RUSCELLI.
L'umile ruscello fa infiniti rigiri, perchè è docile, e non si fa strada, che difficilmente; cede compiacente all'ostinazione del suolo: troppo debole pertirar seco un ostacolo un po' forte, l'evita; quindi nascono li ripetuti errori del suo corso, e le moltiplici sue sinuosità.
La vivacità forma il carattere proprio del ruscello; conviene in conseguenza a' cantoni aggradevoli, vaghi, e ridenti, de' quali n'è il principal ornamento. Abbonda ne' siti disseminati di colli, e di montagne, e nelle valli fornite di sorgenti. È in balìa dell'artista giardiniere il guidarlo, e variamente conformarlo. Serve al bagno, alla pesca; forma cadute, ammette ponti, e li più piacevoli abbellimenti della rustica scena.
In un vasto tratto di paese il ruscello si perde tra la folla, e la grandezza degli altri oggetti; per far la sua comparsa ama i piccioli distretti, dove l'occhio possa colpire le sue bellezze, e il mormorìo arrivare all'orecchio. Li suoi pregi brillano in siti riserrati, dove nulla distrae, e dove non appajono oggetti smisurati. Vicino al rio collocate un bagno fra l'odorosa boscaglia, oppure un seggio d'erba contornato d'alberi piegati. Il garrire d'un ruscello diventa un mezzo considerabilissimo ad animare un picciol distretto, capace, com'egli è, di variazioni ne' suoi tuoni chiari, soffocati, acuti, e dolci.
L'artista giardiniere può accrescere, diminuire, e fissare, come gli piace, il movimento, ed il suogorgoglio pel mezzo delle inclinazioni, delle cavità, e delle alture del terreno; può praticarvi cadute, e disporvi variamente il sottoposto terreno; può mettere, o togliere a piacere gli ostacoli. Ai fianchi d'una grotta, le acque del ruscello siano nascoste, e fervido il suo movimento. In un boschetto delizioso il suo corso formi mille rigiri, si mostri, e si nasconda con piacevoli susurri. All'intorno d'un seggio, o d'uno smalto di fiori, nella sua corsa piacevolmente affrettata zampilli con rumore su' massi a varj strati, e spruzzi vagamente la limpid'acqua contro il suol selcioso.
La vivacità a' differenti gradi forma il carattere generale delle acque cadenti. Dappertutto annunziano la loro presenza all'orecchio, allora pure che l'occhio non le scorge, cominciando dal più leggiero susurro allo spaventevole mugghio. Animano il paese non solamente alla vista, ma ancora all'udito, e le raddoppiate impressioni, che destano, penetran l'anima.
La prima idea, che inspira un'acqua cadente, è quella di venire da un'eminenza, da' colli, e da' monti, che gli servano di culla. Le differenti disposizioni, tali che il più o il meno della loro altezza, le loro declività distribuite in ripiani inclinati, o perpendicolari, i guarnimenti loro d'alberi, d'arbusti, di cespugli, e d'erba, o la totale lor nudità, cagionerannodunque notabili cambiamenti ad un'acqua di tal natura. Lo stesso terreno, sopra cui si versa, è capace di varietà: può ricever l'acqua, e tranquillizzarla nel suo seno erboso, piano, sabbiato, o irritarla colle sue selci, contro le quali rimbalza, e si ravvolge. Un solo spruzzo d'acqua è di poco effetto, ma l'unione di molti è di grandissimo. Cagionano essi schiudendosi un incerto mormorìo? Tengono l'immaginazione sospesa. Cadono regolarmente? Invitano alla lettura, alla riflessione, ed al sonno. I fili d'acqua convengono ai siti gaj, ed allegri.
Attorno alle grotte, ed ai sedili ombreggiati possono uscir da uno scoglio, e scherzare frammezzo alla boscaglia. Vicino ad un bagno, o ad un gabinetto consacrato alla lettura, sia la lor caduta regolare. Aumentano il piacere, se nascosti, perchè l'immaginazione se ne occupa; e soprattutto quando sono scarsi, la necessità stessa esige, che s'involino allo sguardo. Componendosi per ottenere simili effetti, convien guardarsi dallo svelare la mano dell'arte. Riuscirà tuttavìa più facile praticar de' fili, che una caduta un po' grande. I primi possono essere velati, o almeno l'occhio non è rigido in giudicarli; ma una caduta d'acqua perde a non esser vista: deve poter mostrarsi arditamente, e non lo può, se non quando è ricolma di bellezze.
Tav. XVII.Caduta d'acqua nella villa di Monza.
Tav. XVII.Caduta d'acqua nella villa di Monza.