SANGUE

SANGUESangue ch'io vedo—se i grand'occhi nerisocchiudo in languidezza di desìo—scorrer per vene e muscoli nel miocorpo, dal capo eretto ai piè leggeri:sangue ch'io sento insorgere al cervello,fumida vampa, ed affluirmi al cuore:so la tua forza, gusto il tuo sapore,da te ogni giorno ho un fremito novello.E sia tu d'altri, e grondi in mischia, o sgorghinerastro da ferita volontaria,o, decomposto, il sol, la terra, l'ariati rïassorban ne' lor vasti gorghi:o ti rapprenda in grumi all'orifiziodelle piaghe nascoste, che il silenziobenda di spine, abbevera d'assenzio,inacerba qual corda di supplizio:o splenda e arda, animator fecondo,nelle vene di chi per vincer nacque:o, col flusso instancabile dell'acqueoceaniche, gonfî il cuor del mondo:tutto per me ti addensi, meravigliadi vita, di beltà, di passïone,in questa che fiorì sul mio balconein un'alba d'amor, rosa vermiglia.[pg!229]

SANGUESangue ch'io vedo—se i grand'occhi nerisocchiudo in languidezza di desìo—scorrer per vene e muscoli nel miocorpo, dal capo eretto ai piè leggeri:sangue ch'io sento insorgere al cervello,fumida vampa, ed affluirmi al cuore:so la tua forza, gusto il tuo sapore,da te ogni giorno ho un fremito novello.E sia tu d'altri, e grondi in mischia, o sgorghinerastro da ferita volontaria,o, decomposto, il sol, la terra, l'ariati rïassorban ne' lor vasti gorghi:o ti rapprenda in grumi all'orifiziodelle piaghe nascoste, che il silenziobenda di spine, abbevera d'assenzio,inacerba qual corda di supplizio:o splenda e arda, animator fecondo,nelle vene di chi per vincer nacque:o, col flusso instancabile dell'acqueoceaniche, gonfî il cuor del mondo:tutto per me ti addensi, meravigliadi vita, di beltà, di passïone,in questa che fiorì sul mio balconein un'alba d'amor, rosa vermiglia.[pg!229]

Sangue ch'io vedo—se i grand'occhi nerisocchiudo in languidezza di desìo—scorrer per vene e muscoli nel miocorpo, dal capo eretto ai piè leggeri:sangue ch'io sento insorgere al cervello,fumida vampa, ed affluirmi al cuore:so la tua forza, gusto il tuo sapore,da te ogni giorno ho un fremito novello.E sia tu d'altri, e grondi in mischia, o sgorghinerastro da ferita volontaria,o, decomposto, il sol, la terra, l'ariati rïassorban ne' lor vasti gorghi:o ti rapprenda in grumi all'orifiziodelle piaghe nascoste, che il silenziobenda di spine, abbevera d'assenzio,inacerba qual corda di supplizio:o splenda e arda, animator fecondo,nelle vene di chi per vincer nacque:o, col flusso instancabile dell'acqueoceaniche, gonfî il cuor del mondo:tutto per me ti addensi, meravigliadi vita, di beltà, di passïone,in questa che fiorì sul mio balconein un'alba d'amor, rosa vermiglia.

Sangue ch'io vedo—se i grand'occhi nerisocchiudo in languidezza di desìo—scorrer per vene e muscoli nel miocorpo, dal capo eretto ai piè leggeri:sangue ch'io sento insorgere al cervello,fumida vampa, ed affluirmi al cuore:so la tua forza, gusto il tuo sapore,da te ogni giorno ho un fremito novello.E sia tu d'altri, e grondi in mischia, o sgorghinerastro da ferita volontaria,o, decomposto, il sol, la terra, l'ariati rïassorban ne' lor vasti gorghi:o ti rapprenda in grumi all'orifiziodelle piaghe nascoste, che il silenziobenda di spine, abbevera d'assenzio,inacerba qual corda di supplizio:o splenda e arda, animator fecondo,nelle vene di chi per vincer nacque:o, col flusso instancabile dell'acqueoceaniche, gonfî il cuor del mondo:tutto per me ti addensi, meravigliadi vita, di beltà, di passïone,in questa che fiorì sul mio balconein un'alba d'amor, rosa vermiglia.

Sangue ch'io vedo—se i grand'occhi neri

socchiudo in languidezza di desìo—

scorrer per vene e muscoli nel mio

corpo, dal capo eretto ai piè leggeri:

sangue ch'io sento insorgere al cervello,

fumida vampa, ed affluirmi al cuore:

so la tua forza, gusto il tuo sapore,

da te ogni giorno ho un fremito novello.

E sia tu d'altri, e grondi in mischia, o sgorghi

nerastro da ferita volontaria,

o, decomposto, il sol, la terra, l'aria

ti rïassorban ne' lor vasti gorghi:

o ti rapprenda in grumi all'orifizio

delle piaghe nascoste, che il silenzio

benda di spine, abbevera d'assenzio,

inacerba qual corda di supplizio:

o splenda e arda, animator fecondo,

nelle vene di chi per vincer nacque:

o, col flusso instancabile dell'acque

oceaniche, gonfî il cuor del mondo:

tutto per me ti addensi, meraviglia

di vita, di beltà, di passïone,

in questa che fiorì sul mio balcone

in un'alba d'amor, rosa vermiglia.

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