CASCATA.

CASCATA.

La bellezza della cascata è principalmente costituita dall'altezza, da cui cade, e dall'abbondanza, e limpidezza delle sue onde.

Cadute d'acque accanto ai fiumi, o alla sortita d'un lago possono piacere all'orecchio pel loro strepito; non alletteranno che debolmente l'occhio. Ma allorchè si precipitano da un monte, da una balza scoscesa, o da uno scoglio elevato, vi acquistan benaltro effetto, soprattutto con masse d'acque chiare, e trasparenti. L'altezza della caduta può portar la sensazione fino alla meraviglia, e allo spavento. «Lo straniero, dice Haller parlando d'alcune cadute nelle alpi, vede con sorpresa scorrere de' fiumi per l'aria, sortir dalle nubi, e trasformarsi in nubi a vicenda.»

Procurate alle artificiali cascate gli effetti bizzarri della luce; non le offrite nude, e scoperte, ma guarnite d'erba, d'edere, e d'arbuscelli. Alberi e cespugli, che vi si incurvino sopra, senza nasconderle intieramente, vi faranno bene: talvolta celate i piani superiori, e fate sì, che l'acqua sembri sortire dal seno d'un folto virgulto, e si veda precipitare attraverso alle cime degli alberi, che in parte la coprono. Le acque cadenti sieno in proporzione con quelle contenute nei recipienti, che formano, e sieno distribuite, e moltiplicate naturalmente. Producono buon effetto vedute dal basso in alto, ed anche migliore dall'alto in basso. La natura ci offre le cascate nei monti, o nei colli: quando il terreno non abbia un considerabil pendìo, la cascata è contro natura. Le grandi appartengono ai siti eccelsi; le picciole convengono ai melanconici, ed anche agli ameni. Proponendosi di produrre vive sensazioni, un sol getto sarà preferibile a varj. Del resto si conformerà ai bisogni della scena, ed allo scopo, che si ha dimira. Con macigni, e con massi si dà alla cascata un tristo aspetto; con verdi piantagioni, un aggradevole.


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