DELL'ERBA.
Gli spazj liberi, e scoperti riescono indispensabili in un giardino, non tanto per la salubrità, e per il comodo, che per gli effetti diversi, a cui dan luogo. Allorchè vi si perviene dalla sortita d'un folto sentiero, ricreano coll'orizzonte che presentano, e con l'aria pura che porgono; vi si rinfresca duranti l'ore meno calde della sera, e del mattino, e dopo una pioggia d'estate; frattanto che le nuvole poggiano sulle nostre teste, ed abbozzano, variano, escancellano i vaghi lor quadri. Sviluppano gli spazj vuoti tutto ad un tratto inaspettate prospettive, ed acconsentono nel loro seno mille scene, che ne avvalorano il pregio. Producono l'effetto de' prati, dei quali non sono punto dissimili.
La prima legge di natura, parlando degli spazj erbosi, si è, che non sieno quadrati, nè quadrilunghi, nè d'alcuna figura affettata. Le forme regolari, angolose, acute, sono repugnanti in natura. Le linee terminanti debbono essere diligentemente nascoste, e nulla di tutto quello deve apparire, che tradir potrebbe la mano artificiosa dell'uomo. Un tappeto verde piantato a bella posta non è interessante, che in quanto sembra prodotto dalla natura stessa.
Un tratto di terreno ricoperto d'erba, perfettamente piano, annoja presto, e specialmente quando è spogliato d'ogni altro oggetto. Le ineguaglianze del suolo accrescono le bellezze degli spazj erbosi, rompendo l'uniformità della linea retta, e cagionando vaghe gradazioni. Ne' giardini Inglesi ben di spesso i tratti di terreno erboso si stendono da un lato sovra collinette arborate, s'inviluppano dall'altro fra' gruppi d'alberi, e fra' boschetti; quì si perdono nell'ombra d'un'oscura foresta, e là ricompajono in siti scoperti, e giocondi.
Un verde allegro è singolarmente proprio al terreno erboso, ma in quello di una scena melanconica converrà scegliere di preferenza un'erba a tinta oscura.
La disposizione degli spazj erbosi facciasi con semplicità, e senz'arte. La lor grandezza sarà proporzionata all'altre parti del giardino, ed in particolare a quelle, che li ravvicinano. La troppo vasta estensione d'un verde tappeto ne diminuisce il buon effetto, che si avvalora, procacciandogli delle interruzioni. Queste gli danno un'apparenza più bella, che quando lo spazio vuoto dispiega all'occhio tutta la sua estensione. Per romperlo, si metteranno in opera artificiali oggetti, fabbriche, piramidi, colonne; ed anche in alcuni siti s'otterrà lo stesso intento col semplice impiego d'alberi gruppeggiati.
Per tal mezzo vien diminuita la nojosa uniformità, e si diffonde movimento. Noi vediamo, che le praterìe, e i tratti erbosi di terreno non sono mai tanto aggradevoli, che qualora si presentano all'improvviso in un bosco, e van serpeggiando dappoi con mille sinuosità fra' massicci di piante, le quali colle loro teste intralciate formando fitte sommità, aprono all'occhio de' passaggi liberi fra i lor tronchi: il verde musco quivi s'adorna d'una più ridente tinta per lo splendore del sole, che l'irradia; e là cacciandosi fra un incerto bujo, raggiugne i sitiavviluppati in una oscurità confortante. L'amenità delle verdi zolle potrà esser messa in contrasto col vario-tinto fogliame de' sovrapposti alberi, e coi colori de' loro fiori, e frutti. Si potrà ravvivare il tappeto erboso con arbusti, e con piante vivaci a fiori brillanti. Intorno ai bagni, alle grotte s'impieghi lo spigo, il rosmarino, la menta, la salvia, la persa, il timo, la melissa, il sermolino, l'isopo.
Seguendosi i precetti della natura, si dovrà guarnire dappertutto d'erba, e di piante la vacua superficie della terra, e darle quell'apparenza sana, e ridente, che quella offre all'occhio ne' più fertili distretti.
Gl'Inglesi moderni, favoriti dall'umidità del loro clima, hanno perfezionata nei loro parchi l'arte deiGAZZONI. Per ottenerne fra noi de' passabili, l'espediente migliore è quello di trasportarvi le zolle, e ben aggiustate bagnarle, e batterle grandemente, affine di unirle, ed assodarle. Si cercherà in appresso di strappare le differenti specie d'erbe, e singolarmente le nocive, e di ridurle ad una sola, non lasciandovi mai mancare nè cilindro, nè falce. Seminando le terre riescono tra noi meno bene, ma ciò apporta minor dispendio, e tuttavìa usando di gran diligenza col metodo accennato, si potranno ridurre bastantemente a dovere, massime coll'impiego di minuti concimi, e con la disposizione dell'acque.