Prefazione— pag.1e seg.PARTE PRIMA.Bibliografia— »1a181Opere sulla peste in Latino— »1a79— —in Italiano— »80a99— —in Francese— »100a118— —in Tedesco— »119a167— —in Inglese— »168a178— —in altre lingue— »179a181Osservazioni ed avvertenze sulle premesse Notizie bibliografiche— »182a202Utilità che si può ritrarre dalle dette Notizie bibliografiche— »185e seg.Storici e Filosofi Greci e Latini che trattarono della peste e ne riconobbero la contagione— »189Più chiare idee sulla peste, e sui mezzi di ripararsi da essa, dovute agli autori del secolo XV. e particolarmente a quelli del secolo XVI.— »190e seg.Ridicole opinioni di alcuni medici del secolo XVII. intorno la peste— »191e seg.I morbi contagiosi confusi coi morbi epidemici. — Autori che si occuparono di proposito di questa materia gravissima— »192Autori che oppugnarono la comunicabilità della peste— »195e seg.Autori pratici, ch'ebbero a trovarsi in occasione di peste. — Loro preferibilità— »195e seg.Uomini celebri, che senza esser medici hanno dato al pubblico trattati e descrizioni sulla peste di un merito superiore a quello di molti medici— »198Storici e Cronologisti della peste— »199Regolamenti Politico-Sanitarii particolari delle varie Città e Governi. — Ragioni per le quali si crede non doverne dare un giudicio. — Avvertenze generali nel proposito— »199a202PARTE SECONDA.Serie Cronologica di tutte le pestilenze memorabili, dai più remoti tempi fino al presente— »205PRIMA EPOCA.Anni del Mondo secondo l'Era la più comune.— »209Descrizione delle pesti di questa prima epoca— »209a221Descrizione della peste di Egina riferita da Ovidio(Metamorph. VII.) — »211e seg.Descrizione della peste di Troja agli anni del Mondo 2750 regnando Laomedonte, lasciata da Seneca nell Edipo— »215e seg.Prima peste in Italia, di cui la Storia ci abbia conservato memoria nell'anno del mondo 2778— »219Celebre pestilenza che desolò la Giudea agli anni del Mondo 3017 sotto il regno di Davidde, di cui parlano le Sacre carte— »220SECONDA EPOCA.Anni della Fondazione di Roma avanti Gesù Cristo.— »221Singolare descrizione di una pestilenza che afflisse Roma nell'anno 282 della sua fondazione, sotto il Consolato di Pinario Macerino, di cui parla Dionigi d'Alicarnasso; versione di Francesco Venturi— »224Celebre peste di Atene degli anni di Roma 323; avanti G. C. 431— »227Bellissima descrizione che di questa peste ci ha lasciato Tucidide(de bello Peloponnesiaco, lib. II. cap. 48, lib. III. cap. 80) — »228a238Altra descrizione della stessa peste di Atene, di Lucrezio Lib V. v. 1123— »238a244Descrizione fatta dal poeta Silio Italico, che visse nel primo secolo dell'Era Cristiana, della fierissima pestilenza che agli anni di Roma 541, avanti G. C. 213, travagliò l'armata Cartaginese nelle Sicilie avanti Siracusa, e di cui parla Tito Livio, Decad. III. Lib. 5— »249e seg.Peste terribile che agli anni di Roma 628, avanti G. C. 126, desolò la parte settentrionale dell'Affrica, nota sotto la denominazione di costa della Barbaria, e vi fece perire, secondo Orosio, ottocentomille persone nella Numidia, e duecentomille nelle provincia della costa marittima Cartaginese e Uticense— »252e seg.Peste fra l'esercito di Mitridate in Asia agli anni di Roma 680, av. G. C. 74, da cui, secondo Appiano Alessandrino(de bello Mithridatico),perirono più di cento ventimille persone— »255Fierissima peste della Tessaglia, provincia della Macedonia, preceduta da terribile epizoozia, agli anni di Roma 705, avanti G. C. 49— »254Descrizione di questa peste data da Lucano, Lib. VI. v. 80 a 105— »ivie seg.Pestilenza insorta fra l'armata Romana che formava parte della spedizione contro i Parti, attribuita alla fame, di cui parla Appiano(de Bello Parth.) — »255TERZA EPOCA.Era Cristiana.Secolo I.Menzione delle pestilenze di questo primo Secolo— »256e seg.Peste sotto Nerone negli anni 65 e 66 di G. C., 819-20 di Roma, da cui perirono nella sola città di Roma oltre 30,000 persone— »ivi—sotto Vespasiano agli anni 72 dell'E. C. al tempo dell'assedio e distruzione di Gerusalemme— »257—micidiale e così fiera a Roma, all'anno 80 dell'E. C. regnando Tito, che pervenne ad uccidere fino dieci mille persone al giorno, secondo Svetonio— »iviSecolo II.Pesti del Secolo II— »258a262Feroce pestilenza che desolò l'Italia, e Roma singolarmente sotto l'Impero di Marco Aurelio nell'anno 170 dell'E. C. Essa durò tre anni, e fu una delle più memorabili della Storia— »258Descrizione di detta pestilenza. Galeno che s'attrovava a quel tempo a Roma fu preso da tanto spavento che se ne fuggì a Pergamo— »259e seg.Salona, Nona, e Scardona, città una volta considerevoli della Dalmazia, ora semplici borgate, nel detto anno 170 di Cristo, nel tempo della guerra dei Romani contro i Marcomanni, sono rimaste quasi distrutte dalla peste— »274Altra peste violentissima desolò Roma sotto l'Impero di Commodo agli anni 188-89 dell'E. C. in cui per certo tempo morivano fino due mille persone al giorno. Fu questa la prima circostanza di peste, in cui i medici consigliarono gli odori, e di portar adosso sostanze odorose per preservarsi e purificare l'aria, ma senza alcun effetto— »261Secolo III.Menzione delle pesti del Secolo III— »262e seg.Nuova peste in Italia, e Brescia afflitta principalmente nell'anno di G. C. 216— »262Sotto l'Impero di Gallo e Volusiano, agli anni 254-55 dell'E. C., l'Italia fu travagliata di nuovo dalla peste, che desolò Roma e quasi tutte le provincie al Romano Impero soggette. Durò con eguale sevizie due anni, e, secondo alcuni, serpeggiò qua e là per dieci, fino a che nel 263 sotto Galieno la peste imperversò più forte, e la fame ed i terremoti si combinarono a desolare parecchie provincie Romane. Nello stesso anno Alessandria di Egitto fu pur dalla peste travagliata fino agli estremi— »262e seg.Peste in Oriente sotto Diocleziano nell'A. 295 E. C. accompagnata da vasti carbonchi, e nella quale il veleno pestilenziale soleva scaricarsi negli occhi, di maniera che quelli che scampavano dalla peste, per lo più restavano ciechi— »263Secolo IV.La Storia delle pesti di questo secolo è avvolta in densa caligine. Ammiano Marcellino fa menzione di una pestilenza fra la truppa nella Mesopotamia, sotto Amida assediata dai Persi. Il P.reKirchero e Lebenswaldt fanno menzione di altre pestilenze negli anni 512, 554, 577, dell'E. C., ma se vera peste fossero state effettivamente le dette malattie, e se ed in quanto abbiano esse realmente esistito non è ben chiaro, non facendone gli altri storici menzione alcuna— »263e seg.Secolo V.Menzione delle pesti di questo Sec.— »264e seg.Peste accompagnata da sintomi singolarissimi, che si sviluppò nell'Asia minore agli anni di G. C. 454 e continuò nel 455; si propagò nella Palestina, e di là fu trasportata in Europa ed attaccò la città di Vienna— »264e seg.Secolo VI.Pesti del Secolo VI— »265a276Descrizione della terribile peste di Costantinopoli sotto l'Impero di Giustiniano, nell anno 542 dell'E. C. Fu questa una delle più memorabili e perniciose che ricordi la Storia. Il numero de' morti, secondo Evagrio e Procopio, giunse a Costantinopoli fino a dieci mila al giorno. Si propagò in quasi tutto l'Oriente e nell'Occidente; invase l'Italia, la Germania, la Francia ed altri paesi, e durò 32 anni, secondo gli storici, devastando gran parte della terra— »266a271Peste desolatrice nella città di Zara che durò tre mesi nell'anno 548 di G. C.— »274Dall'anno 542 al 590 dell'E. C. la peste divenne quasi indigena in Francia e in Italia— »275e seg.Nuova peste in Dalmazia, e segnatamente nella città di Zara nell'anno 588 di Gesù Cristo— »274Negli anni 588-89-90 dell'E. C. peste in quasi tutta l'Italia, a Roma particolarmente, memoranda per le sue devastazioni e singolarità de' suoi sintomi, non che per gli usi ed istituzioni cui diede motivo; usi ed istituzioni che sussistono tuttora. Vittima di essa perì il Pontefice Pelagio II. Questa stessa invase la Spagna, e la Francia, e ridusse deserti intere Città, tra le quali Marsiglia— »274a276Secolo VII.Menzione delle pestilenze del Secolo settimo— »276a278In questo Secolo sì Roma che tutta l'Italia travagliate più volte da fierissimi morbi epidemici preceduti da cruda fame, da straordinarie innondazioni, da terremoti, da tempeste spaventevoli che concorsero ad accrescere la tristezza e lo spavento delle popolazioni. Alcuni autori annunciano questi morbi qual vera peste orientale, altri come morbi epidemici di diversa natura, e dietro altre memorie sembra che nel maggior numero dei casi fosse stata la lepra, o elefantiasi contagiosa— »iviNel 618 dell'E. C. vi fu vera e fierissima peste in Germania, e nel 640 a Costantinopoli— »277Secolo VIII.Menzione delle pesti dell'ottavo Sec.— »278a280Peste così desolatrice a Brescia e suoi contorni nell'anno 709 dell'E. C., che i morti giacevano insepolti sulle strade e nelle case; il perchè ogni famiglia fu incaricata di seppellire i suoi— »278Costantinopoli assediata dai Saraceni, fu dalla fame e dalla peste così travagliata nell'anno 717 di G. C., che vi perirono trecentomila persone— »iviMemoranda pestilenza, che afflisse Costantinopoli e quasi tutto l'Oriente sotto Leone Isaurico agli anni di G. C. 745-46-47. Travagliò la Grecia, le Sicilie, le Calabrie e molte altre Provincie— »279Pavia, l'antica Capitale del Regno dei Longobardi, afflitta nell'anno 774 di G. C. da crudelissima fame, essendo stretta d'assedio da Carlo Magno. Alla fame ben presto tenne dietro la peste. Forse essa altro non fu che una malattia tifica prodotta dallo scarso e cattivo alimento— »279e seg.Peste nuovamente a Costantinopoli, sotto l'Imperatore Costantino Copronimo che ne rimase infetto nel tempo della spedizione da lui intrapresa contro i Bulgari, e vi morì il giorno 14 settembre 775 di G. C.— »280Secolo IX.Pesti del Secolo nono— »280a281Al principio di questo Secolo, e precisamente nell'801 la peste desolò l'Italia, la Germania e la Francia, preceduta da spaventevoli terremoti— »280Agli an. 811-12 dell'E. C. terribile pestilenza presso che universale. Inferocì particolarmente a Costantinopoli, dove i morti restavano insepolti per non trovarsi più chi li sotterrasse— »iviNell'820 la peste fra gli uomini ed un morbo pestilenziale fra gli animali fecero orrende stragi in tutta la Francia— »281In Inghilterra la peste nell'anno di G. C. 865 fu preceduta da un'immensa quantità di locuste, che hanno distrutto le biade e cagionato la fame— »iviAgli anni 889 e 90 l'Italia provò ad un tempo tutte le sventure della guerra e della peste— »iviSecolo X.Pesti del Secolo decimo— »282a284Negli anni 910-11 e 12 dell'E. C. fiera peste a Costantinopoli. Si riprodusse nel 920 con tanta forza che uccise, secondo il Lebenswald, da 500 mila persone— »282In questo Secolo la peste si appiccò due volte a Venezia, cioè nel 938 e 989, e vi operò orrende stragi— »282a283Milano nell'anno 964 fu travagliata dalla peste così fieramente, che secondo Bernardino Corio, era ridotta a pochissimi abitanti, ancorchè fosse una delle città più popolate e fiorenti— »282Introdotta la carestia in Italia nel 983, a questa succedette la peste nel 984 che imperversò fierissima nei successivi anni 985 e 86. In detti tre anni, le calamità della fame, della peste e della guerra si combinarono unite a spopolare questo importante paese— »283Agli stessi anni la medesima pestilenza travagliò la Germania, preceduta da estremo freddo, per cui gelarono i fiumi e con essi i pesci— »iviNel 990 peste a Cattaro in Albania, nella quale colla famiglia Leghletta perì Bastardo Re di Servia— »284Secolo XI.Pesti del Secolo undecimo— »284a287Venezia nell'anno 1006 afflitta dalla peste, che le recò gravi danni; e nell'anno susseguente parecchie altre città d'Italia, fra le quali Bologna e Modena, ove fu grande il numero dei morti— »284Nuova peste a Venezia nel 1012; e nel 1013 in varie altre città d'Italia, e così micidiale, che quelli che n'erano colpiti morivano quasi improvvisamente. Un fuoco interno divorava loro le viscere, ed una diarrea straordinaria li traeva in brevi istanti al sepolcro— »285La peste nel 1016-17 fu quasi generale in Europa, ma desolò specialmente l'Italia, dove, volendo dar fede al Platina, il numero de' morti superò i superstiti. — La peste ridotta da alcuni anni quasi permanente in Italia, vi si riaccese nel 1022 con istraordinario furore, e contemporaneamente in Costantinopoli e in diversi altri paesi di Europa— »iviPeste pressochè generale in Europa nell'anno 1065 accompagnata dalla fame— »286—nel 1085 in Ungheria e nella Dalmazia; la città di Zara ne fu presa, ma il morbo in Dalmazia non si estese gran fatto, mentre in Ungheria fece molto danno— »iviPeste negli anni 1093-94 in Francia, in varie parti d'Italia, e della Germania. In Italia e nella Germania epizoozie sterminatrici; in Inghilterra inondazioni strabocchevoli accrescevano la miseria e la desolazione di quelle popolazioni. — Nel 1098 il morbo pestilenziale si riprodusse in Germania, ed ivi scaricò tutto il suo furore facendovi orribili strazii. Vi ebbe pure di nuovo l'epizoozia. A vizio dell'aria, secondo l'opinione di que' tempi, si attribuì la grande mortalità dell'una e dell'altra specie— »287Nello stesso anno 1098 l'esercito Cristiano delle Crociate trovandosi stretto di assedio in Antiochia, venne quasi distrutto dalla fame e dalla peste— »iviSecolo XII.Pesti del Secolo duodecimo— »287a289Peste in Inghilterra nel 1103, preceduta da morbo pestilenziale fra gli animali— »287—devastatrice in Italia, nel 1119, preceduta e susseguitata da freddo eccessivo, da calori intollerabili, da terremoti spaventevoli— »287e seg.Agli anni 1125-26-27 la Germania fu in particolare travagliata dalla peste, propagatasi quasi generalmente in tutta Europa, cagionando immensi strazii fra le differenti nazioni, afflitte contemporaneamente da fame e da guerra in cui gran parte delle potenze di Europa trovavasi avvolta— »288Nel 1135 la peste si sviluppò nell'Insubria, ossia in quella parte del Milanese conosciuta sotto questo nome, e vi recò molti danni— »iviPeste fra l'esercito di Federico Barbarossa, allorchè nel 1167 portava le sue armi contro Roma— »289—fra la truppa dell'Imperatore Enrico VI allorchè assediava la Città di Napoli nel 1193— »iviSecolo XIII.Pesti del Secolo decimoterzo— »289a293Peste fierissima in Siria, appiccatasi all'esercito di Balduino nell'anno 1202— »289—egualmente fiera, che desolò nello stesso anno la città di Zara, assalita e presa in quel tempo dai Veneziani— »289e seg.Peste nel 1218 fra l'esercito delle Crociate, che assediava Damiata in Egitto— »290Nell'anno 1225, la peste si sviluppò nella città di Bologna, si riaccese nel 1227, e spense la maggior parte degli abitanti di quella illustre città— »290a291Desolò Roma negli anni 1231-32-33. Il Tevere, avendo per grande spazio allagata la campagna, accrebbe le miserie e le devastazioni del contagio. Fu tale la violenza del morbo, che fra dieci infetti appena uno se ne salvava— »291In Grecia, in Italia, in Francia v'ebbe negli anni 1242-43, peste micidiale ed atroce. Invase l'esercito di S. Luigi Re di Francia, mentre inseguiva l'armata di Enrico III— »292Si apprese di nuovo alle falangi di quel Principe nel tempo della sua spedizione contro l'Affrica, e particolarmente alla truppa che assediava Tunisi. Vi fu colpito lo stesso S. Luigi che morì il 25 agosto 1270— »292a293Nell'anno 1288 la peste riprese novelle forze, desolò e distrusse gran parte d'Italia sotto il Pontificato di Nicolò IV. Il Pontefice si chiuse nel suo palazzo durante la pestilenza, nè ommise perciò le cure ch'ei doveva al governo de' suoi popoli. Si nota, che servendo alle opinioni di que' tempi, faceva accendere continuamente grandi fuochi ne' cortili del suo palagio e ne' suoi appartamenti— »293Secolo XIV.Pesti del Secolo decimo quarto— »293a327Peste del 1301 divenuta famosa stante il pietoso affetto e lo zelo con cui S. Rocco servì i malati di Piacenza in Lombardia— »295e seg.Fierissima pestilenza agli anni 1316-17 che invase l'Italia, imperversò in Lombardia, e specialmente in Brescia. Nè si limitò all'Italia, ma travagliò fieramente anche le provincie settentrionali di Europa, la Germania, l'Olanda, le Fiandre, il Belgio, la Polonia, ed altre. Riferisce il Bugati essere morti circa un terzo degli abitanti de' paesi che ne furono infetti— »294e seg.L'anno 1335 è celebre negli annali del Mondo per la quantità incredibile di cavallette che coprirono la terra e devastarono i seminati. Alla putrefazione, per la gran copia di quegli animali, aggiuntivi li strazii della fame, v'ebbe pur assai onde predisporre gli uomini alla peste; da cui in quest'anno venne afflitta gran parte di Europa— »295Nel 1340 la peste involò alla Toscana il sesto circa della sua popolazione, secondo il Rondinelli ed il Corio— »295In questo stesso anno vi fu la peste a Sebenico in Dalmazia— »296Regnò la peste in Francia nel 1342. Si accusarono allora gli Ebrei di aver avvelenati i pozzi. Ciò bastò perchè il popolo si scagliasse con furore contro di loro— »iviNel 1343 Venezia fu di nuovo afflitta dalla peste— »iviLa celebre Peste nera, la più terribile che sia stata mai ricordata. Tale sciagura non fu mai nè più generale nè più atroce. Descrizione di questa peste che cominciò nel 1345, imperversò in Italia particolarmente nel 1348, e terminò solo nel 1363, dopo aver distrutto, giusta il computo degli storici più accreditati, tre quinti di abitatori di tutta l'Europa— »296e seg.Fra le molte città d'Italia invase dal morbo nell'anno 1348 fieramente ne fu presa Firenze, e Giovanni Boccaccio con molta eloquenza ne fece la Descrizione(Decamerone Giornata I.ma) — »298a313A questa stessa età funestissima, cioè nel 1348, la peste si è manifestata anche a Spalatro in Dalmazia, e vi fece progressi così rapidi e terribili, che distrusse quasi tutti gli abitanti di quella città e lo stesso zelantissimo Arcivescovo Cucari— »313Descrizione latina di questa peste fatta a quel tempo da un individuo della famiglia a Cuteis di Spalatro, che ritiene forme solenni ed energiche di verità— »314a317A questi stessi anni 1348 e 49 peste a Zara, dove regnava contemporaneamente ferocissima epizoozia, e nella città di Ragusi— »316e17Cenni sulla durata, e sulla mortalità prodotta da questa memoranda pestilenza nelle varie città d'Italia, di Francia, ec. nel corso degli anni 1346-47-48— »317e318Modo di sua propagazione, sintomi che l'accompagnavano— »318a320Cause che furono attribuite a questa pestee — »321Bizzarra opinione del Collegio di Medicina di Parigi di quel tempo, per ispiegare il fenomeno di sì terribile e general pestilenza— »321Dominato tutto questo secolo da fierissima peste, ne andò presa ora una parte ed or l'altra del mondo abitato. Le città di Venezia e di Genova furono spopolate per essa nel 1377. Venezia fu invasa di nuovo nel 1381; il contagio continuò nel 1382 e vi recò gravissimi danni. Fra gli altri morì il Doge Michiele Morosini. Nello stesso anno divampò con grande rovina nella città di Bologna, e ne' paesi circostanti; devastò la Boemia, e la città di Praga particolarmente. Nel 1383 penetrò di nuovo a Firenze. Nel 1390 dominò in Francia, e si riaccese di nuovo in Italia, e segnatamente nella Romagna. Dalla Romagna il contagio fu portato di nuovo a Venezia nel 1391 dai bastimenti. Da Venezia a Verona e a Brescia; ed allo stesso tempo travagliò varie provincie della Germania. Nel 1399 e 1400 si sviluppò di nuovo nella Lombardia; a Firenze, a Siena, a Roma, ed in parecchie altre delle principali città e paesi di Italia. Roma fece immensa perdita di persone, tra le quali moltissimi pellegrini ed altri forestieri ivi accorsi pel Giubbileo— »322e seg.Nel 1400 la peste invase la città di Ragusi; fu fierissima e durò due anni— »325Secolo XV.Pesti del Secolo decimoquinto— »326a 345Peste in Spagna nel 1415 che desolò quel Regno per varii anni consecutivi— »326—a Ragusi nel 1416. In due mesi, o poco più, il contagio uccise 3800 circa di quegli abitanti— »iviNel 1420 Ragusi fu di nuovo invasa dal contagio, ma Giacomo Gondoaldo Ferrarese, allora medico in condotta a Ragusi, avendo suggerito il preservativo e la precauzione di separare gl'infetti dai sani, si ottenne, che la peste recasse pochissimi danni— »327Lo stesso avvenne nel 1430; in cui introdotta la peste in Ragusi da Trebigne, paese Turco confinante, a merito dei saggi suggerimenti del suaccennato medico Gondoaldo, pochissime furono le vittime del contagio— »329e seg.Articolo latino sopra Giacomo Gondoaldo nella serie degli uomini illustri— »iviCurzola in Dalmazia colta nel 1428 da peste così terribile e micidiale, che distrusse interamente quella popolazione composta di oltre 7000 persone. La città andò deserta, nè mai più si ripopolò, contando ora appena 1000 persone— »328La Lusitania propriamente detta, cioè il Portogallo, l'Estremadura, e la vecchia Castiglia, furono nel 1436 miseramente devastate dalla peste, che vi durò più anni. Il Re Edoardo, che si era ritirato nel Monastero di Thomast, prese il contagio da una lettera da esso incautamente aperta, la quale se gli fece pervenire coll'espresso divisamento di appiccargli la peste, e vi morì da quella il dì 9 settembre 1458— »331Nuova peste a Ragusi nel 1437 così micidiale e violenta, che in soli tre mesi spogliò quasi intieramente di abitatori quella città. La maggior parte però de' patrizii e considerevole numero di altre persone, si sono salvate, essendosi sottratte colla fuga a tale calamità, ritirati i nobili a Gravosa, e gli altri in altri luoghi al primo scoppiare del morbo— »331Nel 1438 la peste estinse ancora gran numero di abitanti a Venezia sotto il Dogado di Francesco Foscari. Il contagio penetrò in questo stesso anno in parecchi altri paesi d'Italia; si propagò in Francia, in Germania, inInghilterra. Tanto in Italia, che in varie parti dei sopraccennati Regni, continuò negli anni 1439 e 40. La peste di Brescia nel 1439 aveva per sintomo particolare un profondo letargo. I malati dopo un apparente sonno di due o tre giorni si destavano, ricadendo poi tra poco in agonia. Nel 1440 fece orrendo strazio a Basilea, dove a quel tempo tenevasi il famoso Concilio. Parecchi di que' prelati ed altri padri insigni della chiesa vi perirono. Enea Silvio Piccolomini poi Pontefice sotto il nome di Pio II fu pure attaccato e vi guarì. Egli descrisse quel contagio in un singolare suo libro— »332a 334Negli anni 1448-49-50 quasi tutta l'Italia e in particolare il Milanese, fu soggetta a pestilenza, che si mantenne fierissima. Nello stesso tempo in Dalmazia, in Germania, in Francia, in Spagna il contagio imperversò ferocemente. Si pretende che nel 1450 esso uccidesse quarantamila persone nella sola città di Parigi in due mesi. Era accompagnato da sintomi terribili. Lo spavento invadeva tutti gli animi, anche i più coraggiosi e fermi, di maniera che non permetteva loro divedere altri oggetti che una morte inevitabile— »334e seg.Peste a Erfurt nella Sassonia nel 1453— »335—in Dalmazia negli anni 1455 e 56— »336Pestilenza di un indole singolare che si è sviluppata in Germania nel 1460, la quale uccideva irremissibilmente gli uomini robusti, meno le donne, e molto meno i fanciulli— »336La peste ricominciò a Ragusi nel 1464; continuò nei successivi due anni 65-66. Nel maggio 1466 il Senato di Ragusi decretò l'erezione di un Lazzeretto vicino alla città, che accogliesse le merci sospette provenienti dalla vicina Turchia, ed è quello che sussiste tuttora— »337Calori straordinarii ed eccessivi, lunghe siccità, tempeste desolatrici, ed immensa quantità di insetti devastatori cagionarono la perdita dei ricolti nell'anno 1473, cui è succeduta crudelissima fame. Alla fame venne dietro la peste, che desolò in detto anno l'Italia. O non bene estinta o riprodotta infierì di nuovo nell'anno 1475. Si ampliò nel 1476; anno considerevole pel continuo piovere dirottamente, per tempeste spaventevoli ed inondazioni, bersagliò fieramente la città di Roma efece stragi a Marsiglia. Fu in diminuzione nel 1477. Prese nuova forza nel 1478 e nel 79; e la maggior parte dei paesi d'Italia fu vessata crudelmente. Firenze in ispecieltà, dove si contavano più di 500 morti al giorno, Venezia pur ne fu presa, e nel corso di detta pestilenza perdette da circa 50,000 abitanti, Brescia 20,000, e così altri luoghi— »337a 339Nel 1480 la peste fu portata a Ragusi dalla Sicilia col mezzo di alcune balle di cotone infetto, e vi durò tre anni— »339Negli anni 1482-83 vi ebbe pur peste in Francia. I sintomi più comuni di questa peste erano la frenesia e l'avidità di acqua; di maniera che i malati si precipitavano dai tetti, e si gittavano nei fiumi e nei pozzi per l'avidità del bere. Alli stessi anni la peste travagliò anche la Germania e Norimberga in particolare— »340Guerra e peste terribili afflissero di nuovo l'Italia agli anni 1485-86. Venezia e Milano in ispecieltà. A Venezia la peste cominciò nella state, infuriò nell'autunno, continuò tutto l'inverno, e non cessò che nella seguente primavera. A Milano involò in detti anni85 86 cento trentasette mila persone, secondo Bernardino Corio. Forse questo numero è esagerato— »340e seg.Nel 1486 l'Inghilterra fu terribilmente afflitta da quella specie di peste, o morbo epidemico, conosciuto sotto il nome di Sudor Anglico, dal quale fra cento malati uno appena salvavasi. Dall'Inghilterra passò nel Belgio, nella Francia, nella Germania, dove invase principalmente le provincie del Reno. Il principio di questo morbo singolare rimonta al 1483, e dopo il 1551 non si è più osservato— »341Nel 1495 vi ebbe peste nell'Austria inferiore— »iviPortatosi Bajazet gran Signore de' Turchi nel levante nel 1500, ed accintosi all'espugnazione di Modone, Corone, Navarino e Corinto, dove allora regnava la peste, i Greci per salvarsi dal barbaro furore de' Saraceni abbandonarono la loro patria, e si sparsero per l'Italia, per la Sicilia, a Ragusi, a Zara e in varii paesi della Dalmazia. Questi fuggitivi apportarono in detti luoghi la peste— »342Nello stesso anno 1500 l'Inghilterratravagliata nuovamente dal Sudor Anglico vi perdette da circa 30,000 persone— »343Secolo XVI.Pesti del decimo sesto Secolo— »343a 372Peste ad Aix ed in altri luoghi della Provenza in Francia nel 1502, e contemporaneamente nella Puglia. — Da Barletta fu portata nel 1503 nell'isola di Calamata appartenente alla Repubblica di Ragusi. Da Alessandria d'Egitto fu portata a Giuppana nel territorio della stessa Repubblica, ma per le buone guardie, dice lo storico, non prese nella città— »343e seg.Negli anni 1504-5-6. La peste fece stragi a Marsiglia e suo territorio. Essa è succeduta ad ardentissimi calori e ad un'estrema penuria di biade— »344Fierissima peste sterminatrice regnava in Bossina, Erzegovina, ed Albania Turca negli anni 1506-7. Agli stessi anni continuava, o s'era riprodotta in Puglia. I Ragusei in mezzo a tanto incendio avendo cautamente provveduto alla loro difesa, si preservarono. I Magistrati che presiedevano al Governo di Cattaro, meno cauti o meno fortunati, videroquel paese in preda alla peste che recò grande mortalità. In cinque giorni morirono più di 400 persone nella città. Si sparse ben tosto ne' villaggi circonvicini— »345Peste terribile e devastatrice nella Carniola all'anno 1509 preceduta da spaventevole terremoto— »iviNel 1510 infierì la peste in Francia, e particolarmente a Parigi, togliendo di vita le persone in brevissimo corso di malattia, o improvvisamente a guisa di fulmine. I sintomi che per l'ordinario l'accompagnavano erano veementissimo dolor di testa con vertigine, e vasti carbonchi sotto l'orecchia. Le sottrazioni sanguigne e i purganti riescivano costantemente dannosi; i così detti cordiali utilissimi— »346Ripullulata la peste in Italia nell'anno 1522, si propagò rapidamente in parecchie città e paesi di quel Regno, e durò più anni. Incrudelì specialmente a Roma, dove erano state trascurate le necessarie precauzioni per arrestarla, o praticate troppo tardi, e ciò perchè il Pontefice Adriano VI. allora regnante, il quale non era d'Italia, aveva la falsa opinione, che tutte leprecauzioni di Sanità ed i Lazzeretti altro non fossero che superstizioni e riscaldi delle menti Italiane— »347Si riprodusse a Roma nel 1527, continuò nel 1528, e vi fece gravissimo danno fra gli abitanti non solo, ma anche fra le truppe Tedesche e Spagnuole venute in Roma col Marchese del Guasto— »353Nel medesimo anno 1524 presa dai Milanesi Biagrassa, dov'era incominciata la peste, fu colle cose saccheggiate portata a Milano. Ivi si ampliò e tolse di vita 50 mila persone— »347Continuò ad imperversare nel 1525 nei paesi situati lungo le sponde del Ticino e del Pò. La mortalità fu immensa. Si narra che sia perito un terzo di quegli abitanti. Se ne attribuì la cagione alla quantità di cadaveri insepolti, che rigettati dalle acque sulle sponde degli stessi fiumi ov'erano stati immersi, ivi continuarono il loro corrompimento— »348Nello stesso anno 1524 la peste si spiegò di nuovo in Germania, e travagliò in ispecial modo Vienna, Norimberga ed Augusta— »347e seg.Regnando nel 1526 la peste in Ancona, i funesti semi furono di là portati inRagusi col mezzo di alcune mercanzie; e il contagio fece questa volta sì orrendo strazio di quella città e suo contado, che nello spazio di venti mesi morirono da circa ventimila persone, delle quali ottomila nella città, tal che, rimasta deserta, furono chiamate le genti del contado a riabitarla— »348e 349Nel 1526 fu pure a Spalatro la peste— »iviNel 1527 spopolò la Puglia— »353Dall'anno 1522 a tutto il 1527, la peste afflisse la Toscana e specialmente Firenze, e di essa vi perirono più di duecentomila persone— »349e seg.Descrizione della peste di Firenze dell'anno 1527 di Nicolò Machiavelli— »350a 355Nel 1528 la città di Napoli, assediata dai Francesi comandati da Lutrech, soffrì gravissima pestilenza che si comunicò poi anche agli assedianti e prese lo stesso Lutrech che guarì, mentre Valdemonte, altro capitano, morì, e l'esercito andò per la contagione pressochè distrutto. Continuò il contagio a Napoli nel 1529, ed in detti due anni andarono estinte da circa sessantamila persone— »354Ai detti anni 1527-28 e 29 quasi tutta Italia fu in preda a fierissimapestilenza. Alle stragi che faceva la peste vi si aggiunsero le devastazioni della guerra, e le crudeltà che si commettevano dalle armate del contestabile di Borbone— »354e 355Contemporaneamente, cioè nel 1529, vi fu fierissima peste in Ungheria portatavi dalle armate Turche comandate dal feroce Solimano— »355Così pure a Lesina in Dalmazia, dove il contagio non fu conosciuto. Durò sei mesi— »iviNell'indicata peste, che durò in Italia otto anni di seguito, cioè dal 1522 a tutto il 1529, assicura il Faloppio essersi costantemente osservato, che tutti i malati i quali furono dissanguati, morirono, mentre guarirono molti di quelli coi quali non si usò del salasso— »356Dal 1528 al 1532 furono in tutta Europa sì eccessivi calori, che sembrava continua la state. Nel 1529 una parte dell'Olanda e delle Fiandre restò sommersa dall'Oceano. Nel Portogallo sotto il Regno di Giovanni III nel 1531 infierì terribile e micidial pestilenza— »iviNel 1533 la peste scoppiò di nuovo a Ragusi. Si decretò in questo caso, chenessuno partir dovesse dalla città. Il perchè usatasi maggior diligenza nelle guardie e nel provvedere ai bisogni degl'infermi e dei sani, la peste declinò più presto e con minori danni— »357Nel 1540 la peste devastò la Polonia ed il Ducato di Münster nella Slesia. Nei successivi anni si dilatò in Germania. Nel 1542 fu sì micidiale ed atroce, che vi fece perire la maggior parte delle truppe imperiali della spedizione Ungarica contro i Turchi. Continuò ad imperversare qua e là a tutto il 1544. A detta epoca travagliò l'Inghilterra e la Francia, particolarmente la Provenza— »358Contemporaneamente peste atrocissima a Costantinopoli, riprodottasi più fiera nel 1547— »ivie seg.A Stagno, picciola città nel circolo di Ragusi, fu nel 1543 così atroce e micidial pestilenza che vi perirono nove decimi de' suoi abitanti. Questa città, i cui vestigi mostrano essere stata una volta florida e ben popolata, ora è misera, e pressochè spoglia affatto di abitatori— »358e59Peste di nuovo nella città di Milano nel 1550, che secondo il Morigia le tolse circa la metà della sua popolazione— »360Peste crudelissima nell'Ungheria, nell'Austria ed in varie parti della Germania nell'an. 1552. Essa penetrò nell'esercito di Carlo V quando le sue armate invadevano i confini della Gallia, e vi fece orrendo strazio.Si riprodusse nell'Ungheria nel 1554; inferocì specialmente nella Transilvania. Era accompagnata da singolare fenomeno, sì che i malati venivano straziati da dolori così crudeli e veementi, che per l'acerbità si laceravano co' denti le carni delle braccia e delle mani— »360e361Peste atroce e fierissima nella Gallia Narbonese nel 1553. Dice il Valeriola, ch'era così veemente e micidiale, che gli uomini camminando e discorrendo perivano improvvisamente, quasi colpiti da fulmine— »361—a Venezia nel 1556— »iviNel 1560 fierissima peste in Francia, e particolarmente a Parigi, dove accenna il Palmario averne egli stesso superata la malattia presa in quella occasione. Vi ripullulò nel 1566, e continuò a travagliare la Francia per altri due anni cioè nel 1567-68— »362e363In detti anni la peste afflisse crudelmente or l'una or l'altra parte di Europa— »362Nell'anno 1564 e ne' successivi, infierì con tanta violenza nel Lionese, nella Savoja, nel paese dei Grigioni ed altri Cantoni confinarii della Svizzera, che secondo il Muratori, uccise in quelle bande poco meno che quattro quinti degli abitanti, V'ebbero in quell'anno quattro aurore boreali— »363Nello stesso anno 1564 la peste regnò anche nella città di Londra— »iviDominava la peste nella Turchìa, allorchè nel 1570 si propagò nella Carniola e nella Dalmazia. Nella città di Curzola fu fierissima e terminò di distruggere quella popolazione— »364Nell'Ungheria fu particolarmente fiera agli anni 1571-72 e segnatamente a Cremnitz. Penetrò nel 1572 in Germania e in Polonia, ed in quell'anno, e nel successivo, fece miserando strazio particolarmente degli abitanti di Augusta— »364e365Gli anni 1575-76-77 segnano una delle epoche più memorabili per le devastazioni fatte dalla peste. Era divenuta famigliare nell'Ungheria niente meno che ne' paesi della confinante Turchia. Dall'Ungheria fatte passare pel Danubio in Germania, e da di là trasportateparte in Tirolo e parte nella Svizzera alcune mercanzie, queste introdussero la peste a Trento, a Zurigo, a Bolzano, ed in qualche altro luogo. Da Trento, ove uccise sei mila persone, si propagò a Verona, da Verona a Mantova. Alcuni fuggitivi di Mantova la recarono da prima a Oleggio. Si manifestò poi a Nogara, a Monza, e finalmente a Milano, a malgrado le guardie ai confini, e tutte le misure prese dai Milanesi per impedirne il passo. A Milano cominciò in agosto 1576 e durò sino al finire del 77. Perirono 18,300 persone nella sola città. Fu a quel tempo che splendettero le rare virtù, l'invitto animo, il coraggio, la carità e la pietà del grande arcivescovo di Milano s. Carlo Borromeo. La quarantena generale fu ivi adottata per la prima volta, ed altre saggie precauzioni e discipline di Sanità, secondo che dava quel tempo, ma con poco effetto. Straordinaria discesa di gran quantità di lupi si osservò sulle terre del Milanese, che ferivano e divoravano fanciulli e gente d'ogni maniera. Altre singolarità da cui venne contraddistinta quella pestilenza— »365a369Nel 1575 un Trentino rifugiatosi a Venezia vi recò la peste. Fu questa una delle più memorabili e micidiali che ricordi la Storia Veneta. Vi perirono da circa sessanta mila persone in diciasette mesi. Tanto danno avvenne per errore de' medici che non la riconobbero, e per la soverchia fiducia dei Magistrati nelle opinioni degli stessi medici, trascurate incautamente in principio le necessarie precauzioni di Sanità. Fu questa la memorabile pestilenza che ricorda il funesto errore dei due rinomati professori di Padova, Mercuriale e Capodivacca, chiamati espressamente dalla Repubblica per riconoscere la natura dei mali che cominciavano a diventare sospetti— »365e seg.Fu a detta epoca che il Senato decretò l'erezione del magnifico tempio sotto il nome del Redentore, opera di Palladio, che si ammira nella contrada della Giudecca di Venezia— »425Da Venezia la peste si è propagata a Padova. Ivi però finì alcuni mesi prima che a Venezia, nè vi menò tante stragi— »iviNel 1576 si manifestò anche a Vicenza, continuò nel 77; ma non vi fecegrandissimo danno, a merito forse de' saggi provvedimenti usati. Il celebre medico Massaria, che si trovava a quel tempo a Vicenza sua patria, ce ne lasciò la Storia.A quelli stessi anni 1575-76-77 regnò la peste in Russia, e specialmente nella Livonia. Sortita di là invase la Sarmazia e la Pomerania. Giusta il concorde sentimento degli Storici furono a pari tempo infette l'Austria, l'Ungheria, la Transilvania, la Turingia, la Misnia, ed altre Provincie Sassone, Renane ed Illiriche. Il Belgio in ispecieltà fu molto travagliato. Di quella pestilenza morì il celebre medico Cornelio Gemma di Lovanio. In Italia, oltre le Provincie di già indicate, il contagio afflisse la Sicilia, dove arrecò incalcolabili danni, la Calabria, la città di Forlì, ed altri luoghi— »366e seg.Nel 1578 si spiegò il contagio nell'Istria, ed afflisse specialmente la città di Parenzo; ma vi fu arrestato dai saggi provvedimenti del Magistrato di Sanità di Venezia— »423Agli anni 1580-81 la così detta gran peste spopolò la Francia ed in particolar modo la Provenza. Essa viene cosìchiamata sì in riguardo all'estensione del paese che invase, e sì per la lunga sua durata; ed in fine perchè perirono quasi tutti quelli a cui si apprese. Ad Aix durò 13 mesi; a Marsiglia distrusse quasi intieramente la popolazione non lasciandovi superstiti che circa tre mila abitanti— »370Prospero Alpino(de medicina Egiptyorum)riferisce, che a questi anni 1580-81 sono morti dalla peste in Egitto circa 500 mila abitanti— »iviLa peste forse non bene estinta in Francia, si riprodusse nel 1586 a Parigi. Bella descrizione che di questa peste ci lasciò Palmario. Il più di quelli che venivano presi cadevano in frenesia, la quale si menomava o si accresceva secondo la scorrevolezza del ventre. Durò a Parigi fino al 1587. Ne fu presa anche Marsiglia; ma spaventati al suo primo apparire quegli abitanti, se ne fuggirono; il perchè non trovò materia di appiccarvi il mal seme, e in pochi dì si spense— »371
Prefazione— pag.1e seg.
PARTE PRIMA.
Bibliografia— »1a181
Opere sulla peste in Latino— »1a79
— —in Italiano— »80a99
— —in Francese— »100a118
— —in Tedesco— »119a167
— —in Inglese— »168a178
— —in altre lingue— »179a181
Osservazioni ed avvertenze sulle premesse Notizie bibliografiche— »182a202
Utilità che si può ritrarre dalle dette Notizie bibliografiche— »185e seg.
Storici e Filosofi Greci e Latini che trattarono della peste e ne riconobbero la contagione— »189
Più chiare idee sulla peste, e sui mezzi di ripararsi da essa, dovute agli autori del secolo XV. e particolarmente a quelli del secolo XVI.— »190e seg.
Ridicole opinioni di alcuni medici del secolo XVII. intorno la peste— »191e seg.
I morbi contagiosi confusi coi morbi epidemici. — Autori che si occuparono di proposito di questa materia gravissima— »192
Autori che oppugnarono la comunicabilità della peste— »195e seg.
Autori pratici, ch'ebbero a trovarsi in occasione di peste. — Loro preferibilità— »195e seg.
Uomini celebri, che senza esser medici hanno dato al pubblico trattati e descrizioni sulla peste di un merito superiore a quello di molti medici— »198
Storici e Cronologisti della peste— »199
Regolamenti Politico-Sanitarii particolari delle varie Città e Governi. — Ragioni per le quali si crede non doverne dare un giudicio. — Avvertenze generali nel proposito— »199a202
PARTE SECONDA.
Serie Cronologica di tutte le pestilenze memorabili, dai più remoti tempi fino al presente— »205
PRIMA EPOCA.
Anni del Mondo secondo l'Era la più comune.— »209
Descrizione delle pesti di questa prima epoca— »209a221
Descrizione della peste di Egina riferita da Ovidio(Metamorph. VII.) — »211e seg.
Descrizione della peste di Troja agli anni del Mondo 2750 regnando Laomedonte, lasciata da Seneca nell Edipo— »215e seg.
Prima peste in Italia, di cui la Storia ci abbia conservato memoria nell'anno del mondo 2778— »219
Celebre pestilenza che desolò la Giudea agli anni del Mondo 3017 sotto il regno di Davidde, di cui parlano le Sacre carte— »220
SECONDA EPOCA.
Anni della Fondazione di Roma avanti Gesù Cristo.— »221
Singolare descrizione di una pestilenza che afflisse Roma nell'anno 282 della sua fondazione, sotto il Consolato di Pinario Macerino, di cui parla Dionigi d'Alicarnasso; versione di Francesco Venturi— »224
Celebre peste di Atene degli anni di Roma 323; avanti G. C. 431— »227
Bellissima descrizione che di questa peste ci ha lasciato Tucidide(de bello Peloponnesiaco, lib. II. cap. 48, lib. III. cap. 80) — »228a238
Altra descrizione della stessa peste di Atene, di Lucrezio Lib V. v. 1123— »238a244
Descrizione fatta dal poeta Silio Italico, che visse nel primo secolo dell'Era Cristiana, della fierissima pestilenza che agli anni di Roma 541, avanti G. C. 213, travagliò l'armata Cartaginese nelle Sicilie avanti Siracusa, e di cui parla Tito Livio, Decad. III. Lib. 5— »249e seg.
Peste terribile che agli anni di Roma 628, avanti G. C. 126, desolò la parte settentrionale dell'Affrica, nota sotto la denominazione di costa della Barbaria, e vi fece perire, secondo Orosio, ottocentomille persone nella Numidia, e duecentomille nelle provincia della costa marittima Cartaginese e Uticense— »252e seg.
Peste fra l'esercito di Mitridate in Asia agli anni di Roma 680, av. G. C. 74, da cui, secondo Appiano Alessandrino(de bello Mithridatico),perirono più di cento ventimille persone— »255
Fierissima peste della Tessaglia, provincia della Macedonia, preceduta da terribile epizoozia, agli anni di Roma 705, avanti G. C. 49— »254
Descrizione di questa peste data da Lucano, Lib. VI. v. 80 a 105— »ivie seg.
Pestilenza insorta fra l'armata Romana che formava parte della spedizione contro i Parti, attribuita alla fame, di cui parla Appiano(de Bello Parth.) — »255
TERZA EPOCA.
Era Cristiana.
Secolo I.
Menzione delle pestilenze di questo primo Secolo— »256e seg.
Peste sotto Nerone negli anni 65 e 66 di G. C., 819-20 di Roma, da cui perirono nella sola città di Roma oltre 30,000 persone— »ivi
—sotto Vespasiano agli anni 72 dell'E. C. al tempo dell'assedio e distruzione di Gerusalemme— »257
—micidiale e così fiera a Roma, all'anno 80 dell'E. C. regnando Tito, che pervenne ad uccidere fino dieci mille persone al giorno, secondo Svetonio— »ivi
Secolo II.
Pesti del Secolo II— »258a262
Feroce pestilenza che desolò l'Italia, e Roma singolarmente sotto l'Impero di Marco Aurelio nell'anno 170 dell'E. C. Essa durò tre anni, e fu una delle più memorabili della Storia— »258
Descrizione di detta pestilenza. Galeno che s'attrovava a quel tempo a Roma fu preso da tanto spavento che se ne fuggì a Pergamo— »259e seg.
Salona, Nona, e Scardona, città una volta considerevoli della Dalmazia, ora semplici borgate, nel detto anno 170 di Cristo, nel tempo della guerra dei Romani contro i Marcomanni, sono rimaste quasi distrutte dalla peste— »274
Altra peste violentissima desolò Roma sotto l'Impero di Commodo agli anni 188-89 dell'E. C. in cui per certo tempo morivano fino due mille persone al giorno. Fu questa la prima circostanza di peste, in cui i medici consigliarono gli odori, e di portar adosso sostanze odorose per preservarsi e purificare l'aria, ma senza alcun effetto— »261
Secolo III.
Menzione delle pesti del Secolo III— »262e seg.
Nuova peste in Italia, e Brescia afflitta principalmente nell'anno di G. C. 216— »262
Sotto l'Impero di Gallo e Volusiano, agli anni 254-55 dell'E. C., l'Italia fu travagliata di nuovo dalla peste, che desolò Roma e quasi tutte le provincie al Romano Impero soggette. Durò con eguale sevizie due anni, e, secondo alcuni, serpeggiò qua e là per dieci, fino a che nel 263 sotto Galieno la peste imperversò più forte, e la fame ed i terremoti si combinarono a desolare parecchie provincie Romane. Nello stesso anno Alessandria di Egitto fu pur dalla peste travagliata fino agli estremi— »262e seg.
Peste in Oriente sotto Diocleziano nell'A. 295 E. C. accompagnata da vasti carbonchi, e nella quale il veleno pestilenziale soleva scaricarsi negli occhi, di maniera che quelli che scampavano dalla peste, per lo più restavano ciechi— »263
Secolo IV.
La Storia delle pesti di questo secolo è avvolta in densa caligine. Ammiano Marcellino fa menzione di una pestilenza fra la truppa nella Mesopotamia, sotto Amida assediata dai Persi. Il P.reKirchero e Lebenswaldt fanno menzione di altre pestilenze negli anni 512, 554, 577, dell'E. C., ma se vera peste fossero state effettivamente le dette malattie, e se ed in quanto abbiano esse realmente esistito non è ben chiaro, non facendone gli altri storici menzione alcuna— »263e seg.
Secolo V.
Menzione delle pesti di questo Sec.— »264e seg.
Peste accompagnata da sintomi singolarissimi, che si sviluppò nell'Asia minore agli anni di G. C. 454 e continuò nel 455; si propagò nella Palestina, e di là fu trasportata in Europa ed attaccò la città di Vienna— »264e seg.
Secolo VI.
Pesti del Secolo VI— »265a276
Descrizione della terribile peste di Costantinopoli sotto l'Impero di Giustiniano, nell anno 542 dell'E. C. Fu questa una delle più memorabili e perniciose che ricordi la Storia. Il numero de' morti, secondo Evagrio e Procopio, giunse a Costantinopoli fino a dieci mila al giorno. Si propagò in quasi tutto l'Oriente e nell'Occidente; invase l'Italia, la Germania, la Francia ed altri paesi, e durò 32 anni, secondo gli storici, devastando gran parte della terra— »266a271
Peste desolatrice nella città di Zara che durò tre mesi nell'anno 548 di G. C.— »274
Dall'anno 542 al 590 dell'E. C. la peste divenne quasi indigena in Francia e in Italia— »275e seg.
Nuova peste in Dalmazia, e segnatamente nella città di Zara nell'anno 588 di Gesù Cristo— »274
Negli anni 588-89-90 dell'E. C. peste in quasi tutta l'Italia, a Roma particolarmente, memoranda per le sue devastazioni e singolarità de' suoi sintomi, non che per gli usi ed istituzioni cui diede motivo; usi ed istituzioni che sussistono tuttora. Vittima di essa perì il Pontefice Pelagio II. Questa stessa invase la Spagna, e la Francia, e ridusse deserti intere Città, tra le quali Marsiglia— »274a276
Secolo VII.
Menzione delle pestilenze del Secolo settimo— »276a278
In questo Secolo sì Roma che tutta l'Italia travagliate più volte da fierissimi morbi epidemici preceduti da cruda fame, da straordinarie innondazioni, da terremoti, da tempeste spaventevoli che concorsero ad accrescere la tristezza e lo spavento delle popolazioni. Alcuni autori annunciano questi morbi qual vera peste orientale, altri come morbi epidemici di diversa natura, e dietro altre memorie sembra che nel maggior numero dei casi fosse stata la lepra, o elefantiasi contagiosa— »ivi
Nel 618 dell'E. C. vi fu vera e fierissima peste in Germania, e nel 640 a Costantinopoli— »277
Secolo VIII.
Menzione delle pesti dell'ottavo Sec.— »278a280
Peste così desolatrice a Brescia e suoi contorni nell'anno 709 dell'E. C., che i morti giacevano insepolti sulle strade e nelle case; il perchè ogni famiglia fu incaricata di seppellire i suoi— »278
Costantinopoli assediata dai Saraceni, fu dalla fame e dalla peste così travagliata nell'anno 717 di G. C., che vi perirono trecentomila persone— »ivi
Memoranda pestilenza, che afflisse Costantinopoli e quasi tutto l'Oriente sotto Leone Isaurico agli anni di G. C. 745-46-47. Travagliò la Grecia, le Sicilie, le Calabrie e molte altre Provincie— »279
Pavia, l'antica Capitale del Regno dei Longobardi, afflitta nell'anno 774 di G. C. da crudelissima fame, essendo stretta d'assedio da Carlo Magno. Alla fame ben presto tenne dietro la peste. Forse essa altro non fu che una malattia tifica prodotta dallo scarso e cattivo alimento— »279e seg.
Peste nuovamente a Costantinopoli, sotto l'Imperatore Costantino Copronimo che ne rimase infetto nel tempo della spedizione da lui intrapresa contro i Bulgari, e vi morì il giorno 14 settembre 775 di G. C.— »280
Secolo IX.
Pesti del Secolo nono— »280a281
Al principio di questo Secolo, e precisamente nell'801 la peste desolò l'Italia, la Germania e la Francia, preceduta da spaventevoli terremoti— »280
Agli an. 811-12 dell'E. C. terribile pestilenza presso che universale. Inferocì particolarmente a Costantinopoli, dove i morti restavano insepolti per non trovarsi più chi li sotterrasse— »ivi
Nell'820 la peste fra gli uomini ed un morbo pestilenziale fra gli animali fecero orrende stragi in tutta la Francia— »281
In Inghilterra la peste nell'anno di G. C. 865 fu preceduta da un'immensa quantità di locuste, che hanno distrutto le biade e cagionato la fame— »ivi
Agli anni 889 e 90 l'Italia provò ad un tempo tutte le sventure della guerra e della peste— »ivi
Secolo X.
Pesti del Secolo decimo— »282a284
Negli anni 910-11 e 12 dell'E. C. fiera peste a Costantinopoli. Si riprodusse nel 920 con tanta forza che uccise, secondo il Lebenswald, da 500 mila persone— »282
In questo Secolo la peste si appiccò due volte a Venezia, cioè nel 938 e 989, e vi operò orrende stragi— »282a283
Milano nell'anno 964 fu travagliata dalla peste così fieramente, che secondo Bernardino Corio, era ridotta a pochissimi abitanti, ancorchè fosse una delle città più popolate e fiorenti— »282
Introdotta la carestia in Italia nel 983, a questa succedette la peste nel 984 che imperversò fierissima nei successivi anni 985 e 86. In detti tre anni, le calamità della fame, della peste e della guerra si combinarono unite a spopolare questo importante paese— »283
Agli stessi anni la medesima pestilenza travagliò la Germania, preceduta da estremo freddo, per cui gelarono i fiumi e con essi i pesci— »ivi
Nel 990 peste a Cattaro in Albania, nella quale colla famiglia Leghletta perì Bastardo Re di Servia— »284
Secolo XI.
Pesti del Secolo undecimo— »284a287
Venezia nell'anno 1006 afflitta dalla peste, che le recò gravi danni; e nell'anno susseguente parecchie altre città d'Italia, fra le quali Bologna e Modena, ove fu grande il numero dei morti— »284
Nuova peste a Venezia nel 1012; e nel 1013 in varie altre città d'Italia, e così micidiale, che quelli che n'erano colpiti morivano quasi improvvisamente. Un fuoco interno divorava loro le viscere, ed una diarrea straordinaria li traeva in brevi istanti al sepolcro— »285
La peste nel 1016-17 fu quasi generale in Europa, ma desolò specialmente l'Italia, dove, volendo dar fede al Platina, il numero de' morti superò i superstiti. — La peste ridotta da alcuni anni quasi permanente in Italia, vi si riaccese nel 1022 con istraordinario furore, e contemporaneamente in Costantinopoli e in diversi altri paesi di Europa— »ivi
Peste pressochè generale in Europa nell'anno 1065 accompagnata dalla fame— »286
—nel 1085 in Ungheria e nella Dalmazia; la città di Zara ne fu presa, ma il morbo in Dalmazia non si estese gran fatto, mentre in Ungheria fece molto danno— »ivi
Peste negli anni 1093-94 in Francia, in varie parti d'Italia, e della Germania. In Italia e nella Germania epizoozie sterminatrici; in Inghilterra inondazioni strabocchevoli accrescevano la miseria e la desolazione di quelle popolazioni. — Nel 1098 il morbo pestilenziale si riprodusse in Germania, ed ivi scaricò tutto il suo furore facendovi orribili strazii. Vi ebbe pure di nuovo l'epizoozia. A vizio dell'aria, secondo l'opinione di que' tempi, si attribuì la grande mortalità dell'una e dell'altra specie— »287
Nello stesso anno 1098 l'esercito Cristiano delle Crociate trovandosi stretto di assedio in Antiochia, venne quasi distrutto dalla fame e dalla peste— »ivi
Secolo XII.
Pesti del Secolo duodecimo— »287a289
Peste in Inghilterra nel 1103, preceduta da morbo pestilenziale fra gli animali— »287
—devastatrice in Italia, nel 1119, preceduta e susseguitata da freddo eccessivo, da calori intollerabili, da terremoti spaventevoli— »287e seg.
Agli anni 1125-26-27 la Germania fu in particolare travagliata dalla peste, propagatasi quasi generalmente in tutta Europa, cagionando immensi strazii fra le differenti nazioni, afflitte contemporaneamente da fame e da guerra in cui gran parte delle potenze di Europa trovavasi avvolta— »288
Nel 1135 la peste si sviluppò nell'Insubria, ossia in quella parte del Milanese conosciuta sotto questo nome, e vi recò molti danni— »ivi
Peste fra l'esercito di Federico Barbarossa, allorchè nel 1167 portava le sue armi contro Roma— »289
—fra la truppa dell'Imperatore Enrico VI allorchè assediava la Città di Napoli nel 1193— »ivi
Secolo XIII.
Pesti del Secolo decimoterzo— »289a293
Peste fierissima in Siria, appiccatasi all'esercito di Balduino nell'anno 1202— »289
—egualmente fiera, che desolò nello stesso anno la città di Zara, assalita e presa in quel tempo dai Veneziani— »289e seg.
Peste nel 1218 fra l'esercito delle Crociate, che assediava Damiata in Egitto— »290
Nell'anno 1225, la peste si sviluppò nella città di Bologna, si riaccese nel 1227, e spense la maggior parte degli abitanti di quella illustre città— »290a291
Desolò Roma negli anni 1231-32-33. Il Tevere, avendo per grande spazio allagata la campagna, accrebbe le miserie e le devastazioni del contagio. Fu tale la violenza del morbo, che fra dieci infetti appena uno se ne salvava— »291
In Grecia, in Italia, in Francia v'ebbe negli anni 1242-43, peste micidiale ed atroce. Invase l'esercito di S. Luigi Re di Francia, mentre inseguiva l'armata di Enrico III— »292
Si apprese di nuovo alle falangi di quel Principe nel tempo della sua spedizione contro l'Affrica, e particolarmente alla truppa che assediava Tunisi. Vi fu colpito lo stesso S. Luigi che morì il 25 agosto 1270— »292a293
Nell'anno 1288 la peste riprese novelle forze, desolò e distrusse gran parte d'Italia sotto il Pontificato di Nicolò IV. Il Pontefice si chiuse nel suo palazzo durante la pestilenza, nè ommise perciò le cure ch'ei doveva al governo de' suoi popoli. Si nota, che servendo alle opinioni di que' tempi, faceva accendere continuamente grandi fuochi ne' cortili del suo palagio e ne' suoi appartamenti— »293
Secolo XIV.
Pesti del Secolo decimo quarto— »293a327
Peste del 1301 divenuta famosa stante il pietoso affetto e lo zelo con cui S. Rocco servì i malati di Piacenza in Lombardia— »295e seg.
Fierissima pestilenza agli anni 1316-17 che invase l'Italia, imperversò in Lombardia, e specialmente in Brescia. Nè si limitò all'Italia, ma travagliò fieramente anche le provincie settentrionali di Europa, la Germania, l'Olanda, le Fiandre, il Belgio, la Polonia, ed altre. Riferisce il Bugati essere morti circa un terzo degli abitanti de' paesi che ne furono infetti— »294e seg.
L'anno 1335 è celebre negli annali del Mondo per la quantità incredibile di cavallette che coprirono la terra e devastarono i seminati. Alla putrefazione, per la gran copia di quegli animali, aggiuntivi li strazii della fame, v'ebbe pur assai onde predisporre gli uomini alla peste; da cui in quest'anno venne afflitta gran parte di Europa— »295
Nel 1340 la peste involò alla Toscana il sesto circa della sua popolazione, secondo il Rondinelli ed il Corio— »295
In questo stesso anno vi fu la peste a Sebenico in Dalmazia— »296
Regnò la peste in Francia nel 1342. Si accusarono allora gli Ebrei di aver avvelenati i pozzi. Ciò bastò perchè il popolo si scagliasse con furore contro di loro— »ivi
Nel 1343 Venezia fu di nuovo afflitta dalla peste— »ivi
La celebre Peste nera, la più terribile che sia stata mai ricordata. Tale sciagura non fu mai nè più generale nè più atroce. Descrizione di questa peste che cominciò nel 1345, imperversò in Italia particolarmente nel 1348, e terminò solo nel 1363, dopo aver distrutto, giusta il computo degli storici più accreditati, tre quinti di abitatori di tutta l'Europa— »296e seg.
Fra le molte città d'Italia invase dal morbo nell'anno 1348 fieramente ne fu presa Firenze, e Giovanni Boccaccio con molta eloquenza ne fece la Descrizione(Decamerone Giornata I.ma) — »298a313
A questa stessa età funestissima, cioè nel 1348, la peste si è manifestata anche a Spalatro in Dalmazia, e vi fece progressi così rapidi e terribili, che distrusse quasi tutti gli abitanti di quella città e lo stesso zelantissimo Arcivescovo Cucari— »313
Descrizione latina di questa peste fatta a quel tempo da un individuo della famiglia a Cuteis di Spalatro, che ritiene forme solenni ed energiche di verità— »314a317
A questi stessi anni 1348 e 49 peste a Zara, dove regnava contemporaneamente ferocissima epizoozia, e nella città di Ragusi— »316e17
Cenni sulla durata, e sulla mortalità prodotta da questa memoranda pestilenza nelle varie città d'Italia, di Francia, ec. nel corso degli anni 1346-47-48— »317e318
Modo di sua propagazione, sintomi che l'accompagnavano— »318a320
Cause che furono attribuite a questa pestee — »321
Bizzarra opinione del Collegio di Medicina di Parigi di quel tempo, per ispiegare il fenomeno di sì terribile e general pestilenza— »321
Dominato tutto questo secolo da fierissima peste, ne andò presa ora una parte ed or l'altra del mondo abitato. Le città di Venezia e di Genova furono spopolate per essa nel 1377. Venezia fu invasa di nuovo nel 1381; il contagio continuò nel 1382 e vi recò gravissimi danni. Fra gli altri morì il Doge Michiele Morosini. Nello stesso anno divampò con grande rovina nella città di Bologna, e ne' paesi circostanti; devastò la Boemia, e la città di Praga particolarmente. Nel 1383 penetrò di nuovo a Firenze. Nel 1390 dominò in Francia, e si riaccese di nuovo in Italia, e segnatamente nella Romagna. Dalla Romagna il contagio fu portato di nuovo a Venezia nel 1391 dai bastimenti. Da Venezia a Verona e a Brescia; ed allo stesso tempo travagliò varie provincie della Germania. Nel 1399 e 1400 si sviluppò di nuovo nella Lombardia; a Firenze, a Siena, a Roma, ed in parecchie altre delle principali città e paesi di Italia. Roma fece immensa perdita di persone, tra le quali moltissimi pellegrini ed altri forestieri ivi accorsi pel Giubbileo— »322e seg.
Nel 1400 la peste invase la città di Ragusi; fu fierissima e durò due anni— »325
Secolo XV.
Pesti del Secolo decimoquinto— »326a 345
Peste in Spagna nel 1415 che desolò quel Regno per varii anni consecutivi— »326
—a Ragusi nel 1416. In due mesi, o poco più, il contagio uccise 3800 circa di quegli abitanti— »ivi
Nel 1420 Ragusi fu di nuovo invasa dal contagio, ma Giacomo Gondoaldo Ferrarese, allora medico in condotta a Ragusi, avendo suggerito il preservativo e la precauzione di separare gl'infetti dai sani, si ottenne, che la peste recasse pochissimi danni— »327
Lo stesso avvenne nel 1430; in cui introdotta la peste in Ragusi da Trebigne, paese Turco confinante, a merito dei saggi suggerimenti del suaccennato medico Gondoaldo, pochissime furono le vittime del contagio— »329e seg.
Articolo latino sopra Giacomo Gondoaldo nella serie degli uomini illustri— »ivi
Curzola in Dalmazia colta nel 1428 da peste così terribile e micidiale, che distrusse interamente quella popolazione composta di oltre 7000 persone. La città andò deserta, nè mai più si ripopolò, contando ora appena 1000 persone— »328
La Lusitania propriamente detta, cioè il Portogallo, l'Estremadura, e la vecchia Castiglia, furono nel 1436 miseramente devastate dalla peste, che vi durò più anni. Il Re Edoardo, che si era ritirato nel Monastero di Thomast, prese il contagio da una lettera da esso incautamente aperta, la quale se gli fece pervenire coll'espresso divisamento di appiccargli la peste, e vi morì da quella il dì 9 settembre 1458— »331
Nuova peste a Ragusi nel 1437 così micidiale e violenta, che in soli tre mesi spogliò quasi intieramente di abitatori quella città. La maggior parte però de' patrizii e considerevole numero di altre persone, si sono salvate, essendosi sottratte colla fuga a tale calamità, ritirati i nobili a Gravosa, e gli altri in altri luoghi al primo scoppiare del morbo— »331
Nel 1438 la peste estinse ancora gran numero di abitanti a Venezia sotto il Dogado di Francesco Foscari. Il contagio penetrò in questo stesso anno in parecchi altri paesi d'Italia; si propagò in Francia, in Germania, inInghilterra. Tanto in Italia, che in varie parti dei sopraccennati Regni, continuò negli anni 1439 e 40. La peste di Brescia nel 1439 aveva per sintomo particolare un profondo letargo. I malati dopo un apparente sonno di due o tre giorni si destavano, ricadendo poi tra poco in agonia. Nel 1440 fece orrendo strazio a Basilea, dove a quel tempo tenevasi il famoso Concilio. Parecchi di que' prelati ed altri padri insigni della chiesa vi perirono. Enea Silvio Piccolomini poi Pontefice sotto il nome di Pio II fu pure attaccato e vi guarì. Egli descrisse quel contagio in un singolare suo libro— »332a 334
Negli anni 1448-49-50 quasi tutta l'Italia e in particolare il Milanese, fu soggetta a pestilenza, che si mantenne fierissima. Nello stesso tempo in Dalmazia, in Germania, in Francia, in Spagna il contagio imperversò ferocemente. Si pretende che nel 1450 esso uccidesse quarantamila persone nella sola città di Parigi in due mesi. Era accompagnato da sintomi terribili. Lo spavento invadeva tutti gli animi, anche i più coraggiosi e fermi, di maniera che non permetteva loro divedere altri oggetti che una morte inevitabile— »334e seg.
Peste a Erfurt nella Sassonia nel 1453— »335
—in Dalmazia negli anni 1455 e 56— »336
Pestilenza di un indole singolare che si è sviluppata in Germania nel 1460, la quale uccideva irremissibilmente gli uomini robusti, meno le donne, e molto meno i fanciulli— »336
La peste ricominciò a Ragusi nel 1464; continuò nei successivi due anni 65-66. Nel maggio 1466 il Senato di Ragusi decretò l'erezione di un Lazzeretto vicino alla città, che accogliesse le merci sospette provenienti dalla vicina Turchia, ed è quello che sussiste tuttora— »337
Calori straordinarii ed eccessivi, lunghe siccità, tempeste desolatrici, ed immensa quantità di insetti devastatori cagionarono la perdita dei ricolti nell'anno 1473, cui è succeduta crudelissima fame. Alla fame venne dietro la peste, che desolò in detto anno l'Italia. O non bene estinta o riprodotta infierì di nuovo nell'anno 1475. Si ampliò nel 1476; anno considerevole pel continuo piovere dirottamente, per tempeste spaventevoli ed inondazioni, bersagliò fieramente la città di Roma efece stragi a Marsiglia. Fu in diminuzione nel 1477. Prese nuova forza nel 1478 e nel 79; e la maggior parte dei paesi d'Italia fu vessata crudelmente. Firenze in ispecieltà, dove si contavano più di 500 morti al giorno, Venezia pur ne fu presa, e nel corso di detta pestilenza perdette da circa 50,000 abitanti, Brescia 20,000, e così altri luoghi— »337a 339
Nel 1480 la peste fu portata a Ragusi dalla Sicilia col mezzo di alcune balle di cotone infetto, e vi durò tre anni— »339
Negli anni 1482-83 vi ebbe pur peste in Francia. I sintomi più comuni di questa peste erano la frenesia e l'avidità di acqua; di maniera che i malati si precipitavano dai tetti, e si gittavano nei fiumi e nei pozzi per l'avidità del bere. Alli stessi anni la peste travagliò anche la Germania e Norimberga in particolare— »340
Guerra e peste terribili afflissero di nuovo l'Italia agli anni 1485-86. Venezia e Milano in ispecieltà. A Venezia la peste cominciò nella state, infuriò nell'autunno, continuò tutto l'inverno, e non cessò che nella seguente primavera. A Milano involò in detti anni85 86 cento trentasette mila persone, secondo Bernardino Corio. Forse questo numero è esagerato— »340e seg.
Nel 1486 l'Inghilterra fu terribilmente afflitta da quella specie di peste, o morbo epidemico, conosciuto sotto il nome di Sudor Anglico, dal quale fra cento malati uno appena salvavasi. Dall'Inghilterra passò nel Belgio, nella Francia, nella Germania, dove invase principalmente le provincie del Reno. Il principio di questo morbo singolare rimonta al 1483, e dopo il 1551 non si è più osservato— »341
Nel 1495 vi ebbe peste nell'Austria inferiore— »ivi
Portatosi Bajazet gran Signore de' Turchi nel levante nel 1500, ed accintosi all'espugnazione di Modone, Corone, Navarino e Corinto, dove allora regnava la peste, i Greci per salvarsi dal barbaro furore de' Saraceni abbandonarono la loro patria, e si sparsero per l'Italia, per la Sicilia, a Ragusi, a Zara e in varii paesi della Dalmazia. Questi fuggitivi apportarono in detti luoghi la peste— »342
Nello stesso anno 1500 l'Inghilterratravagliata nuovamente dal Sudor Anglico vi perdette da circa 30,000 persone— »343
Secolo XVI.
Pesti del decimo sesto Secolo— »343a 372
Peste ad Aix ed in altri luoghi della Provenza in Francia nel 1502, e contemporaneamente nella Puglia. — Da Barletta fu portata nel 1503 nell'isola di Calamata appartenente alla Repubblica di Ragusi. Da Alessandria d'Egitto fu portata a Giuppana nel territorio della stessa Repubblica, ma per le buone guardie, dice lo storico, non prese nella città— »343e seg.
Negli anni 1504-5-6. La peste fece stragi a Marsiglia e suo territorio. Essa è succeduta ad ardentissimi calori e ad un'estrema penuria di biade— »344
Fierissima peste sterminatrice regnava in Bossina, Erzegovina, ed Albania Turca negli anni 1506-7. Agli stessi anni continuava, o s'era riprodotta in Puglia. I Ragusei in mezzo a tanto incendio avendo cautamente provveduto alla loro difesa, si preservarono. I Magistrati che presiedevano al Governo di Cattaro, meno cauti o meno fortunati, videroquel paese in preda alla peste che recò grande mortalità. In cinque giorni morirono più di 400 persone nella città. Si sparse ben tosto ne' villaggi circonvicini— »345
Peste terribile e devastatrice nella Carniola all'anno 1509 preceduta da spaventevole terremoto— »ivi
Nel 1510 infierì la peste in Francia, e particolarmente a Parigi, togliendo di vita le persone in brevissimo corso di malattia, o improvvisamente a guisa di fulmine. I sintomi che per l'ordinario l'accompagnavano erano veementissimo dolor di testa con vertigine, e vasti carbonchi sotto l'orecchia. Le sottrazioni sanguigne e i purganti riescivano costantemente dannosi; i così detti cordiali utilissimi— »346
Ripullulata la peste in Italia nell'anno 1522, si propagò rapidamente in parecchie città e paesi di quel Regno, e durò più anni. Incrudelì specialmente a Roma, dove erano state trascurate le necessarie precauzioni per arrestarla, o praticate troppo tardi, e ciò perchè il Pontefice Adriano VI. allora regnante, il quale non era d'Italia, aveva la falsa opinione, che tutte leprecauzioni di Sanità ed i Lazzeretti altro non fossero che superstizioni e riscaldi delle menti Italiane— »347
Si riprodusse a Roma nel 1527, continuò nel 1528, e vi fece gravissimo danno fra gli abitanti non solo, ma anche fra le truppe Tedesche e Spagnuole venute in Roma col Marchese del Guasto— »353
Nel medesimo anno 1524 presa dai Milanesi Biagrassa, dov'era incominciata la peste, fu colle cose saccheggiate portata a Milano. Ivi si ampliò e tolse di vita 50 mila persone— »347
Continuò ad imperversare nel 1525 nei paesi situati lungo le sponde del Ticino e del Pò. La mortalità fu immensa. Si narra che sia perito un terzo di quegli abitanti. Se ne attribuì la cagione alla quantità di cadaveri insepolti, che rigettati dalle acque sulle sponde degli stessi fiumi ov'erano stati immersi, ivi continuarono il loro corrompimento— »348
Nello stesso anno 1524 la peste si spiegò di nuovo in Germania, e travagliò in ispecial modo Vienna, Norimberga ed Augusta— »347e seg.
Regnando nel 1526 la peste in Ancona, i funesti semi furono di là portati inRagusi col mezzo di alcune mercanzie; e il contagio fece questa volta sì orrendo strazio di quella città e suo contado, che nello spazio di venti mesi morirono da circa ventimila persone, delle quali ottomila nella città, tal che, rimasta deserta, furono chiamate le genti del contado a riabitarla— »348e 349
Nel 1526 fu pure a Spalatro la peste— »ivi
Nel 1527 spopolò la Puglia— »353
Dall'anno 1522 a tutto il 1527, la peste afflisse la Toscana e specialmente Firenze, e di essa vi perirono più di duecentomila persone— »349e seg.
Descrizione della peste di Firenze dell'anno 1527 di Nicolò Machiavelli— »350a 355
Nel 1528 la città di Napoli, assediata dai Francesi comandati da Lutrech, soffrì gravissima pestilenza che si comunicò poi anche agli assedianti e prese lo stesso Lutrech che guarì, mentre Valdemonte, altro capitano, morì, e l'esercito andò per la contagione pressochè distrutto. Continuò il contagio a Napoli nel 1529, ed in detti due anni andarono estinte da circa sessantamila persone— »354
Ai detti anni 1527-28 e 29 quasi tutta Italia fu in preda a fierissimapestilenza. Alle stragi che faceva la peste vi si aggiunsero le devastazioni della guerra, e le crudeltà che si commettevano dalle armate del contestabile di Borbone— »354e 355
Contemporaneamente, cioè nel 1529, vi fu fierissima peste in Ungheria portatavi dalle armate Turche comandate dal feroce Solimano— »355
Così pure a Lesina in Dalmazia, dove il contagio non fu conosciuto. Durò sei mesi— »ivi
Nell'indicata peste, che durò in Italia otto anni di seguito, cioè dal 1522 a tutto il 1529, assicura il Faloppio essersi costantemente osservato, che tutti i malati i quali furono dissanguati, morirono, mentre guarirono molti di quelli coi quali non si usò del salasso— »356
Dal 1528 al 1532 furono in tutta Europa sì eccessivi calori, che sembrava continua la state. Nel 1529 una parte dell'Olanda e delle Fiandre restò sommersa dall'Oceano. Nel Portogallo sotto il Regno di Giovanni III nel 1531 infierì terribile e micidial pestilenza— »ivi
Nel 1533 la peste scoppiò di nuovo a Ragusi. Si decretò in questo caso, chenessuno partir dovesse dalla città. Il perchè usatasi maggior diligenza nelle guardie e nel provvedere ai bisogni degl'infermi e dei sani, la peste declinò più presto e con minori danni— »357
Nel 1540 la peste devastò la Polonia ed il Ducato di Münster nella Slesia. Nei successivi anni si dilatò in Germania. Nel 1542 fu sì micidiale ed atroce, che vi fece perire la maggior parte delle truppe imperiali della spedizione Ungarica contro i Turchi. Continuò ad imperversare qua e là a tutto il 1544. A detta epoca travagliò l'Inghilterra e la Francia, particolarmente la Provenza— »358
Contemporaneamente peste atrocissima a Costantinopoli, riprodottasi più fiera nel 1547— »ivie seg.
A Stagno, picciola città nel circolo di Ragusi, fu nel 1543 così atroce e micidial pestilenza che vi perirono nove decimi de' suoi abitanti. Questa città, i cui vestigi mostrano essere stata una volta florida e ben popolata, ora è misera, e pressochè spoglia affatto di abitatori— »358e59
Peste di nuovo nella città di Milano nel 1550, che secondo il Morigia le tolse circa la metà della sua popolazione— »360
Peste crudelissima nell'Ungheria, nell'Austria ed in varie parti della Germania nell'an. 1552. Essa penetrò nell'esercito di Carlo V quando le sue armate invadevano i confini della Gallia, e vi fece orrendo strazio.
Si riprodusse nell'Ungheria nel 1554; inferocì specialmente nella Transilvania. Era accompagnata da singolare fenomeno, sì che i malati venivano straziati da dolori così crudeli e veementi, che per l'acerbità si laceravano co' denti le carni delle braccia e delle mani— »360e361
Peste atroce e fierissima nella Gallia Narbonese nel 1553. Dice il Valeriola, ch'era così veemente e micidiale, che gli uomini camminando e discorrendo perivano improvvisamente, quasi colpiti da fulmine— »361
—a Venezia nel 1556— »ivi
Nel 1560 fierissima peste in Francia, e particolarmente a Parigi, dove accenna il Palmario averne egli stesso superata la malattia presa in quella occasione. Vi ripullulò nel 1566, e continuò a travagliare la Francia per altri due anni cioè nel 1567-68— »362e363
In detti anni la peste afflisse crudelmente or l'una or l'altra parte di Europa— »362
Nell'anno 1564 e ne' successivi, infierì con tanta violenza nel Lionese, nella Savoja, nel paese dei Grigioni ed altri Cantoni confinarii della Svizzera, che secondo il Muratori, uccise in quelle bande poco meno che quattro quinti degli abitanti, V'ebbero in quell'anno quattro aurore boreali— »363
Nello stesso anno 1564 la peste regnò anche nella città di Londra— »ivi
Dominava la peste nella Turchìa, allorchè nel 1570 si propagò nella Carniola e nella Dalmazia. Nella città di Curzola fu fierissima e terminò di distruggere quella popolazione— »364
Nell'Ungheria fu particolarmente fiera agli anni 1571-72 e segnatamente a Cremnitz. Penetrò nel 1572 in Germania e in Polonia, ed in quell'anno, e nel successivo, fece miserando strazio particolarmente degli abitanti di Augusta— »364e365
Gli anni 1575-76-77 segnano una delle epoche più memorabili per le devastazioni fatte dalla peste. Era divenuta famigliare nell'Ungheria niente meno che ne' paesi della confinante Turchia. Dall'Ungheria fatte passare pel Danubio in Germania, e da di là trasportateparte in Tirolo e parte nella Svizzera alcune mercanzie, queste introdussero la peste a Trento, a Zurigo, a Bolzano, ed in qualche altro luogo. Da Trento, ove uccise sei mila persone, si propagò a Verona, da Verona a Mantova. Alcuni fuggitivi di Mantova la recarono da prima a Oleggio. Si manifestò poi a Nogara, a Monza, e finalmente a Milano, a malgrado le guardie ai confini, e tutte le misure prese dai Milanesi per impedirne il passo. A Milano cominciò in agosto 1576 e durò sino al finire del 77. Perirono 18,300 persone nella sola città. Fu a quel tempo che splendettero le rare virtù, l'invitto animo, il coraggio, la carità e la pietà del grande arcivescovo di Milano s. Carlo Borromeo. La quarantena generale fu ivi adottata per la prima volta, ed altre saggie precauzioni e discipline di Sanità, secondo che dava quel tempo, ma con poco effetto. Straordinaria discesa di gran quantità di lupi si osservò sulle terre del Milanese, che ferivano e divoravano fanciulli e gente d'ogni maniera. Altre singolarità da cui venne contraddistinta quella pestilenza— »365a369
Nel 1575 un Trentino rifugiatosi a Venezia vi recò la peste. Fu questa una delle più memorabili e micidiali che ricordi la Storia Veneta. Vi perirono da circa sessanta mila persone in diciasette mesi. Tanto danno avvenne per errore de' medici che non la riconobbero, e per la soverchia fiducia dei Magistrati nelle opinioni degli stessi medici, trascurate incautamente in principio le necessarie precauzioni di Sanità. Fu questa la memorabile pestilenza che ricorda il funesto errore dei due rinomati professori di Padova, Mercuriale e Capodivacca, chiamati espressamente dalla Repubblica per riconoscere la natura dei mali che cominciavano a diventare sospetti— »365e seg.
Fu a detta epoca che il Senato decretò l'erezione del magnifico tempio sotto il nome del Redentore, opera di Palladio, che si ammira nella contrada della Giudecca di Venezia— »425
Da Venezia la peste si è propagata a Padova. Ivi però finì alcuni mesi prima che a Venezia, nè vi menò tante stragi— »ivi
Nel 1576 si manifestò anche a Vicenza, continuò nel 77; ma non vi fecegrandissimo danno, a merito forse de' saggi provvedimenti usati. Il celebre medico Massaria, che si trovava a quel tempo a Vicenza sua patria, ce ne lasciò la Storia.
A quelli stessi anni 1575-76-77 regnò la peste in Russia, e specialmente nella Livonia. Sortita di là invase la Sarmazia e la Pomerania. Giusta il concorde sentimento degli Storici furono a pari tempo infette l'Austria, l'Ungheria, la Transilvania, la Turingia, la Misnia, ed altre Provincie Sassone, Renane ed Illiriche. Il Belgio in ispecieltà fu molto travagliato. Di quella pestilenza morì il celebre medico Cornelio Gemma di Lovanio. In Italia, oltre le Provincie di già indicate, il contagio afflisse la Sicilia, dove arrecò incalcolabili danni, la Calabria, la città di Forlì, ed altri luoghi— »366e seg.
Nel 1578 si spiegò il contagio nell'Istria, ed afflisse specialmente la città di Parenzo; ma vi fu arrestato dai saggi provvedimenti del Magistrato di Sanità di Venezia— »423
Agli anni 1580-81 la così detta gran peste spopolò la Francia ed in particolar modo la Provenza. Essa viene cosìchiamata sì in riguardo all'estensione del paese che invase, e sì per la lunga sua durata; ed in fine perchè perirono quasi tutti quelli a cui si apprese. Ad Aix durò 13 mesi; a Marsiglia distrusse quasi intieramente la popolazione non lasciandovi superstiti che circa tre mila abitanti— »370
Prospero Alpino(de medicina Egiptyorum)riferisce, che a questi anni 1580-81 sono morti dalla peste in Egitto circa 500 mila abitanti— »ivi
La peste forse non bene estinta in Francia, si riprodusse nel 1586 a Parigi. Bella descrizione che di questa peste ci lasciò Palmario. Il più di quelli che venivano presi cadevano in frenesia, la quale si menomava o si accresceva secondo la scorrevolezza del ventre. Durò a Parigi fino al 1587. Ne fu presa anche Marsiglia; ma spaventati al suo primo apparire quegli abitanti, se ne fuggirono; il perchè non trovò materia di appiccarvi il mal seme, e in pochi dì si spense— »371