IL RECESSO

IL RECESSOSo la bellezza d'un recesso verdedove roseti carichi di theebisbigliano coi pioppi de le allee,e in un col passo l'anima si perde.Ogni cosa del mondo è sì lontanadi là, ch'io forse del mio lungo malemi guarirei, con l'erba per guanciale,vestendomi di salvia e maggiorana.Forse....—ah, m'inganno.—Che un fischiar di serpim'accoglierà, sol che il cancello io schiuda:per sùbita malia selvaggia e crudavedrò le rose tramutarsi in sterpi.[pg!225]

IL RECESSOSo la bellezza d'un recesso verdedove roseti carichi di theebisbigliano coi pioppi de le allee,e in un col passo l'anima si perde.Ogni cosa del mondo è sì lontanadi là, ch'io forse del mio lungo malemi guarirei, con l'erba per guanciale,vestendomi di salvia e maggiorana.Forse....—ah, m'inganno.—Che un fischiar di serpim'accoglierà, sol che il cancello io schiuda:per sùbita malia selvaggia e crudavedrò le rose tramutarsi in sterpi.[pg!225]

So la bellezza d'un recesso verdedove roseti carichi di theebisbigliano coi pioppi de le allee,e in un col passo l'anima si perde.Ogni cosa del mondo è sì lontanadi là, ch'io forse del mio lungo malemi guarirei, con l'erba per guanciale,vestendomi di salvia e maggiorana.Forse....—ah, m'inganno.—Che un fischiar di serpim'accoglierà, sol che il cancello io schiuda:per sùbita malia selvaggia e crudavedrò le rose tramutarsi in sterpi.

So la bellezza d'un recesso verdedove roseti carichi di theebisbigliano coi pioppi de le allee,e in un col passo l'anima si perde.Ogni cosa del mondo è sì lontanadi là, ch'io forse del mio lungo malemi guarirei, con l'erba per guanciale,vestendomi di salvia e maggiorana.Forse....—ah, m'inganno.—Che un fischiar di serpim'accoglierà, sol che il cancello io schiuda:per sùbita malia selvaggia e crudavedrò le rose tramutarsi in sterpi.

So la bellezza d'un recesso verde

dove roseti carichi di thee

bisbigliano coi pioppi de le allee,

e in un col passo l'anima si perde.

Ogni cosa del mondo è sì lontana

di là, ch'io forse del mio lungo male

mi guarirei, con l'erba per guanciale,

vestendomi di salvia e maggiorana.

Forse....—ah, m'inganno.—Che un fischiar di serpi

m'accoglierà, sol che il cancello io schiuda:

per sùbita malia selvaggia e cruda

vedrò le rose tramutarsi in sterpi.

[pg!225]


Back to IndexNext