ACCIDENTI.
La natura è fertile in apparizioni accidentali, colle quali abbellisce i suoi paesetti nelle differenti stagioni dell'anno, e nelle diverse ore del giorno. I cambiamenti che offrono il levare ed il cadere del sole; l'ordine, il movimento, e i diversi quadri delle nuvole, soprattutto ne' temporali, ed alla sera per l'obbliqua ripercussione del sol fuggitivo; la repentina vicenda delle improvvise apparizioni del sole,e dell'ombre, l'incerta luce della luna velata da nube, che passa; il chiaroscuro delle lontananze, dipendente dallo stato del cielo, che vi frammischia le sue forme, e il suo chiarore; il vapor leggiero, e celeste, che nuota d'intorno ai punti di vista; l'effetto dei colori del baleno; le rugiadose perle mattutine, che risplendono ne' prati; le figure bizzarre della fluttuante nebbia; l'agitazione del fogliame, e dell'acque; li piacevoli riflessi, che ci allettano di più dei raggi della primitiva luce: tutte queste variazioni della natura, che noi comprendiamo quì sotto il nome d'accidenti, sembrano formare talvolta delle situazioni novelle, e creare de' nuovi oggetti. Rianimano l'effetto della luce, e dei colori, cambiando perpetuamente il chiaroscuro delle decorazioni, e riescono in fatto di paesetto la più fertile sorgente di varietà, e di vita. Sorprendono l'occhio attonito con apparizioni, che l'immaginazione non saprebbe rappresentarsi, nè le più abbaglianti, nè le più magiche, nè le più rapide a scomparire.
Per imitare, per quanto lo può l'arte debole dell'uomo, gli accidenti, che sono particolari alla natura, il paesista spia le sue vie più segrete. Questo mezzo non è dato in tutto all'artista giardiniere: esso aspetterà con pazienza, che la natura abbellisca il suo distretto.
Tav. IX.Veduta del ponte, del tempio di Venere, ec. ec. nel giardino del cavaliere F. Dashwood a West Wycomb.
Tav. IX.Veduta del ponte, del tempio di Venere, ec. ec. nel giardino del cavaliere F. Dashwood a West Wycomb.