CONCEZIONE DI UN GIARDINO.
Allorchè l'artista giardiniere sarà incaricato dell'esecuzione, e della piantagione d'un giardino, comincierà dallo studiare la natura del terreno, che dovrà abbellire. Osserverà a vicenda i contorni del sito, ed il paesaggio, che lo circonda, e che può fornirgli bei punti di vista. Esaminerà le acque correnti, e le stagnanti, le roccie, le colline, i rincalzamenti, i boschi da taglio, e quelli d'alberi da cima; considererà quali piante prosperino meglio nel terreno, sul quale dovrà travagliare; lo percorrerà spesso per tutt'i sensi, e a tutte le ore del giorno, affine di bene impossessarsi della natura del sito, e di marcare le naturali separazioni, che presenta, e per approfittare degli effetti del mattino, del mezzodì, e della sera.
Dietro queste meditazioni calcola, ed abbozza il suo piano generale; si forma nella sua testa la distribuzione delle grandi masse, e la prospettiva gli indica il posto, che occupar devono per non nuocersi mutuamente, sia nascondendosi le une dietro le altre, sia non gruppeggiandosi convenevolmente tra loro, onde formare quelle vedute pittoriche, che difficil cosa riesce d'incontrarne delle somiglianti in natura.
Abbastanza versato in botanica, conosce l'indole degli alberi, delle piante, e degli arbusti; sa quale qualità di terra, e quale quantità d'acqua addomandino. Instrutto del naturale loro crescimento, delle forme, e colorito delle loro foglie, e de' loro fiori, e frutti, sa se prosperino più al sole, o all'ombra. Fatte queste conoscenze, stabilisce le sue grandi masse; e dopo d'avere disposto il terreno, riflette alla distribuzione delle parti, e fa le sue piantagioni in modo che le differenti specie di piante, in ragione delle loro forme, e colori, produchino l'effetto, che brama.
Volendo ornare il suo giardino d'opere d'architettura, e non conoscendo abbastanza quest'arte, si rivolge ad un architetto intelligente, e di gusto: spiega a lui il suo piano, lo conduce sul sito, e cerca d'immedesimarlo nelle proprie idee, perchè la fabbrica, di qualunque carattere ella sia, abbia una reciproca convenienza, e proporzione; con anticipata previdenza calcolando il maggior incremento, che potranno acquistar le piantagioni, che la circondano[26].
Operando così è quasi impossibile di non far bene, e di non accostarsi ai movimenti semplici, e fecondi della natura. Il possessore risparmia, e l'artista acquista riputazione; le persone di gusto sono soddisfatte, e ciascheduno vi trova il suo conto.
Proprietarj! nuovi ricchi del giorno! sappiate approfittare di quanto possedete, e non vi affannate a crear quello, che vi manca. Impiegate il vostro denaro ad ingrandire la vostra possessione, piuttostochè rinchiuderla in un piccolo spazio per aggravare il vostro terreno di vani oggetti discordi, e ridicoli.
Se si trovano nel vostro fondo naturali elevazioni, boscaglie, e dirupi, cercate di pervenire comodamente a questi oggetti; diramate gli alberi, atterratene alcuni per iscoprire le parti troppo nascoste, fate piantagioni per guarnire le parti vacue; colmatele concavità inutili, e dispiacevoli all'occhio; introducete comode stazioni nelle posizioni pittoriche, dove la veduta dei contorni interessa l'attenzione, e dove la fatica fa desiderar un ricovero. Disegnate il vostro sentiero nei boschi, abbattendo le piante, che impediscono il passaggio; ma abbiate cura di conservarne le più belle, facendo deviar la strada ora da un canto, ed ora dall'altro. In questa guisa si troveranno i cammini formati naturalmente, e a poca spesa. La costruzione di una capanna, che servirà d'asilo contro il sole, e la pioggia, o d'un villereccio ponte congegnato d'alberi, fatti dal più zotico villano, riescono cento volte più pittorici, e più analoghi al luogo, che se fossero questi oggetti l'opera del più abile ingegnere.
Se al contrario il vostro terreno giace in un fondo, e che siate abbastanza felice d'avervi dell'acqua, e di trovarvi a poca profondità una sorgente, scavate, ingrandite il suo recipiente, cercate il suo declivo, e fate scorrere questa limpid'acqua in tutt'i siti, ove potrà portarsi. Imitate fedelmente le rive de' ruscelli, lasciandovi crescere l'erba, le canne, e le piante palustri; collocate con discernimento il salice piangente, il pioppo, ed il faggio; ed aggiungete i più convenienti arbusti, procacciandovi effetti, e punti di vista interessanti. Di luogo in luogo arrestate il corsodelle acque con sassi, che sormontandoli, le acque produrranno cadute. Se le rive sono abbastanza separate, perchè il volume dell'acqua formi grandiosi nappi, collocate sulle sponde qualche pezzo d'architettura. La sua riflessione nell'acque, e la quiete del luogo apporteranno la calma nell'animo, e l'inviteranno ad una dolce meditazione.
Le tombe, gli obelischi, i templi, le grotte saranno artistamente riposte, e con infinito giudizio. Dalla loro disposizione si riconoscerà il sapere, ed il gusto dell'artista, se ha saputo approfittar del terreno, e se è pervenuto ad ingrandirlo.
Vi è un mezzo di alzare il terreno collo scavarlo all'intorno, e portare le terre all'orlo. Questa fattura comunica movimento al piano, e diventa più profittevole qualora si trovi nel fondo una sorgente. Infoltendo di piantagioni l'argine, si ottiene un ricovero delizioso nei calori della state.
Si perverrà a tutti questi siti senza punto accorgersene, sia per vie diritte, o tortuose, sia per cammini scavati, o coperti. Si darà luogo a piacevoli sorprese, e non si mostrerà ogni cosa tutto ad un tratto: è questo il mezzo infallibile di cagionare sensazioni piacevoli, e di non stancare l'immaginazione.
Quanto è soddisfacente di comunicare un aspetto più bello ad un tratto di paese! Riempirlo dellavarietà delle scene magnifiche, è approssimarsi in qualche modo alla creazione! L'uomo virtuoso, ed industre, che passa la sua vita fra le sue piantagioni, e che coltiva con cura il suo orto, è l'amico del genere umano, che soddisfa a un debito di natura. Le piantagioni non procurano soltanto piaceri innocenti, ma durevoli, che rinascono in ciaschedun anno. Quanto diletto si prova alla vista di un paesino, che si è formato, a quella di ameni passeggi, e all'ombra degli alberi, che si sono piantati colle proprie mani! Non imbarazzate, non opprimete dappertutto gli ammirabili siti della bella natura; non tagliate mai i rami delle vostre piante in figure matematiche: poichè il vedere le piante, che s'innalzano in forma di cono, di palla, di piramide, o di ventaglio, oppure in altre forme, che annunciano i segni della violente forbice, tutto ciò rovescia le idee di natura, e non compensa i piaceri, ch'essa ci somministra. Imprimetevi bene in testa, che non si crea la natura, e che tutta l'arte immaginabile non può servire, che a farla valere. Qualunque tu sia, guardati dal produr indifferenza coll'opera tua. Sarebbe questa la prova più certa, che hai mancato al tuo scopo, e che non hai sentito tu stesso le emozioni, che ti proponevi di risvegliare in altrui.
Tav. XXXI.Veduta della casa, e di una parte del giardino, ricavata dal piano generale,tav. III, pag. 34.
Tav. XXXI.Veduta della casa, e di una parte del giardino, ricavata dal piano generale,tav. III, pag. 34.