22.

22.Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi.Dopo lo smembramento dell'impero austroungarico e lo sfasciamento del suo esercito noi proponiamo senz'altro l'abolizione della coscrizione che la conflagrazione ha dimostrato assolutamente inadatta a preparare la vittoria.Crediamo che bisogni rimpiazzarla con un indirizzo sistematicamente sportivo, pratico e tecnico da darsi alle scuole. Istituiremo delle scuole di forza fisica, di coraggio e di patriottismo concreto che producano dei giovani agilizzati e rinforzati simili a quelli usciti senza malattie, senza gravi ferite dalla guerra di trincea. Non crediamo che occorra la vita assurda, deformata, esasperata, contorta, di tre anni sopportati nel sudiciume delle Caserme per formare lo spirito militare. Il giovane italiano non ha bisogno di 3 anni di scuola a piedi abbrutente per imparare ad andare all'assalto e a circondare una mitragliatrice nemica.L'esercito è una costruzione medioevale che è stata quasi radicalmente deformata e spaccata per vincere la guerra. [pg!204]È tempo che si concepisca nettamente la possibilità di una guerra fuori dal concetto di esercito.Le scuole di forza, coraggio, patriottismo che noi vogliamo istituire devono essere concepite fuori della vecchia mentalità del dovere pesante e della disciplina monotona. Con una giocondità primaverile di gioventù che si diverte, giuoca, e involontariamente perfeziona così la potenza dei muscoli addestrandosi allegramente a scattare in avanti, a correre, a irrigidirsi, a snodarsi, per evitare una legnata, prendere a volo un oggetto lanciato, traversare un fiume a nuoto, saltare un ruscello, superare un muro, arrampicarsi, ecc.Queste scuole devono dare agli adolescenti l'orgoglio del proprio corpo, della propria salute fisica e della propria bellezza muscolare. Da queste scuole devono uscire dei giovani muscolosi, agili e belli che sappiano non soltanto leggere e scrivere, ma anche atterrare un aggressore, salire su un albero velocemente, considerare il coraggio come la virtù essenziale dell'uomo, la vigliaccheria come il peggiore delitto, e la qualità d'italiano come un titolo di nobiltà.Fra questi giovani sarà facile reclutare un piccolo corpo coloniale volontario con un pratico sistema di quadri elastici adatti a formare i quadri delle grandi armate improvvisabili in caso di guerra.Non credo alla utilità della vasta, ingombrante costruzione pletorica e passatista che si chiama [pg!205]lo stato maggiore. Dei generali geniali e decisivi comeBadoglioePétainbenchè venuti dallo Stato Maggiore, ne dimenticarono sistematicamente la vecchia dottrina durante questi 4 anni di guerra, sviluppando il loro ingegno strategico e il loro esperto maneggio di fanterie e di cannoni nell'esperienza quotidiana, caso per caso, osservando la linea, contrapponendo astuzie ad astuzie, perfezionamenti a perfezionamenti.Il generale Caviglia e il geniale Foch si dimostrarono grandi condottieri perchè unicamente preoccupati di agire con buon senso antiscolastico, risolvendo tutti i problemi con un ingegno ancora giovanile che aveva saputo resistere ai pedanteschi insegnamenti dello Stato Maggiore e della Scuola di guerra.Quattro anni di guerra ci hanno dimostrato che la cavalleria nel suo stato attuale non può avere che una funzione decorativa da parata o da torneo medioevale.Enorme paralitico e paralizzante bersaglio offerto alle artiglierie nemiche e senza vera potenza offensiva.Impiegare delle masse di cavalleria non può divertire che un cervello da macellaio.Impiegare la cavalleria per squadroni o per plotoni in azioni di molestia o di collegamento equivale a dichiarare il fallimento della cavalleria.Questa guerra ha assolutamente svalutato il cavallo. Prima, nei periodi di lotta di trincea, [pg!206] e ultimamente nell'ultima meravigliosa nostra offensiva manovrata.Il fucile essendo stato quasi altrettanto svalutato che il cavallo e la guerra futura non potendo essere che una guerra di mitragliatrici, noi giungiamo al concetto di creare degli squadroni di mitraglieri a cavallo, utilizzando così il cavallo a portare celermente in punti lontani il maggior numero possibile di mitragliatrici. In una possibile guerra futura avranno perciò parte preponderante i mitraglieri ciclisti, le auto-mitragliatrici blindate, oltre le artiglierie.Perchè eventualmente domani delle armate così concepite siano facilmente improvvisate occorre che l'educazione sia imperniata oltre che sulla ginnastica e i giuochi sportivi anche sulla scienza meccanica.Occorre inoltre istituire delle scuole di strategia e d'armi dove tutti i cittadini siano tenuti al corrente dei continui perfezionamenti di tutti gli ordigni di guerra. [pg!207]

22.Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi.Dopo lo smembramento dell'impero austroungarico e lo sfasciamento del suo esercito noi proponiamo senz'altro l'abolizione della coscrizione che la conflagrazione ha dimostrato assolutamente inadatta a preparare la vittoria.Crediamo che bisogni rimpiazzarla con un indirizzo sistematicamente sportivo, pratico e tecnico da darsi alle scuole. Istituiremo delle scuole di forza fisica, di coraggio e di patriottismo concreto che producano dei giovani agilizzati e rinforzati simili a quelli usciti senza malattie, senza gravi ferite dalla guerra di trincea. Non crediamo che occorra la vita assurda, deformata, esasperata, contorta, di tre anni sopportati nel sudiciume delle Caserme per formare lo spirito militare. Il giovane italiano non ha bisogno di 3 anni di scuola a piedi abbrutente per imparare ad andare all'assalto e a circondare una mitragliatrice nemica.L'esercito è una costruzione medioevale che è stata quasi radicalmente deformata e spaccata per vincere la guerra. [pg!204]È tempo che si concepisca nettamente la possibilità di una guerra fuori dal concetto di esercito.Le scuole di forza, coraggio, patriottismo che noi vogliamo istituire devono essere concepite fuori della vecchia mentalità del dovere pesante e della disciplina monotona. Con una giocondità primaverile di gioventù che si diverte, giuoca, e involontariamente perfeziona così la potenza dei muscoli addestrandosi allegramente a scattare in avanti, a correre, a irrigidirsi, a snodarsi, per evitare una legnata, prendere a volo un oggetto lanciato, traversare un fiume a nuoto, saltare un ruscello, superare un muro, arrampicarsi, ecc.Queste scuole devono dare agli adolescenti l'orgoglio del proprio corpo, della propria salute fisica e della propria bellezza muscolare. Da queste scuole devono uscire dei giovani muscolosi, agili e belli che sappiano non soltanto leggere e scrivere, ma anche atterrare un aggressore, salire su un albero velocemente, considerare il coraggio come la virtù essenziale dell'uomo, la vigliaccheria come il peggiore delitto, e la qualità d'italiano come un titolo di nobiltà.Fra questi giovani sarà facile reclutare un piccolo corpo coloniale volontario con un pratico sistema di quadri elastici adatti a formare i quadri delle grandi armate improvvisabili in caso di guerra.Non credo alla utilità della vasta, ingombrante costruzione pletorica e passatista che si chiama [pg!205]lo stato maggiore. Dei generali geniali e decisivi comeBadoglioePétainbenchè venuti dallo Stato Maggiore, ne dimenticarono sistematicamente la vecchia dottrina durante questi 4 anni di guerra, sviluppando il loro ingegno strategico e il loro esperto maneggio di fanterie e di cannoni nell'esperienza quotidiana, caso per caso, osservando la linea, contrapponendo astuzie ad astuzie, perfezionamenti a perfezionamenti.Il generale Caviglia e il geniale Foch si dimostrarono grandi condottieri perchè unicamente preoccupati di agire con buon senso antiscolastico, risolvendo tutti i problemi con un ingegno ancora giovanile che aveva saputo resistere ai pedanteschi insegnamenti dello Stato Maggiore e della Scuola di guerra.Quattro anni di guerra ci hanno dimostrato che la cavalleria nel suo stato attuale non può avere che una funzione decorativa da parata o da torneo medioevale.Enorme paralitico e paralizzante bersaglio offerto alle artiglierie nemiche e senza vera potenza offensiva.Impiegare delle masse di cavalleria non può divertire che un cervello da macellaio.Impiegare la cavalleria per squadroni o per plotoni in azioni di molestia o di collegamento equivale a dichiarare il fallimento della cavalleria.Questa guerra ha assolutamente svalutato il cavallo. Prima, nei periodi di lotta di trincea, [pg!206] e ultimamente nell'ultima meravigliosa nostra offensiva manovrata.Il fucile essendo stato quasi altrettanto svalutato che il cavallo e la guerra futura non potendo essere che una guerra di mitragliatrici, noi giungiamo al concetto di creare degli squadroni di mitraglieri a cavallo, utilizzando così il cavallo a portare celermente in punti lontani il maggior numero possibile di mitragliatrici. In una possibile guerra futura avranno perciò parte preponderante i mitraglieri ciclisti, le auto-mitragliatrici blindate, oltre le artiglierie.Perchè eventualmente domani delle armate così concepite siano facilmente improvvisate occorre che l'educazione sia imperniata oltre che sulla ginnastica e i giuochi sportivi anche sulla scienza meccanica.Occorre inoltre istituire delle scuole di strategia e d'armi dove tutti i cittadini siano tenuti al corrente dei continui perfezionamenti di tutti gli ordigni di guerra. [pg!207]

Abolizione della coscrizione, esercito volontario, scuole di forza, coraggio e patriottismo; corsi di strategia e d'armi.

Dopo lo smembramento dell'impero austroungarico e lo sfasciamento del suo esercito noi proponiamo senz'altro l'abolizione della coscrizione che la conflagrazione ha dimostrato assolutamente inadatta a preparare la vittoria.

Crediamo che bisogni rimpiazzarla con un indirizzo sistematicamente sportivo, pratico e tecnico da darsi alle scuole. Istituiremo delle scuole di forza fisica, di coraggio e di patriottismo concreto che producano dei giovani agilizzati e rinforzati simili a quelli usciti senza malattie, senza gravi ferite dalla guerra di trincea. Non crediamo che occorra la vita assurda, deformata, esasperata, contorta, di tre anni sopportati nel sudiciume delle Caserme per formare lo spirito militare. Il giovane italiano non ha bisogno di 3 anni di scuola a piedi abbrutente per imparare ad andare all'assalto e a circondare una mitragliatrice nemica.

L'esercito è una costruzione medioevale che è stata quasi radicalmente deformata e spaccata per vincere la guerra. [pg!204]

È tempo che si concepisca nettamente la possibilità di una guerra fuori dal concetto di esercito.

Le scuole di forza, coraggio, patriottismo che noi vogliamo istituire devono essere concepite fuori della vecchia mentalità del dovere pesante e della disciplina monotona. Con una giocondità primaverile di gioventù che si diverte, giuoca, e involontariamente perfeziona così la potenza dei muscoli addestrandosi allegramente a scattare in avanti, a correre, a irrigidirsi, a snodarsi, per evitare una legnata, prendere a volo un oggetto lanciato, traversare un fiume a nuoto, saltare un ruscello, superare un muro, arrampicarsi, ecc.

Queste scuole devono dare agli adolescenti l'orgoglio del proprio corpo, della propria salute fisica e della propria bellezza muscolare. Da queste scuole devono uscire dei giovani muscolosi, agili e belli che sappiano non soltanto leggere e scrivere, ma anche atterrare un aggressore, salire su un albero velocemente, considerare il coraggio come la virtù essenziale dell'uomo, la vigliaccheria come il peggiore delitto, e la qualità d'italiano come un titolo di nobiltà.

Fra questi giovani sarà facile reclutare un piccolo corpo coloniale volontario con un pratico sistema di quadri elastici adatti a formare i quadri delle grandi armate improvvisabili in caso di guerra.

Non credo alla utilità della vasta, ingombrante costruzione pletorica e passatista che si chiama [pg!205]lo stato maggiore. Dei generali geniali e decisivi comeBadoglioePétainbenchè venuti dallo Stato Maggiore, ne dimenticarono sistematicamente la vecchia dottrina durante questi 4 anni di guerra, sviluppando il loro ingegno strategico e il loro esperto maneggio di fanterie e di cannoni nell'esperienza quotidiana, caso per caso, osservando la linea, contrapponendo astuzie ad astuzie, perfezionamenti a perfezionamenti.

Il generale Caviglia e il geniale Foch si dimostrarono grandi condottieri perchè unicamente preoccupati di agire con buon senso antiscolastico, risolvendo tutti i problemi con un ingegno ancora giovanile che aveva saputo resistere ai pedanteschi insegnamenti dello Stato Maggiore e della Scuola di guerra.

Quattro anni di guerra ci hanno dimostrato che la cavalleria nel suo stato attuale non può avere che una funzione decorativa da parata o da torneo medioevale.

Enorme paralitico e paralizzante bersaglio offerto alle artiglierie nemiche e senza vera potenza offensiva.

Impiegare delle masse di cavalleria non può divertire che un cervello da macellaio.

Impiegare la cavalleria per squadroni o per plotoni in azioni di molestia o di collegamento equivale a dichiarare il fallimento della cavalleria.

Questa guerra ha assolutamente svalutato il cavallo. Prima, nei periodi di lotta di trincea, [pg!206] e ultimamente nell'ultima meravigliosa nostra offensiva manovrata.

Il fucile essendo stato quasi altrettanto svalutato che il cavallo e la guerra futura non potendo essere che una guerra di mitragliatrici, noi giungiamo al concetto di creare degli squadroni di mitraglieri a cavallo, utilizzando così il cavallo a portare celermente in punti lontani il maggior numero possibile di mitragliatrici. In una possibile guerra futura avranno perciò parte preponderante i mitraglieri ciclisti, le auto-mitragliatrici blindate, oltre le artiglierie.

Perchè eventualmente domani delle armate così concepite siano facilmente improvvisate occorre che l'educazione sia imperniata oltre che sulla ginnastica e i giuochi sportivi anche sulla scienza meccanica.

Occorre inoltre istituire delle scuole di strategia e d'armi dove tutti i cittadini siano tenuti al corrente dei continui perfezionamenti di tutti gli ordigni di guerra. [pg!207]


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