Adesso ci fa da cuoca, e quando una di noi vuol prendersi la bimba in compagnia, si paga un franco.

La Tirolese.È un'infingarda, una bugiarda, una golosa! Fosse mia, l'avrei pestata di botte!

De-Farentes(Più forte).Messieurs! Faites le jeu!

Egli vede con indifferenza allontanarsi dallarouletteCarletto Brenta e il cavalier Letizia, ma è seccato che il banchiere, il quale punta anche per conto del contino e del marchese, abbandoni il giuoco per avvicinarsi alle due donne.

—Faites le jeu!

—Rien ne va plus!

— Ventisei!

— Rosso!

—En plein!

De-Farentes(lanciando un'occhiata alla principessa che passa in quel punto col caffè e con i liquori, per farle capire di mandar via quelle baldracche). Non ci sono giuocatori stasera! Non c'è il numero sufficiente! Così non è possibile continuare! — (Con impeto: con ira:)Messieurs! Faites le jeu!... Messieurs!

Laroulette, torna a girare e a stridere.

Il Banchiere(avvicinandosi, soffiando e brontolando, al contino e al marchese). Quel De-Farentes ha una fortuna vergognosa! Abbiamo perduto l'impossibile! (Vedendo la bimba sfoga il suo malumore). Che roba è? (Alla principessa). Ormai, qui, è porta aperta? Si lascia passar di tutto! È una vergogna! Una immoralità!

La Bimba(pallida, intimorita, ma pur fissando il banchiere con gli occhi carezzevoli e facendo un inchino). Complimenti! Complimenti! Buona sera!

Il Banchiere.(Sempre rivolto alla principessache versa il cognac al bel contino e all'ambasciatore). A dormire! I ragazzi si mandano a dormire! E poi... si votano leggi sul lavoro dei fanciulli!... E poi si spoglia la gente per gli asili, per i ricoveri, per le scuole! — Bella scuola!

La Principessa(Senza nemmeno guardare le donne, con un'espressione schifiltosa di grande sussiego e di pudore offeso). Subitissimo! Dico adesso al maggiordomo di metterle alla porta!

La piccina spaventata al pensiero di dover tornar fuori, di dover tornare a girar su e giù, su e giù, sotto il rovaio, afferra la sottana del bolèro come per trattenerlo.

Il bolèro e la tirolese, insieme, con un atto di ribellione e di disperazione in faccia al pericolo di andare a letto senza cena:

— Alla porta?

— Come sarebbe a dire?

— Se siamo venute è perchè siamo state invitate!

— Siamo state pregate!

La Principessa(Sempre senza guardar le donne, per non sporcarsi la vista, ma con grande autorità, imponendo silenzio e indicando l'uscio). Sst! Fuori! Fuori! Fuori! Subitissimo fuori!

Il Bolero(Ancora più rauco). Non si tratta così con le ragazze educate! Perchè noi siamo ragazze educate!

La Tirolese.Farci perdere tutto il tempo! farci perdere tutta la notte! (Chiamando il cavalier Letizia). Siamo state invitate sì, o no?

La Principessa(Sempre più imponente e maestosa e sempre senza guardarle in faccia). Sst! Niente affattissimo! Fuori! Fuori! Fuori!

Le due donne, inviperite, fanno per lanciarsi contro il cavaliere:

— Ci hai invitate, sì, o no?

La Principessa(frapponendosi). Nella mia società invito io, comando io, e la sola, padronissima, sono io!

Carletto Brenta(sbocconcellando un panino gravido in onore del simbolismo e rivolgendosi al grande industriale). Come?... Sono tue conquiste?

L'ex Maggiore(Al contino, indicando il bolèro). Quel donnone, per altro, non è del tutto disprezzabile!

Letizia(Borbotta, sorridendo, qualche parola all'orecchio di Carletto Brenta).

Carletto Brenta(con entusiasmo). La tirolese! Vi raccomando la tirolese!

L'ex Maggiore(divertendosi). Il bolèro! Evviva il bolèro!

De-Farentes(gridando sempre più forte, per richiamare i giuocatori alla roulette).Messieurs faites le jeu!... Messieurs!

— Diciassette!

— Nero!

Letizia(che ha calmato le ire della comitiva e venendo a patti, sottovoce, con le due donne). Sentite, noi siamo anche disposti ad offrirvi una modesta sì, ma sostanziosa cenetta; ben inteso senza Sciampagna.

La Principessa(mostrandosi arrendevole e conciliante pur di assecondare il desiderio della«società»). Per lo Sciampagna, al caso, ci penso io! (Stringendo l'occhio con intelligenza al cavalier Letizia). Ho io, per l'appunto, una marca famosissima!

Il Banchiere(Ancora brontolando, sotto voce, contro la piccina). Impossibile! Per me è impossibile! Con quella roba lì, sotto gli occhi! Mi disgusta, mi rivolta! Non mi diverto più! Perdo l'appetito!

«I signori» restano sospesi, esitanti fissando la piccina, che nella sua disperazione lancia uno sguardo supplichevole all'ex maggiore, ilquale, dopo essersi fatto offrire un mezzo bicchierino di cognac, ingolla un africano di cioccolata.

La Tirolese(al banchiere, indicando la bimba). Questa marmotta?... Giuro, non dà nessun fastidio!

Il Bolero.Si mette a dormire!... Subito a dormire!

La Bimba(ha un tremito, le si riempiono gli occhi di lacrime, ma non osa fiatare).

La Tirolese(chiamandola, come se comandasse ad un cane). Qui!... Qui!... Subito! Qui! (Si guarda attorno, cercando con gli occhi, poi corre in fondo alla sala, dove ha veduto un tavolino coperto da un tappeto vecchio di lana a fiorami rosso e nero: al bolèro). Presto, la marmotta!

Il Bolero(tirandosi dietro la bimba per un braccio, poi sollevandola di peso, la butta sul tavolino). E non si piange! Hai capito?

La Tirolese.Giù!

La bimba si inginocchia.

La Tirolese.Giù! Giù! Più giù, distesa!

(La piccina ubbidisce, tremando).

Il Bolero(minacciandola con l'indice teso). E si dorme!

La Tirolese(minacciandola sulla faccia, con tutta la mano). Si dorme, o guai!

La Bimba(balbettando, col visino tutto molle di lacrime). Buona notte!... Buona notte alle mamme!... Tante buone notti... ai signori papà!... E buon appetito!

Ma la misera creaturina non può finire: è avvolta, rotolata nel vecchio tappeto polveroso e portata, cacciata nell'angolo d'un sofà, in fondo alla sala.

— Dormi! Si dorme!

— Fino a domani!

Il grosso involto fa ancora un movimento: si sente un lungo gemito sotto il tappeto... poi più niente.

Il Bolèro(correndo a buttarsi fra le braccia dell'ambasciatore). Anche se bruciasse la casa, non si sveglia!

La Tirolese(saltando sulle ginocchia del bel contino). Dorme come una talpa!

— Aristocratico simpaticone!

— Caro, biondino bello!

Scoppiano urli e risate.

De-Farentes(dinanzi alla roulette, dissimulando il dispetto, da vero gentiluomo). Signor Contino! Signor Spinazzola! Non volete tentar la rivincita?... Adesso il banco non è più in fortuna!

—Messieurs, faites le jeu! Messieurs!

Un'ora dopo: un campanello elettrico, diverso dal solito, acuto, sottile, comincia a suonare senza più smettere. Sultano attraversa di corsa il salotto e sparisce.

La principessa(con un grido tutt'affatto plebeo). Maria Vergine Santissima! La questura!

De-Farentes(cacciandosi il denaro in tasca). Presto! Tutti ai tavolini!... A discorrere, a cenare, a fumare!

Il maggiordomo(In fretta, fa per buttare un tappeto sulla roulette, ma intanto due signori si precipitano dall'anticamera in sala, seguiti dal fracasso di una portina a vetri, mandata in frantumi). Fermi tutti!

Dietro ai due delegati, e in fondo al salotto, appariscono altre facce risolute di questurini in borghese.

La principessa(strillando come un'indemoniata, mentre tutti gli altri, compreso l'ex-maggiore, sono rimasti muti, allibbiti). Mi protesto innocentissima! La mia casa, come tutta la mia parentela, è onorata e rispettatissima da secoli a Milano e fuori di Milano! Sarà stata certoqualche... donnaccia a far la spia! Per il dispetto di non poterci entrare!... Si giuoca per puro divertimento! A giuochi... di pura società, perchè la mia società, la mia conversazione può stare a pari delle più aristocraticissime di tutto il mondo! Presento il marchese Dolfin-Cocaglio! Il Conte Galantino di Castelpusterlengo, e il commendatore Spinazzola, nientemeno, tutti intimissimi! (Rivolgendosi al bolèro e alla Tirolese che continuano imperterrite a cenare).

— Siete state voi due? Spione?

Uno dei delegati(con viso torvo, al bel contino, all'ambasciatore e al banchiere). Con me, lor signori!

Li fa passar in fretta nella camera da letto della principessa, poi, scambiata appena una rapida occhiata, apre loro l'uscietto della gabbia e i tre privilegiati piccioni pigliano il volo, prontissimi a dichiarare, alla prima occasione, che «con questo Governo» c'è troppa eguaglianza e libertà!

Frattanto di là, nella grande sala, mentre l'altro delegato e le guardie procedono alla perquisizione ed al sequestro di vari mazzi di carte, e di un'altra piccolaroulette, la lite fra la principessa, il bolèro e la tirolese si fa più arrabbiata,le voci più assordanti, e il De-Farentes, per sfogarsi, finisce col dare uno schiaffo al bolèro che si rivolta, si dibatte, cerca di graffiarlo e strepita e piange, mentre gli scaraventa addosso le peggiori ingiurie:

— Ladro!... Schifoso!... Ladro!

Il delegato. Silenzio! (fissando il bolèro). Ma brava!... la Teresa Rossetti?... La Bolognese!... Tu hai avuto il foglio di via e sei tornata a Milano abatter la frusta?In arresto!... (indicando la tirolese). E tu pure! Verrai con noi! Farai vedere le tue carte in questura! E anche la padrona del locale, e il nostro bravo signor De-Farentes che teneva il banco! E anche quello là (indicando l'ex-maggiore). Arrestati!

L'ex maggiore(Senza più fiato in corpo). Ma io... è stato un caso... un puro accidente...

Il delegato. Arrestati: tutti gli altri in contravvenzione. — Lei? — comincia indicando il cavalier Letizia che balbetta nome cognome professione indirizzo. — Lei?... — (continua rivolgendosi a Carlo Brenta che fa altrettanto) — Lei?...

La principessa(fra le guardie). Almeno il brum! La carrozza! Una carrozza! E manderò i miei reclami in alto!... Molto in alto! Perchè iosono intimissima con deputati, senatori, ministri! Con tutti i nobili di Milano!... Con tutti i grandi personaggi più influentissimi!

Una guardia in borghese che continua nella perquisizione, ad uno dei compagni, indicando il fagotto nell'angolo del canapè:

— E qui?... Che ci sta?

L'altra guardia(sollevando il fagotto).Chiò, el se move!

La prima guardia(aprendo il fagotto con un grido di maraviglia).Na piccirilla!

La seconda guardia.La sarà la fia de la parona.

La prima guardia(Toglie la bimba ancora addormentata dal tappeto). Dorme!

La seconda guardia(prendendola in braccio e scotendola).Chiò piccola! Sveiete!

La prima guardia. Non fingere di dormire! Chi sei? Come ti chiami?

La bimba(apre a stento gli occhi, pallida pallida, tutta madida di sudore).

— Parla!

— Piccola, che nomeghetu?

La bimba. Celestina... (correggendosi) Mercede.

— O Mercede o Celestina!

— La verità!Se disela verità!

La bimba(li crede due«bei signori»in visitadalle sue mamme. Svegliandosi completamente, fissa le due facce minacciose e nuove per lei, ma senza punto spaventarsi: poi, dopo un momento, ricordandosi del nome che le è stato imposto la sera innanzi e sorridendo graziosamente).

— Fernanda! Mi chiamo Fernanda!... Buon giorno! (Allunga il collo per offrire un bacio sorridendo e continua con la vocina tenera, insinuante, volendo mostrarsi compita con tutti e due). No, buon giorno!...Buon giorni!...Buon giorni!Signori papà!


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