DELLE ACQUE.

DELLE ACQUE.

Noi abbiamo diggià data un'idea generale delle bellezze, e degli effetti vantaggiosi dell'acque nei paesetti.

La natura ce le mostra sotto differenti forme, e con differenti caratteri, tanto per rapporto alla vastità, che per rapporto al riposo, o al movimento. Ci offre le acque ora dormenti, ora in corso, ed ora cascanti. Il primo di questi caratteri comprende il mare, i laghi, gli stagni, i recipienti; il secondo abbraccia i torrenti, i fiumi, ed i ruscelli; il terzo comprende le filtrature, le cascate, e le cateratte.

Il mare è da considerarsi come punto di vista, e fa mestieri di travagliar, e coltivare il lido, e di moltiplicare, e variare le prospettive. Esso è una sorgente di elevate emozioni, ed inspira tutt'i sentimenti, che derivano dalle idee di profondità, d'estensione, e d'immensità. L'accidente d'una tempesta gli fa rappresentare una scena egualmente superba, che maestosa, che colpisce la fantasìa, e la trasporta; e la vista di que' castelli fluttuanti, che sembran talvolta sospesi all'orizzonte, richiamano sempre all'uomo l'audacia, e l'energìa dello spirito, che lo anima.

Le alture, e i promontorj, che circondano il mare,offrono alle case di campagna situazioni superbe, che si distinguono per il loro ardire, e singolarità. In un giardino bagnato dall'acqua del mare, si possono praticare attraverso i boschi, gli scogli, e le montagne, de' punti di veduta, e delle aperture, che stendendosi al mare colpiscano, ed interessino estremamente; si potrà pur anche dar campo a sorprese di sommo effetto. Egualmente un lago serve ad un giardino per punto di vista, e per confine. Un picciol lago però pare indispensabile che faccia parte di un giardino di una vasta estensione; anima tutte le scene all'intorno; la sua limpid'acqua, e pacifica riflette, abbellendo i colori cangianti del cielo, e le decorazioni, che ne adornano le sponde: il suo circuito; la configurazione delle curvature, e de' suoi sporti; la forma, e guarnimento delle rive; le ineguaglianze del loro alto, e basso; la connessione con colli, foreste, e villaggi; tutto ciò è suscettibile di copiosa varietà.

Il carattere del lago è il riposo: gli manca il movimento per se stesso. Rare volte agitato riuscirà abbastanza forte onde produrre qualche rilevata sensazione, ma più sovente rimarrà in uno stato, che non intorbiderà punto l'effetto suo ordinario di calma, e di dolce piacere. Un lago di vasta estensione lusingherà di più la vista, allorchè sarà rotto da isolette,e che anderà a perdersi dietro le foreste, e le collinette. Il lago vuole curvature, che servono a dargli varietà; puonno esser le sue rive deliziosamente abbellite, ora d'elevazioni, ora d'abbassamenti, ora di cespugli, ed ora di grandi alberi inclinati. Quì un picciol promontorio, o una catena di colli, li cui pendìi sono ricoperti di pecore, che vi si arrampicano, si cacciano ben dentro il lago; là un boschetto sembra nuotare nel mezzo de' flutti; da questa parte una stretta lingua di terra erbosa priva d'alberi, e di cespugli s'avanza serpeggiando tra l'acque; una mandra, che sembra sortir dal lago, pascola in questo sito, e ne contempla stordita le riflettute immagini. Da quest'altra parte l'umido elemento scompare nell'apertura, che gli presenta un folto bosco di quercie, e l'immaginazione penetra là, ove l'occhio è arrestato.

Allorchè si crea un lago artificiale, bisogna diligentemente nascondere tutto ciò, che potesse svelar l'arte, ed è soprattutto per riguardo alle rive, che conviene essere attento, affine di non mancare almeno di quell'apparenza, che ha un lago naturale. L'estensione dell'acqua sia in giusta proporzione col circondario, poichè come un ruscelletto svanisce in una vasta pianura, e resta senza effetto, similmente una troppo grande superficie d'acqua può diminuirl'impressione degli altri oggetti del paesino. Rialzando l'opposta riva, formando piantagioni d'alberi da cima, costruendo fabbriche intonacate di color vivo, si può riserrare i limiti, e rapprossimare l'indietro; come per lo contrario l'abbassamento delle ripe, e la privazione d'altri oggetti, ingannano lo sguardo per un'illusoria ampiezza. Bisognerà dunque, che la vista trovi nelle adjacenze d'un lago oggetti, che l'attirino, e l'occupino. Le curvature non debbono essere numerose, nè sta bene che la loro figura sia regolare.

Tav. XVI.Veduta del laghetto nella villa Cusani a Desio.

Tav. XVI.Veduta del laghetto nella villa Cusani a Desio.

Le isole servono in un lago tanto a rompere la nuda superficie dell'acque, che ad arricchirne la scena. Se ne può far senza, e si può introdurvene diverse, non più però di due, o tre, perchè occupano troppo spazio, e tolgono l'effetto dell'acqua. S'avverta però, che devonsi distinguere per la differenza delle loro forme, e de' lor guarnimenti. Un'isola spelata farebbe cattivo effetto in confronto delle altre bellezze della scena. Le decorazioni proprie di un'isola sono i monumenti, e le fabbriche d'un genere grandioso; le elevazioni, ed i ribassi del terreno; l'alternativa dei siti ingombrati, e degli scoperti; qualche gruppo composto da bei alberi; alcune strade, che attraversino la variata superficie del terreno, quà e là sparso di cespugli, donde si scorganonon attese prospettive. Vi siano in disparte siti di riposo, o si traveda un romitaggio circondato da grandi piante, che stendano variamente i loro rami, ed alternino lo stridore delle loro fronzute cime agitate dal vento coll'umile bisbiglio delle scosse, ed oscillanti canne. Se l'ampiezza del lago lo permetta, sianvi da lontano capanne da pescatore, e qualche disperso battello, con cui possa aversi il piacere della pesca, d'una scorsa sull'acque, e della caccia delle anitre.


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