DELL'ACQUE.

DELL'ACQUE.

Le acque sono nel paesino ciò che sono gli specchi in una sala, ciò che sono gli occhi nel corpo umano. Senza contare i piaceri della passeggiata in battello, e della pesca, le acque sono talmente vivificanti, talmente rinfrescanti, e così copiose inapportare grate impressioni, che la loro presenza piace dovunque, e la loro privazione fa pena anche ne' siti più vaghi.

Un volume d'acqua piace ancor da lontano, e non solamente per la sua fertilità nel produrre effetti varj in ragione della grandezza, della sua forma, e movimento; ma ancora perchè suscettibile di vantaggiose combinazioni con altri oggetti.

L'estensione, e la profondità d'una massa d'acqua sono sorgenti d'idee sublimi. L'impensato aspetto d'un gran corpo d'acqua, del mare per esempio, produce maraviglia; e scorrendo successivamente cogli occhi questa scena immensa, il pensiero si perde nell'idea dell'infinito. Tuttavìa per quanto forte sia la meraviglia che cagiona la vista del mare, l'ordinaria sua uniformità ne indebolisce l'effetto, a meno che l'immaginazione non sia rianimata da oggetti mobili. I vasti corpi d'acqua ci trattengono con maggior piacere, allorchè non si scorgono tutto ad un tratto, ed in tutta la loro estensione, ma che insensibilmente vadansi sviluppando a poco a poco, e sotto punti di vista variati. Delle isolette disperse, e di diversa forma rompono pure aggradevolmente la monotonìa d'una larga superficie d'acqua. Le alte rive, le punte di rocco, i promontorj, i capi osservati da varie parti, e a una certa distanza,formano limiti oltremodo piacevoli. Una superficie d'acqua considerabile cagiona il più bell'effetto, allorchè scorre al lungo d'un bosco, o che serpeggia a piedi d'un colle; la grandezza apparente, che acquista per questo mezzo, per quest'inganno occupa l'immaginazione anche allora quando l'occhio non iscorge più nulla.

Tav. VIII.Veduta del laghetto nella villa di Monza.

Tav. VIII.Veduta del laghetto nella villa di Monza.

La limpidezza dell'acqua è la primaria sua dote, e sparge la serenità, e l'allegrìa su tutti gli oggetti vicini. Il riflesso delle nuvole, come abbiam già detto, degli alberi, de' virgulti, de' colli, degli edificj forma una delle più ridenti parti del campestre quadro; l'oscurità al contrario, che giace sugli stagni, inspira melanconìa, e tristezza. Un'acqua profonda, e tacita, nascosta in parte da' grandi alberi, velata da spineti, e da sovrapposti cespugli, s'accorda mirabilmente co' siti destinati agli eremi, alle urne, ed ai monumenti consacrati dall'amicizia alle spoglie d'anime illustri.

Il movimento dell'acqua è ancor più fertile in apportare impressioni varie. Stendesi ella placidamente in una vasta ed aperta pianura? Annuncia una scena dedicata al riposo. Cacciasi dessa dolcemente in parti ombrose? Acquista un non so che di grave, e di tristo. Un sordo mormorìo e soffocato è il tuono della melanconìa, e del dolore; un dolcemormorìo invita alla riflessione, e conviene alla solitudine. Il susurro d'una chiar'onda, che serpeggia trastullandosi, sparge allegrìa; un corso rapido, e le saltellanti cascate apportano la gioja; precipitosi fiotti, che scacciansi l'un l'altro schiumando, destano l'idea della forza; i torrenti, che mugghiando s'ingolfano in profondi e tetri abissi, o che cadon dall'alto al lungo delle roccie, e de' monti, offrono uno spettacolo superbo, che s'accosta al sublime. La violenza, il fremito, il mugghio feroce de' gran fiumi, e delle cateratte, le rotolanti bianche e schiumose loro onde, l'aere oscurato all'intorno, l'eco delle rupi, tutto si riunisce per destar sentimenti, che talora spaventano.

L'acqua collegata con altri oggetti produce effetti diversi, e vantaggiosi. Dà un aspetto ridente all'ombre, e cambia un deserto in deliziosa regione; aumenta l'aria selvaggia delle difformi roccie, e delle montagne, e sparge altresì la serenità, e il bello su questi oggetti. Gli stagni d'acqua dormente rendono una foresta più oscura, e più triste, e i limpidi ruscelli, che serpeggiano in quà, e in là, soavemente mormorando, l'animano, e la rallegrano. Qual piacevole quadro non presenta un paesino, ove alle ondeggianti sponde d'un grande e chiaro ruscello s'alzano piccoli gruppi d'alberi, ora spessi, ed oraradi, che terminando in tronchi isolati, si ricompongono di nuovo in boschetto, asilo dell'ombra, e del silenzio! Dove l'acqua brilla talvolta sotto le verdeggianti volte, o fra i diversi fusti degli alberi; talvolta riluce in larghe masse rischiarate, e talvolta va a perdersi dietro un bosco, od un colle, poi ricompare più vistosa che mai! E qual incanto non acquista una collinetta, che dolcemente elevandosi vien coronata da cespugli, e da qualch'albero, i cui ben composti tronchi portano al cielo le nuove ed orgogliose frondi! Ove una leggiera cascata d'acqua, ora visibile, ed ora nascosta dagli sterpi, or rumorosa, ed or più tacita slanciasi leggiadramente al lungo del pendìo; poi formando ruscelli d'inegual corso fra sassi, s'affretta di scorrere tra' fiori, che smaltano il vicin prato, e brilla colà, vagheggiata dai raggi del sol cadente!

Considerata l'acqua dall'alto si presenta sotto il migliore aspetto, allorchè i suoi fiotti argentini serpeggiano in aggradevoli sinuosità all'intorno d'un colle, d'un boschetto, d'un'isoletta, di casolari, e di villaggi; che sottratta agli occhi dall'ombra d'un sovrapposto monte, o dagl'intralciati cesti d'alberi, quivi si striscia in un oscuro fondo, e là d'improvviso risplendente appare dalle non aspettate aperture del bosco. Questo spettacolo vedutodall'alto d'un colle in tutta la sua varietà, ed abbellito di tutti gli scherzi dei riflessi, e di tutte le bellezze del chiaroscuro, eccita sentimenti inesprimibili.

Non v'ha scena, di cui l'acqua non possa aumentare, o diminuire l'impressione; non v'ha commovimento, che dessa non possa produrre, accrescere, od addolcire: tanta è l'energìa di quest'elemento.


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