GIARDINO DI PRIMAVERA.
I fiori, il sereno, e la gioja coronano la gioventù dell'anno. La natura risvegliandosi dal suo sopore celebra i giorni ridenti della nuova sua nascita. Tutto è ripieno di movimento, e di vita. Le valli, e i prati s'adornano di fresca verdura, e degli smaltati doni di Flora. I boschi mettono foglie, e fiori; e l'esalazioni balsamiche ondeggiano per l'aria divenuta più calmata. Le ingrandite ombre campeggiano, e maestrevolmente contornano, e fanno risaltare glioggetti. Il cielo sgombro dalle nubi, brilla d'un celeste chiarore, che rianima, e ristora, e riluce sui ruscelli, e sui fiumi, che susurrano, e mormorano, scorrendo con piena libertà.
Nei campi tappezzati d'erba le tenere agnella seguono belando la madre, mentre sulle alture un più robusto bestiame sorbe a lunghi sorsi i torrenti del nuovo aere, e fa rimbombare i suoi lieti muggiti di colle in colle. I boschi risuonano d'innumerevoli accenti d'uccelli, che cantando si chiamano, che fabbricano cantando i novelli ricoveri d'amore, e che s'addormentano, e si risvegliano cantando. Frattanto i sensi dell'uomo sono destati: un sentimento, che lo riscalda, lo penetra, e si sente rianimato, ed acceso d'entusiasmo; dimentica le città, e le loro occupazioni, e brighe, e respirando con maggior libertà, corre incontro alle voluttà, alle quali l'invita la natura campestre.
Questa è la festa di Flora. Gli alberi, i cespugli, e le piante, che in questa stagione fanno mostra dei loro fiori in tutta la vaghezza della vario-colorata loro pompa, devono decorare col loro smalto, e colle loro vacillanti ombre il verde tenero degli spazj erbosi. Perciò tantosto si disperdino isolate sul verde tappeto; tantosto si radunino in gruppi, e compongano folte masse a vaghe mischie, ed a soavi odori,o s'innalzino in forme piramidali, dominati dalle fiorite cime, al tempo stesso, che all'intorno pendano mazzi diversi d'arbusti men alti; e si riuniscano in leggiadri boschetti, consacrati alla primavera. L'artista giardiniere sceglierà le famiglie, e le specie, che forniscono una successione di fiori, e li radunerà in modo di non lasciarne mai priva la scena. Porrà attenzione a scegliere i gambi d'una forma più bella, perchè anche dopo la fiorita non offendano l'occhio; e sarà diligente in levare tutto ciò, che diggià è passato. Le piante a frutta non sono mai abbastanza raccomandate per le scene di primavera, per motivo della loro bella fiorita, ed anche i fiori a cipolla, de' quali si puonno comporre vaghi strati pittorescamente dispersi in quà, e là sulla fresca erba.
L'esposizione del giardino di primavera sarà al mezzogiorno. Una serie di collinette illuminate dal sole, e leggiadramente gonfiate, che spieghino ondeggiando le loro dolci pendenze senza rabbassi profondi, sembrano offrire il sito più analogo a questo carattere. Questo sito acquista maggior pregio ancora, quando si possa nelle piccole valli trammezzo a' lucidi sassi far gorgogliare qualche rigagnolo, di cui le acque sieno trasparenti, e chiare, il corso animato, moderato il mormorìo, e le rive coronate di fiori, che pendano, e che si mirino nel liquido elemento.Le acque, e i cespugli attirano la melodìa dei colorati augelli, la cui compagnìa non è giammai più aggradevole, che nel corso di questi giorni festosi, sacri all'amore, e alle canzoni. Che la serenità, e la gioja regnino in ogni parte del giardin di primavera. Tutte le decorazioni, tutte le opere dell'arte devono annunciare l'indole della stagione, la gioventù, e l'allegrìa.
Appartengono a questo cantone i seggi scoperti, gli alberi piegati ad arco, i tempietti ridenti, collocati in faccia di belle prospettive, circondati al di fuori di piante fiorite, ed ornati al di dentro d'immagini, che non respirino che il piacere. Le fabbriche saran leggieri, e d'uno stile gajo. Iscrizioni collocate sulle fabbriche, e nei siti di riposo possono altresì contribuire a renderci più attenti alle scene di primavera, e invitare a godere de' piaceri, ch'ella ci offre.
Quì fra ciocche di rose, e di gelsomini, e fra i gruppi di mandorli, e d'arbusti fioriti, frammezzo alle esalazioni balsamiche del giglio convalio, della madre selva, del giacinto, e dei narcisi, vicino ai boschetti, ove il cantor d'amore invita co' suoi accenti, al lungo de' ruscelletti, su le cui rive crescono la violetta, la precoce pivonia, e l'iride odorosa, quì le grazie, e l'amore amano avervi e sede, e culto.
Tav. XXXIV.Latterìa di Hohenheim.
Tav. XXXIV.Latterìa di Hohenheim.