11.

11.Patriottismo futurista.L'Idea di patria non è per noi un prolungamento ideale del sentimento della famiglia.Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che screpolano la metallica gioventù. Primi segni di quietismo, di saggia prudenza moderatrice, bisogno di riposarsi, di ammainare le vele in un porto di calma e di comodità.La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride di vigliaccheria. Padre, madre, nonna, zia e figli dopo alcune stupide schermaglie finiscono sempre per complottare insieme contro il divino pericolo e l'eroismo senza speranza. E la zuppiera fumante è l'incensiere di questo tempio della monotonia.L'Idea di patria invece è una idea assolutamente superiore.Rappresenta il massimo allargamento della generosità dell'individuo straripante in cerchio verso [pg!104] tutti gli esseri umani simili a lui o affini, simpatizzanti e simpatici.Rappresenta la più vasta solidarietà concreta d'interessi agricoli, fluviali, portuali, commerciali, industriali legati insieme da un'unica configurazione geografica, da una stessa miscela di climi e da una stessa colorazione di orizzonti.Rappresenta precisamente la distruzione del sentimento di famiglia egoistica, ristretta, divenuta inutile o dannosa all'individuo.Alcuni dicono: la patria è la nostra grande famiglia. Altri possono dire che la famiglia è una piccola patria. Noi dichiariamo che il cuore dell'uomo spacca e annulla nella sua espansione circolare il piccolo cerchio soffocatore della famiglia per giungere fino agli orli estremi della Patria dove sente palpitare i suoi connazionali di frontiera come se fossero i nervi periferici del suo corpo.L'idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica, dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa, statica, conservatrice, passatista.La vera concezione di patria nasce per la prima volta oggi dalla concezione futurista del Mondo. È stata prima d'ora una confusa miscela di campanilismo, di retorica greco-romana, di eloquenza commemorativa e d'istinto eroico incosciente. Hanno stupidamente poggiata questa idea sulla commemorazione degli Eroi, sulla sfiducia nei vivi, sulla paura della guerra, sulla restaurazione conservatrice di tutto ciò che era morto. [pg!105]Il patriottismo futurista è invece la passione accanita, violenta e tenace per il divenire-progresso-rivoluzione della propria razza lanciata alla conquista delle mete più lontane.Come massima potenza affettiva dell'individuo il patriottismo futurista pur essendo di essenza disinteressata, si trasforma in utilità pratica per la continuità e lo sviluppo della razza che favorisce.Il patriotta italiano invece di lavorare per i suoi figli, lavora, si batte e muore per gli italiani di domani. Massima potenza di amore paterno: invece di 4 o 5 figli sentirne nel cuore 40 milioni.Il cerchio affettivo del mio cuore italiano tendendosi smisuratamente abbraccia la patria cioè la massima quantità manovrabile di ideali, interessi, bisogni miei, nostri, legati fra loro e non in contrasto fra di loro.Data la conformazione della nostra divina penisola, la varietà piacevole dei suoi climi, dato il sangue straricco di qualità varie, ma unico e tipico della nostra razza, la massima quantità manovrabile d'interessi e d'ideali nostri legati fra di loro e non in contrasto include il Trentino, l'Istria, la Dalmazia, Vallona, Rodi, Smirne, Bengasi, Tripoli.Concludendo: la patria è il massimo prolungamento dell'individuo o meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo. [pg!107]

11.Patriottismo futurista.L'Idea di patria non è per noi un prolungamento ideale del sentimento della famiglia.Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che screpolano la metallica gioventù. Primi segni di quietismo, di saggia prudenza moderatrice, bisogno di riposarsi, di ammainare le vele in un porto di calma e di comodità.La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride di vigliaccheria. Padre, madre, nonna, zia e figli dopo alcune stupide schermaglie finiscono sempre per complottare insieme contro il divino pericolo e l'eroismo senza speranza. E la zuppiera fumante è l'incensiere di questo tempio della monotonia.L'Idea di patria invece è una idea assolutamente superiore.Rappresenta il massimo allargamento della generosità dell'individuo straripante in cerchio verso [pg!104] tutti gli esseri umani simili a lui o affini, simpatizzanti e simpatici.Rappresenta la più vasta solidarietà concreta d'interessi agricoli, fluviali, portuali, commerciali, industriali legati insieme da un'unica configurazione geografica, da una stessa miscela di climi e da una stessa colorazione di orizzonti.Rappresenta precisamente la distruzione del sentimento di famiglia egoistica, ristretta, divenuta inutile o dannosa all'individuo.Alcuni dicono: la patria è la nostra grande famiglia. Altri possono dire che la famiglia è una piccola patria. Noi dichiariamo che il cuore dell'uomo spacca e annulla nella sua espansione circolare il piccolo cerchio soffocatore della famiglia per giungere fino agli orli estremi della Patria dove sente palpitare i suoi connazionali di frontiera come se fossero i nervi periferici del suo corpo.L'idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica, dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa, statica, conservatrice, passatista.La vera concezione di patria nasce per la prima volta oggi dalla concezione futurista del Mondo. È stata prima d'ora una confusa miscela di campanilismo, di retorica greco-romana, di eloquenza commemorativa e d'istinto eroico incosciente. Hanno stupidamente poggiata questa idea sulla commemorazione degli Eroi, sulla sfiducia nei vivi, sulla paura della guerra, sulla restaurazione conservatrice di tutto ciò che era morto. [pg!105]Il patriottismo futurista è invece la passione accanita, violenta e tenace per il divenire-progresso-rivoluzione della propria razza lanciata alla conquista delle mete più lontane.Come massima potenza affettiva dell'individuo il patriottismo futurista pur essendo di essenza disinteressata, si trasforma in utilità pratica per la continuità e lo sviluppo della razza che favorisce.Il patriotta italiano invece di lavorare per i suoi figli, lavora, si batte e muore per gli italiani di domani. Massima potenza di amore paterno: invece di 4 o 5 figli sentirne nel cuore 40 milioni.Il cerchio affettivo del mio cuore italiano tendendosi smisuratamente abbraccia la patria cioè la massima quantità manovrabile di ideali, interessi, bisogni miei, nostri, legati fra loro e non in contrasto fra di loro.Data la conformazione della nostra divina penisola, la varietà piacevole dei suoi climi, dato il sangue straricco di qualità varie, ma unico e tipico della nostra razza, la massima quantità manovrabile d'interessi e d'ideali nostri legati fra di loro e non in contrasto include il Trentino, l'Istria, la Dalmazia, Vallona, Rodi, Smirne, Bengasi, Tripoli.Concludendo: la patria è il massimo prolungamento dell'individuo o meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo. [pg!107]

Patriottismo futurista.

L'Idea di patria non è per noi un prolungamento ideale del sentimento della famiglia.

Il sentimento della famiglia è un sentimento inferiore, quasi animale, creato dalla paura delle grandi belve libere e delle notti gonfie d'agguati e d'avventure. Nasce coi primi segni della vecchiaia che screpolano la metallica gioventù. Primi segni di quietismo, di saggia prudenza moderatrice, bisogno di riposarsi, di ammainare le vele in un porto di calma e di comodità.

La lampada familiare è una luminosa chioccia che cova delle uova putride di vigliaccheria. Padre, madre, nonna, zia e figli dopo alcune stupide schermaglie finiscono sempre per complottare insieme contro il divino pericolo e l'eroismo senza speranza. E la zuppiera fumante è l'incensiere di questo tempio della monotonia.

L'Idea di patria invece è una idea assolutamente superiore.

Rappresenta il massimo allargamento della generosità dell'individuo straripante in cerchio verso [pg!104] tutti gli esseri umani simili a lui o affini, simpatizzanti e simpatici.

Rappresenta la più vasta solidarietà concreta d'interessi agricoli, fluviali, portuali, commerciali, industriali legati insieme da un'unica configurazione geografica, da una stessa miscela di climi e da una stessa colorazione di orizzonti.

Rappresenta precisamente la distruzione del sentimento di famiglia egoistica, ristretta, divenuta inutile o dannosa all'individuo.

Alcuni dicono: la patria è la nostra grande famiglia. Altri possono dire che la famiglia è una piccola patria. Noi dichiariamo che il cuore dell'uomo spacca e annulla nella sua espansione circolare il piccolo cerchio soffocatore della famiglia per giungere fino agli orli estremi della Patria dove sente palpitare i suoi connazionali di frontiera come se fossero i nervi periferici del suo corpo.

L'idea di patria annulla l'idea di famiglia. È un'idea generosa, eroica, dinamica, futurista, mentre l'idea di famiglia è gretta, paurosa, statica, conservatrice, passatista.

La vera concezione di patria nasce per la prima volta oggi dalla concezione futurista del Mondo. È stata prima d'ora una confusa miscela di campanilismo, di retorica greco-romana, di eloquenza commemorativa e d'istinto eroico incosciente. Hanno stupidamente poggiata questa idea sulla commemorazione degli Eroi, sulla sfiducia nei vivi, sulla paura della guerra, sulla restaurazione conservatrice di tutto ciò che era morto. [pg!105]

Il patriottismo futurista è invece la passione accanita, violenta e tenace per il divenire-progresso-rivoluzione della propria razza lanciata alla conquista delle mete più lontane.

Come massima potenza affettiva dell'individuo il patriottismo futurista pur essendo di essenza disinteressata, si trasforma in utilità pratica per la continuità e lo sviluppo della razza che favorisce.

Il patriotta italiano invece di lavorare per i suoi figli, lavora, si batte e muore per gli italiani di domani. Massima potenza di amore paterno: invece di 4 o 5 figli sentirne nel cuore 40 milioni.

Il cerchio affettivo del mio cuore italiano tendendosi smisuratamente abbraccia la patria cioè la massima quantità manovrabile di ideali, interessi, bisogni miei, nostri, legati fra loro e non in contrasto fra di loro.

Data la conformazione della nostra divina penisola, la varietà piacevole dei suoi climi, dato il sangue straricco di qualità varie, ma unico e tipico della nostra razza, la massima quantità manovrabile d'interessi e d'ideali nostri legati fra di loro e non in contrasto include il Trentino, l'Istria, la Dalmazia, Vallona, Rodi, Smirne, Bengasi, Tripoli.

Concludendo: la patria è il massimo prolungamento dell'individuo o meglio: il più vasto individuo vivo capace di vivere lungamente, di dirigere, dominare e difendere tutte le parti del suo corpo. [pg!107]


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