DELLE FABBRICHE NEI GIARDINI[22].
La comodità fu la cagion primiera delle piccole fabbriche, che si praticarono nei giardini. Si cercavaun sito, ove porsi al coperto dalle pioggie, dal vento, dal freddo, e dal caldo; si voleva un grato ricovero, in cui godere in pace dei piaceri della società, e di quelli della solitudine.
Il gusto in appresso avendole considerate come mezzi di abbellimento, si cominciò a precisarne le forme, l'eleganza, il carattere, la situazione.
Avanti di farne la scelta convien usare la più diligente attenzione alla situazione, all'indole, ed alla disposizione del giardino, e soprattutto distribuirle con discernimento, e sobrietà.
Gli edifizj devono produrre il loro effetto nei giardini egualmente, che nei paesetti, e non comparirvi come semplici oggetti, ma come oggetti di una significazione determinata. Devono esser proprj, non solo ad indicare più chiaramente il carattere del cantone, cui appartengono, ma ancora a comunicargliuna nuova energìa, che si diffonda sul totale. Devono rinvigorire l'amenità, l'allegrìa, la gravità, la malinconìa delle scene, delle quali fanno parte, e rendere ciascheduno di questi caratteri vieppiù sensibile. Un rottame rinforza l'aspetto solenne, un eremo il malinconico, un tempio il nobile, una capanna il campestre.
Sarà dunque essenziale che la fabbrica si accordi col carattere del luogo, in cui è riposta; ed anzi il carattere di ciascheduna scena determinerà la qualità dell'edifizio, che le conviene.
Inoltre la grandezza, e l'ornato esteriore dell'edifizio devono misurarsi sull'indole particolare del distretto. Soverchia estensione e ricchezza spegne soventi l'impressione, che produr deve la scena naturale; e se è troppo poca, non la fa spiccare abbastanza: poichè si avrà presente, che non bisogna considerare la fabbrica, e il sito, in cui risiede, come parti tra loro isolate, ed indipendenti, ma che devono formare un totale, sostenersi amichevolmente colle reciproche loro relazioni, ed accrescere le mutue loro impressioni con combinazione armoniosa.