19.Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua trasformazione.La proprietà come è oggi costituita manca di qualsiasi titolo di giustificazione.Il valore di ogni proprietà è un prodotto sociale. Il possesso deve essere legittimato da una sociale utilità. La legittima proprietà di ogni bene non può spettare che alla collettività.Il lavoro deve con la libera associazione diventare padrone del suolo e dei capitali d'Italia.Il lavoratore non deve passare dal salario del privato a quello dello stato (collettivismo), ma dello stato deve servirsi per elaborare il nuovo ordinamento economico che lo libererà dallo sfruttamento.Dobbiamo spingere lo stato a riconoscere il carattere e la funzione sociale della Proprietà e quindi ad intervenire per una sempre più giusta distribuzione di essa. Dobbiamo tendere alla nazionalizzazione delle terre, delle acque e del sottosuolo.Bisogna distinguere fra proprietà ed esercizio.Bisogna sottrarre la proprietà all'arbitrio individuale. Ma non affidarne l'esercizio allo stato. [pg!178]Lo stato deve affermare in nome della collettività il diritto sociale della proprietà.L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni.Quando lo stato avrà accettato il principio cheil valore e la funzione della proprietà sono socialibisognerà disporre perchè ogni terra dia il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei lavoratori inenfiteusio gruppo di affittanze collettive.Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto meglio con l'abolizione del diritto di successione. [pg!179]
19.Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua trasformazione.La proprietà come è oggi costituita manca di qualsiasi titolo di giustificazione.Il valore di ogni proprietà è un prodotto sociale. Il possesso deve essere legittimato da una sociale utilità. La legittima proprietà di ogni bene non può spettare che alla collettività.Il lavoro deve con la libera associazione diventare padrone del suolo e dei capitali d'Italia.Il lavoratore non deve passare dal salario del privato a quello dello stato (collettivismo), ma dello stato deve servirsi per elaborare il nuovo ordinamento economico che lo libererà dallo sfruttamento.Dobbiamo spingere lo stato a riconoscere il carattere e la funzione sociale della Proprietà e quindi ad intervenire per una sempre più giusta distribuzione di essa. Dobbiamo tendere alla nazionalizzazione delle terre, delle acque e del sottosuolo.Bisogna distinguere fra proprietà ed esercizio.Bisogna sottrarre la proprietà all'arbitrio individuale. Ma non affidarne l'esercizio allo stato. [pg!178]Lo stato deve affermare in nome della collettività il diritto sociale della proprietà.L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni.Quando lo stato avrà accettato il principio cheil valore e la funzione della proprietà sono socialibisognerà disporre perchè ogni terra dia il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei lavoratori inenfiteusio gruppo di affittanze collettive.Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto meglio con l'abolizione del diritto di successione. [pg!179]
Sintesi della concezione di Mazzini sulla proprietà e la sua trasformazione.
La proprietà come è oggi costituita manca di qualsiasi titolo di giustificazione.
Il valore di ogni proprietà è un prodotto sociale. Il possesso deve essere legittimato da una sociale utilità. La legittima proprietà di ogni bene non può spettare che alla collettività.
Il lavoro deve con la libera associazione diventare padrone del suolo e dei capitali d'Italia.
Il lavoratore non deve passare dal salario del privato a quello dello stato (collettivismo), ma dello stato deve servirsi per elaborare il nuovo ordinamento economico che lo libererà dallo sfruttamento.
Dobbiamo spingere lo stato a riconoscere il carattere e la funzione sociale della Proprietà e quindi ad intervenire per una sempre più giusta distribuzione di essa. Dobbiamo tendere alla nazionalizzazione delle terre, delle acque e del sottosuolo.
Bisogna distinguere fra proprietà ed esercizio.
Bisogna sottrarre la proprietà all'arbitrio individuale. Ma non affidarne l'esercizio allo stato. [pg!178]
Lo stato deve affermare in nome della collettività il diritto sociale della proprietà.
L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni.
Quando lo stato avrà accettato il principio cheil valore e la funzione della proprietà sono socialibisognerà disporre perchè ogni terra dia il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei lavoratori inenfiteusio gruppo di affittanze collettive.
Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto meglio con l'abolizione del diritto di successione. [pg!179]