A Medina di Sidone, a Tripoli nellaSoria, a Latachea la peste andò percorrendo regolarmente i suoi stadii dal marzo all'agosto 1760; nè fu di grande violenza, mentre il numero dei guariti eguagliò incirca quello dei morti. Nei dintorni di Tripoli si riaccese nel 1762— »662A Gerusalemme si sviluppò nel febbrajo 1760, e vi produsse orribili devastazioni sì nella città che ne' villaggi dei contorni. Nel convento di Terra santa fra vent'un sacerdoti ne morirono dicianove— »662e623A Damasco si manifestò nel marzo dello stesso anno 1760, e la mortalità vi fu immensa, forse maggiore che in verun altro luogo: così in altre città picciole e villaggi della Palestina, ne' quali ne vennero per essa orribili devastazioni— »iviMentre la peste faceva le più grandi stragi a Damasco, e lungo le città marittime della Palestina e della Soria, gli abitanti della città di Aleppo erano presi da forti timori, che vicina fosse la comparsa anche fra essi del tremendo flagello; nè andò molto che si è pur fra essi manifestato— »663e664Descrizione della peste di Aleppo— »664a673Al principio di maggio 1760 arrivarono in Aleppo alcune carovane da Damasco, da Gerusalemme, da Latachea con parecchi individui infetti. Fra questi tre mercanti turchi, che presero alloggio, in città in una casa vicina al Consolato Inglese. Costoro comunicarono il contagio alla famiglia presso cui alloggiarono. Alla fine del maggio altre carovane arrivarono da Gerusalemme, e da Tripoli con parecchi pellegrini turchi e cristiani, tra' quali eranvi alcuni negozianti di Aleppo. Questi facendo ritorno da' luoghi santi contrassero l'infezione per via; e ricovratisi senza verun ostacolo presso le proprie famiglie in città, propagarono più estesamente l'esiziale contagio— »664Ciò non pertanto fu assai lento in detto anno (1760) l'avanzarsi del morbo, e dappoichè si vedeva che non veniva attaccato dal contagio nessun degli ebrei, i quali fra tutti sono sempre i più facili a contrar l'infezione; e che quelli che assistevano i malati ne andavano per lo più esenti, vi ebbe appena chi dicesse che quel morbo vera peste si fosse— »665In sul finire di giugno si accrebbe lamortalità, più facile divenne il comunicarsi del contagio; e vieppiù si diffuse sì nella città, sì ne' sobborghi aggiacenti abitati da molte famiglie cristiane. In luglio la ferocia del morbo s'accrebbe ancora più, ma nella prima settimana di agosto cominciò a declinare. Si manifestarono le malattie così dette intercorrenti, o almeno la peste cominciò a vestire una diversa apparenza. Dopo la metà di agosto gli attacchi divennero sempre più rari. Alla fine di agosto la peste scomparve— »666A malgrado che il contagio fin dal principio manifestato avesse la sua più grande malignità, mentre di sei appestati uno appena salvavasi; pure per tutto l'anno 1760 fece lenti progressi, ed il numero de' morti in tutto quell'anno, secondo le note raccolte dal D.rRussel, non montò che a 500 circa. Avvi però ragioni per credere che molto maggiore sia stata la mortalità se si rifletta alla vastità delle contrade e dei sobborghi di Aleppo, al numero della popolazione, all'indole della malattia; se si consideri che in quel paese non vi avea nè polizia sanitaria nè registri di morti, che i calcoli del Russelsono stati desunti dalle relazioni de' becchini, i quali tenevano conto di que' soli che nel seppellirli mostravano chiari segni di peste; finalmente all'asserzione dello stesso Russel, il quale confessa che in quell'anno avea badato meno attentamente al numero de' morti che negli anni susseguenti— »666e667Cessata la peste in Aleppo speravasi che non avesse più a riprodursi; ma ne fallì la speranza.I villaggi delle vicine montagne fra Antiochia e Latachea, dove il contagio, cessato in Aleppo, s'era manifestato, continuarono ad esserne afflitti per tutto il verno; anzi sotto i rigori del freddo, che quell'anno fu più acuto dell'ordinario, erasi rinvigorito assai fieramente. Dai detti villaggi le persone già infette che s'erano rifuggiate nelle pianure sparsero il rio seme del morbo specialmente a Edlib, Sogre, e ad Aleppo stesso: ciò che avvenne anche per il libero comunicar fra Aleppo e Damasco, dove la peste continuava— »668Nel marzo del 1761 si spiegò il contagio nelle ville di Aleppo, in Aleppo stesso, e circa alla metà del mese nel campo degli Arabi, e fu tale laviolenza del morbo fin dal suo principio, che gli Arabi spaventati abbandonarono nella maggior parte le proprie tende e si rifuggiarono nelle case de' lor conoscenti ed amici. Di settanta appestati appena due andavano salvi. Nè solo fra gli Arabi, ma sì bene fra i Turchi ed i Maroniti si propagarono le stragi— »668Sopraggiunte le feste del Bairam, al qual tempo i bazzari e i caffè sono straordinariamente affollati di gente, aumentandosi le ragion de' contatti, il morbo in proporzione si dilatò. In aprile si contarono 856 morti: in maggio 1211. Dopo la metà di aprile gli europei si chiusero nei loro quartieri. In giugno la peste infierì vieppiù, e somma fu la mortalità. Alla fine del mese in ispecielità giunse il contagio al suo più alto grado di forza e recò le maggiori rovine. Dal 31 maggio al 5 luglio sono morte 5535 persone, fra le quali 639 cristiani, e 183 ebrei. Penetrò nell'harem dello stesso Cadì, ed in parecchie famiglie de' principali signori turchi— »669e670Dopo la prima settimana di luglio fu rapida la declinazione del morbo. Dal 5 luglio al 2 agosto sono perite 2115 persone. Dopo la metà di luglio nonmoriva più alcuno prima del terzo giorno di malattia; mentre prima morivano dopo 10 ore dalla contratta infezione, altri, ed in maggior numero, in 24 ore. Verso la fine del mese ricomparvero febbri terzane ed altre malattie che diconsi di carattere, di un andamento diverso dalla peste. Il popolo in generale cominciò a rincorarsi. Gli europei, sì cristiani e sì ebrei, uscirono al pubblico, nè si viddero più deserti e abbandonati i bazzari come per l'innanzi. Dai 15 ai 31 agosto la mortalità fu minore che nel febbrajo che ha preceduto la peste, ed in settembre la pestilenza si risguardò terminata; ma le trepidazioni e le angustie di quegli abitanti non cessarono, dappoichè alcune morti improvvise, ed alcune febbri anomale mantennero vivi fra essi i timori, e solo nel marzo 1762 fu ristabilita la primiera tranquillità e sicurezza— »670a673Da Aleppo la peste s'innoltrò in altre città della Siria e della Mesopotamia, specialmente ad Arta, (o Orta) ove imperversò con la massima violenza; uccise il Bascià e quasi tutti i soldati e le persone del suo seguito. Ivillaggi dei dintorni rimasero spopolati quasi intieramente. Suez e Adena ne furono pur fieramente travagliate. Narrasi che in Adena e ne' vicini villaggi sono perite venticinque mila persone— »673Nella primavera del 1761 la peste si manifestò anche nella città di Marasch, e vi durò più anni, cioè fino a tutto il 1765 con alcune tregue, e con alternative di maggiore o minore violenza, ora serpeggiando tacitamente, ed or divampando apertamente; ma sempre divenendo più mite ed appena sensibile durante l'inverno; fino a che nel 1765 aumentò in fiero modo le sue stragi, sì propagò nei vicini villaggi, e vi recò orribili devastazioni. — La lunga durata della peste a Marasch, più che in alcun'altra città della Soria, fu un singolare fenomeno— »674Osservazioni sull'andamento della peste nel Levante, e sopra i fenomeni, che più facilmente inducono in errore nel riconoscerla al suo primo apparire e nel giudicarla— »675e seg.La peste nel Levante tiene il medesimo andamento che in Europa. Cresce lentamente, va fluttuando, dilatandosi, e si aumenta poco a poco fino a chegiunge al suo maggiore incremento. Non è però così del suo declinare, osservandosi in quest'ultimo suo periodo manifeste differenze, non solo secondo i luoghi, ma eziandio secondo il tempo; p. es. al gran Cairo la peste suol terminare quasi sempre più presto che in Aleppo e lungo le coste della Soria, ed ivi in certi anni più sollecitamente, in altri più tardi. Nell'Isola di Cipro si osserva dominare all'ordinario in sul finire d'autunno, nel corso dell'inverno, e nel principio di primavera, e cessar nella state. Ne' paesi montani suole imperversare particolarmente nel verno, ed infierire in proporzione dei rigori del freddo; mentre in altri cessa del tutto sotto i rigori invernali, e col procedere della cruda stagione— »676e677In nessun luogo è più manifesta l'influenza dell'aria pura, della libera ventilazione per menomare ed arrestare i progressi del contagio, quanto nei paesi del Levante Ottomano. E di fatti il morbo suol fare stragi fra le famiglie del popolo, che abitano case anguste, sepolte, senza finestre, senza ventilazione; mentre al contrario nel cosìdetto Serraglio, nei palazzi dei grandi, che sono spaziosi, ventilati, con ampie sale e belle gallerie d'intorno, e con ogni possibile miglior maniera di costruzione adattati al clima, di rado vi penetra; e se giunge ad insinuarsi, non s'appicca ordinariamente che agli schiavi, alle persone di servizio, ed al più alle donne dell'harem le cui stanze non sono nè così ampie, nè così ventilate, per cagion de' ripari e dell'altezza delle finestre che vi si usano attesa l'estrema gelosia con cui quelle donne sono custodite— »677La maniera di vivere e di conversare dei grandi della Turchia influisce del pari alla loro preservazione. Il naturale loro orgoglio non permette che alcuno ad essi si accosti. Giacciono la maggior parte del giorno in una gran sala nel fondo del loro Divano, fumando tabacco, prendendo caffè, ed occupandosi degli affari, solo in compagnia di persone di alto grado, le quali pur si tengono ad una certa distanza da loro. I servi ed i paggi stanno fuori dei Divano, e non si fanno avanti se non quando sono obbligati dal respettivo servigio, tornando poi subito al loro posto— »678Nell'anno 1763 regnava la peste in Bosnia, confinante colla Dalmazia. Per la qualità dei confini assai difficile a custodirsi, non essendosi potuto impedire del tutto le comunicazioni col paese ottomano infetto, il contagio non istette molto a propagarsi in Dalmazia, dove andò serpeggiando qua e là più o meno palese pel resto del 1763. Travagliò con più forza quella provincia nel 1764, avendo infierito particolarmente nei borghi di Spalatro, dove sono perite in breve spazio di tempo 530 persone. Per ragion delle buone discipline e precauzioni usate, la città di Spalatro ne fu preservata— »678e579Gli anni 1769-1770-71-72-73 segnano una delle epoche più memorabili della storia riguardo alla peste.A detti anni essa travagliò fieramente la Moldavia, la Valacchia, la Transilvania, la Podolia, la Volinia, la Russia, e Mosca particolarmente, come vedremo in appresso, la Turchia Europea e l'Asiatica, portando da per tutto grandissime stragi e rovine— »679Nell'anno 1769 ardeva la guerra fra la Russia e la Porta Ottomana, cominciata in Moldavia. Dopo replicati combattimenti, ne' quali i Turchi furonoposti in fuga, l'armata russa vittoriosa s'impossessò di Galatz, e di tutto quel tratto di paese che giace al di quà dal Pruth. Galatz fu presa d'assalto ed abbandonata al sacco. In detta città vi regnava la peste di fresco introdottavi col mezzo di mobili e di mercatanzie portatevi da Costantinopoli per ragion di una fiera che appunto vi si teneva in que' dì. Il comandante russo, che ignorava che colà vi fosse la peste, ordinò che ai soldati si desse quartiere nelle case della città, e di tal modo s'apprese il contagio alla truppa, che si diffuse co' suoi più manifesti segnali, ed uccise in breve non pochi soldati— »681e682Dietro l'ordine del supremo comandante conte di Romanzow l'armata si ritirò da Galatz e si diresse verso Yassy, dove mantenersi doveva in stretta contumacia, inviando i malati ad un Lazzereto. — Nella marcia da Galatz a Yassi minorate sensibilmente le malattie e le morti s'incominciò a dubitare che vera peste si fosse. Si distribuirono i soldati per le case di Yassi, ed i malati si allogarono nello stesso palazzo de' Principi di Moldavia, convertito in spedale. Tre settimane passarono tranquillamente,e solo nella quarta settimana osservarono i chirurghi dello spedale che vi comparivano molte febbri accompagnate da petecchie. Esse furono definite da prima febbri maligne. A parecchi di tali malatti in settima od ottava giornata compariva qualche bubone, che veniva risguardato qual decubito del male, con tanto più di persuasione quanto che non pochi malati, dopo una discreta e legittima suppurazione, guarivano— »683Verso la fine della quarta settimana osservaronsi buboni e carbonchi, e morti repentine e sollecite, ed assai più frequenti. I timori di peste andaronsi quindi in proporzione aumentando— »iviTale era il corso delle malattie nello spedale. Nella città le cose passavano tranquillamente. Racconta l'Oreo, siccome un soldato uscito dallo spedale venduta avendo ad un ebreo una pelliccia che aveva preso ad un turco prima di giungere a Yassy, sia stato questo il mezzo, che diffuse il primo seme del morbo nella città— »684Fosse questa, o veramente altre più generali cause che abbiano concorso a diffondere l'infezione fra gli abitanti, è certo che il contagio si è propagatocon grande rapidità in più quartieri della città, ed uccise molti fra i cittadini. Sebbene fossero presso che generali le voci di peste, e molti casi si contassero di morti repentine e violente con manifesti segni di contagio, pure molti vi erano ancora che ostinati il negavano, sostenendo che que' morbi fossero semplici febbri maligne.Di questo partito sgraziatamente fu lo stesso generale comandante barone de Stoffeln, tratto in inganno dalle false insinuazioni de' magnati Moldavi, i quali temendo più della peste l'allontanarsi dell'armata russa, e di restar nuovamente esposti alle incursioni dei turchi, si sforzavano con ogni studio e ragione nel far credere che quella malattia non fosse di pestilenza. Il detto generale cadde vittima del suo errore. Le medesime ragioni private, che avevano tratto in errore il generale servirono a render più diffusa la peste fra gli abitanti di quella città non solo ma in tutta la Moldavia— »684e685Le case, le ville, le città stesse divenero deserti. Gli abitanti presi da estremo infrenabil spavento fuggivano sulle montagne. Molti cadaveri restavanoinsepolti; e siccome v'ha nella Moldavia gran quantità di cani, la quale per barbaro popolar costume e per superstizione, a somiglianza de' Turchi, si procura di conservare, così que' cani rimasti in gran parte senza padrone e senza trovar cibo; facevano di que' cadaveri lor pasto comune. Il perchè, giusta quanto assicura l'Oreo, che a quel tempo trovavasi a Yassy, molti ne divennero idrofobi; quindi oltre il flagello della peste, pur quello dell'idrofobia univasi a travagliare quegli infelici abitanti— »685Comunque fosse grande la violenza e la diffusion del contagio, pure fino alla metà incirca del maggio 1770, la peste se ne rimase ristretta alla sola classe del basso popolo. Ma d'allora, cioè dalla metà di maggio? s'appiccò indistintamente ad ogni sorta di persone, mercadanti, sacerdoti, nobili, plebei, ufficiali di ogni grado, soldati venivano colti egualmente. Alla fine di giugno incominciò a declinare, e a mitigarsi la violenza del male— »686A Bukarest, a Fockschiany nella Valacchia la peste si è introdotta più tardi che nella Moldavia, e vi cagionòmolto minori danni, cessatavi anche più presto. Ma negli spedali di Fockschiany e di Bukarest fu grande la mortalità— »686Nè solo nelle Capitali e nelle principali città della Moldavia e della Valacchia fece stragi il contagio, ma sì bene nei villaggi e paesi della campagna di quelle vaste provincie. In nessun altro luogo però tante come in Yassy, che anzi nelle ville e paesi della campagna si estinse in breve. Ciò avvenne forse per gli usi di quegli abitanti, i quali al primo manifestarsi della peste in fra loro, sogliono la maggior parte fuggire tra monti, e nelle campagne, sceverandosi ne' luoghi più romiti e selvaggi; donde armati di pistole e di fucili, e col continuo sparo tengono da essi lontano qualunque forestiere che cercasse di avvicinarsi— »686e687Ad impedire il progresso del contagio nei luoghi della campagna contribuiscon forse non poco, oltre la già accennata, altre particolari costumanze de' paesani Valacchi e Moldavi; essendocchè in circostanze di peste, al primo accorgersi che qualche individuo della famiglia ne sia infetto, usan essitrasportarlo nascostamente nel più vicino bosco, deporlo in luogo ombroso sopra un letto di foglie, con a canto un vaso pieno di acqua ed alcuni alimenti, visitandolo poi di tratto in tratto, secondo che per pietà, per parentela, o per interesse lor caglia della vita di lui. — Que' malati, a' quali reggono ancora le forze s'accendono da se un po' di fuoco; e morendo, lo che accade il più di sovente, sono nel sito stesso coperti di terra; o rimangono colà insepolti, e vengono divorati dai cani, dalle fiere, o dai vermi. — Sogliono in oltre que' villani bene guardarsi dal toccare l'ammalato, e qualunque cosa che sia stata da esso usata, maneggiata, od anche solamente tocca— »687e688Al manifestarsi della peste sì nella Moldavia che nella Valacchia, ne son presi in nota tutti gli abitanti del paese dall'Ispettore generale, o Intendente della peste. — La città o paese si divide immediatamente in quartieri. — Per ogni quartiere viene dall'Intendente nominato un sotto-ispettore della peste. — Tosto che ammala qualche individuo por si dee fuori della porta della casaun segnale, e darne immediatamente avviso al sotto-ispettore o ispettor del quartiere, il quale è obbligato di tosto visitarlo e dar le occorrenti disposizioni a tenore del bisogno e delle ricevute istruzioni. — Se in tal visita il detto sotto-ispettore riconosca essere l'ammalato realmente appestato, lo fa trasportare, permettendolo la stagione, fuor delle porte di quella casa con tutti i suoi vestimenti. Se ciò accade nel verno, fa collocar l'ammalato in un certo luogo, che viene stabilito appositamente per gli ammalati di peste. — Ognuno che muore dal contagio, col mezzo di persone a questo ufficio appositamente destinate, viene trasportato e sepolto. — A tale ufficio di becchini sono stabiliti individui della feccia del popolo, e per lo più, i gran bevitori. — Dipendono essi dall'ispettore e si prestano a tal pericoloso ministero avendo tutto il corpo ed i vestiti unti di catrame. — Sogliono costoro portare degli amuletti appesi al collo, e taluni entro al loroturbanun bubone secco e tagliuzzato, che alle volte poi vendono ai più creduli del luogo ad un prezzo assai caro, tenutaessendo questa sostanza in conto di grande preservativo, ed impiegandosi come ingrediente principale per fare degli amuletti— »689e690Peste nella Transilvania— »690Trovandosi la Moldavia e la Valacchia in preda alle devastazioni della peste, i signori di quelle Provincie, e particolarmente i più ricchi, abbandonarono le case loro e si rifuggiarono nel territorio della Transilvania, parte accampati sotto tende sulla linea del confine, altri entrati nei Lazzeretti, e la maggior parte rifuggiatisi nei villaggi montani limitrofi. Alte giogaje di monti dividono la Valacchia dalla Transilvania. Il confine è assai esteso e difficile a custodirsi. Il contagio quindi non istette molto a propagarsi nella Transilvania, ed invase primamente il più prossimo distretto di Corona; siccome quello che col paese vicino infetto era in più frequente e libera comunicazione. Le precauzioni per impedirle vennero prese troppo tardi— »690e691Già in maggio 1770 il morbo aveva oltrepassato i confini ed attaccata una famiglia del distretto transilvano di Corona, che aveva dato alloggio ad ungreco di Bukarest. La fanciulla che aveva lavate le di lui robe ammalò con un bubone sotto l'ascella sinistra ed un carbonchio al gomito destro, e se ne morì in quattro dì. Ad essa tenne dietro la madre, un di lei fratello, ed una picciola sorella, morti tutti e tre dopo breve decubito da quel morbo medesimo. Al padre s'appiccò più mite il contagio, manifestatasi una parotide presso l'orecchio sinistro, e scampò la vita; lo che avvenne pur di un'altra fanciulla di sei anni, cui scoppiato era un bubone all'inguine sinistro. Il rio morbo da quella in altre famiglie del distretto non istette molto a diffondersi— »691e692Dal distretto di Corona il contagio si propagò in altri cinque di quella Provincia, cioè in quello di Fogara, di Rosmunda, nel comitato di Nangy-Sinken, nella contea di Hàromszek, nella residenza Csìken, e nella contea Marussich. In tutti questi sei distretti popolati da 3486 famiglie, la peste vi penetrò in 506. Ammalarono 1643 persone, delle quali sono morte 1204; In dicembre di quell'anno la peste era pressochè interamente cessata. L'ultima incidenza accadde il dì 20 marzo nella contea Marussich— »694a700Sintomi principali di questo contagio giusta la descrizione che ci ha lasciato di esso il celebre Chenot— »692e693Visitate dal D.rBruckmann tutte le località infette, e riconosciuto che non vi erano in esse più che malattie ordinarie, ciò che fu considerato di buon indizio, furono dati gli ordini necessarii per gli espurghi; e ad essi si procedette ai primi del seguente aprile— »700e701Metodo ivi tenuto nell'eseguire detti espurghi delle case e suppellettili infette— »701a708Dal pubblico erario veniva rifuso al proprietario il prezzo delle case e delle robe abbruciate, sul dato della stima che per ciascuna doveva farsi precedere all'abbruciamento. Questa misura altrettanto provvida che benefica, tendeva ad impedire maggiori danni, facilitando la consegna degli effetti per l'espurgo e togliendo il motivo per cui venissero occultati— »706e 707Essa però non bastò. Il popolo inclinato alla contravvenzione e non prestando fede alle fatte promesse ebbe bisogno di un severissimo bando per determinarsi ad ubbidire e consegnare tutti gli effetti all'espurgo. D'ordine sovrano venne conceduto un premio di tre zecchini d'oro a quello che scopriva merciod effetti nascosti, e stabilita la pena di morte per chiunque osava qualsivoglia effetto occultare o nascondere. Siffatta misura sortì pieno effetto. Gli espurghi furono condotti felicemente a termine, ed in maggio 1771 levati i cordoni vennero ristabilite libere le comunicazioni in tutta la Provincia, meno la Contea Marussich, che fu messa a pratica soltanto in giugno successivo— »707e708La peste continuava fra la truppa Russa ch'era di presidio in Moldavia e nella Valacchia. I soldati abbandonarono le case de' cittadini, ov'erano aquartierati, e si posero a campo aperto fuori dell'abitato. Pochi giorni dopo accampata all'aperto la truppa, la peste tra essa minorò d'assai. Il corpo più grosso dell'armata comandato dallo stesso general in capo conte di Romanzow si manteneva sano. Il comandante avea diretta la sua marcia verso la parte sinistra del Pruth confinante colla Bessarabia, già quasi deserta, e prese altre precauzioni per impedire le comunicazioni coi paesi infetti. I varii corpi della detta grande armata si mantennero sempre sani durante tutta la state a malgrado le molte vittorie riportatesopra i turchi, ed il ricco bottino fatto dal soldato vittorioso negli abbandonati campi nemici— »785e786Fra le cose allora notate si rileva; che entro alle mura di Bender, picciola città della Bessarabia sul Niester, vi regnava la peste, e grande n'era la mortalità sì fra i soldati turchi di presidio e sì fra gli abitanti prima dell'arrivo dell'armata russa, e durante l'assedio. Dopo un vivissimo e sanguinoso combattimento che durò tre giorni, dopo un continuo tirar di cannoni e moschetti sì da parte degli assedianti che degli assediati; espugnata che fu la città, la peste si vide cessata del tutto, nè avvennero altre incidenze— »786Verso la fine di settembre 1770 durando per molti giorni un tempo sciloccale e piovoso, la peste si manifestò fra il detto grande esercito, attaccando da prima un corpo di cannonieri, che dopo aver espugnato valorosamente il castello di Ackermann se ne ritornò al campo carico di bottino, seco asportando con le spoglie dei vinti anco la peste. Nè andò molto che il contagio si propagò negli altri corpi d'armata a malgrado tutte le precauzioni— »iviLa peste, dopo aver piantate profonde radici nella Moldavia, estese le sue stragi verso la Polonia, ed invase da prima la città di Chozim, situata sulle rive del Niester, al confine tra la Moldavia e la Polonia, recandovi gravi rovine— »787Di là propagossi nella Podolia e nella Volinia, nelle quali Provincie venne recata primamente da alcuni rivenduglioli ebrei, che avendo acquistati molti mobili a Yassi e Chozim ed in altri luoghi, li rivendettero in Polonia— »iviDalla Podolia s'innoltrò il contagio nel mese di agosto fino a Kiew (o Kiovia), città considerevole della Russia europea, nella qual città uccise più di quattro mila persone: e dove, come suol accadere pur troppo nelle città maggiori, la peste fu da prima messa in dubbio, e non se ne ravvisò il pericolo che troppo tardi, allorchè alla cieca fidanza subentrarono lo spavento generale, la confusione, il terrore, nè v'era più tempo di riparare— »iviI più ricchi e potenti e parte delli stessi magistrati disertarono dalla città, lasciandola in balìa della sorte in uno stato di scompiglio e di abbandono danon potersi ridire. Studenti, mercadanti, operai, e tutti quelli cui le famigliari faccende permettevano di allontanarsi dalla città, fuggirono del pari, seco portando il rio seme del contagio, che per tal modo si sparse rapidamente in varii castelli e villaggi della picciola Russia— »787e788Dopo aver infierito a Kiew ed in altri luoghi delle vicinanze durante i mesi di settembre, ottobre e novembre, nel dicembre, al cader delle brine invernali, mitigò da se, e nel successivo gennajo scomparve intieramente tanto a Kiew che in tutti i luoghi vicini. Nella successiva primavera si riaccese di nuovo sì a Kiew e sì pure a Neskin, mostrando di voler riprodurre le stesse tragiche scene. Ma essendo stato spedito opportunamente colà d'ordine dell'Imperatrice Catterina II.dail general maggiore Schipow, ed a cura di lui attivati e rigorosamente mantenuti ottimi provvedimenti e discipline di Sanità, la peste venne subito arrestata ed estinta, e quel sviluppo non ebbe ulteriori conseguenze— »788Mentre la peste imperversava a Kiew e nelle altre località della picciola Russia, come si è detto, nel mese disettembre 1770 si propagò a Braensk e Sewsk città della gran Russia, poste quasi in mezzo tra Kiew e Mosca, ed in parecchi Casali e Villaggi che s'incontrano da quella parte; e finalmente nel dicembre dello stesso anno 1770 si manifestò nella città di Mosca, dove imperversò fieramente per tutto l'anno 1771 ed una parte del 1772 avendo ucciso cento tredici mila persone, come si vedrà in seguito della presente storia— »788e789Fra le pesti che afflissero l'impero Russo non fu forse questa la più distruttrice e la più memorabile, ma bensì apparisce essere stata quella del 1653-54, che devastò nel modo più spaventevole non solo la città di Mosca, ma varie altre città e paesi di quel vasto Impero, lasciandole presso che deserte e spoglie di abitatori. Ciò si raccoglie da una lettera scritta dai Bojardi di Mosca nel 1654 al Czar Alexa Micalovich, che allora trovavasi all'assedio di Smolensko— »680Tenore della detta lettera, la quale si trova negli archivii dell'impero scritta in lingua russa, e che si rileva sottoscritta dal Principe Petrovich Pronschy e da altri— »680e681DIAGNOSISintomi della peste e loro variabilità— »693e seg.Aspetto ingannevole sotto cui non di rado, specialmente nel principio, si presenta la malattia, ond'è difficile ravvisarla— »iviEsempii di uomini sommi e riputati che si sono ingannati nella diagnosi di questo morbo.Funeste conseguenze dei loro falsi giudizii.In che consiste principalmente tutta la dottrina della peste— »693Se la peste non viene conosciuta in tempo: se ravvisata, non si è solleciti a manifestarla; se invece di adottare gli opportuni mezzi per arrestarla, si versa in quistioni, in ambage, il contagio si diffonde, e le misure sanitarie applicate tardi, riescono per lo più frustranee ed inutili— »694Quanto importi che i medici, i chirurghi ed altri addetti ai sanitarii ufficii abbiano chiare e precise idee della peste e dei sintomi della medesima— »iviPreziosa avvertenza di Schraud da aversi presente nel giudicare una malattia sospetta di peste— »695La peste non ha in generale sintomi prodromi.Sintomi che per lo più presentano i malati di peste— »695e seg.Loro singolarità e violenza— »iviOgni peste ha i suoi sintomi proprii, ed il corso di una pestilenza differisce sempre da quello di un'altra. — Non tutti i malati però sono afflitti da tutti i sintomi indicati osservarsi nella peste, ma la malattia viene accompagnata ora dagli uni ora dagli altri— »700Tutti i sintomi sopradescritti (pag. 695, 696, 697) isolati o riuniti possono ancora essere equivoci e comuni ad altre malattie— »697Segni positivi caratteristici della peste, proprii a farla conoscere indubbiamente— »697e698Avvertenze che debbono avere que' medici, chirurghi ed altri, che pel loro istituto sono chiamati primi a dar giudizio sopra le malattie dubbie o sospette di peste— »698Come la maggior parte degli errori più fatali all'umanità sia nata dall'ignoranza di que' fatti pratici che alle dette avvertenze si riferiscono— »iviRapido corso della malattia. — Numero de' giorni che suole durare. — Come in parecchi casi muojano gli appestati in 10 o 12 ore, ed un maggiornumero nello spazio di 24 ore; la maggior parte fra il secondo e quinto giorno; altri improvvisamente, quasi colpiti da fulmine, e prima ancora che si abbia potuto concepire il sospetto che sieno attaccati dalla peste— »699e700Morbose reliquie da cui sogliono esser afflitti quelli che hanno superata la peste— »383e700Sintomi della peste di Egina descritta da Ovidio— »212v.30—della peste di Troja secondo la descrizione di Seneca— »218v.90—da cui era accompagnata la peste di Atene secondo Tucidide— »230e seg.—della stessa peste secondo Lucrezio— »239v.21—della peste che travagliò l'armata Cartaginese sotto Siracusa, descritti da Silio Italico— »250v.19—della peste della Tessaglia descritta da Lucano— »255v.16—singolari da cui era accompagnata la peste che si sviluppò nell'Asia minore agli A. di R. 1208-09 dell'era cristiana 454-55— »264—dai quali secondo Evagrio e Procopio era accompagnata la fierissima peste di Costantinopoli del 542 E. C.— »268e seg.—con cui soleva manifestarsi, e dai quali veniva accompagnata la terribilepeste nera del 1347 fino al 1362 nei paesi dell'Oriente— »319e320Alcuni sintomi più comuni della peste che travagliò la Francia nel 1482— »340—di quella che infierì a Parigi nel 1510— »346Veemenza e perniciosità particolare del contagio nella Gallia Narbonese del 1553, secondo il Valeriola— »560Singolari fenomeni da cui era accompagnata la peste che afflisse l'Ungheria e la Transilvania nel 1554— »561—di quella che infierì a Parigi agli anni 1586-87 descritta dal Palmario— »571Sintomi che accompagnavano la peste di Lione del 1628— »579e seg.—della peste di Digne dell'anno 1629— »386a389—dai quali fu colto il marchese Strigi che ammalò di peste nell'isola di s. Clemente, presso Venezia da dove si propagò la peste nella città nel 1630, e vi cagionò tante stragi— »413—con cui in quella circostanza si palesò nei primi malati della contrada di s. Agnese di Venezia— »414e415—della peste di Firenze del 1630 descritta dal Rondinelli— »431e seg.—della peste di Nimega del 1636-37 descritta dal Diemerbroeck— »445e seg.—della peste di Copenhagen del 1654— »464e465—della peste di Roma del 1656 descritta dal Gastaldi— »481—della peste di Genova delli stessi anni 1656-57— »485e seg.—della peste di Brunswick del 1657 descritta dal medico Lorenzo Gislero— »491e seg.—della peste di Londra di questi stessi anni 1665-66 descritta dall'Hodges e dal Sydenham— »494e seg.—della peste di Gorizia del 1682 descritta dal D.rGiuseppe Candido— »502—della peste di Cracovia del 1707— »507e508—della peste di Würtemberg del 1707— »510—della peste di Marsiglia del 1720-21— »553e554, 590, 591, 592, 593, 594e seg.—della peste di Ukrania del 1738-39 descritta dallo Schreiber— »614e seg.—della peste di Algeri del 1753— »647—della peste di Yassy, secondo la descrizione del Protomedico barone di Asch— »686e687—della peste di Transilvania del 1770 descritta dal Protomedico Chenot— »692e693Non è questo il luogo di accennare alle cause; nè giova il farlo, giacchè non si potrebbe che riferirsi alle varie opinioni intorno ad esse.ESPURGHIMetodi che si usavano per espurgare le robe e case infette di peste, attaccare e distruggere il germe del contagio prima che si conoscesse la pratica delle disinfettazioni cogli acidi minerali— »422Nel 1493 s'instituì per la prima volta la pratica di profumare le lettere ed ogni carta, che veniva da luoghi infetti o sospetti— »422Prima di detta epoca solevasi abbruciare tutte le vesti e suppellettili dei morti da peste, pagatone dall'erario il prezzo. — Ciò che in alcuni luoghi si è fatto più o meno anco dopo quel tempo— »330Profumi disinfettanti usati nella peste di Genova nel 1657-58— »483a491—di Marsiglia nel 1721— »587e583—di Messina nel 1743— »639a641—della Transilvania nel 1756-57— »701a708Come siasi proceduto all'espurgo delle case e delle robe infette nell'ultima peste della Transilvania del 1770— »652e 653METODOdi disinfettazione col mezzo degli acidi minerali— »711Metodo per disinfettare le stanze e gli appartamenti delle case coi vapori del cloro— »711a715—da tenersi nel praticare detti vapori disinfettanti nelle stanze dove giacciono malati— »715e716Le sostanze che hanno servito alla disinfettazione degli appartamenti, gittate nelle latrine continuano ad agire come disinfettanti— »717Altri metodi per ottenere il cloro— »iviCome agisca il cloro sui germi del contagio— »718e719Come venga alterata e scomposta la natura dei germi riproduttori del contagio per l'azione degli acidi solforoso e nitrico— »719Dei vapori dell'acido nitrico e del modo di ottenerli— »719a721Del gas solforoso e dei vapori nitrico-solforosi da sostituirsi allorchè manca il cloro— »720Dei vapori dell'acido muriatico oidroclorico; del metodo di ottenerlo; e delle avvertenze nel praticarlo— »722e723Quantità degl'ingredienti necessarii per una completa disinfettazione proporzionata all'ampiezza de' locali ed al grado della loro contaminazione— »723Metodo da tenersi per disinfettare cogli acidi minerali i vestiti, le coperte, i letti, le biancherie, pelliccerie, ed altri oggetti suscettibili— »725Avvertenze che si debbono avere nell'eseguire le fumigazioni col cloro— »725e726Come le biancherie, vestiti, tessuti di lino, di lana, ed altri oggetti che non soffrono danno dall'espurgo d'acqua, possano venir spurgati egualmente bene, con egual sicurezza e più presto col liscivo, coll'acqua bollente, coll'immersione per parecchie ore nell'acqua del mare, o in una soluzione di cloruro di calce o di soda— »728e742Per tutti quegli oggetti che possono esser lavati senza che rimangano danneggiati, qualunque profumo è interamente superfluo— »772Della commissione medica inviata dal Governo di Francia in Egitto nel 1728 per vedere e studiare la peste— »727e seg.Esperienze che sono state istituite dalladetta commissione per riconoscere l'efficacia dei cloruri come mezzo disinfettante— »727a730Metodi ch'erano in pratica ne' passati tempi per spurgare le lettere— »730a739Espurgo delle lettere col cloro. — Metodo di eseguirlo— »730e731Descrizione della cassetta che viene proposta come opportuna per lo spurgo delle lettere e delle carte. Istruzione sul modo di farne uso— »730a734Che cosa convenga fare per spurgar bene le lettere; e dopo spurgate che cosa occorra farsi prima di dirigerle alla loro destinazione; come condursi per quelle dirette alle prime cariche dello Stato— »734e735Sull'azione del calore considerato come mezzo possente di disinfettazione, atto a distruggere, o almeno ad assopire l'attività del contagio pestilenziale, portato che sia al grado 30 a 35 di Reaumur. — Opinione degli Orientali nel proposito. — Osservazioni ed esperienze che guidarono detta opinione— »735e736Come sulla base di tali osservazioni ed esperienze sia stato introdotto in alcuni dei nostri Lazzeretti l'uso di spurgare le lettere e le carte col calorico, assoggettate poscia ai vapori di nitro e zolfo— »737e738Intorno l'opportunità di detto metodo. — Distinzione— »738Sull'uso dell'aceto per espurgare le lettere e le carte, così pure per l'espurgo di altri oggetti, p. es. delle monete di qualunque sorte, utensili d'oro, d'argento, di rame e d'altri metalli. Metodo di praticarlo— »741Dei grandi fuochi che, servendo alle opinioni dei passati secoli, si solevano accendere nelle strade e sulle piazze pubbliche per purificar l'aria in tempi di peste. — Loro inutilità— »539e540, 627, 293, 740a742Qual uso si faccia oggidì del fuoco nei Lazzeretti, ed in tempi di peste per spurgare le vie, le piazze pubbliche, le porte delle case, i pavimenti, selciati, ed altro— »743In qual modo, e dove accesi possano detti fuochi riescir utili in tempi di contagio— »743e744Della botte per le fumigazioni disinfettanti da adoperarsi in tempi di peste— »765e seg.Importanza ed utilità della medesima— »765e766Quanto sia utile attaccare prontamente i germi del contagio in qualunque luogo ed in qualunque tempo sieno essi per svilupparsi, e dare ai mezzi disinfettantila maggior possibile diffusione ed universalità— »776e767I felici risultamenti ottenuti nella recente peste di Odessa del 1837 dai provvedimenti sanitarii colà attivati, confermano l'importanza e l'efficacia della detta disciplina, di attaccare cioè senza perdita di tempo i germi del contagio coi mezzi disinfettanti più attivi appena succede lo sviluppo di essi, in qualunque luogo ed in tutti i lor nascondigli— »774Come a detti espurghi domiciliari debbano prontamente prestarsi gli stessi individui delle respettive famiglie che rimangono sani, senza attendere i soccorsi dal pubblico; il quale però deve incaricare apposite persone per istruire e dirigere nell'esecuzione di detta pratica le genti del popolo— »768Descrizione della detta botte da espurgo— »769Modo di caricarla e di adoperare con essa per disinfettare i varii effetti destinati all'espurgo— »769a772Per quanto tempo occorra tener chiusi entro la botte esposti ai vapori del gas solforoso gli oggetti da spurgarsi; e dopo spurgati quanto debbano restare all'aria libera— »771e772Come in alcuni casi gravi, e secondo il bisogno e le circostanze, in vece delle fumigazioni col zolfo sieno da adoperarsi quelle col cloro, avendo presenti alcune avvertenze sulla espansibilità di detto gas, e sulla sua qualità di attaccare i colori— »773Cautele ed avvertenze che devono avere le persone che si prestano all'ufficio di caricare la botte onde evitare il contagio— »iviLe cose dette intorno le botti da espurgo possono esser applicate dietro una pratica illuminata a qualunque altro spazio chiuso— »773e774Dei vasi disinfettanti e preservativi, così detti, (vasi profumatorii di salute). Delle bottiglie di cloro portatili; a qual uso servano esse— »744Modi di prepararli— »745a748Avvertenze che si debbono avere nel farne uso— »748Utilità di tener in pronto tali apparati nei Lazzeretti, negli Spedali ed altri Stabilimenti Sanitarii— »749Delle boccie portatili disinfettanti propriamente dette; loro descrizione e maniera di prepararle— »749a751Utilità che da esse se ne può ritrarreper l'uso cui sono destinate a servire; — semplicità della loro preparazione; — comode ed importanti loro proprietà; l'attività loro si conserva per lunghissimo tempo— »750e751Composizione che si adopra per lo spurgo delle stalle infette— »753e754Cenni sull'azione disinfettante e sanatrice dell'aria e della luce— »775L'aria libera e pura considerata qual principal mezzo disinfettante, quello a cui noi dobbiamo la maggior parte degli espurghi che si praticano tuttogiorno nei nostri Lazzeretti; quello di cui l'esperienza di secoli ha dimostrato l'efficacia; nè vi fu ancora alcuno che abbia osato negarla— »775e776Esperienze particolari che hanno dimostrato come sotto l'azione dell'aria libera e pura, e specialmente dove l'ossigeno può esercitar liberamente il suo potere, venga distrutta o menomata l'azione micidiale del contagio e perda quegli la sua facoltà riproduttiva— »777e778Fatti di Filadelfia che comprovano questa verità— »777—di Macarsca— »777e seg.—dell'Ungheria— »779e780—d'Italia— »780—di Parigi— »780Come nei casi di peste o di altro contagio esser debba cura specialissima dei Governi, o di quelli che presiedono alla conservazione della salute pubblica, istruire le popolazioni sull'efficacia di questo mezzo, e di esortarle a profittarne— »781PRESERVATIVI.Delle boccette disinfettanti tascabili pei medici, chirurghi, ministri di religione, serventi, e per tutte le persone che sono obbligate ad avvicinare i malati di contagio, dette altrimenti boccettedisinfettanti di Guyton; — modo di prepararle— »751e seg.Avvertenze che si debbono avere nel portarle addosso— »752Uso di portare addosso il cloruro di calce in boccette chiuse; — come nessuna utilità si possa attendere da questo uso; — ragioni sulle quali si appoggia siffatta opinione— »754e755Quale invece sarà l'uso che di dette boccette di cloruro si potrà fare utilmente— »755Essenziali ed utili cautele da usarsi da quelli che sono obbligati di avvicinare malati di peste— »756Quanto sia raccomandabile l'uso di lavarsi spesso le mani con una soluzione di cloruro di calce, o coll'acqua clorurata, coi quali liquidi si potrà pure bagnarsi il volto e specialmente le narici e le labbra— »756e757Dei sacchettini di tela pieni di cloruro di calce da portare in dosso— »757Quali sieno gli espedienti e mezzi migliori per conservarsi sano ed illeso dovendo vivere in mezzo ai malati di contagio nello stesso ambiente, trattarli ed assisterli— »757e758Cautele da non ammettersi nell'intraprendere le sezioni dei cadaveri delle persone morte di peste— »758Quanto sarebbe desiderabile che col mezzo delle investigazioni sui cadaveri, intraprese con più frequenza e con più di coraggio di quello che siamo soliti di fare, potessimo pervenire a scoprire più chiaramente le interne lesioni prodotte dall'azione del principio pestilenziale— »759Pericolosa ed incauta pratica, che si tollera tuttora in alcuni paesi, quella dei medici e chirurghi dei Lazzeretti ch'esplorano il ventre ed il polso dei malati sospetti od infetti di peste, sia checiò facciano coi guanti cerati o gommati, sia con altri mezzi precauzionali, e sortano poi subito finita la visita, mettendosi in libera comunicazione colle famiglie e persone sane della città— »760Come importerebbe che le Autorità incaricate della tutela della salute pubblica provvedessero a tale inconveniente— »761e762
A Medina di Sidone, a Tripoli nellaSoria, a Latachea la peste andò percorrendo regolarmente i suoi stadii dal marzo all'agosto 1760; nè fu di grande violenza, mentre il numero dei guariti eguagliò incirca quello dei morti. Nei dintorni di Tripoli si riaccese nel 1762— »662
A Gerusalemme si sviluppò nel febbrajo 1760, e vi produsse orribili devastazioni sì nella città che ne' villaggi dei contorni. Nel convento di Terra santa fra vent'un sacerdoti ne morirono dicianove— »662e623
A Damasco si manifestò nel marzo dello stesso anno 1760, e la mortalità vi fu immensa, forse maggiore che in verun altro luogo: così in altre città picciole e villaggi della Palestina, ne' quali ne vennero per essa orribili devastazioni— »ivi
Mentre la peste faceva le più grandi stragi a Damasco, e lungo le città marittime della Palestina e della Soria, gli abitanti della città di Aleppo erano presi da forti timori, che vicina fosse la comparsa anche fra essi del tremendo flagello; nè andò molto che si è pur fra essi manifestato— »663e664
Descrizione della peste di Aleppo— »664a673
Al principio di maggio 1760 arrivarono in Aleppo alcune carovane da Damasco, da Gerusalemme, da Latachea con parecchi individui infetti. Fra questi tre mercanti turchi, che presero alloggio, in città in una casa vicina al Consolato Inglese. Costoro comunicarono il contagio alla famiglia presso cui alloggiarono. Alla fine del maggio altre carovane arrivarono da Gerusalemme, e da Tripoli con parecchi pellegrini turchi e cristiani, tra' quali eranvi alcuni negozianti di Aleppo. Questi facendo ritorno da' luoghi santi contrassero l'infezione per via; e ricovratisi senza verun ostacolo presso le proprie famiglie in città, propagarono più estesamente l'esiziale contagio— »664
Ciò non pertanto fu assai lento in detto anno (1760) l'avanzarsi del morbo, e dappoichè si vedeva che non veniva attaccato dal contagio nessun degli ebrei, i quali fra tutti sono sempre i più facili a contrar l'infezione; e che quelli che assistevano i malati ne andavano per lo più esenti, vi ebbe appena chi dicesse che quel morbo vera peste si fosse— »665
In sul finire di giugno si accrebbe lamortalità, più facile divenne il comunicarsi del contagio; e vieppiù si diffuse sì nella città, sì ne' sobborghi aggiacenti abitati da molte famiglie cristiane. In luglio la ferocia del morbo s'accrebbe ancora più, ma nella prima settimana di agosto cominciò a declinare. Si manifestarono le malattie così dette intercorrenti, o almeno la peste cominciò a vestire una diversa apparenza. Dopo la metà di agosto gli attacchi divennero sempre più rari. Alla fine di agosto la peste scomparve— »666
A malgrado che il contagio fin dal principio manifestato avesse la sua più grande malignità, mentre di sei appestati uno appena salvavasi; pure per tutto l'anno 1760 fece lenti progressi, ed il numero de' morti in tutto quell'anno, secondo le note raccolte dal D.rRussel, non montò che a 500 circa. Avvi però ragioni per credere che molto maggiore sia stata la mortalità se si rifletta alla vastità delle contrade e dei sobborghi di Aleppo, al numero della popolazione, all'indole della malattia; se si consideri che in quel paese non vi avea nè polizia sanitaria nè registri di morti, che i calcoli del Russelsono stati desunti dalle relazioni de' becchini, i quali tenevano conto di que' soli che nel seppellirli mostravano chiari segni di peste; finalmente all'asserzione dello stesso Russel, il quale confessa che in quell'anno avea badato meno attentamente al numero de' morti che negli anni susseguenti— »666e667
Cessata la peste in Aleppo speravasi che non avesse più a riprodursi; ma ne fallì la speranza.
I villaggi delle vicine montagne fra Antiochia e Latachea, dove il contagio, cessato in Aleppo, s'era manifestato, continuarono ad esserne afflitti per tutto il verno; anzi sotto i rigori del freddo, che quell'anno fu più acuto dell'ordinario, erasi rinvigorito assai fieramente. Dai detti villaggi le persone già infette che s'erano rifuggiate nelle pianure sparsero il rio seme del morbo specialmente a Edlib, Sogre, e ad Aleppo stesso: ciò che avvenne anche per il libero comunicar fra Aleppo e Damasco, dove la peste continuava— »668
Nel marzo del 1761 si spiegò il contagio nelle ville di Aleppo, in Aleppo stesso, e circa alla metà del mese nel campo degli Arabi, e fu tale laviolenza del morbo fin dal suo principio, che gli Arabi spaventati abbandonarono nella maggior parte le proprie tende e si rifuggiarono nelle case de' lor conoscenti ed amici. Di settanta appestati appena due andavano salvi. Nè solo fra gli Arabi, ma sì bene fra i Turchi ed i Maroniti si propagarono le stragi— »668
Sopraggiunte le feste del Bairam, al qual tempo i bazzari e i caffè sono straordinariamente affollati di gente, aumentandosi le ragion de' contatti, il morbo in proporzione si dilatò. In aprile si contarono 856 morti: in maggio 1211. Dopo la metà di aprile gli europei si chiusero nei loro quartieri. In giugno la peste infierì vieppiù, e somma fu la mortalità. Alla fine del mese in ispecielità giunse il contagio al suo più alto grado di forza e recò le maggiori rovine. Dal 31 maggio al 5 luglio sono morte 5535 persone, fra le quali 639 cristiani, e 183 ebrei. Penetrò nell'harem dello stesso Cadì, ed in parecchie famiglie de' principali signori turchi— »669e670
Dopo la prima settimana di luglio fu rapida la declinazione del morbo. Dal 5 luglio al 2 agosto sono perite 2115 persone. Dopo la metà di luglio nonmoriva più alcuno prima del terzo giorno di malattia; mentre prima morivano dopo 10 ore dalla contratta infezione, altri, ed in maggior numero, in 24 ore. Verso la fine del mese ricomparvero febbri terzane ed altre malattie che diconsi di carattere, di un andamento diverso dalla peste. Il popolo in generale cominciò a rincorarsi. Gli europei, sì cristiani e sì ebrei, uscirono al pubblico, nè si viddero più deserti e abbandonati i bazzari come per l'innanzi. Dai 15 ai 31 agosto la mortalità fu minore che nel febbrajo che ha preceduto la peste, ed in settembre la pestilenza si risguardò terminata; ma le trepidazioni e le angustie di quegli abitanti non cessarono, dappoichè alcune morti improvvise, ed alcune febbri anomale mantennero vivi fra essi i timori, e solo nel marzo 1762 fu ristabilita la primiera tranquillità e sicurezza— »670a673
Da Aleppo la peste s'innoltrò in altre città della Siria e della Mesopotamia, specialmente ad Arta, (o Orta) ove imperversò con la massima violenza; uccise il Bascià e quasi tutti i soldati e le persone del suo seguito. Ivillaggi dei dintorni rimasero spopolati quasi intieramente. Suez e Adena ne furono pur fieramente travagliate. Narrasi che in Adena e ne' vicini villaggi sono perite venticinque mila persone— »673
Nella primavera del 1761 la peste si manifestò anche nella città di Marasch, e vi durò più anni, cioè fino a tutto il 1765 con alcune tregue, e con alternative di maggiore o minore violenza, ora serpeggiando tacitamente, ed or divampando apertamente; ma sempre divenendo più mite ed appena sensibile durante l'inverno; fino a che nel 1765 aumentò in fiero modo le sue stragi, sì propagò nei vicini villaggi, e vi recò orribili devastazioni. — La lunga durata della peste a Marasch, più che in alcun'altra città della Soria, fu un singolare fenomeno— »674
Osservazioni sull'andamento della peste nel Levante, e sopra i fenomeni, che più facilmente inducono in errore nel riconoscerla al suo primo apparire e nel giudicarla— »675e seg.
La peste nel Levante tiene il medesimo andamento che in Europa. Cresce lentamente, va fluttuando, dilatandosi, e si aumenta poco a poco fino a chegiunge al suo maggiore incremento. Non è però così del suo declinare, osservandosi in quest'ultimo suo periodo manifeste differenze, non solo secondo i luoghi, ma eziandio secondo il tempo; p. es. al gran Cairo la peste suol terminare quasi sempre più presto che in Aleppo e lungo le coste della Soria, ed ivi in certi anni più sollecitamente, in altri più tardi. Nell'Isola di Cipro si osserva dominare all'ordinario in sul finire d'autunno, nel corso dell'inverno, e nel principio di primavera, e cessar nella state. Ne' paesi montani suole imperversare particolarmente nel verno, ed infierire in proporzione dei rigori del freddo; mentre in altri cessa del tutto sotto i rigori invernali, e col procedere della cruda stagione— »676e677
In nessun luogo è più manifesta l'influenza dell'aria pura, della libera ventilazione per menomare ed arrestare i progressi del contagio, quanto nei paesi del Levante Ottomano. E di fatti il morbo suol fare stragi fra le famiglie del popolo, che abitano case anguste, sepolte, senza finestre, senza ventilazione; mentre al contrario nel cosìdetto Serraglio, nei palazzi dei grandi, che sono spaziosi, ventilati, con ampie sale e belle gallerie d'intorno, e con ogni possibile miglior maniera di costruzione adattati al clima, di rado vi penetra; e se giunge ad insinuarsi, non s'appicca ordinariamente che agli schiavi, alle persone di servizio, ed al più alle donne dell'harem le cui stanze non sono nè così ampie, nè così ventilate, per cagion de' ripari e dell'altezza delle finestre che vi si usano attesa l'estrema gelosia con cui quelle donne sono custodite— »677
La maniera di vivere e di conversare dei grandi della Turchia influisce del pari alla loro preservazione. Il naturale loro orgoglio non permette che alcuno ad essi si accosti. Giacciono la maggior parte del giorno in una gran sala nel fondo del loro Divano, fumando tabacco, prendendo caffè, ed occupandosi degli affari, solo in compagnia di persone di alto grado, le quali pur si tengono ad una certa distanza da loro. I servi ed i paggi stanno fuori dei Divano, e non si fanno avanti se non quando sono obbligati dal respettivo servigio, tornando poi subito al loro posto— »678
Nell'anno 1763 regnava la peste in Bosnia, confinante colla Dalmazia. Per la qualità dei confini assai difficile a custodirsi, non essendosi potuto impedire del tutto le comunicazioni col paese ottomano infetto, il contagio non istette molto a propagarsi in Dalmazia, dove andò serpeggiando qua e là più o meno palese pel resto del 1763. Travagliò con più forza quella provincia nel 1764, avendo infierito particolarmente nei borghi di Spalatro, dove sono perite in breve spazio di tempo 530 persone. Per ragion delle buone discipline e precauzioni usate, la città di Spalatro ne fu preservata— »678e579
Gli anni 1769-1770-71-72-73 segnano una delle epoche più memorabili della storia riguardo alla peste.
A detti anni essa travagliò fieramente la Moldavia, la Valacchia, la Transilvania, la Podolia, la Volinia, la Russia, e Mosca particolarmente, come vedremo in appresso, la Turchia Europea e l'Asiatica, portando da per tutto grandissime stragi e rovine— »679
Nell'anno 1769 ardeva la guerra fra la Russia e la Porta Ottomana, cominciata in Moldavia. Dopo replicati combattimenti, ne' quali i Turchi furonoposti in fuga, l'armata russa vittoriosa s'impossessò di Galatz, e di tutto quel tratto di paese che giace al di quà dal Pruth. Galatz fu presa d'assalto ed abbandonata al sacco. In detta città vi regnava la peste di fresco introdottavi col mezzo di mobili e di mercatanzie portatevi da Costantinopoli per ragion di una fiera che appunto vi si teneva in que' dì. Il comandante russo, che ignorava che colà vi fosse la peste, ordinò che ai soldati si desse quartiere nelle case della città, e di tal modo s'apprese il contagio alla truppa, che si diffuse co' suoi più manifesti segnali, ed uccise in breve non pochi soldati— »681e682
Dietro l'ordine del supremo comandante conte di Romanzow l'armata si ritirò da Galatz e si diresse verso Yassy, dove mantenersi doveva in stretta contumacia, inviando i malati ad un Lazzereto. — Nella marcia da Galatz a Yassi minorate sensibilmente le malattie e le morti s'incominciò a dubitare che vera peste si fosse. Si distribuirono i soldati per le case di Yassi, ed i malati si allogarono nello stesso palazzo de' Principi di Moldavia, convertito in spedale. Tre settimane passarono tranquillamente,e solo nella quarta settimana osservarono i chirurghi dello spedale che vi comparivano molte febbri accompagnate da petecchie. Esse furono definite da prima febbri maligne. A parecchi di tali malatti in settima od ottava giornata compariva qualche bubone, che veniva risguardato qual decubito del male, con tanto più di persuasione quanto che non pochi malati, dopo una discreta e legittima suppurazione, guarivano— »683
Verso la fine della quarta settimana osservaronsi buboni e carbonchi, e morti repentine e sollecite, ed assai più frequenti. I timori di peste andaronsi quindi in proporzione aumentando— »ivi
Tale era il corso delle malattie nello spedale. Nella città le cose passavano tranquillamente. Racconta l'Oreo, siccome un soldato uscito dallo spedale venduta avendo ad un ebreo una pelliccia che aveva preso ad un turco prima di giungere a Yassy, sia stato questo il mezzo, che diffuse il primo seme del morbo nella città— »684
Fosse questa, o veramente altre più generali cause che abbiano concorso a diffondere l'infezione fra gli abitanti, è certo che il contagio si è propagatocon grande rapidità in più quartieri della città, ed uccise molti fra i cittadini. Sebbene fossero presso che generali le voci di peste, e molti casi si contassero di morti repentine e violente con manifesti segni di contagio, pure molti vi erano ancora che ostinati il negavano, sostenendo che que' morbi fossero semplici febbri maligne.
Di questo partito sgraziatamente fu lo stesso generale comandante barone de Stoffeln, tratto in inganno dalle false insinuazioni de' magnati Moldavi, i quali temendo più della peste l'allontanarsi dell'armata russa, e di restar nuovamente esposti alle incursioni dei turchi, si sforzavano con ogni studio e ragione nel far credere che quella malattia non fosse di pestilenza. Il detto generale cadde vittima del suo errore. Le medesime ragioni private, che avevano tratto in errore il generale servirono a render più diffusa la peste fra gli abitanti di quella città non solo ma in tutta la Moldavia— »684e685
Le case, le ville, le città stesse divenero deserti. Gli abitanti presi da estremo infrenabil spavento fuggivano sulle montagne. Molti cadaveri restavanoinsepolti; e siccome v'ha nella Moldavia gran quantità di cani, la quale per barbaro popolar costume e per superstizione, a somiglianza de' Turchi, si procura di conservare, così que' cani rimasti in gran parte senza padrone e senza trovar cibo; facevano di que' cadaveri lor pasto comune. Il perchè, giusta quanto assicura l'Oreo, che a quel tempo trovavasi a Yassy, molti ne divennero idrofobi; quindi oltre il flagello della peste, pur quello dell'idrofobia univasi a travagliare quegli infelici abitanti— »685
Comunque fosse grande la violenza e la diffusion del contagio, pure fino alla metà incirca del maggio 1770, la peste se ne rimase ristretta alla sola classe del basso popolo. Ma d'allora, cioè dalla metà di maggio? s'appiccò indistintamente ad ogni sorta di persone, mercadanti, sacerdoti, nobili, plebei, ufficiali di ogni grado, soldati venivano colti egualmente. Alla fine di giugno incominciò a declinare, e a mitigarsi la violenza del male— »686
A Bukarest, a Fockschiany nella Valacchia la peste si è introdotta più tardi che nella Moldavia, e vi cagionòmolto minori danni, cessatavi anche più presto. Ma negli spedali di Fockschiany e di Bukarest fu grande la mortalità— »686
Nè solo nelle Capitali e nelle principali città della Moldavia e della Valacchia fece stragi il contagio, ma sì bene nei villaggi e paesi della campagna di quelle vaste provincie. In nessun altro luogo però tante come in Yassy, che anzi nelle ville e paesi della campagna si estinse in breve. Ciò avvenne forse per gli usi di quegli abitanti, i quali al primo manifestarsi della peste in fra loro, sogliono la maggior parte fuggire tra monti, e nelle campagne, sceverandosi ne' luoghi più romiti e selvaggi; donde armati di pistole e di fucili, e col continuo sparo tengono da essi lontano qualunque forestiere che cercasse di avvicinarsi— »686e687
Ad impedire il progresso del contagio nei luoghi della campagna contribuiscon forse non poco, oltre la già accennata, altre particolari costumanze de' paesani Valacchi e Moldavi; essendocchè in circostanze di peste, al primo accorgersi che qualche individuo della famiglia ne sia infetto, usan essitrasportarlo nascostamente nel più vicino bosco, deporlo in luogo ombroso sopra un letto di foglie, con a canto un vaso pieno di acqua ed alcuni alimenti, visitandolo poi di tratto in tratto, secondo che per pietà, per parentela, o per interesse lor caglia della vita di lui. — Que' malati, a' quali reggono ancora le forze s'accendono da se un po' di fuoco; e morendo, lo che accade il più di sovente, sono nel sito stesso coperti di terra; o rimangono colà insepolti, e vengono divorati dai cani, dalle fiere, o dai vermi. — Sogliono in oltre que' villani bene guardarsi dal toccare l'ammalato, e qualunque cosa che sia stata da esso usata, maneggiata, od anche solamente tocca— »687e688
Al manifestarsi della peste sì nella Moldavia che nella Valacchia, ne son presi in nota tutti gli abitanti del paese dall'Ispettore generale, o Intendente della peste. — La città o paese si divide immediatamente in quartieri. — Per ogni quartiere viene dall'Intendente nominato un sotto-ispettore della peste. — Tosto che ammala qualche individuo por si dee fuori della porta della casaun segnale, e darne immediatamente avviso al sotto-ispettore o ispettor del quartiere, il quale è obbligato di tosto visitarlo e dar le occorrenti disposizioni a tenore del bisogno e delle ricevute istruzioni. — Se in tal visita il detto sotto-ispettore riconosca essere l'ammalato realmente appestato, lo fa trasportare, permettendolo la stagione, fuor delle porte di quella casa con tutti i suoi vestimenti. Se ciò accade nel verno, fa collocar l'ammalato in un certo luogo, che viene stabilito appositamente per gli ammalati di peste. — Ognuno che muore dal contagio, col mezzo di persone a questo ufficio appositamente destinate, viene trasportato e sepolto. — A tale ufficio di becchini sono stabiliti individui della feccia del popolo, e per lo più, i gran bevitori. — Dipendono essi dall'ispettore e si prestano a tal pericoloso ministero avendo tutto il corpo ed i vestiti unti di catrame. — Sogliono costoro portare degli amuletti appesi al collo, e taluni entro al loroturbanun bubone secco e tagliuzzato, che alle volte poi vendono ai più creduli del luogo ad un prezzo assai caro, tenutaessendo questa sostanza in conto di grande preservativo, ed impiegandosi come ingrediente principale per fare degli amuletti— »689e690
Peste nella Transilvania— »690
Trovandosi la Moldavia e la Valacchia in preda alle devastazioni della peste, i signori di quelle Provincie, e particolarmente i più ricchi, abbandonarono le case loro e si rifuggiarono nel territorio della Transilvania, parte accampati sotto tende sulla linea del confine, altri entrati nei Lazzeretti, e la maggior parte rifuggiatisi nei villaggi montani limitrofi. Alte giogaje di monti dividono la Valacchia dalla Transilvania. Il confine è assai esteso e difficile a custodirsi. Il contagio quindi non istette molto a propagarsi nella Transilvania, ed invase primamente il più prossimo distretto di Corona; siccome quello che col paese vicino infetto era in più frequente e libera comunicazione. Le precauzioni per impedirle vennero prese troppo tardi— »690e691
Già in maggio 1770 il morbo aveva oltrepassato i confini ed attaccata una famiglia del distretto transilvano di Corona, che aveva dato alloggio ad ungreco di Bukarest. La fanciulla che aveva lavate le di lui robe ammalò con un bubone sotto l'ascella sinistra ed un carbonchio al gomito destro, e se ne morì in quattro dì. Ad essa tenne dietro la madre, un di lei fratello, ed una picciola sorella, morti tutti e tre dopo breve decubito da quel morbo medesimo. Al padre s'appiccò più mite il contagio, manifestatasi una parotide presso l'orecchio sinistro, e scampò la vita; lo che avvenne pur di un'altra fanciulla di sei anni, cui scoppiato era un bubone all'inguine sinistro. Il rio morbo da quella in altre famiglie del distretto non istette molto a diffondersi— »691e692
Dal distretto di Corona il contagio si propagò in altri cinque di quella Provincia, cioè in quello di Fogara, di Rosmunda, nel comitato di Nangy-Sinken, nella contea di Hàromszek, nella residenza Csìken, e nella contea Marussich. In tutti questi sei distretti popolati da 3486 famiglie, la peste vi penetrò in 506. Ammalarono 1643 persone, delle quali sono morte 1204; In dicembre di quell'anno la peste era pressochè interamente cessata. L'ultima incidenza accadde il dì 20 marzo nella contea Marussich— »694a700
Sintomi principali di questo contagio giusta la descrizione che ci ha lasciato di esso il celebre Chenot— »692e693
Visitate dal D.rBruckmann tutte le località infette, e riconosciuto che non vi erano in esse più che malattie ordinarie, ciò che fu considerato di buon indizio, furono dati gli ordini necessarii per gli espurghi; e ad essi si procedette ai primi del seguente aprile— »700e701
Metodo ivi tenuto nell'eseguire detti espurghi delle case e suppellettili infette— »701a708
Dal pubblico erario veniva rifuso al proprietario il prezzo delle case e delle robe abbruciate, sul dato della stima che per ciascuna doveva farsi precedere all'abbruciamento. Questa misura altrettanto provvida che benefica, tendeva ad impedire maggiori danni, facilitando la consegna degli effetti per l'espurgo e togliendo il motivo per cui venissero occultati— »706e 707
Essa però non bastò. Il popolo inclinato alla contravvenzione e non prestando fede alle fatte promesse ebbe bisogno di un severissimo bando per determinarsi ad ubbidire e consegnare tutti gli effetti all'espurgo. D'ordine sovrano venne conceduto un premio di tre zecchini d'oro a quello che scopriva merciod effetti nascosti, e stabilita la pena di morte per chiunque osava qualsivoglia effetto occultare o nascondere. Siffatta misura sortì pieno effetto. Gli espurghi furono condotti felicemente a termine, ed in maggio 1771 levati i cordoni vennero ristabilite libere le comunicazioni in tutta la Provincia, meno la Contea Marussich, che fu messa a pratica soltanto in giugno successivo— »707e708
La peste continuava fra la truppa Russa ch'era di presidio in Moldavia e nella Valacchia. I soldati abbandonarono le case de' cittadini, ov'erano aquartierati, e si posero a campo aperto fuori dell'abitato. Pochi giorni dopo accampata all'aperto la truppa, la peste tra essa minorò d'assai. Il corpo più grosso dell'armata comandato dallo stesso general in capo conte di Romanzow si manteneva sano. Il comandante avea diretta la sua marcia verso la parte sinistra del Pruth confinante colla Bessarabia, già quasi deserta, e prese altre precauzioni per impedire le comunicazioni coi paesi infetti. I varii corpi della detta grande armata si mantennero sempre sani durante tutta la state a malgrado le molte vittorie riportatesopra i turchi, ed il ricco bottino fatto dal soldato vittorioso negli abbandonati campi nemici— »785e786
Fra le cose allora notate si rileva; che entro alle mura di Bender, picciola città della Bessarabia sul Niester, vi regnava la peste, e grande n'era la mortalità sì fra i soldati turchi di presidio e sì fra gli abitanti prima dell'arrivo dell'armata russa, e durante l'assedio. Dopo un vivissimo e sanguinoso combattimento che durò tre giorni, dopo un continuo tirar di cannoni e moschetti sì da parte degli assedianti che degli assediati; espugnata che fu la città, la peste si vide cessata del tutto, nè avvennero altre incidenze— »786
Verso la fine di settembre 1770 durando per molti giorni un tempo sciloccale e piovoso, la peste si manifestò fra il detto grande esercito, attaccando da prima un corpo di cannonieri, che dopo aver espugnato valorosamente il castello di Ackermann se ne ritornò al campo carico di bottino, seco asportando con le spoglie dei vinti anco la peste. Nè andò molto che il contagio si propagò negli altri corpi d'armata a malgrado tutte le precauzioni— »ivi
La peste, dopo aver piantate profonde radici nella Moldavia, estese le sue stragi verso la Polonia, ed invase da prima la città di Chozim, situata sulle rive del Niester, al confine tra la Moldavia e la Polonia, recandovi gravi rovine— »787
Di là propagossi nella Podolia e nella Volinia, nelle quali Provincie venne recata primamente da alcuni rivenduglioli ebrei, che avendo acquistati molti mobili a Yassi e Chozim ed in altri luoghi, li rivendettero in Polonia— »ivi
Dalla Podolia s'innoltrò il contagio nel mese di agosto fino a Kiew (o Kiovia), città considerevole della Russia europea, nella qual città uccise più di quattro mila persone: e dove, come suol accadere pur troppo nelle città maggiori, la peste fu da prima messa in dubbio, e non se ne ravvisò il pericolo che troppo tardi, allorchè alla cieca fidanza subentrarono lo spavento generale, la confusione, il terrore, nè v'era più tempo di riparare— »ivi
I più ricchi e potenti e parte delli stessi magistrati disertarono dalla città, lasciandola in balìa della sorte in uno stato di scompiglio e di abbandono danon potersi ridire. Studenti, mercadanti, operai, e tutti quelli cui le famigliari faccende permettevano di allontanarsi dalla città, fuggirono del pari, seco portando il rio seme del contagio, che per tal modo si sparse rapidamente in varii castelli e villaggi della picciola Russia— »787e788
Dopo aver infierito a Kiew ed in altri luoghi delle vicinanze durante i mesi di settembre, ottobre e novembre, nel dicembre, al cader delle brine invernali, mitigò da se, e nel successivo gennajo scomparve intieramente tanto a Kiew che in tutti i luoghi vicini. Nella successiva primavera si riaccese di nuovo sì a Kiew e sì pure a Neskin, mostrando di voler riprodurre le stesse tragiche scene. Ma essendo stato spedito opportunamente colà d'ordine dell'Imperatrice Catterina II.dail general maggiore Schipow, ed a cura di lui attivati e rigorosamente mantenuti ottimi provvedimenti e discipline di Sanità, la peste venne subito arrestata ed estinta, e quel sviluppo non ebbe ulteriori conseguenze— »788
Mentre la peste imperversava a Kiew e nelle altre località della picciola Russia, come si è detto, nel mese disettembre 1770 si propagò a Braensk e Sewsk città della gran Russia, poste quasi in mezzo tra Kiew e Mosca, ed in parecchi Casali e Villaggi che s'incontrano da quella parte; e finalmente nel dicembre dello stesso anno 1770 si manifestò nella città di Mosca, dove imperversò fieramente per tutto l'anno 1771 ed una parte del 1772 avendo ucciso cento tredici mila persone, come si vedrà in seguito della presente storia— »788e789
Fra le pesti che afflissero l'impero Russo non fu forse questa la più distruttrice e la più memorabile, ma bensì apparisce essere stata quella del 1653-54, che devastò nel modo più spaventevole non solo la città di Mosca, ma varie altre città e paesi di quel vasto Impero, lasciandole presso che deserte e spoglie di abitatori. Ciò si raccoglie da una lettera scritta dai Bojardi di Mosca nel 1654 al Czar Alexa Micalovich, che allora trovavasi all'assedio di Smolensko— »680
Tenore della detta lettera, la quale si trova negli archivii dell'impero scritta in lingua russa, e che si rileva sottoscritta dal Principe Petrovich Pronschy e da altri— »680e681
DIAGNOSI
Sintomi della peste e loro variabilità— »693e seg.
Aspetto ingannevole sotto cui non di rado, specialmente nel principio, si presenta la malattia, ond'è difficile ravvisarla— »ivi
Esempii di uomini sommi e riputati che si sono ingannati nella diagnosi di questo morbo.
Funeste conseguenze dei loro falsi giudizii.
In che consiste principalmente tutta la dottrina della peste— »693
Se la peste non viene conosciuta in tempo: se ravvisata, non si è solleciti a manifestarla; se invece di adottare gli opportuni mezzi per arrestarla, si versa in quistioni, in ambage, il contagio si diffonde, e le misure sanitarie applicate tardi, riescono per lo più frustranee ed inutili— »694
Quanto importi che i medici, i chirurghi ed altri addetti ai sanitarii ufficii abbiano chiare e precise idee della peste e dei sintomi della medesima— »ivi
Preziosa avvertenza di Schraud da aversi presente nel giudicare una malattia sospetta di peste— »695
La peste non ha in generale sintomi prodromi.
Sintomi che per lo più presentano i malati di peste— »695e seg.
Loro singolarità e violenza— »ivi
Ogni peste ha i suoi sintomi proprii, ed il corso di una pestilenza differisce sempre da quello di un'altra. — Non tutti i malati però sono afflitti da tutti i sintomi indicati osservarsi nella peste, ma la malattia viene accompagnata ora dagli uni ora dagli altri— »700
Tutti i sintomi sopradescritti (pag. 695, 696, 697) isolati o riuniti possono ancora essere equivoci e comuni ad altre malattie— »697
Segni positivi caratteristici della peste, proprii a farla conoscere indubbiamente— »697e698
Avvertenze che debbono avere que' medici, chirurghi ed altri, che pel loro istituto sono chiamati primi a dar giudizio sopra le malattie dubbie o sospette di peste— »698
Come la maggior parte degli errori più fatali all'umanità sia nata dall'ignoranza di que' fatti pratici che alle dette avvertenze si riferiscono— »ivi
Rapido corso della malattia. — Numero de' giorni che suole durare. — Come in parecchi casi muojano gli appestati in 10 o 12 ore, ed un maggiornumero nello spazio di 24 ore; la maggior parte fra il secondo e quinto giorno; altri improvvisamente, quasi colpiti da fulmine, e prima ancora che si abbia potuto concepire il sospetto che sieno attaccati dalla peste— »699e700
Morbose reliquie da cui sogliono esser afflitti quelli che hanno superata la peste— »383e700
Sintomi della peste di Egina descritta da Ovidio— »212v.30
—della peste di Troja secondo la descrizione di Seneca— »218v.90
—da cui era accompagnata la peste di Atene secondo Tucidide— »230e seg.
—della stessa peste secondo Lucrezio— »239v.21
—della peste che travagliò l'armata Cartaginese sotto Siracusa, descritti da Silio Italico— »250v.19
—della peste della Tessaglia descritta da Lucano— »255v.16
—singolari da cui era accompagnata la peste che si sviluppò nell'Asia minore agli A. di R. 1208-09 dell'era cristiana 454-55— »264
—dai quali secondo Evagrio e Procopio era accompagnata la fierissima peste di Costantinopoli del 542 E. C.— »268e seg.
—con cui soleva manifestarsi, e dai quali veniva accompagnata la terribilepeste nera del 1347 fino al 1362 nei paesi dell'Oriente— »319e320
Alcuni sintomi più comuni della peste che travagliò la Francia nel 1482— »340
—di quella che infierì a Parigi nel 1510— »346
Veemenza e perniciosità particolare del contagio nella Gallia Narbonese del 1553, secondo il Valeriola— »560
Singolari fenomeni da cui era accompagnata la peste che afflisse l'Ungheria e la Transilvania nel 1554— »561
—di quella che infierì a Parigi agli anni 1586-87 descritta dal Palmario— »571
Sintomi che accompagnavano la peste di Lione del 1628— »579e seg.
—della peste di Digne dell'anno 1629— »386a389
—dai quali fu colto il marchese Strigi che ammalò di peste nell'isola di s. Clemente, presso Venezia da dove si propagò la peste nella città nel 1630, e vi cagionò tante stragi— »413
—con cui in quella circostanza si palesò nei primi malati della contrada di s. Agnese di Venezia— »414e415
—della peste di Firenze del 1630 descritta dal Rondinelli— »431e seg.
—della peste di Nimega del 1636-37 descritta dal Diemerbroeck— »445e seg.
—della peste di Copenhagen del 1654— »464e465
—della peste di Roma del 1656 descritta dal Gastaldi— »481
—della peste di Genova delli stessi anni 1656-57— »485e seg.
—della peste di Brunswick del 1657 descritta dal medico Lorenzo Gislero— »491e seg.
—della peste di Londra di questi stessi anni 1665-66 descritta dall'Hodges e dal Sydenham— »494e seg.
—della peste di Gorizia del 1682 descritta dal D.rGiuseppe Candido— »502
—della peste di Cracovia del 1707— »507e508
—della peste di Würtemberg del 1707— »510
—della peste di Marsiglia del 1720-21— »553e554, 590, 591, 592, 593, 594e seg.
—della peste di Ukrania del 1738-39 descritta dallo Schreiber— »614e seg.
—della peste di Algeri del 1753— »647
—della peste di Yassy, secondo la descrizione del Protomedico barone di Asch— »686e687
—della peste di Transilvania del 1770 descritta dal Protomedico Chenot— »692e693
Non è questo il luogo di accennare alle cause; nè giova il farlo, giacchè non si potrebbe che riferirsi alle varie opinioni intorno ad esse.
ESPURGHI
Metodi che si usavano per espurgare le robe e case infette di peste, attaccare e distruggere il germe del contagio prima che si conoscesse la pratica delle disinfettazioni cogli acidi minerali— »422
Nel 1493 s'instituì per la prima volta la pratica di profumare le lettere ed ogni carta, che veniva da luoghi infetti o sospetti— »422
Prima di detta epoca solevasi abbruciare tutte le vesti e suppellettili dei morti da peste, pagatone dall'erario il prezzo. — Ciò che in alcuni luoghi si è fatto più o meno anco dopo quel tempo— »330
Profumi disinfettanti usati nella peste di Genova nel 1657-58— »483a491
—di Marsiglia nel 1721— »587e583
—di Messina nel 1743— »639a641
—della Transilvania nel 1756-57— »701a708
Come siasi proceduto all'espurgo delle case e delle robe infette nell'ultima peste della Transilvania del 1770— »652e 653
METODO
di disinfettazione col mezzo degli acidi minerali— »711
Metodo per disinfettare le stanze e gli appartamenti delle case coi vapori del cloro— »711a715
—da tenersi nel praticare detti vapori disinfettanti nelle stanze dove giacciono malati— »715e716
Le sostanze che hanno servito alla disinfettazione degli appartamenti, gittate nelle latrine continuano ad agire come disinfettanti— »717
Altri metodi per ottenere il cloro— »ivi
Come agisca il cloro sui germi del contagio— »718e719
Come venga alterata e scomposta la natura dei germi riproduttori del contagio per l'azione degli acidi solforoso e nitrico— »719
Dei vapori dell'acido nitrico e del modo di ottenerli— »719a721
Del gas solforoso e dei vapori nitrico-solforosi da sostituirsi allorchè manca il cloro— »720
Dei vapori dell'acido muriatico oidroclorico; del metodo di ottenerlo; e delle avvertenze nel praticarlo— »722e723
Quantità degl'ingredienti necessarii per una completa disinfettazione proporzionata all'ampiezza de' locali ed al grado della loro contaminazione— »723
Metodo da tenersi per disinfettare cogli acidi minerali i vestiti, le coperte, i letti, le biancherie, pelliccerie, ed altri oggetti suscettibili— »725
Avvertenze che si debbono avere nell'eseguire le fumigazioni col cloro— »725e726
Come le biancherie, vestiti, tessuti di lino, di lana, ed altri oggetti che non soffrono danno dall'espurgo d'acqua, possano venir spurgati egualmente bene, con egual sicurezza e più presto col liscivo, coll'acqua bollente, coll'immersione per parecchie ore nell'acqua del mare, o in una soluzione di cloruro di calce o di soda— »728e742
Per tutti quegli oggetti che possono esser lavati senza che rimangano danneggiati, qualunque profumo è interamente superfluo— »772
Della commissione medica inviata dal Governo di Francia in Egitto nel 1728 per vedere e studiare la peste— »727e seg.
Esperienze che sono state istituite dalladetta commissione per riconoscere l'efficacia dei cloruri come mezzo disinfettante— »727a730
Metodi ch'erano in pratica ne' passati tempi per spurgare le lettere— »730a739
Espurgo delle lettere col cloro. — Metodo di eseguirlo— »730e731
Descrizione della cassetta che viene proposta come opportuna per lo spurgo delle lettere e delle carte. Istruzione sul modo di farne uso— »730a734
Che cosa convenga fare per spurgar bene le lettere; e dopo spurgate che cosa occorra farsi prima di dirigerle alla loro destinazione; come condursi per quelle dirette alle prime cariche dello Stato— »734e735
Sull'azione del calore considerato come mezzo possente di disinfettazione, atto a distruggere, o almeno ad assopire l'attività del contagio pestilenziale, portato che sia al grado 30 a 35 di Reaumur. — Opinione degli Orientali nel proposito. — Osservazioni ed esperienze che guidarono detta opinione— »735e736
Come sulla base di tali osservazioni ed esperienze sia stato introdotto in alcuni dei nostri Lazzeretti l'uso di spurgare le lettere e le carte col calorico, assoggettate poscia ai vapori di nitro e zolfo— »737e738
Intorno l'opportunità di detto metodo. — Distinzione— »738
Sull'uso dell'aceto per espurgare le lettere e le carte, così pure per l'espurgo di altri oggetti, p. es. delle monete di qualunque sorte, utensili d'oro, d'argento, di rame e d'altri metalli. Metodo di praticarlo— »741
Dei grandi fuochi che, servendo alle opinioni dei passati secoli, si solevano accendere nelle strade e sulle piazze pubbliche per purificar l'aria in tempi di peste. — Loro inutilità— »539e540, 627, 293, 740a742
Qual uso si faccia oggidì del fuoco nei Lazzeretti, ed in tempi di peste per spurgare le vie, le piazze pubbliche, le porte delle case, i pavimenti, selciati, ed altro— »743
In qual modo, e dove accesi possano detti fuochi riescir utili in tempi di contagio— »743e744
Della botte per le fumigazioni disinfettanti da adoperarsi in tempi di peste— »765e seg.
Importanza ed utilità della medesima— »765e766
Quanto sia utile attaccare prontamente i germi del contagio in qualunque luogo ed in qualunque tempo sieno essi per svilupparsi, e dare ai mezzi disinfettantila maggior possibile diffusione ed universalità— »776e767
I felici risultamenti ottenuti nella recente peste di Odessa del 1837 dai provvedimenti sanitarii colà attivati, confermano l'importanza e l'efficacia della detta disciplina, di attaccare cioè senza perdita di tempo i germi del contagio coi mezzi disinfettanti più attivi appena succede lo sviluppo di essi, in qualunque luogo ed in tutti i lor nascondigli— »774
Come a detti espurghi domiciliari debbano prontamente prestarsi gli stessi individui delle respettive famiglie che rimangono sani, senza attendere i soccorsi dal pubblico; il quale però deve incaricare apposite persone per istruire e dirigere nell'esecuzione di detta pratica le genti del popolo— »768
Descrizione della detta botte da espurgo— »769
Modo di caricarla e di adoperare con essa per disinfettare i varii effetti destinati all'espurgo— »769a772
Per quanto tempo occorra tener chiusi entro la botte esposti ai vapori del gas solforoso gli oggetti da spurgarsi; e dopo spurgati quanto debbano restare all'aria libera— »771e772
Come in alcuni casi gravi, e secondo il bisogno e le circostanze, in vece delle fumigazioni col zolfo sieno da adoperarsi quelle col cloro, avendo presenti alcune avvertenze sulla espansibilità di detto gas, e sulla sua qualità di attaccare i colori— »773
Cautele ed avvertenze che devono avere le persone che si prestano all'ufficio di caricare la botte onde evitare il contagio— »ivi
Le cose dette intorno le botti da espurgo possono esser applicate dietro una pratica illuminata a qualunque altro spazio chiuso— »773e774
Dei vasi disinfettanti e preservativi, così detti, (vasi profumatorii di salute). Delle bottiglie di cloro portatili; a qual uso servano esse— »744
Modi di prepararli— »745a748
Avvertenze che si debbono avere nel farne uso— »748
Utilità di tener in pronto tali apparati nei Lazzeretti, negli Spedali ed altri Stabilimenti Sanitarii— »749
Delle boccie portatili disinfettanti propriamente dette; loro descrizione e maniera di prepararle— »749a751
Utilità che da esse se ne può ritrarreper l'uso cui sono destinate a servire; — semplicità della loro preparazione; — comode ed importanti loro proprietà; l'attività loro si conserva per lunghissimo tempo— »750e751
Composizione che si adopra per lo spurgo delle stalle infette— »753e754
Cenni sull'azione disinfettante e sanatrice dell'aria e della luce— »775
L'aria libera e pura considerata qual principal mezzo disinfettante, quello a cui noi dobbiamo la maggior parte degli espurghi che si praticano tuttogiorno nei nostri Lazzeretti; quello di cui l'esperienza di secoli ha dimostrato l'efficacia; nè vi fu ancora alcuno che abbia osato negarla— »775e776
Esperienze particolari che hanno dimostrato come sotto l'azione dell'aria libera e pura, e specialmente dove l'ossigeno può esercitar liberamente il suo potere, venga distrutta o menomata l'azione micidiale del contagio e perda quegli la sua facoltà riproduttiva— »777e778
Fatti di Filadelfia che comprovano questa verità— »777
—di Macarsca— »777e seg.
—dell'Ungheria— »779e780
—d'Italia— »780
—di Parigi— »780
Come nei casi di peste o di altro contagio esser debba cura specialissima dei Governi, o di quelli che presiedono alla conservazione della salute pubblica, istruire le popolazioni sull'efficacia di questo mezzo, e di esortarle a profittarne— »781
PRESERVATIVI.
Delle boccette disinfettanti tascabili pei medici, chirurghi, ministri di religione, serventi, e per tutte le persone che sono obbligate ad avvicinare i malati di contagio, dette altrimenti boccettedisinfettanti di Guyton; — modo di prepararle— »751e seg.
Avvertenze che si debbono avere nel portarle addosso— »752
Uso di portare addosso il cloruro di calce in boccette chiuse; — come nessuna utilità si possa attendere da questo uso; — ragioni sulle quali si appoggia siffatta opinione— »754e755
Quale invece sarà l'uso che di dette boccette di cloruro si potrà fare utilmente— »755
Essenziali ed utili cautele da usarsi da quelli che sono obbligati di avvicinare malati di peste— »756
Quanto sia raccomandabile l'uso di lavarsi spesso le mani con una soluzione di cloruro di calce, o coll'acqua clorurata, coi quali liquidi si potrà pure bagnarsi il volto e specialmente le narici e le labbra— »756e757
Dei sacchettini di tela pieni di cloruro di calce da portare in dosso— »757
Quali sieno gli espedienti e mezzi migliori per conservarsi sano ed illeso dovendo vivere in mezzo ai malati di contagio nello stesso ambiente, trattarli ed assisterli— »757e758
Cautele da non ammettersi nell'intraprendere le sezioni dei cadaveri delle persone morte di peste— »758
Quanto sarebbe desiderabile che col mezzo delle investigazioni sui cadaveri, intraprese con più frequenza e con più di coraggio di quello che siamo soliti di fare, potessimo pervenire a scoprire più chiaramente le interne lesioni prodotte dall'azione del principio pestilenziale— »759
Pericolosa ed incauta pratica, che si tollera tuttora in alcuni paesi, quella dei medici e chirurghi dei Lazzeretti ch'esplorano il ventre ed il polso dei malati sospetti od infetti di peste, sia checiò facciano coi guanti cerati o gommati, sia con altri mezzi precauzionali, e sortano poi subito finita la visita, mettendosi in libera comunicazione colle famiglie e persone sane della città— »760
Come importerebbe che le Autorità incaricate della tutela della salute pubblica provvedessero a tale inconveniente— »761e762