CARATTERISTICO DEI DIVERSI CANTONI.
I cantoni più atti a formar giardino sono specialmente gli aggradevoli, e gli allegri, e quelli ove regna la serenità, e che si possono chiamare ridenti, e lusinghevoli. Sono generalmente composti d'una variata successione di luoghi bassi, e d'eminenze, di sinuosità, e d'ineguaglianze; e vi hanno luogo praterìe, macchie, boschetti, fiori, acque, e collinette riunite spontaneamente, e con garbo. Le roccie, le alte catene de' monti, e le grandi cadute d'acqua ne vengono escluse.
Più le diverse composizioni di questi oggetti sonovariate, ed intralciate tra loro, più esse piacciono. La freschezza, e la vivacità della verzura, che spandesi dall'erba, e dagli alberi; la limpidezza dell'acque; il chiaro specchio, che offrono; il susurro, lo strepito, che produce, zampillando una folla di tortuosi ruscelletti, che scherzano; i colorati fiori, le amene colline coronate di boschi, e di fioriti cespugli; l'ombre, che rischiarano piacevolmente; il giuoco de' riflessi incerti; le lontananze animate determinano il carattere di cotesti cantoni a seconda dei loro differenti gradi, che si portano dal puro aggradevole al gajo, al ridente.
La natura crea i cantoni di questo genere con una varietà infinita, e con copiosa diversità di grandezza, di forme, di colorito, d'ordine, e di combinazioni. L'impressione, che formano, è moderata. Una placida compiacenza, un'effervescenza di piacere, che riscalda, un'estasi piacevole, ecco gli effetti, che producono sui sensi simili distretti.
Quelli, in cui regna un'amabile melanconìa, o il solenne, sono più rari in natura, ed hanno una maggior energìa. I cantoni aggradevoli strisciano leggiermente sull'anima, facendovi una debole impressione: quelli, di cui parliamo, seducono l'anima, l'attraggono, l'incantano, la commuovono, e l'elevano.
Un cantone, nel quale domini la dolce melanconìa,si produce coll'esclusione totale delle lontananze; pel mezzo di fondi, e di abbassamenti; pel mezzo di macchie, e di folti boschi, soventi volte per l'effetto di semplici gruppi d'alberi grandiosi, e fitti, sulle cime de' quali si fa intendere un sordo mugghio; pel mezzo d'acque stagnanti, o che nascoste agli occhi producono un affogato mormorìo; pel mezzo d'un fogliame oscuro, di tronchi, o foglie cadenti, e d'un'ombra, che si distende all'intorno; o per la mancanza di tutto ciò, che annuncia la vita, e l'attività. In questi cantoni vi si mostrano raramente de' chiari: quì abita il silenzio, e la solitudine.
Un solitario uccello, che svolazza; una tortorella, che geme sopra una concava cima d'una consunta quercia; uno smarrito usignuolo, che racconti le sue pene al deserto, bastano a riscaldar la scena. Offre un consimile cantone il dolce godimento del riposo, e della solitudine, la lusinghiera immagine dell'idea che l'uomo basta a se stesso, e la pacifica dimenticanza delle cose, che intorbidano l'interna nostra quiete. Confidente dell'amore, questo cantone trattiene viva l'occulta tenerezza del cuore, e medica dolcemente gli affanni. Lo spirito si abbandona a riflessioni più libere, e più degne di lui; tutte le sue forze si concentrano, e ne divengono più attive. L'immaginazione si eleva con istraordinariovolo ad una nuova sfera d'idee, fra le quali va errando con segreto entusiasmo. Chi potrebbe essere così poco filosofo per non procacciarsi nel suo vasto recinto, ove regna la serenità, un cantone proprio ad ispirare la dolce melanconìa? A chi mai queste impressioni potrebbero essere assolutamente straniere? Straniere al punto di non averle mai osservate nella natura, o di non averle ammirate, e sentite nei valorosi poeti, che le han cantate?