LA VEGLIAAncor la teda antica, per tre becchiaccesa, splende accanto al focolare.Sul ceppo, a che le fiamme sien più chiare,fasci hanno aggiunto di rametti secchi.Traggon le donne il fuso alla conocchia,altre sull'ago le pupille aguzzano:fra risa e giochi e strilli, i bimbi ruzzanodelle giovani madri alle ginocchia.Pendon pannocchie dal soffitto, e frondedi vischio all'uscio, e il pane è nella madia.Qui forse, o Pace, il tuo poter s'irradiadalle radici semplici e profonde!...Uomini dell'aratro e del rastrello,vergini che sapete il cigolìodel secchio al pozzo e il gelido sciacquìodei panni al fonte e il peso del mannello,fatemi un po' di posto, ch'io mi siedafra voi, ch'io fili la conocchia d'oro,mentre scoppietta il vostro allegro corod'intorno, e splende sul camin la teda.Monti e mari ho varcato—e molte sofavole—e narrerò di Vïolantee Biancabella, trasformate in piantedalla fata perversa; e narreròla storia triste d'una donna tristeche andò andò fino a smarrir la strada........ Accoglietela, avanti ch'ella cada;del campo ignoto fra le mozze ariste.Datele un sacco ed un lenzuolo, ed ellavi dormirà del sonno d'un bambino;e canterà l'albata a mattutino,salutando con voi l'ultima stella.[pg!221]
LA VEGLIAAncor la teda antica, per tre becchiaccesa, splende accanto al focolare.Sul ceppo, a che le fiamme sien più chiare,fasci hanno aggiunto di rametti secchi.Traggon le donne il fuso alla conocchia,altre sull'ago le pupille aguzzano:fra risa e giochi e strilli, i bimbi ruzzanodelle giovani madri alle ginocchia.Pendon pannocchie dal soffitto, e frondedi vischio all'uscio, e il pane è nella madia.Qui forse, o Pace, il tuo poter s'irradiadalle radici semplici e profonde!...Uomini dell'aratro e del rastrello,vergini che sapete il cigolìodel secchio al pozzo e il gelido sciacquìodei panni al fonte e il peso del mannello,fatemi un po' di posto, ch'io mi siedafra voi, ch'io fili la conocchia d'oro,mentre scoppietta il vostro allegro corod'intorno, e splende sul camin la teda.Monti e mari ho varcato—e molte sofavole—e narrerò di Vïolantee Biancabella, trasformate in piantedalla fata perversa; e narreròla storia triste d'una donna tristeche andò andò fino a smarrir la strada........ Accoglietela, avanti ch'ella cada;del campo ignoto fra le mozze ariste.Datele un sacco ed un lenzuolo, ed ellavi dormirà del sonno d'un bambino;e canterà l'albata a mattutino,salutando con voi l'ultima stella.[pg!221]
Ancor la teda antica, per tre becchiaccesa, splende accanto al focolare.Sul ceppo, a che le fiamme sien più chiare,fasci hanno aggiunto di rametti secchi.Traggon le donne il fuso alla conocchia,altre sull'ago le pupille aguzzano:fra risa e giochi e strilli, i bimbi ruzzanodelle giovani madri alle ginocchia.Pendon pannocchie dal soffitto, e frondedi vischio all'uscio, e il pane è nella madia.Qui forse, o Pace, il tuo poter s'irradiadalle radici semplici e profonde!...Uomini dell'aratro e del rastrello,vergini che sapete il cigolìodel secchio al pozzo e il gelido sciacquìodei panni al fonte e il peso del mannello,fatemi un po' di posto, ch'io mi siedafra voi, ch'io fili la conocchia d'oro,mentre scoppietta il vostro allegro corod'intorno, e splende sul camin la teda.Monti e mari ho varcato—e molte sofavole—e narrerò di Vïolantee Biancabella, trasformate in piantedalla fata perversa; e narreròla storia triste d'una donna tristeche andò andò fino a smarrir la strada........ Accoglietela, avanti ch'ella cada;del campo ignoto fra le mozze ariste.Datele un sacco ed un lenzuolo, ed ellavi dormirà del sonno d'un bambino;e canterà l'albata a mattutino,salutando con voi l'ultima stella.
Ancor la teda antica, per tre becchiaccesa, splende accanto al focolare.Sul ceppo, a che le fiamme sien più chiare,fasci hanno aggiunto di rametti secchi.Traggon le donne il fuso alla conocchia,altre sull'ago le pupille aguzzano:fra risa e giochi e strilli, i bimbi ruzzanodelle giovani madri alle ginocchia.Pendon pannocchie dal soffitto, e frondedi vischio all'uscio, e il pane è nella madia.Qui forse, o Pace, il tuo poter s'irradiadalle radici semplici e profonde!...Uomini dell'aratro e del rastrello,vergini che sapete il cigolìodel secchio al pozzo e il gelido sciacquìodei panni al fonte e il peso del mannello,fatemi un po' di posto, ch'io mi siedafra voi, ch'io fili la conocchia d'oro,mentre scoppietta il vostro allegro corod'intorno, e splende sul camin la teda.Monti e mari ho varcato—e molte sofavole—e narrerò di Vïolantee Biancabella, trasformate in piantedalla fata perversa; e narreròla storia triste d'una donna tristeche andò andò fino a smarrir la strada........ Accoglietela, avanti ch'ella cada;del campo ignoto fra le mozze ariste.Datele un sacco ed un lenzuolo, ed ellavi dormirà del sonno d'un bambino;e canterà l'albata a mattutino,salutando con voi l'ultima stella.
Ancor la teda antica, per tre becchi
accesa, splende accanto al focolare.
Sul ceppo, a che le fiamme sien più chiare,
fasci hanno aggiunto di rametti secchi.
Traggon le donne il fuso alla conocchia,
altre sull'ago le pupille aguzzano:
fra risa e giochi e strilli, i bimbi ruzzano
delle giovani madri alle ginocchia.
Pendon pannocchie dal soffitto, e fronde
di vischio all'uscio, e il pane è nella madia.
Qui forse, o Pace, il tuo poter s'irradia
dalle radici semplici e profonde!...
Uomini dell'aratro e del rastrello,
vergini che sapete il cigolìo
del secchio al pozzo e il gelido sciacquìo
dei panni al fonte e il peso del mannello,
fatemi un po' di posto, ch'io mi sieda
fra voi, ch'io fili la conocchia d'oro,
mentre scoppietta il vostro allegro coro
d'intorno, e splende sul camin la teda.
Monti e mari ho varcato—e molte so
favole—e narrerò di Vïolante
e Biancabella, trasformate in piante
dalla fata perversa; e narrerò
la storia triste d'una donna triste
che andò andò fino a smarrir la strada....
.... Accoglietela, avanti ch'ella cada;
del campo ignoto fra le mozze ariste.
Datele un sacco ed un lenzuolo, ed ella
vi dormirà del sonno d'un bambino;
e canterà l'albata a mattutino,
salutando con voi l'ultima stella.
[pg!221]